Manchester: una città inaspettata

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Manchester è l’ultima tappa di questo mio viaggio nell’Inghilterra del nord. Partendo da Newcastle Upon Tyne, passando per il Distretto dei Laghi, con una breve escursione sull’Isola di Man, sono arrivato prima a Blackpool e poi a Liverpool.

Ultima tappa a Manchester

Gli ultimi giorni di questo mio tour sono dedicati tutti a questa città di poco più di 500mila abitanti, la cui storia risale agli antichi Romani.

ARRIVARE A MANCHESTER COL TRENO

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La stazione Piccadilly di Manchester

Sono arrivato da Liverpool con il treno alla stazione Piccadilly, praticamente nel cuore della città. Alla struttura metallica di epoca vittoriana che copre i binari si affianca un moderno edificio in vetro e acciaio. Da questa stazione partono molti treni per Londra, Liverpool e la Scozia. Frequenti sono anche i treni per l’aeroporto internazionale.

Nel piazzale antistante la stazione fanno capolinea i mini bus delle tre linee turistiche urbane. Collegano i principali luoghi di interesse e monumenti della città con un percorso circolare e sono completamente gratuiti. I Metroshuttle sono un mezzo incredibilmente pratico per visitare il centro se non si ha voglia di camminare.

La scelta dell’hotel

Per questo soggiorno ho scelto un hotel Premier Inn a pochi passi dalla stazione. Questa struttura fa parte di una catena di hotel che si possono trovare in tutto il Regno Unito, Irlanda del Nord compresa, Germania, Dubai, Doha, Abu Dhabi e anche nell’estremo oriente.

La particolarità di questi alberghi è che, pur essendo considerati turistici, hanno sempre elevati standard di qualità, un’ottima posizione anche nel centro città e sei sicuro, ovunque andrai, di trovare sempre lo stesso servizio e la stessa accoglienza.

Dalla mia camera all’undicesimo piano ho una meravigliosa vista sulla città e non vedo l’ora di andarla a conoscere meglio.

MANCHESTER E L’APE OPERAIA

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Il simbolo di Manchester  in versione Rainbow

Passeggiare per il centro di Manchester è sicuramente affascinante. Tra edifici storici e palazzi moderni, sono stato subito incuriosito dalla presenza di numerose installazioni, sparse tra piazze, vie e centri commerciali, raffiguranti un’ape. Facevano parte di Bee in the City, ape in città, un’iniziativa a scopo benefico dove 230 api, tra piccole e grandi, sono state esposte nei luoghi più importanti della città. Ognuna, dipinta da un artista diverso, rappresentano il fermento tipico di questa metropoli, dal passato industriale alla moderna scena musicale.

Ho così scoperto che l’ape operaia è il simbolo di Manchester. Comparso per la prima volta sullo stemma durante la Rivoluzione Industriale, quando la città iniziò ad avere un ruolo da protagonista nella produzione di massa. Da allora, questo emblema divenne sempre più diffuso e comune, tanto che la città è ancora soprannominata The Busy Bee, ossia l’ape indaffarata, proprio per il ritmo parecchio sostenuto nelle sue diverse attività.

Scoprire api in chiesa

Ho trovato api anche nei posti posti meno probabili. Persino all’interno della cattedrale di Manchester, un duomo in stile gotico che si trova nel cuore storico della città, c’erano delle piccole api dipinte dai bambini di una scuola. Così, tra una navata e un tabernacolo, faceva bella mostra di sé questo sciame di innocui insetti curiosi.

 A SPASSO PER MANCHESTER

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Il centro di Manchester

Con la navetta gratuita dalla stazione Piccadilly sono andato a visitare il Museo della Scienza ed Industria.

Science and Industry Museum

Ricavato da quella che è stata la prima stazione ferroviaria del mondo nel 1830, sulla linea per Liverpool, questo museo raccoglie reperti relativi ai trasporti, all’energia, ai computer e all’elettronica.

Al suo interno si trova la locomotiva che gareggiò contro la più nota di Stephenson per conquistare il titolo di più veloce. Si possono vedere anche vecchi treni elettrici usati sulle linee inglesi, diversi aerei, qualche macchina e oggetti legati al mondo dell’elettronica.

Ci sono anche alcuni strumenti utilizzati dalla BBC per le prime trasmissioni radio e televisive, compreso un mixer video che ho utilizzato pure io appena assunto in Rai.

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Un vecchio mixer video della BBC

Il museo, aperto tutti i giorni, permette di fare un bel salto indietro nel tempo e garantisce una piacevole escursione di almeno un paio d’ore, prima di andare a vedere il resto della città.

Decido di tornare indietro passeggiando accanto a  vecchi magazzini di stoccaggio ora convertiti a centro commerciale. In pochi minuti arrivo alla biblioteca John Rylands.

John Rylands Library

Questa affascinante biblioteca si trova nel quartiere di Deansgate, a pochi passi dal municipio. Commissionata dalla moglie di John Rylands, al quale è intitolata, doveva essere destinata a custodire libri di natura teologica. Per questa ragione il progettista si ispirò alle chiese neogotiche di periodo vittoriano e nel 1900 venne aperta al pubblico.

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L’interno della biblioteca John Rylands

Tra i documenti conservati si possono trovare alcune delle primissime stampe, compresa una Bibbia di Gutenberg. I suggestivi ambienti neogotici sono perfettamente preservati e uniti alla più recente biblioteca universitaria, alla quale si accede attraverso passerelle e passaggi soprelevati.

Questa biblioteca è stata una delle prime al mondo ad essere illuminata da un impianto elettrico. Grazie ad un generatore interno, la corrente elettrica venne preferita al gas in quanto più pulita e sicura. Vennero anche realizzati particolari condotti di aerazione con filtri, così da depurare l’aria all’interno dell’edificio.

Mi lascio emozionare dal profumo di libri e decido di visitare anche la non distante biblioteca centrale.

Central Library

La Biblioteca Centrale di Manchester si trova nella centralissima piazza San Pietro. Costruita negli anni ’30 del secolo scorso, è di pianta rotonda con un ampio porticato a colonne come facciata principale. Ricorda molto il Pantheon di Roma, al quale si ispira.

