Amburgo: una città ricca di sorprese

Amburgo, Elba, fiume, Germania

Mi sono ritrovato ad Amburgo un weekend ad inizio giugno. E’ stato quasi per gioco, per soddisfare il desiderio di visitare una città del nord Europa che non fosse la solita capitale. Cercavo anche una località dal clima mite primaverile, dove il grande caldo non fosse ancora arrivato.

Ho scoperto così una città ricca di vita e posti da visitare. Sono stati giorni di piacevoli passeggiate tra i diversi quartieri di questa città/stato. Il clima è stato particolarmente caldo e afoso, ma questo non mi ha fermato. Ho macinato chilometri tra un grande magazzino e i pontili in riva al fiume Elba.

Ho fatto il turista in mezzo a tanti turisti. Pochi gli italiani che scelgono come meta Amburgo. Ho visitato i luoghi storici della città e i nuovi quartieri in pieno sviluppo edilizio, al posto dei vecchi magazzini di stoccaggio.

DOV’E’ AMBURGO

Amburgo è nel nord/ovest della Germania, più a nord di Berlino e anche di Londra. Si trova sull’estuario del fiume Elba, ed è proprio grazie alle acque navigabili di questo fiume che è diventata il secondo porto d’Europa per volume di traffico. Per molto tempo, i grossi porta-container arrivavano fin nel cuore della città, attraversata da una fitta rete di canali. Oggi le attività si sono spostate nelle aree a sud dell’Elba, liberando moltissime zone del centro, ora diventate moderne zone alla moda.

Amburgo, Germania, centro, città, vacanza, weekend
Il centro di Amburgo

Sono i quartieri dei vecchi depositi di stoccaggio delle merci, riconvertiti in eleganti palazzi con affaccio sui canali. Intorno a questi edifici si sono moltiplicati locali dove andare a bere una birra, ascoltare musica dal vivo o mangiare in un romantico ristorante.

Si può anche semplicemente passeggiare tra un canale e l’altro e rimanere affascinati da come questi quartieri siano cambiati nel tempo. Infatti, per aiutare i turisti più curiosi, non mancano pannelli informativi che raccontano, anche con l’ausilio di foto d’epoca, come si sia evoluta la città negli anni.

Tra i tanti cambiamenti che ha visto la città, uno che sicuramente spicca agli occhi dei turisti è il modernissimo edificio della Filarmonica dell’Elba.

Amburgo, Germania, Filarmonica, Elbphilharmonie, Hafen city
La Filarmonica dell’Elba

ELBPHILHARMONIE DI AMBURGO

La Filarmonica dell’Elba sorge sopra un vecchio magazzino di stoccaggio nel quartiere di HafenCity, sulla riva dell’Elba. L’edificio ospita tre sale da concerto, una delle quali tra le più grandi ed avanzate del mondo. Ci sono pure un lussuoso hotel, 44 appartamenti e qualche ristorante.

E’ visitabile gratuitamente acquistando il biglietto direttamente all’ufficio informazioni che si trova di fronte l’ingresso. Altrimenti si possono comprare i biglietti on line, sul sito ufficiale dell’Elbphilharmonie, ma ho visto che viene applicata una commissione di 2€.

L’ accesso alla struttura è attraverso un lungo corridoio in salita, dove un tapis roulant particolare porta quasi all’ingresso dei teatri. Anziché avere un normale andamento rettilineo, questo tappeto mobile fa come una specie di onda prima di arrivare a destinazione all’ottavo piano. Un’altra breve salita conduce al foyer delle sale e alla terrazza panoramica, il Plaza,  che corre lungo tutto il perimetro dell’edificio. La vista della città che si gode da questo punto privilegiato lascia senza fiato.

Da questa zona si può fare una piacevole passeggiata tra i vecchi magazzini riconvertiti, attraversando antichi ponti su canali ora percorsi da battelli turistici. Oppure si può tornare in centro con la metropolitana o i bus.

IL CENTRO DI AMBURGO

Il centro cittadino è ricco di bellissimi monumenti e palazzi storici sopravvissuti prima ad un grande incendio e poi ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Abili opere di conservazione e ripristino ne hanno restituito il fascino di un tempo.

La piazza del municipio, Rathaus in tedesco, è il cuore della città vecchia, Altstadt. Il municipio è ospitato in un edificio di stile neorinascimentale, costruito sul finire del 1800. Le sue dimensioni sono impressionanti: la facciata misura 111 metri e la torre raggiunge i 112 metri.

Amburgo, Hamburg, Germany, Germania, Rathaus, municipio, torre
La torre del Municipio di Amburgo

Nell’edificio hanno sede anche il Senato e il Parlamento del land di Amburgo. Durante la giornata vengono organizzate diverse visite guidate a pagamento che portano i turisti attraverso le numerose stanze del palazzo, sia nel Parlamento che nel Senato. Non sono previste guide in lingua italiana.

Nelle vicinanze si possono trovare moltissimi negozi di grandi marche di lusso, un paio di grandi magazzini con i marchi più conosciuti e tanti locali dove mangiare e bere.

Con una breve passeggiata si può raggiungere il Memoriale della chiesa San Nicola.

ST NIKOLAI MEMORIAL AD AMBURGO

Costruita poco prima del 1200, questa chiesa divenne cattedrale a tre navate dopo il Grande Incendio del 1842 che la distrusse insieme a gran parte della città. Ricostruita in stile neogotico, nel 1847 fu edificata una torre campanaria di 147 metri. I bombardamenti aerei che sconvolsero Amburgo nel 1943 non risparmiarono neppure questa cattedrale. Si salvarono solo qualche muro perimetrale e la torre campanaria, non completamente distrutta. Grazie a benefattori e donazioni, la torre venne completamente ricostruita, ma decisero di non recuperare l’intera cattedrale, lasciando le rovine superstiti come memoriale delle distruzioni della guerra.