L’enorme collezione non si limita solo ai libri consultabili. Al primo piano dell’imponente edificio è ospitata un’intera ala dedicata alla musica. A disposizione del pubblico c’è una quantità quasi infinita non solo di testi, spartiti e raccolte, ma anche dischi. Ci sono anche delle tastiere elettroniche ad uso del pubblico. Consigliabile una cuffia, per non disturbare gli altri.

Dopo tutta questa cultura è ora di svagarsi con dello sano shopping.

LO SHOPPING A MANCHESTER

La centralissima piazza Piccadilly è la porta d’accesso ai grandi magazzini della città. Tutt’intorno si affacciano i maggiori centri commerciali della zona, da Primark a Debenhams. La pedonale Market street è un continuo di negozi di famosi brand e fast food.

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Una via commerciale a Manchester

Di sicuro a Manchester si è quasi costretti a passare per un centro commerciale prima di arrivare ad un museo. In alcuni casi la vera attrazione è il centro commerciale stesso, come nel caso di Exchange Square.

Un giro a Exchange Square

Questa piazza è stata completamente ridisegnata dopo un violento attentato dell’IRA del 1996. La ristrutturazione ha comportato lo spostamento di due storici pub per fare spazio ad un Marks & Spencer, un prestigioso grande magazzino inglese.

Sulla piazza affacciano altri centri commerciali, compreso il più visitato shopping centre del Regno Unito. E’ sicuramente la piazza più brulicante di tutta Manchester, con la Cattedrale e il Museo Nazionale del Calcio. C’è, inoltre, un’importante fermata d’interscambio della Metrolink, la metro tranvia di Manchester.

Metrolink

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Un tram fermo in stazione

A Manchester hanno provato a costruire una metropolitana, ma la forte opposizione e gli alti costi che avrebbero gravato sulle casse comunali hanno impedito che il progetto prendesse piede.

L’amministrazione ha allora investito su una meno costosa metro tranvia. Si tratta di un mezzo che in ambito urbano si comporta come un tram, con i binari anche su strade condivise con altri veicoli e fermate ravvicinate, mentre, in ambito extraurbano, corre su rete propria, anche ricavata da vecchie ferrovie dismesse.

I tram gialli si susseguono a distanza ravvicinata e, nel centro città, tutte le fermate hanno banchine rialzate, come se fossero stazioni della metropolitana.

MEDIACITY UK

Nella periferia occidentale di Manchester, nella zona di Salford e al posto di quelli che erano alcuni moli del porto della città, ha sede il quartiere delle telecomunicazioni, MediaCity UK.

Si tratta di un’area di sviluppo edilizio dove si trovano importanti aziende di telecomunicazioni. Tra queste, BBC e ITV occupano parecchi edifici.

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La BBC a Mediacity

Sia la BBC, che la privata ITV hanno trasferito in questo quartiere importanti settori delle loro produzioni. Nei grandi studi che sono stati costruiti, ogni giorno vengono realizzate trasmissioni che vanno in onda non solo nel Regno Unito.

La BBC organizza regolari visite guidate a questi studi. Basta prenotarsi con qualche giorno di anticipo sul loro sito. Cosa che non ho fatto io, perdendomi così l’opportunità di un giro all’interno della televisione di Sua Maestà.

Accanto a studi e uffici, moderni appartamenti, un centro commerciale, cinema, negozi e ristoranti completano il panorama. Collegata dalla Metrolink al centro di Manchester, MadiaCity Uk è un nuovo modo di vivere la città.

Da qua i canali proseguono fin nel cuore della città e, volendo, si possono fare lunghe passeggiate fino in centro.

DIVERTIRSI A MANCHESTER

La città offre una incredibile scelta di divertimenti. Cinema e teatri sono molto diffusi, così come pub e discoteche. Musei e gallerie d’arte completano l’offerta.

The Northern Quarter

Il Quartiere Settentrionale, il più bohemienne di Manchester, offre pub alternativi, negozi di musica, ristoranti etnici e varia umanità. Sotto le volte del vecchio mercato generale, diversi artigiani hanno aperto le loro botteghe dove vendono gli oggetti da loro prodotti. Si possono trovare gioielli particolari e simpatici oggetti regalo.

Canal Street

Canal Street, lungo la sponda ovest del Rochdale Canal e vicino alla stazione di Piccadilly, è il centro del gay village di Manchester. I disco pub sono sempre gremiti di persone che durante il fine settimana vengono qua a ballare. I ristoranti della zona, alcuni di questi anche raffinati, sono pieni di residenti e turisti, attratti dalla tranquillità e dalla allegra spensieratezza della zona.

Ho passeggiato molto piacevolmente lungo il canale nelle calde serate che ho trascorso in città. E’ stato bello poter cenare seduto ad un tavolo lungo la via del passeggio, mentre la gente iniziava a riempire le discoteche del posto.

Museo dei Trasporti

Non potevo certo perdermi il Museum Of Transport di Manchester.

A nord della città, collegato non proprio bene con il centro, questo piccolo museo raccoglie un gran numero di bus utilizzati in passato sulla rete locale. Tra cimeli d’epoca e qualche rottame, aspettavo di veder anche qualche vecchio tram. Purtroppo così non è stato.

Per vederne uno e percorrere un paio di chilometri a bordo di questo reperto storico, sono andato fino ad Heaton Park, ancora più a nord.

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Tram a Heaton Park

All’interno del parco, raggiungibile sempre con la metro tranvia, è ancora in funzione un breve tratto della linea tranviaria originale. Dopo una lunga camminata dalla stazione della metro, si arriva ad un laghetto artificiale, capolinea del tram. Una vecchia vettura, meravigliosamente restaurata e funzionante, percorre il breve tragitto portando i turisti all’altra estremità. Qua, ospitati nella rimessa, una raccolta di vecchi attrezzi di lavoro e cartelli di destinazione delle linee costituiscono il Museo del Tram.

PRONTO PER UNA NUOVA ESPERIENZA

Con Manchester termina questa mia vacanza in Inghilterra. E’ tempo di tornare a casa e prepararmi a nuovi viaggi. Il mio desiderio di esplorare nuove destinazioni non si placa mai.


 

Liverpool: sulle orme dei Beatles

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Dopo le meravigliose giornate nel Distretto dei Laghi, una rapida visita all’Isola di Man e l’esperienza di Blackpool, è ora di visitare Liverpool.

Conosciuta per aver dato i natali ai Beatles, questa città non è solo musica. Molte sono le attrazione che accolgono i turisti in questa località dall’aspetto tranquillo. Il centro cittadino è un brulicare di turisti che si spostano da un centro commerciale ad un pub, dal mitico Cavern al ristorante etnico alla modo.

LA TRASFORMAZIONE DI LIVERPOOL

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Le tre Grazie di Liverpool

Sorta sulla foce del fiume Mersey, affacciandosi sul mare d’Irlanda, per molto tempo la sorte di Liverpool è stata legata al commercio via mare. Dal suo importante porto, fin dal XVIII secolo numerose furono le rotte che collegavano la città al resto del mondo. Contemporaneamente si sviluppò una ricca industria che per decenni disegnò il panorama intorno alla città. Negli anni ’50 la città entrò in crisi e la florida industria lasciò spazio alla disoccupazione e al degrado.

Dagli anni ’90, tuttavia, una nuova forza vitale si impossessò della città e Liverpool rivide una nuova rinascita puntando sulle sue attrazioni culturali. Grazie all’impegno delle istituzioni, sfruttando anche la nomea di essere la città della musica e dei Beatles, nel 2008 divenne capitale europea della cultura.

Il turismo è diventato oggi uno dei fattori trainanti dell’economia della città. Enormi investimenti hanno restituito nuova vita al vecchio porto che ora è uno dei principali poli d’attrazione. La galleria d’arte Tate ha aperto una sede nei vecchi magazzini di stoccaggio, con importanti collezioni di arte contemporanea. Il centro cittadino è un vivace centro commerciale. Moltissimi sono gli hotel, i pub e i ristoranti. Soprattutto Liverpool rimane la città dei Beatles.

LIVERPOOL E I BEATLES

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L’ingresso del Cavern

Il nome Liverpool è inscindibile dai Beatles. I Fab Four mossero i primi passi verso il successo al Cavern Club nel centro della città. Questo angusto scantinato dalle volte basse, in passato rifugio antiaereo, fu il vero e proprio punto di partenza del beat inglese degli anni ’60.

Completamente ricostruito negli interni, il Cavern ha ospitato negli anni i cantanti più famosi ed oggi è una delle mete turistiche principali di Liverpool. Infatti, i Beatles sono oggi al centro dell’interesse di chi visita la città al punto che sono numerosi i tour organizzati intorno ai luoghi dove il gruppo è vissuto o ha cantato. Non manca neppure un’esposizione permanente sulla loro storia, The Beatles Story.

Ancora oggi il Cavern propone musica dal vivo tutti i giorni, pomeriggio e sera, ed è vera emozione quella che si respira scendendo i gradini che portano alle sale del locale. Pensare che su questi palchi abbiano cantato le più grandi star del panorama musicale mondiale fa sicuramente effetto.

Il pomeriggio in cui mi sono immerso sotto le volte di questi scantinati, un cantante provava a fare il brillante cantando i brani dei Beatles. Il pubblico, mai poco, partecipava con grande trasporto, soprattutto quando venivano suonati i brani più famosi del quartetto. Ho ancora nelle orecchie i cori durante Yellow Submarine.

Andare ad ascoltare musica al Cavern è molto semplice. Quasi sempre l’accesso è gratuito, salvo la presenza di ospiti importanti. Conviene consultare il sito per conoscere il calendario e i prezzi. Ci si può sedere ad ascoltare musica al costo di una consumazione.

Non solo Beatles per le strade di Liverpool. La musica rimane un motivo dominante nella città.

LA MUSICA A LIVERPOOL

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Vista del porto di Liverpool

La musica accompagna la visita della città. Ad ogni angolo, lungo tutte le vie pedonali del centro, così come al porto una folta schiera di artisti di strada intrattiene il pubblico. Moltissimi i cantanti, qualche ballerino. E poi giocolieri, pittori, animatori, equilibristi. Insomma, durante le belle giornate è possibile imbattersi in un gran numero di artisti capaci di farti trascorrere bei momenti.

E la musica continua anche nei pub e ristoranti, più o meno presente. Su Bold Street, la via del passeggio di Liverpool, e sulla prosecuzione Church st. e Lord st. è facile fermarsi ad ascoltare qualche bravo cantante. Addirittura, su Concert Square, una piccola piazzetta vicino a Bold St., si affacciano ben 8 pub, ognuno con la sua musica. Incredibile, tu senti soltanto quella del locale in cui ti sei fermato e non quella dei vicini.

E’ stato bello trascorrere le serate passeggiando lungo queste isole pedonali, dal porto con i suoi chioschetti, un luna park e i vecchi bacini pieni di barche da diporto. Salire per le vie commerciali del Cavern Quarter, con i locali pieni di gente e di musica e qualche ristorante turistico. Arrivare poi nella Concert Square, con il cielo stellato e il tepore di una estate insolitamente calda per questi posti, e godersi la musica seduto davanti ad un freschissima pinta di birra.

I MONUMENTI DI LIVERPOOL

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Vecchio e nuovo a Liverpool

Le guide turistiche della città, quelle ufficiali per intenderci, hanno un lungo elenco di musei e monumenti da visitare nella città dei Beatles.

Io sono un po’ allergico a rinchiudermi negli edifici quando ho poco tempo a disposizione per scoprire un posto.

A Liverpool, si possono incontrare molti dei suoi monumenti passeggiando. Si può iniziare idealmente dalla zona del terminal traghetti, dove fanno bella mostra tre imponenti edifici. Sono le Tre Grazie, tre palazzi simbolo di Liverpool, inseriti tra i Beni dell’Umanità dell’Unesco per il loro pregio.

ll Royal Liver Building, il Cunard Building e il Port of Liverpool Building hanno reso famosa la zona marittima e ricordano l’importanza del porto di questa città. Molti gli edifici di nuova concezione che si inseriscono nel panorama classico del porto della città. Perfetta la sintesi tra vecchio e nuovo, così come la Galleria d’Arte Moderna Tate Liverpool occupa perfettamente gli spazi di un vecchio deposito.