Oggi, un ascensore in vetro raggiunge un belvedere situato a 76 metri all’interno della torre. Da qui si può ammirare un panorama a 360° della città. La vista spazia dalle gru del porto commerciale a sud dell’Elba fino ai quartieri più remoti. Una mostra fotografica mostra alcune viste dall’alto della città prima e dopo i bombardamenti.

Amburgo, Hamburg, Germania, Germany, St Nikolai memorial, Memoriale di San Nicola, panorama, vista, Elba
Vista di Amburgo dall’alto

ALTER ELBTUNNEL (IL VECCHIO TUNNEL SOTTO L’ELBA)

All’inizio del 1900 c’era il problema di velocizzare i collegamenti attraverso le due sponde dell’Elba. A nord risiedevano i lavoratori che dovevano raggiungere i cantieri navali a sud del fiume. Fino ad allora gli spostamenti venivano garantiti da traghetti, ma dal 1911 la situazione cambiò radicalmente.

Amburgo, Hamburg, Elba, Elb, Germania, Germany, tunnel, sorpresa, curiosità
Il vecchio tunnel sotto l’Elba

Vennero infatti costruiti sotto il letto del fiume due tunnel di 426,5m che collegano tutt’oggi le due rive dell’Elba. La particolarità, direi unica al mondo, è che l’accesso ai tunnel è garantito esclusivamente da ascensori!

Non ci sono strade di accesso, solo 5 ascensori per lato (e una scala in metallo da mille mila gradini) che scendono fino a 23,5 metri sotto il fiume. Tre sono adibiti al trasporto di auto, due solo per pedoni e biciclette.

Amburgo, Hamburg, Elba, Elb, Germania, Germany, tunnel, fiume
Gli ascensori del vecchio tunnel

Oggi sono diversi i ponti che scavalcano il fiume e questo tunnel rimane più una attrazione turistica che una essenziale via di comunicazione. Le pareti delle gallerie sono ricoperte da mattonelle celesti. Alcune rilievi in terracotta raffigurano la fauna dell’Elba.

Al termine della passeggiata sotto il fiume, si emerge nel quartiere dei vecchi cantieri navali, dove da un belvedere si può ammirare tutto il profilo di Amburgo.

Dall’altra parte del tunnel, in città, il primo quartiere che si incontra è St Pauli. Un tempo considerato la zona meno desiderabile dove vivere, dal 18° secolo divenne casa dell’attività più antica del mondo. I marinai appena sbarcati correvano in questa area a farsi coccolare da donne che davano loro l’amore in cambio di parte dei guadagni. Ancora oggi è considerato il quartiere a luci rosse, con una strada, in parte protetta da sguardi ingenui, dove donne seminude mettono in mostra il loro corpo.

Amburgo, Germania, St Pauli, xrated, ostello, sexy shop
Un ostello e un sexyshop

IL QUARTIERE ST PAULI

Tra un sexy shop ed un ostello, questo quartiere è il centro della vita notturna. Discoteche, pub, ristoranti in ogni via, i giovani riempiono le strade per tutta la notte. Non manca un enorme area all’aperto, nella Spielbudenplatz, dove si organizzano concerti e djset.

Il Reeperbahn, il quartiere a luci rosse, esercita ancora il suo fascino. Accanto allo storico St Pauli Theater, autorevole teatro di Amburgo, non mancano negozi bizzarri.

Questa area è al centro di un radicale cambiamento, intenzionato a far perdere l’aspetto erotico e popolare della zona, a favore di uno stile di vita più tranquillo.

Nella zona nord del quartiere si respira un’aria più romantica e bohemienne allo stesso tempo. Tra tranquille vie residenziali si trovano negozi di abiti usati, botteghe artigiane e bar caratteristici, dove la colazione tipica tedesca viene servita fino a tardi.

MINIATUR WUNDERLAND

Devo confessare un segreto che non è poi nemmeno tanto segreto. Già in questo post di qualche tempo fa avevo parlato della mia passione per i treni.

Il motivo del mio viaggio ad Amburgo è stato perché la città ospita il più grande plastico ferroviario del mondo.

Amburgo, Germania, Miniatur Wunderland
I trenini di Miniatur Wunderland

Più di 16 milioni di visitatori hanno visitato questa esposizione che si estende su quasi 1500 metri quadrati di superficie. Più di 1000 locomotive trainano i treni sugli oltre 15 km di binari. In oltre 16 anni dall’apertura sono state costruite almeno 9 sezioni con altrettante ambientazioni. Si passa dalla stazione centrale di Amburgo, alla Scandinavia. Austria e Svizzera sono presenti con i loro panorami anche innevati. Non mancano gli Stati Uniti dove i treni attraversano Las Vegas o le rosse montagne del deserto del Nevada.

Anche l’Italia fa bella mostra di sé. La stazione di Roma Termini è capolinea dei nostri treni. C’è Venezia con i suoi canali. I treni passano anche tra le montagne a picco sul mare delle Cinque Terre e della costiera Amalfitana. Il Vesuvio erutta i suoi lapilli mentre un treno sfreccia sul viadotto sopra Pompei.

Tutto è curato fin nei minimi dettagli. E’ proprio questa estrema precisione, quasi maniacale, a far rimanere a bocca aperta. Persone alle finestre, gente che scia, macchine e camion che sfrecciano su autostrade. Persino una nave cargo nelle acque di un fiume. E poi ponti mobili, concerti gremiti di folla, luna park e feste di paese.

Hanno ricreato un aeroporto dove gli aerei atterrano e decollano realmente, macchine di servizio in movimento sulla pista e terminal dove si attestano gli eaeroplani.