Non mancano le chiese. Due imponenti cattedrali sembrano fronteggiarsi a poca distanza una dall’altra. La Cattedrale Anglicana e la Cattedrale Cattolica.

La Cattedrale Anglicana di Liverpool

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La navata centrale della Cattedrale Anglicana

Questa cattedrale, una delle più imponenti d’Inghilterra, è facilmente visibile per il suo maestoso campanile. Alto circa 100 metri di altezza, con 13 campane è di sicuro uno dei più grandi al mondo. Lo stile gotico rivisitato per il ventesimo secolo, la cattedrale è dei primi del novecento, venne scelto tra molti progetti. Molte polemiche nacquero intorno alla scelta del progettista, considerato troppo giovane, poco più che ventenne, e cattolico.

Destino ha voluto che durante la mia visita stessero intonando il grande organo a canne. Ogni singola nota veniva modulata per un tempo improponibile, riecheggiando non solo lungo le navate, ma anche dentro la testa. Mai visita ad un monumento fu così veloce. Meno di dieci minuti ero fuori.

La Cattedrale Cattolica di Liverpool

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Vista della Cattedrale Cattolica

Quasi contemporanea alla Cattedrale Anglicana, questa chiesa è di pianta circolare. Di fronte all’ingresso principale si trova un grande altare bianco. Al livello inferiore è stata costruita una cripta, visibile a pagamento.

Di dubbio gusto per le forme sgraziate, la ripida scalinata d’accesso e l’algido interno, la Cattedrale ha la curiosità di ospitare all’interno della cripta l’annuale Liverpool Beer Festival.

TANTI MOTIVI PER VISITARE LIVERPOOL

Ho scoperto una Liverpool che mai mi sarei aspettato. Non solo Beatleas, musica e pub. Tanta cultura, una accoglienza speciale e ottimi ristoranti.

Ho avuto la possibilità di soggiornare in un boutique hotel, l’Hope Street Hotel.

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La facciate dell’Hope Street Hotel

Con un’offerta super scontata presa con Secret Escapes, sito che permette di prenotare alberghi di lusso a prezzi abbordabili, ho avuto una tariffa molto interessante. L’hotel è proprio di fronte alla Philharmonic Hall di Liverpool, non distante dal centro. L’edificio occupa quella che una volta era una fabbrica di carrozze. Completamente riammodernato, l’edificio è ricco di moderni dettagli inseriti in un conterto classico. Notti silenziose, comodo letto e super colazioni hanno reso il soggiorno eccezionale.

Ora è tempo di dirigersi a Manchester. Un comodo treno mi porterà alla prossima destinazione.


 

Pay e display: l’incubo della sosta inglese

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Viaggiando in Gran Bretagna con un auto a noleggio mi sono spesso imbattuto nell’incubo del pay e display.

Parcheggiare in un’area di sosta inglese a volta ti porta a confrontarti con norme diverse da un parcheggio all’altro, anche con esiti divertenti.

Nell’ultima mia esperienza di viaggio in Inghilterra, che potete leggere a partire da questo post, ho avuto ancora una volta un rapporto conflittuale con il pay e display inglese.

PAY E DISPLAY COME IN ITALIA

In Italia siamo ormai abituati che quando parcheggiamo sulle strisce blu dobbiamo come minimo andare a pagare alla macchinetta, ritirare il tagliando ed esporlo sul cruscotto.

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Istruzioni per il parcheggio

Bene o male le cose succedono così anche in Inghilterra, se non fosse che ogni area di sosta ha le sue norme e non sempre sono comprensibili. Se ci si aggiunge che i parchimetri sono di diversi modelli e che non sempre sono funzionanti, allora parcheggiare diventa un vero incubo.

La prima dura realtà con la quale ci si confronta è che in città è impossibile parcheggiare senza pagare. Ovunque io abbia provato a lasciare l’auto in sosta, che fosse un vicolo nascosto o la strada principale, era sempre un’area a pagamento.

Armato di un portamonete colmo di centesimi e sterline, il mio approccio con il parchimetro è sempre dubbioso. Capisco bene quello che c’è scritto o sto prendendo lucciolo per lanterne? Inizia così il mio rapporto con la sosta in terra inglese, supportato a volte dalla tecnologia, altre volte osteggiato proprio da questa.

PAY E DISPLAY TECNOLOGICI

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Il parchimetro è a sinistra

Quando sono stato fortunato ho parcheggiato in una zona con la sosta super tecnologica.

Il parcheggio del forte romano Housesteads lungo il Vallo di Adriano, dove mi sono fermato all’inizio del mio giro dell’Inghilterra del Nord, è controllato da telecamere. Il pagamento si fa solo al termine della sosta, quando al parchimetro si deve inserire il numero di targa della propria auto. Il sistema video sorvegliato ha memorizzato il numero della tua auto e calcola in maniera automatica il tempo di sosta e l’importo da pagare. Ben accette le carte di credito, che sempre salvano quando non si hanno a disposizioni monete. Certo, non siamo alla comodità di pagare con un’applicazione del proprio smartphone, ma come sistema è molto pratico e per me, straniero e senza monete in tasca, è molto semplice.

Le difficoltà arrivano nelle località remote, dove il sistema di parchimetri è ancora legato alle vecchie monete.

PAY E DISPLAY A MONETE

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A volte non parcheggi

Anche in località remote, spiagge isolate, radure desolate, il parchimetro è lì che fa bella mostra di sé. Un totem eretto ad ammonimento contro i furbetti della sosta. Che fai? Non paghi? Butto l’occhio sul cruscotto delle altre auto e tutte, dico tutte, hanno il loro bel tagliandino esposto. Ed io, che non voglio passare per il classico italiano evasore, inizio a frugare nelle tasche, nello zaino, sotto il tappetino della macchina, alla ricerca di una moneta, un nichelino, un centesimo che mi metta in regola con il parcheggio.