MINIATUR WUNDERLAND BY NIGHT

Se l’emozione di fronte a questo spettacolo non bastasse, gli ideatori del parco hanno pensato di creare anche suggestioni notturne. Ogni 15 minuti vengono spente le luci, simulato un tramonto e, grazie a più di 380mila luci led, viene ricreata una perfetta ambientazione notturna. Il Colosseo è illuminato in ogni suo arco, nei piccoli appartamenti vengono accese e spente le luci come nelle case vere. Sui televisori va in onda il tg ripreso nello studio anch’esso in miniatura. Il luna park in scala ridotta ha le sue luci intermittenti e sul palco del concerto le luci stroboscopiche vanno a ritmo di musica.

I treni corrono con i compartimenti illuminati, le macchine hanno le luci di posizione accese e tutto è creato per farti vivere la notte.

Passerei giornate intere a vedere i treni fare su e giù da un ambiente all’altro. Perderei ore intere a controllare ogni singolo particolare di questo immenso plastico.

PERCHE’ AMBURGO

Amburgo è stata una sorpresa sotto moltissimi punti di vista. Una grande città del nord, ben vivibile, con una efficientissima rete di trasporto pubblico. Offre moltissimo al turista curioso, che ama camminare e scoprire le piccole grandi perle che questa città regala.

Merita sicuramente di essere visitata anche solo per un weekend.


 

Dublino val bene una pinta

Dublino, Irlanda, Dublin, Ireland, vacanza, svago, tempo libero, viaggio, viaggioinprima

Nell’agosto dello scorso anno ho fatto una vacanza di due settimane in Irlanda. Come avevo scritto subito dopo quel giro, e che potete leggere cliccando qua, era stata una vacanza piuttosto umida, ma non per questo meno emozionante. Ho concluso il tour facendo meta a Dublino, città sempre piena di turisti e con una vivace vita notturna.

DUBLINO D’AGOSTO

Dublino, Dublin, Irlanda, Ireland, vacanza, relax, vita notturna, divertimento
Dublino al tramonto

Sono arrivato a Dublino verso la fine di agosto, dopo un giro in macchina di tutta l’Irlanda, compresa quella del nord. Dopo due settimane di pioggia, finalmente il tempo concede una tregua e il cielo si è rasserenato. Ho riconsegnato l’auto a noleggio in aeroporto e sono arrivato in città utilizzando il bus di linea. Collegamento molto, forse troppo, veloce. L’autista del tipico bus a due piani ha tenuto una velocità decisamente sostenuta e sembrava di ribaltarsi ad ogni curva.

Il bus mi ha lasciato praticamente sulla porta dell’hotel che ho prenotato, il St. George. Comodo e non lontano dal centro pedonale, è vicino alle vie dello shopping e dei pub. Sarebbe un albergo perfetto se non fosse per le stanze veramente piccole e troppo calde.

Dall’albergo, con una breve passeggiata mi ritrovo in O’Connell Street, una delle principali vie del turismo. Infatti, sono moltissimi i turisti che affollano questa ampia strada fatta di negozi, caffetterie e ristoranti. Il clima, perfetto per passeggiare, è un ottimo stimolo per visitare a piedi il centro città.

Proprio a metà di O’Connell Street si staglia nel panorama di Dublino The Spire, una torre di acciaio alta 120metri. Considerata la scultura più alta al mondo, la sua base ha un diametro di 3 metri, mentre la punta è di soli 15cm.

The Spire, Dublino, Dublin, Irlanda, Ireland
The Spire

A questo enorme ago che si alza verso il cielo sono stati attribuiti diversi significati. Tra i tanti, quello più accreditato vuole che rappresenti la lotta per l’indipendenza dell’Irlanda dagli inglesi. Questa installazione artistica può lasciare perplessi, tuttavia ha un fascino particolare, soprattutto la notte, quando sembra essere un fascio di luci proiettato verso le stelle.

DUBLINO E TEMPLE BAR

Dublino è ricca di moltissimi punti di attrazione, dai monumenti ai musei. Tuttavia, la meta principale dei turisti è la zona di Temple Bar, famosa per i suoi pub e ristoranti. Affollata durante il giorno, è una zona molto vivace anche durante la sera, con locali dove ascoltare musica dal vivo o ballare.

Si trova subito a sud del ponte O’Connell che attraversa il fiume Liffey, l’importante corso d’acqua che taglia in due il centro cittadino. E’ un susseguirsi di pub, ristoranti, disco club che attirano migliaia di persone ogni giorno dell’anno. Il più famoso di questi locali è il mitico Temple Bar, che con i suoi muri rossi è di immediato riconoscimento. In questo caratteristico Irish Pub, se non si teme la folla, si possono gustare i tipici piatti della cucina irlandese, magari ascoltando musica dal vivo e bevendo birra.

Dublino, Irlanda, birra, Guinness
Due scurissime Guinness

LA BIRRA GUINNESS

La birra è una caratteristica quasi univoca di Dublino e dell’Irlanda stessa, tanto che non bere una bella pinta di Guinness, dal colore scuro e dal sapore deciso, è come non essere stati in Irlanda.

Questa birra è nata praticamente a Dublino, nel 1759, e nel birrificio originale di produzione, il St. James Gate Brewery, oggi c’è la Guinness Storehouse dove, attraverso un percorso con guide virtuali, si può conoscere la storia che ha portato questa birra scura ad essere rinomata in tutto il mondo. Dal piano terra, dove si conoscono gli ingredienti principali per la produzione della birra, si sale fino al settimo piano, seguendo le varie fasi di lavorazione. Curioso il piano dedicato alle diverse campagne pubblicitarie, che sono diventate virali nel mondo prima ancora dell’epoca di internet.

Decisamente più interessante la possibilità di degustare i diversi tipi di Guinness, non tutti reperibili sul mercato italiano. Al settimo piano di questo parco della birra c’è il Gravity Bar, dove potersi rilassare bevendo una pinta di birra, compresa nel biglietto d’ingresso alla Storehouse, mentre si rimane incantati davanti al panorama a 360° di Dublino.

DUBLINO E IL WHISKEY

L’Irlanda è anche terra di rinomati e ottimi whiskey. Nel cuore di Dublino, nel quartiere di Smithfield, nasce del whiskey irlandese. E’ la distilleria Jameson. Aperta nel 1780 in Bow Street, dopo 250 anni è ancora punto di riferimento per i cultori del whiskey e per tutti i turisti che vogliono conoscere qualcosa di più di questa bevanda alcolica. Oggi non si produce più nessun barile di whiskey, ma è diventato una sorta di museo dove ripercorrere la storia della famiglia Jameson, del whiskey che porta il suo nome e di Dublino.

Così come alla Guinness Storehouse, anche alla Jameson Distillery Bow St. è possibile ripercorrere la storia e il processo di produzione del whiskey. Questa volta si è accompagnati da una guida in carne ed ossa che, con simpatia e professionalità, racconta come sia nato e cresciuto il whiskey Jameson. Tra aneddoti legati alle vicende di Dublino e qualche effetto speciale, non manca l’occasione per assaggiare il prodotto di famiglia, confrontandolo con un whiskey scozzese e uno americano.

La mia visita è iniziata alle 10.30 del mattino e alle 11.15 avevo già mandato giù ben tre shot di whiskey. Capivo l’inglese come se fosse la mia lingua madre e la distilleria mi sembrava Disneyland vista dalle montagne russe. Ho un ricordo vago di quello che è successo dopo, ma di sicuro, al termine del tour, mi sono fermato nel raffinato lounge bar che c’è al piano terra e ho ordinato uno strepitoso whiskey cocktail, compreso nel biglietto d’ingresso, che ha reso tutto ancora più onirico. Alle 12.00, uscito dalla distilleria, non ero più a Dublino, ma a Las Vegas!

Vi consiglio una visita alla Jameson Distillery di Bow Street perché ne uscirete euforici!

DUBLINO PER TUTTI

Ovviamente Dublino non è solo per gli amanti di birra e whiskey. Esistono moltissime attrazioni dove essere sobri è di gran utilità. Come la visita al Trinity College, una delle università più prestigiose in Europa. Sorge nel centro di Dublino ed è meta turistica soprattutto per la suggestiva biblioteca ospitata nella Long Room.

Dublino, Dublin, Irlanda, Ireland, biblioteca, Long Room, book of Kells
La biblioteca del Trinity College

Nella biblioteca del Trinity College è esposto il Libro di Kells, un testo miniato dell’800 che contiene i quattro Vangeli scritti in latino. Per l’eccellenza tecnica e la bellezza è considerato una delle migliori opere d’arte irlandese di quell’epoca.

Il posto può essere molto affollato e non è difficile trovare una lunga coda per l’acquisto del biglietto. Meglio comprarlo in internet, sul sito ufficiale del Trinity College, anche appena prima della visita.

A Dublino si possono fare delle bellissime passeggiate che toccano tanti altri punti interesse. Tra questi c’è il Centro James Joyce, ospitato in un vecchio edificio del 1784, un museo dedicato allo scrittore irlandese. Tra foto di famiglia e dettagli dei suoi manoscritti è ideale per gli appassionati dell’autore. Sempre passeggiando, questa volta sul lungo fiume, si può ammirare il moderno ponte Samuel Beckett. Progettato dall’archistar Calatrava, le linee disegnate da cavi e pilone di sostegno fanno assomigliare questo ponte di 180 metri ad una arpa, uno dei simboli caratteristici dell’Irlanda.

A 3km dal centro di Dublino c’è anche il meraviglioso Giardino Botanico nazionale irlandese. Chiamato l‘isola di smeraldo, ha più di tremila piante e bellissime serre vittoriane dove sono ricreate diverse zone climatiche. E’ un posto di grande relax e poco frequentato da turisti.

DUBLINO FUORI PORTA

Volendo fare una gita fuori porta, io mi sono lasciato consigliare da amici. Dalla centralissima stazione di Tara Street, sono andato a Howth, un rinomato borgo in riva al mare a circa mezz’ora di treno da Dublino. E’ un vecchio villaggio di pescatori, oggi ricco sobborgo piuttosto trafficato. A Howth si può vedere il più antico edificio abitato di tutta l’Irlanda, ma più semplicemente si può passeggiare sulla diga che protegge il porticciolo dalle acque del mare d’Irlanda e godersi un meraviglioso tramonto.

Howth, Dublino, Irlanda, tramonto, treno
Tramonto a Howth

Dublino è affascinante, con molti posti da scoprire e sicuramente molti locali dove divertirsi. Pochi giorni non bastano per apprezzare a sufficienza il fascino che questa capitale racchiude tra le sue strade e i suoi palazzi.


 

Feste di Natale in riva al mare

Natale, mare, vacanze, relax, viaggio in prima classe, estate, inverno

Chi è nato e cresciuto in Italia è abituato ad associare il Natale all’inverno. Temperature abbastanza fredde e, in alcuni casi, un po’ di neve rendono l’atmosfera natalizia molto suggestiva.

Trascorrere queste feste in località di mare, qua in Italia, è altrettanto piacevole, perché iI clima è tendenzialmente mite, tanto che i più temerari si cimentano in un bagno.

Vi è però mai capitato di trascorrere il Natale con temperature sopra i 25 gradi, sole a picco e spiagge meravigliose dove poter fare il bagno?