Il parchimetro non accetta più le monete di rame, solo quelle in acciaio, quindi a me, ovviamente, mancano 15 centesimi per poter acquistare la sosta minima. Niente bar nelle vicinanze per un caffè e cambiare banconote. Non resta che cambiare zona.

Ci sono poi i parchimetri le cui istruzioni sono state distrutte da vandali o consumate dal tempo. Che faccio? Sfido la sorte e non pago? Tutte le altre macchine parcheggiate hanno il tagliando lì, addirittura incollato al finestrino con l’ora di scadenza bella evidenziata. Non pago, facendomi venire sensi di colpa per i prossimi dieci anni o inserisco monete a caso fino a quando non mi viene stampato il ticket?

Mi è capitato anche di dovermi districare con il display del parchimetro vagamente sbiadito. Le indicazioni sull’importo inserito e l’ora di fine sosta erano affidate alla fantasia. Cifre e lettere erano evanescenti come un ectoplasma, effimere come un fuoco fatuo. Solo la fantasia mi ha fatto inserire le monete giuste ed ottenere il mitico foglietto da esporre, nemmeno fosse la sacra sindone.

PAY E DISPLAY CON CARTE DI PAGAMENTO

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Quanto e come si paga

Devo ammetterlo: non amo usare contanti. Sono talmente abituato ad effettuare tutti i miei acquisti pagando con carta di credito o bancomat che spesso mi capita di andare in giro senza soldi.

Non potete immaginare la mia gioia quando trovo parchimetri che accettano il pagamento elettronico con le carte. Tuttavia, non sempre le cose vanno come mi piacerebbero e in alcuni casi ho rischiato di venire alle mani con un parchimetro. Di sicuro, l’ho preso a brutte parole.

Alcuni parchimetri richiedono di inserire il numero di targa prima del pagamento. Cifre e lettere vanno digitate sul tastierino che c’è sulla torretta, ma non sempre questo ha voglia di collaborare. A volte non prende il carattere che hai digitato, altre volte sembra che tu lo abbia schiacciato tre volte. Alla fine la si vince, ma nel frattempo è passato un quarto d’ora.

Inserisco, quindi, la carta di credito e parte il cinema. Prima che compaia una qualsiasi istruzione sul display passano ere geologiche. Sembra di sentire in lontananza il rumore dei vecchi modem, quelli che pigolavano e squittivano prima di collegarsi alla rete dati.

Alla richiesta del pin, il display si spegne e si accende ad intermittenza per poi riaccendersi con un minaccioso messaggio di errore. Codice errato. Ripeto l’operazione un altro paio di volte, sempre col display lampeggiante e alla fine il netto rifiuto del sistema: nessun collegamento alla rete.

Bene, ma non benissimo. Non cedo neppure questa volta alla mia origine italiana e recupero quattro monete sufficienti a quel quarto d’ora di sosta per la passeggiata.

QUANDO SI SPEGNE IL PAY E DISPLAY

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Si paga anche qui

L’avventura più assurda l’ho avuta a Lancaster. Sono stato in questa località per puro caso, dopo il ritardo del traghetto per l’Isola di Man come ho raccontato qua.

Il primo parcheggio presso il quale mi sono fermato aveva il parchimetro rotto. Il secondo era uno per soli residenti, nemmeno tanto in centro, quindi ho desistito e mi sono spostato oltre. Ho cercato parcheggio in un centro commerciale. A pagamento, sul tetto dell’edificio, vicino all’ascensore rotto e con il parchimetro che accetta le carte di credito. Peccato che io non abbia guardato gli orari di apertura e solo una volta al piano terra chiedo in giro. Il parcheggio ha gli stessi orari del centro commerciale. Chiude alle 17. Sono le 16.45. Evviva.

Punto, allora, al parcheggio della locale stazione ferroviaria. Grande, trafficata, solo 4 sterline per tutto il giorno di sosta. Non ci sono orari di chiusura.

Ritiro il ticket all’accesso al parcheggio. Mentre esco, note i parchimetri sul primo binario della stazione di Lancaster. Ottimo, così al ritorno so dove pagare. Mi distraggo, vedo gente, faccio cose e, verso le 23.30, torno a prendere la macchina.

La stazione è chiusa! Il parchimetro irraggiungibile, quindi nessuna possibilità di pagare la sosta. Al parcheggio ci sono altre auto. Le istruzioni affisse sul cartello, ma anche sul sito della società di gestione, non parlano di questa eventualità. Ancora più inquietante, le sbarre di accesso e uscita sono alzate. Tre inquietanti telecamere sorvegliano l’accesso del parcheggio, quindi il dubbio che mi assale è che se esco senza pagare mi rincorrerà la cavalleria di sua Maestà.

UN FINALE INASPETTATO PER IL PAY E DISPLAY

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Quando il telefono ti paga il parcheggio

Decido, comunque, di uscire dal parcheggio con la mia auto. Vago nel piazzale deserto della stazione alla ricerca di un’anima pia che mi possa dare conforto.

Nessuno!

Dopo qualche attimo, da dietro un cancello della stazione esce un dipendente con la sua macchina, alla quale mi accosto al volo.

Racconto la mia disavventura e, forse complice il mio inglese non perfetto, il tizio si offre per aprire le sbarre del parcheggio con la sua tessera. Vedendo le barriere aperte, capisce l’equivoco, si fa una risata e mi dice che a stazione chiusa non si paga più la sosta, anche se si è parcheggiati dalla mattina.

Non mi rimane che andarmene, con una leggera ansia, a prendere il traghetto per l’Isola di Man, sperando di non vedermi recapitare qualche mega multa.

Dopo un viaggio in traghetto non completamente confortevole, come ho raccontato in questo post, ho comunque deciso di chiamare il call centre di chi gestisce l’area di sosta. Al telefono, una premurosa voce femminile mi conferma quanto detto la sera prima dal ferroviere e mi dice di stare tranquillo. Da loro funziona così.