Sanremo, Italia, mare, Natale, vacanze, inverno, relax
Panorama di Sanremo il giorno di Natale

IL MIO NATALE ITALIANO

Sono cresciuto festeggiando il periodo natalizio in inverno e, come molti, alla parola Natale associo immediatamente sensazioni fredde: la neve, le renne con la slitta, il camino, maglioni pesanti, cappellino e guanti.

Del resto, la tipica immagine legata all’albero di Natale è un paesaggio nordico, dove una soffice neve si sta posando sugli addobbi colorati. Le decorazioni alle finestre lasciano intravvedere un camino acceso, dal quale un paffuto e rubicondo Santa Claus passerà nella notte col suo carico di regali.

Anche a Sanremo, dove sono nato e cresciuto, sebbene il clima sia particolarmente mite, comunque durante il Natale è inverno. Quest’anno, per esempio, la temperatura ha anche toccato i 15 gradi, ma sarà stato per non più di un’ora. Nel momento in cui è calato il sole, tra il vento di tramontana e l’immancabile umidità, la temperatura è scesa rapidamente.

E’ gradevole fare una passeggiata in riva al mare, ma maglioncino e cappellino sono più che consigliati

IL MIO PRIMO NATALE AL MARE

Prima di andare a Sydney lo scorso anno (inizia a leggere la mia avventura australiana qua), ero già stato in Oceania diversi anni fa.

A fine 2001, per lavoro, sono stato in Nuova Zelanda ed è stata la prima volta che trascorrevo il periodo natalizio in un posto “caldo“. L’esperienza all’inizio è stata decisamente straniante.

Come in Australia, anche in Nuova Zelanda le stagioni sono invertite rispetto alle nostre italiane, quindi nel mese di dicembre è estate. Sebbene la stagione estiva neozelandese non sia particolarmente calda, vista la latitudine, comunque non è periodo di neve. Niente maglioni e cappellini quindi, ma pantaloncini, maglietta e infradito. Ma come può essere Natale se sono in shorts e a maniche corte?

Se all’inizio mi sono trovato abbastanza stranito nell’affrontare le feste di fine anno con vestiti estivi, ammetto che non è stato difficile abituarsi. È sempre bello quando puoi stare con una piacevole temperatura e a pochi passi dal mare. Certo è che il Natale inizia a perdere un po’ della magia con la quale siamo cresciuti.

Cronulla, Sydney, Australia, NSW, natale, mare, estate
Tipica giornata natalizia australiana

NATALE DOWNUNDER

Le decorazioni alle finestre, renne stilizzate, Santa Claus paffuti, luci intermittenti, sono tutti dettagli che hanno un sapore un po’ ironico quando fuori ci sono 27 gradi di temperatura. Sarà pur sempre festa, ma la sensazione è di vivere un ferragosto anomalo.

L’impatto più forte l’ho avuto il giorno di Natale, il 25 dicembre, quando si organizza il barbecue in spiaggia.

Per cultura, i neozelandesi, così come gli australiani, adorano il barbecue e ogni occasione è buona per ritrovarsi davanti ad un braciere a cucinare qualche costoletta. Non è difficile trovare nei parchi cittadini dei barbecue ad uso dei cittadini, quindi basta che ti porti la carne da arrostire e il gioco è fatto.

Questo succede anche nei parchi in riva al mare, dove la distanza tra il fuoco e la spiaggia è di qualche decina di metri (se la marea è alta, altrimenti devi camminare per chilometri).

Il giorno di Natale è d’obbligo il barbecue in spiaggia. Si mangia bene, si beve molto e di lì ad andare a dormire sotto un pino, col suono della risacca di sottofondo, è un attimo.

Sydney, Natale, Australia, NSW, Babbo Natale, vacanze, estate, relax
Decorazione natalizia a Sydney 2016

QUALE NATALE E’ MEGLIO?

Per chi è nato e cresciuto in Italia, con i natali al freddo dell’inverno, queste feste natalizie in riva al mare possono essere considerate un vero Natale?

Ecco, io ci sto riflettendo ancora, dalla mia posizione privilegiata con vista mare dalle colline di Sanremo. Durante il Natale 2016 ero in maniche corte e pantaloncini a Sydney e mi è sembrato assolutamente normale festeggiare in riva al mare.

È questione di cultura e di abitudini, alle quali però ti adegui in fretta quando stai bene, e che senti mancare quando sei lontano. Durante i miei due natali a testa in giù un po’ mi è mancata l’atmosfera di questi giorni in Italia, inverno/freddo/neve/maglione/cappellino. Adesso ho un po’ di nostalgia per le feste di Natale in spiaggia, tra un barbecue e un bagno rischio squali/meduse/correntipericolose.

Alla fine, però, è sempre festa quando stai bene!


 

Viaggi in prima classe secondo me

Glasgow, Museo, trasporti, viaggi,

Ogni volta che organizzo i miei viaggi in prima classe, inizio sempre con molto anticipo rispetto alla data di partenza. La pianificazione dell’itinerario o il semplice acquisto dei biglietti per me vuol dire già essere in viaggio.

Negli anni ho consolidato un metodo, non certo infallibile, che mi ha dato il modo di confezionare vacanze a misura delle mie esigenze.

LA META DEI MIEI VIAGGI

Ammetto di non aver avuto mai grosse difficoltà a trovare una destinazione per i miei viaggi. Sono da sempre curioso come una bertuccia, quindi mi è abbastanza semplice scegliere una località, una regione o un Paese da andare a visitare durante le mie vacanze.

I compromessi più grossi li faccio sempre con il budget, mai illimitato, che determina in qualche modo la scelta della meta. Nel tempo ho constatato che anche con poche risorse economiche si possono fare splendide esperienze di viaggio e che non serve andare molto lontano per scoprire nuovi mondi.

Parco Nord, Milano, primavera, fiori, glicine, viaggi, prima classe,
Scoperte dietro casa. Il Parco Nord – Milano

Negli ultimi anni ho preferito viaggiare in paesi anglosassoni per esercitarmi con la lingua inglese e poi perché mi piace il loro stile di vita.

Quindi il Regno Unito è stato meta di molte mie vacanze, alcune le potete trovare cliccando qua, leggendo questo post, oppure curiosando tra queste righe, e non sono mancati neppure viaggi negli Stati Uniti e un’indimenticabile esperienza a Sydney. (Se cliccate qua potete leggere il primo dei capitoli dedicati alla mia avventura in Australia).

Ho fatto piacevoli soggiorni in Francia e in Spagna, vedi questo post, e continuo a girare l’Italia con estrema gioia, dal Piemonte alla Calabria. Mi piacerebbe scoprire molto di più della Sicilia e conoscere la Sardegna dove ancora non sono stato, se non per un brevissimo weekend lavorativo in Costa Smeralda.

I VIAGGI PARTONO DALLA GUIDA

Dopo aver scelto la destinazione delle prossime vacanze, ecco che inizio il balletto per l’acquisto delle guide che mi accompagneranno nei miei viaggi.

Non mi accontento di comprarne una sola e se la prima scelta ricade su una Lonely Planet, molto utile e precisa nelle descrizioni, difficilmente lascio sugli scaffali le guide Mondadori/DK che con le loro cartine parlanti rendono più semplici i tour. Non mi dispiacciono neppure le guide del Touring Club, molto eleganti e raffinate.

La caccia parte mesi prima della partenza, alla ricerca della guida più aggiornata. Maniaco dei dettagli come sono, faccio veramente fatica ad affidare le mie escursioni a fonti vecchie di un anno. Quindi, vado prima in giro per la Libreria Hoepli di cinque e più piani nel cuore di Milano alla ricerca della pubblicazione più recente, poi mi affido ad Amazon per il prezzo più conveniente.

Edimburgo, castello, viaggi, vacanza, prima classe, Scozia, Regno Unito, Gran Bretagna
Il castello di Edimburgo visto dal basso

Il gioco diventa più divertente una volta a casa. Inizio a confrontare le guide appena comprate, faccio paragoni e consulto internet. Prima di arrivare a stabilire l’itinerario da seguire nel mio prossimo viaggio, devo sapere cosa c’è da vedere, dove e come ci si arriva. E poi quanto i costi incideranno sulla vacanza. Per ultimo, ma sicuramente dal valore fondamentale, la scelta di come viaggiare e dove pernottare.

VIAGGI IN TRENO O IN AEREO?

Per alcune destinazioni non esistono scelte: l’aereo è sicuramente il mezzo più comodo e veloce!  Si risparmia tempo e così si hanno più giorni a disposizione per godersi la vacanza.

Inoltre, se si fanno scelte attente, si riescono a trovare biglietti ad ottimi prezzi senza dover viaggiare in low cost. Basta un po’ di pazienza, confrontare sui tanti siti a disposizione le varie tariffe e avere un po’ di fortuna. Può capitare di trovare biglietti a prezzi convenienti perché iscritti al programma fedeltà di qualche compagnia aerea, o perché è un periodo di saldi.

Io di solito confronto le proposte di Expedia e poi consulto i siti delle compagnie aeree che spesso sono più convenienti. In alcuni casi vado sulla pagina dell’aeroporto di destinazione per controllare quali voli atterrano, così da non perdere alcuna possibilità.

Aereo, viaggi, vacanza, volo, tramonto, relax, prima classe
In volo al tramonto

Per altre mete scelgo il treno. Si tratta di destinazioni non particolarmente lontane, verso le quali un viaggio su rotaie acquista un fascino maggiore. E’ vero, io sono di parte perché in treno girerei il mondo, e partire in treno è incominciare la vacanza nel migliore dei modi possibili.

Sono andato a Londra in treno, viaggiando prima sul TGV francese e poi attraversando la Manica attraverso l’Eurotunnel. Non è stato un viaggio breve, ma sicuramente comodo e per me emozionante. Ho passato ore e ore a guardare fuori dal finestrino, cercando di non perdere alcun dettaglio. Ero seduto ovviamente in prima classe, acquistando i biglietti parecchio tempo prima del viaggio e risparmiando rispetto alla tariffa intera.

Purtroppo non ci sono molte scelte da fare per i viaggi in treno. Non c’è la stessa concorrenza che c’è tra i vettori aerei, così da scegliere quello che si preferisce o quello che costa meno.

VIAGGI FLY&DRIVE

Se per raggiungere la meta normalmente scelgo tra aereo o treno, è quasi inevitabile che poi ricorra al noleggio di un’auto per gli spostamenti tra una tappa e l’altra della vacanza.

Anche in questo caso confronto prima tutte le offerte dei vari broker di noleggio disponibili in rete. Quindi vado sui siti delle maggiori compagnie di autonoleggio e vedo le loro proposte. Nonostante un numero infinito di soluzioni su internet, spesso le tariffe che mi ha proposto Avis sono state le migliori.

DOVE DORMIRE

Quando cerco il posto dove dormire durante le vacanze divento un segugio dall’olfatto finissimo. Inizio dalle guide cartacee e dai loro suggerimenti di alberghi e b&b. Passo quindi ai giudizi di Tripadvisor che incrocio con quelli di Booking. Sfoglio qualsiasi pagina internet che contenga suggerimenti su particolari sistemazioni, magari eleganti e di charme, confrontando anche opinioni di altri travel blog, come PanAnna, che offre tante idee di viaggio.

Hibernian Hotel, Kilkenny, Irlanda, Ireland, Visit Ireland, viaggio, vacanza, prima classe, hotel, quattro stelle
Hotel Hibernian a Kilkenny – Irlanda

Cerco sempre strutture con una maggioranza di giudizi positivi e che rispondano a determinate mie esigenze. Non devono essere troppo lontani dal centro e dal trasporto pubblico, meglio se con colazione compresa, rigorosamente con bagno in camera. E poi mi affido alla sorte.