PAY E DISPLAY NON MI AVRETE PER UN PO’

E’ arrivato il momento di consegnare l’auto a noleggio. Come sempre Avis mi ha dato la possibilità di una vacanza senza problemi. Se non fosse stato per gli inconvenienti con i parchimetri, direi anche perfetta. Mi aspettano Liverpool e Manchester, mete conclusive di questo giro nel nord ovest dell’Inghilterra. Fermandomi pochi giorni in ogni città non avrò più bisogno dell’auto e quindi non dovrò litigare ancora con le macchinette del pay e display.

Almeno fino al prossimo viaggio nel Regno Unito.


 

Blackpool: la Rimini d’Inghilterra

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Blackpool è la città del divertimento per famiglie più famosa dell’Inghilterra. Nata all’inizio del 1800, ha da subito avuto come vocazione quella di attirare i vacanzieri inglesi alla ricerca di mare e spensieratezza.

Ideale per qualche giorno di svago, è sempre piena di turisti che dalle vicine grandi città di Liverpool, Manchester, ma anche Londra, vengono in questa città per passare le loro vacanze.

PERCHE’ ANDARE A BLACKPOOL

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La lunga promenade di Blackpool

Normalmente, quando organizzo i miei viaggi tendo ad evitare le località facilmente troppo affollate da turisti. Blackpool tuttavia, pur essendo una meta ambitissima per le vacanze giovani e familiari, ha sempre avuto un gran richiamo su di me. In questo giro d’Inghilterra, partito da Newcastle, passando per il Distretto dei Laghi, per proseguire sull’Isola di Man, prima di andare a Liverpool e Manchester, è stato semplice inserire una tappa di un paio di giorni in questa cittadina.

Da sempre appassionato di treni e di tutto ciò che viaggia su rotaie, sapevo che fino a pochi anni fa questa città inglese era l’unica ad avere ancora una linea di tram funzionanti. Avevo visto più di una foto o di un filmato dei vecchi vagoni circolanti lungo la promenade della città. Sono sempre stato incuriosito di vederli dal vivo, salendoci sopra e fare un giro a bordo di queste carrozze storiche.

Così ho pianificato una visita a Blackpool, non tanto per la sua spiaggia e il suo mare poco invitanti, ma per i suoi tram storici.

I TRAM STORICI DI BLACKPOOL

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Tram storico di Blackpool

Sui binari dei tram di Blackpool continuano a circolare alcuni vecchi modelli dell’epoca d’oro del trasporto pubblico su rotaia. Tra le nuove carrozze a piano ribassato e con aria condizionata, si possono vedere anche tram a due piani nella classica livrea verde e crema. Sono tram dagli interni eleganti e divanetti imbottiti comodissimi. Ci sono anche dei tram più curiosi, dalle forme strane e divertenti.

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Lo storico tram scoperto

Tra questi, fa la sua bella figura il tram scoperto, la versione decapottabile del trasporto pubblico su rotaia. E’ un vecchio tram al quale hanno asportato la copertura e circola lungo la promenda durante le belle giornate assolate. Sul sito ufficiale si possono trovare molte informazioni circa gli orari e il percorso di questi veicoli d’epoca. Questi tram storici effettuano giri turistici tra due delle più conosciute attrazioni di Blackpool: la Torre di Blackpool e Pleasure Beach.

THE BLACKPOOL TOWER

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La Torre di Blackpool

Ispirata alla Tour Eiffel di Parigi, con i suoi 158 metri di altezza è sicuramente l’attrazione più appariscente di Blackpool. La Torre fa parte di un complesso più grande. Alla sua base, un edificio di mattoni rossi di tre piani racchiude il Tower Circus, diverse attrazioni per grandi e piccini e la meravigliosa Ballroom.

Inaugurata nel 1894, la Torre è stata protagonista di piccoli grandi avvenimenti nel corso della sua “carriera”. Tre anni dopo, la cima della torre prese fuoco e la notarono fino a 50 miglia di distanza. Tra il 1921 e il 1924 sostituirono tutte le travi d’acciaio di cui è composta perché le precedenti presentavano uno stato di corrosione eccessivo.

Un transatlantico la scambiò per un faro durante una tempesta, perdendo la rotta e affondando vicino alla spiaggia di Blackpool. Ancora oggi, durante la bassa marea si può vedere il relitto adagiato sul fondale.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Royal Air Force installò un radar sulla cima e nel 1984 comparve un gigantesco King Kong appeso lungo la struttura.

Nel 1998 venne posizionato, sul pavimento dell’osservatorio sulla vetta della torre, il Walk of Faith, un enorme pannello di vetro trasparente sul quale camminare sospesi nel vuoto. In effetti ci vuole molta fede, molto fegato e coraggio per camminarci sopra sapendo di essere a 120 metri sopra la strada.

Oggi, prima di raggiungere la cima della Torre di Blackpool, la lunga coda di turisti fa tappa in un cinema 4D, dove il pubblico viene intrattenuto con un video sulla storia della torre con effetti non sempre riusciti.

Sul sito ufficiale della Torre di Blackpool, The Blackpool Tower, ci sono molte altre curiosità ed aneddoti, oltre ai dettagli su tutte le attrazioni del complesso e i prezzi.

THE BLACKPOOL PLEASURE BEACH

Non c’è località turistica che si rispetti che non abbia il suo gran bel parco di divertimenti. Pleasure Beach di Blackpool è molto più di questo. Nato nel 1896 per attirare turisti nella nuova cittadina, questo parco è ora il più grande e più visitato del Regno Unito. Si trova nella zona meridionale della promenade della città e lo si può paragonare a Gardaland, non tanto per le dimensioni, decisamente più contenute, quanto per le attrazioni ad alto tasso adrenalinico.

Questo parco ha ben 10 montagne russe, alcune tra le più veloci e più alte del mondo. Quattro di queste sono in legno e garantiscono ancora emozioni al cardiopalma. A mio avviso, la più divertente è la Steeplechase, una corsa ad ostacoli in sella a cavalli metallici che si rincorrono su e giù per il percorso di questo ottovolante.