Raramente mi è capitato che una scelta non fosse all’altezza delle aspettative. Appoggiandomi spesso a catene internazionali o di una certa qualità, le camere in cui ho soggiornato sono sempre state molto curate, eleganti e in alcuni casi veramente lussuose.

Bene! E’ arrivato quasi il momento di organizzare le vacanze per l’estate del 2018. Passate le feste di fine anno tutte le varie compagnie mettono mano al loro listino e sicuramente usciranno nuove offerte e proposte.

E voi come e quando organizzate le vostre vacanze?


 

 

 

 

Uluru: il cuore sacro dell’Australia

Uluru, Ayers Rock, Red Centre, Australia, vacanze, viaggio, viaggioinprimaclasse

Pochi giorni fa il mondo internet è stato invaso da migliaia di foto dei tramonti infuocati sopra Milano. I colori accesi e le sfumature che dal rosso passavano all’arancione mi hanno ricordato Uluru, l’imponente massiccio roccioso che si erge nel centro dell’Australia.

ULURU – AYERS ROCK

Conosciuto con il nome inglese di Ayers Rock, Uluru è un enorme monolite che si trova nel Territorio del Nord australiano. Circondato dal bush, il deserto completamente piano tipico dell’Australia, Uluru è visibile da decine di chilometri ed è famoso per il suo colore rosso che cambia col passare delle ore. Si trova all’interno del Parco Nazionale Uluru-Kata Tjuta ed è considerato un luogo sacro per gli aborigeni, ai quali è stato riconsegnato nel 1985.

Uluru è uno dei simboli dell’Australia. Composto da un unico blocco di roccia arenaria, è alto solo 350 metri, ma ben maggiore è la parte non visibile. Infatti, i geologi sono riusciti a misurare l’estensione del monolite fino a circa 7 chilometri sotto terra!

Uluru, Ayers Rock, bush, deserto, rosso, arancione, sabbia, Australia, tramonto, Parco nazionale Uluru Kata Tjuta
Il bush, il tipico deserto intorno ad Uluru

IL MIO VIAGGIO AD ULURU

Durante mio soggiorno a Sydney, del quale vi ho accennato giusto in pochi altri post, ho avuto la possibilità di organizzare un viaggetto di un fine settimana in questa incredibile località.

Considerate le enormi distanze australiane e i prezzi non proprio popolari dei voli, per questo viaggio mi sono affidato ad una compagnia aerea dai prezzi relativamente contenuti, la Jetstar. Sorella minore della compagnia di bandiera Qantas, offre un servizio paragonabile all’europea easyJet. I voli sono comodi, senza vendita di gratta e vinci durante il viaggio, e il servizio a bordo è buono.

Da Sydney ad Ayers Rock il volo diretto dura 3 ore e mezza ed il panorama che si vede dai finestrini dell’aereo è veramente unico. Dall’alto, infatti, avvicinandosi a destinazione,  si scorge un territorio completamente arancione, punteggiato di macchie scure. E’ il bush, il deserto ricco di vegetazione tipico dell’outback australiano. Solo a pochi minuti dall’atterraggio, durante un’ampia virata, si scorge il profilo unico di Uluru emergere isolato in questa vasta distesa.

L’aeroporto di Ayers Rock si trova a circa 30km dal Parco Nazionale di Uluru ed è poco più grande di un garage. Ha una sola pista di decollo/atterraggio e in una decina di metri sei dal sedile dell’aereo alla strada fuori dal terminal. Sembra più una stazione di provincia che un aeroporto. E’ l’unico dove non si è obbligati a buttare via l’acqua prima dei controlli di sicurezza!

NON ESISTONO CITTA’ AD ULURU

Stabilito che il nome ufficiale di questa montagna è Uluru e che Ayers Rock ormai si usa per indicare l’aeroporto nelle vicinanze, dove si vive da queste parti?

La prima vera città che si può incontrare scendendo dall’aereo è Alice Springs, a soli 450km a nord est. Scomoda per andare a prendere un caffè con gli amici.

A servizio del Parco di Uluru c’è il villaggio di Yulara, a 17km dal monolite, un vero e proprio resort di circa 3000 anime, turisti esclusi. Si trova all’esterno del Parco, al quale si accede solo a pagamento, poiché l’area è sacra per gli aborigeni e non è possibile costruire.

Yulara è un enorme villaggio turistico. Si va dal campeggio all’hotel extra lusso, passando da ostelli per backpackers, ossia i turisti zaino in spalla, a sistemazioni turistiche. E’ gestito da una società della quale fanno parte gli indigeni australiani ed organizza anche visite guidate al Parco ed eventi per i numerosi turisti che affollano le strutture.

Una comoda sistemazione a prezzi convenienti è l’Outback Pioneer Hotel, le cui grandi camere sono sistemate in bungalow sparsi sotto enormi eucalipti. Sono solo ad un piano e dalle enormi vetrate scorrevoli delle camere si può uscire nel mezzo del bush. Non mancano le zanzare nonostante il clima torrido tipico del deserto.

Nella pagina ufficiale del resort di Yulara, Ayers Rock Resort, ci sono molte indicazioni sui servizi offerti, sui tour e sulle attrazioni che si possono trovare in questa zona.

Uluru, Ayers Rock, Yulara, Australia, monolite, vacanza, arancione, rosso, Red Centre.
Passeggiata intorno ad Uluru

LA MAGIA DI ULURU

Nella mitologia aborigena Uluru ha un ruolo molto importante e per gli indigeni questi luoghi mantengono l’essenza vitale di chi li ha creati. Per il mito si tratta di figure ancestrali descritte come giganti in parte umani, in parte animali o piante.