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Montagna russa in sella a cavalli

Dall’aspetto ad alcuni tratti un po’ vintage, Pleasure Beach assicura divertimento per tutta la famiglia. Molte le attrazioni per i più piccoli. Al parco si può accedere pagando un biglietto d’ingresso minimo e poi decidere su quali “giostre” salire. Oppure si può comprare un ticket che già include tutte le attrazioni. Sul sito ufficiale si possono trovare tutte le informazioni necessarie.

ALTRI DIVERTIMENTI A BLACKPOOL

Il lungomare di Blackpool è un continuo susseguirsi di piccolo o grandi luoghi di divertimento. Non si contano le sale giochi, numerosi sono i bingo e, tra un negozio di souvenir e l’altro, ecco comparire luoghi di richiamo dai nomi famosi, come il museo delle cere Madame Tussauds. Non manca un grande acquario, uno zoo, tre o quattro campi golf e molto altro.

Sui diversi pontili che si incontrano lungo la promenade ci sono altri parchi divertimento. Sono di richiamo per molti visitatori che passano la giornata tra una ruota panoramica e un ottovolante.

Nessun problema nemmeno per mangiare. Numerosi i ristoranti che si possono trovare nel centro della cittadina, a pochi passi dalla Torre. Una zona pedonale unisce le aree commerciali e diversi sono ristoranti e fastfood che si possono trovare lungo queste vie.

Insomma, l’industria del turismo britannico ha la sua capitale in questa città che si raggiunge facilmente anche con il treno. In realtà, la città è nata proprio grazie all’arrivo della ferrovia che ha portato da subito migliaia di turisti a godersi il mare d’Irlanda da queste spiagge.

Dopo una sosta di un paio di giorni a Blackpool è tempo di proseguire con il mio tour dell’Inghilterra del nord. Prossima destinazione Liverpool.


 

Il Distretto dei Laghi: natura e relax

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Il Distretto dei Laghi è la prossima meta del mio tour nell’Inghilterra del Nord. Lasciata la cittadina di Newcastle sulla costa orientale e seguendo il Vallo di Adriano verso ovest, come avevo raccontato in questo post, è il momento di visitare questa regione suggestiva.

Immerso nel verde e ricco di tesori, il Distretto dei Laghi è il trionfo dei panorami mozzafiato e di una natura rigogliosa. Ideale per gli amanti del trekking, escursionisti in bicicletta e campeggiatori, è il luogo perfetto per rilassarsi e ricaricarsi.

IL DISTRETTO DEI LAGHI PATRIMONIO UNESCO

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Un tramonto nel Distretto dei Laghi

Dal 2017 questa zona del Nord Ovest dell’Inghilterra è entrata a far parte del patrimonio tutelato dall’Unesco (sito internet lakesworldheritage.co.uk). Questa area racchiude le cime più alte di tutta l’Inghilterra. Il Lake District National Park è il secondo parco più vasto del Regno Unito.

Il nome si deve, ovviamente, alla presenza di numerosi laghi che ne costituiscono la caratteristica principale. E’ una meta molto ambita da tutti gli inglesi che decidono di trascorrere le loro vacanze nei piccoli paesi che si affacciano sulle rive di questi placidi laghi. Sono anche molto diffusi i campeggi. Escursioni sui monti, trekking nei boschi, gite in bicicletta e mini crociere nei laghi sono solo alcune delle attività che si possono fare in questo distretto.

Non mancano gli interessi culturali. Il Distretto dei Laghi è strettamente legato ai poeti romantici inglesi. William Wordsworth, uno dei più famosi poeti inglesi, si è ispirato alla cornice paesaggistica dei Laghi, dove è nato e cresciuto.

La pace e la tranquillità che si possono trovare in queste zone non sono comuni: panorami bucolici e paesaggi rasserenanti sono una certezza. Tra boschi rigogliosi, cottage da cartolina e angoli suggestivi, una vacanza nel Distretto dei Laghi è un’occasione per rallentare i ritmi e godersi lo spettacolo della natura.

AMBLESIDE COME PUNTO DI PARTENZA

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Vista del lago Windermere da sopra Ambleside

Per visitare il Distretto dei Laghi ho scelto come “base” per le escursioni giornaliere un b&b nella località di Ambleside, sulle rive occidentali del lago Windermere.

Ambleside è un piccolo paese molto tranquillo. Anche d’estate, quando i turisti riempiono le stradine del borgo o il molo dei traghetti per le gite lungo il lago Windermere, il paesino rimane immune dal caos delle grandi città. Si trova al centro del Parco Nazionale, punto di partenza di molte escursioni sia a piedi che in bicicletta. Da qui si possono raggiungere in macchina tutti gli altri laghi e le altre località turistiche senza percorrere troppi chilometri.

Il b&b dove ho soggiornato, Slack Cottage, è una tipica ed elegante abitazione a due livelli. Immerso in uno splendido bosco e avvolto da un incantevole silenzio, il cottage è a pochi minuti a piedi dalle rive del lago. Tutto intorno è natura, cerbiatti che pascolano nei campi davanti casa e tranquillità. L’ospitalità dei due padroni di casa, Liz e Chris, è particolarmente calorosa.

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Vista da Slack Cottage

Alle piacevoli passeggiate nel borgo si possono alternare le suggestive escursioni sui traghetti. Dal molo di Ambleside partono mini crociere del lago Windermere. In una piacevole giornata di sole si può stare sul ponte superiore scoperto ad ammirare il panorama del lago che lentamente scorre davanti. Il tempo per coprire la lunghezza di tutto il lago è di circa un’ora e mezza.

Sbarcati nella località di Lakeside, all’estremità meridionale del lago, si può decidere di visitare il Lakes Aquarium, molto più di un semplice acquario, dove vengono esposte e conservate non solo le specie che si trovano nel Distretto dei Laghi, ma anche animali terresti provenienti da altre parti del mondo. Ulteriori informazioni sulle attività dell’acquario si possono trovare sul sito ufficiale.

Per gli amanti di ferrovie e treni storici, decisamente più interessante la Lakeside and Haverthwaite Railway.

LE FERROVIE TURISTICHE DEL DISTRETTO DEI LAGHI

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Treno a vapore di Lakeside

Vicino al molo dei traghetti di Lakeside, c’è una piccola stazione ferroviaria.  E’ il capolinea della linea turistica che porta fino a Haverthwaite, anonima località lungo il fiume Raven. Lunga poco più di 5 km, questa linea è ciò che rimane di un tratto ferroviario che, fino agli anni ’60, collegava questa zona del Distretto dei Laghi alla rete nazionale. Dopo la dismissione, un gruppo di appassionati ne ha ereditato le locomotive e i vagoni che oggi costituiscono una bella attrazione turistica.

Diverse sono le locomotive a vapore rimesse a nuovo e funzionanti. In testa a lunghi convogli di vagoni d’epoca, fanno su e giù lungo questa linea che costeggia il fiume Raven. Dai finestrini è possibile vedere panorami ancora incontaminati. Nella stazione di Haverthwaite, se non si opta per una camminata alla scoperta del circondario, si può visitare la rimessa dove vengono custodite e restaurate le locomotive e le carrozze. In attesa del treno di ritorno, la caffetteria della stazione offre una vasta scelta di piatti locali e ottime birre.

Per informazioni sui prezzi e gli orari dei treni, niente di meglio che un giro sul sito della Lakeside&Haverthwaite Railway.

Questa non è l’unica ferrovia turistica del Distretto dei Laghi. Tra le più suggestive di sicuro si trova la Ferrovia di Ravenglass

THE RAVENGLASS RAILWAY

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Un treno della Ravenglass railway

Questa ferrovia turistica parte dal paesino di Ravenglass che sorge lungo la foce di tre fiumi, Esk, Mite e Irt, quasi sulle rive del Mar d’Irlanda. Il villaggio è stato un porto molto importante per i romani e o alcuni resti delle antiche terme ne testimoniano il passaggio. Oggi è una tranquilla e piccola frazione turistica per famiglie. Il ritmo è scandito dalle lente maree che ridisegnano il paesaggio lungo i fiumi durante la giornata. Non lontano si può visitare il castello di Muncaster, dagli splendidi giardini.

Dalla stazione sulla linea principale si distacca una ferrovia in miniatura. A cavallo tra il 1800 e il 1900, questa linea a scartamento ridotto serviva principalmente le miniere di ferro del Distretto dei Laghi. Tra un treno e merci e l’altro vennero introdotti convogli passeggeri, ma nel 1913, a causa della diminuzione dei carichi di ferro e le non buone condizioni del tracciato, venne chiusa. Durante la Grande Guerra la linea fu oggetto di sperimentazioni tecniche, un nuovo modello di rotaie fu introdotto, e nuove miniere di granito diedero una nuova vita a questi treni. Col tempo, i traffici diminuirono, i costi di manutenzione crescevano e nel 1960 venne messa all’asta. Dal 1968 la nuova gestione ha investito molto in ristrutturazione e restauri, rinnovando le stazione e le fermate, recuperando le motrici diesel e le vecchie locomotive a vapore, intervenendo nella manutenzione dei rotabili e della linea.

Oggi è una delle più famose ferrovie turistiche del Distretto dei Laghi. Durante l’estate i treni in orario sono tutti pieni e spesso capita che mettano corse speciali per soddisfare la richiesta. La durata del singolo viaggio è di 40 minuti. Dal villaggio di Ravenglass, a bordo di carri scoperti o più angusti vagoni chiusi, si raggiunge la località Dalegarth. Il tragitto segue indicativamente prima il percorso del fiume Mite, poi dell’Esk per arrivare nel mezzo del nulla. Infatti, l’attuale capolinea di Dalegarth non era il terminal originale della ferrovia. Tuttavia, da questa stazione si possono fare piacevoli escursioni in attesa di prendere il treno di ritorno.

Il treno attraversa bellissimi boschi e piccoli villaggi. Fattorie e allevamenti sono una consuetudine del Distretto dei Laghi, ma è sempre curioso vedere mandrie di mucche a pochi metri dalla ferrovia. Il sito ravenglass-railway.co.uk offre tutte le informazioni per pianificare una bella gita su questa linea.

IL NORD DEL DISTRETTO DEI LAGHI

A nord del lago Windermere, numerosi paesini si affacciano sugli altri bacini di questo Parco Nazionale. I laghi Thrilmere, Derwent Water, Bassenthwaite Lake sono suggestive località dove organizzare escursioni e gite.

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Panorama del lago Ullswater

Il grande lago Ullswater è quesi la porta del Distretto per chi arriva da est e dalla cittadina di Penrith.

I villaggi sono piccole curiosità da visitare in poche ore. Nella località di Derwent, sull’omonimo lago, c’è un singolare Museo della Matita, il Derwent Pencil Museum, dove viene raccontata la storia di quella che era la più grande fabbrica di lapis prima del trasferimento della sede. Dalle vicine cave di grafite veniva estratta la materia prima che si lavorava in questi laboratori. Tra le note curiose viene raccontato come fu costruita la matita usata dalle spie dei servizi segreti, all’interno della quale venivano inseriti messaggi cifrati.

IL RESTO DEL DISTRETTO DEI LAGHI

Avendo più tempo dei quattro giorni che io ho dedicato alla visita di questa zona, si potrebbero scoprire molti altri piccoli paesi, affacciati su tanti altri laghetti, o immersi in boschi rigogliosi. Sono poche le cittadine, quasi tutte al margine del Parco Nazionale. Partendo la Nord, Carlisle, Penrith e Kendal si trovano sul lato orientale. Sulla costa del mar d’Irlanda, invece, sono molti i piccoli villaggi che richiamano turisti nella stagione calda.

Il turismo non è mai invadente, difficile trovare il traffico all’italiana lungo le seppur piccole strade. E’ piacevole andare alla scoperta del territorio e perdersi tra le stradine che in un attimo ti portano dal mare alle alte vette della zona.

Facile trovare ottimi pub che servono buona birra e piatti prelibati a costi contenuti. Non deve spaventare neppure l’orario della cena. Ormai, anche in questa area, servono da mangiare fino a tardi.

Prossima tappa l’Isola di Man. Cliccate qua se volete leggere il post.