Diversi luoghi alla base del monte hanno una valenza particolarmente religiosa, tanto che i turisti non vi possono accedere, né fotografare. E’ notizia molto recente il divieto che dal 2019 verrà esteso anche alle scalate del monolite, da sempre attività molto gettonata da parte dei turisti, ma invisa agli aborigeni.

Lungo le pareti del monolite si possono vedere dipinti rupestri di migliaia di anni fa che rimandano alla mitologia del “dreamtime“, il tempo dei sogni, un’epoca più vecchia della memoria dell’uomo in cui tutto venne creato.

Per respirare meglio tutto questa atmosfera mistica basta godersi la magia del tramonto che scende su Uluru. Da un punto panoramico privilegiato per chi sceglie le visite guidate, si possono ammirare tutti i colori dell’iride mentre il sole cala e l’arancione del monolite viene assorbito dalla notte.

Uluru, Ayers Rock, Kata Tjuta, Australia, tramonto, sunset, dusk
Tramonto ad Uluru

Saranno stati i diversi calici di vino bevuti al buffet, o la mia naturale predisposizione ad emozionarmi, ma davanti ad uno spettacolo simile è veramente difficile non farsi venire la pelle d’oca.

Anche la mattina successiva, nonostante un risveglio nel cuore della notte, lo spettacolo dell’alba su Uluru è da brividi! Il cielo limpido e ricco di stelle lascia spazio alle prime luci e, in lontananza, il monolite prende forma accendendosi ai primi raggi del sole.

EMOZIONI SENZA FINE AD ULURU

Non si possono dimenticare queste esperienze emozionanti, così come forte è il ricordo della passeggiata intorno alla base di Uluru.

Subito dopo aver visto l’alba, si può scegliere di andare ai piedi del monolite e decidere di fare un’escursione di 12km intorno alla base, meglio se con una guida capace di raccontare aneddoti legati al luogo.

Tra caverne scavate dalla pioggia e dal vento, dove un tempo abitavano gli indigeni, laghetti che nascono e spariscono a seconda delle piogge, sentieri all’interno di boschi di eucalipti, lo spettacolo è sempre più emozionante.

Si è a pochi centimetri dalla roccia, la si può toccare, si può percepire il fascino che emana. E’ proprio arancione, tutte le tonalità di arancione. Sono percepibili segni dell’erosione dovuti al tempo, così come si vedono ombre disegnare volti sulle pareti della roccia.

E’ una passeggiata di diverse ore, ma, considerata la natura pianeggiante del terreno, non è molto impegnativa. Meglio avere un’adeguata scorta d’acqua perché, come sale il sole, la temperature aumenta parecchio. Utile anche una retina sul viso per difendersi dalle mosche appiccicose che non mancano nemmeno qua.

Da metà percorso in avanti, per evitare zone dal valore religioso per gli indigeni, il sentiero da seguire si allontana di non poco dalla roccia. Il panorama fatto di arbusti, sabbia e mosche rischia di diventare monotono. Basta alzare lo sguardo verso il monolite per ritrovare la magia che la stanchezza potrebbe far scomparire. Da questa distanza il monte appare ancora più imponente, emergendo solitario e massiccio dal deserto pianeggiante.

Uluru, Ayers Rock, Kata Tjuta, Australia, cielo, tramonto, vacanza
Il cielo sopra Uluru

ULTIMO SALUTO AD ULURU

Prima di partire per tornare a Sydney, non si può fare a meno di dare un saluto al monolite.

Al centro del villaggio di Yulara c’è una piccola collina. Dalla sommità si può ammirare il panorama a 360 gradi del circondario. Laggiù, in lontananza, c’è lui, Uluru che emerge imponente sopra il deserto.

Da questa collina ho filmato uno dei tramonti più suggestivi che mi sia capitato di vivere. Lo potete vedere sul mio canale YouTube, cliccando qua.

Uluru: un altro posto che mi manca della mia esperienza australiana.


 

Il lungo viaggio verso Sydney

Sydney, opera house, australia, new south wales, Sydney Harbour bridge, viaggio

Dopo avervi raccontato l’inizio del mio viaggio in business class verso Sydney nel post precendente, risalgo su un nuovo aereo in direzione Hong Kong.

VIAGGIO MILANO – SYDNEY IN DUE TAPPE E TRE VOLI

I voli intercontinentali mettono sempre un po’ d’ansia per via della durata. Un viaggio dall’Italia all’Australia può avere anche tratte aeree di 14 ore, per limitare il numero di scali.

L’aspetto positivo del fare un numero maggiore di soste è che la durata del volo delle singole tratte è molto più breve. Questo offre, inoltre, la possibilità di volare con diverse compagnie, vedere altri aeroporti e, se viaggi appunto in business class, poter usufruire di differenti lounge. 

Il mio biglietto prevede due scali e voli con due compagnie. Dopo la sosta a Doha, il mio viaggio prosegue verso Hong Kong ancora con la Qatar Airways. Al momento di salire a bordo, ecco una bellissima sorpresa!

VIAGGIO A BORDO DI UN AEREO NUOVO DI ZECCA

L’aereo che mi porterà ad Hong Kong è un velivolo nuovo e fiammante, come recitano le brochure che trovo a bordo. Uscito dalla fabbrica una settimana prima di questo viaggio, questo Boing Dreamliner 787 è un prodigio della scienza e della tecnica. Per chi ci viaggia è sicuramente molto comodo, silenzioso e pieno di accessori coi quali distrarsi durante il volo. In questa pagina la compagnia riporta qualche dato tecnico e giudizio critico.

viaggio, boing, 787, dreamliner, qatar airways, doha, airbus 350, a350
Questo non è il Boing Dreamliner 787

La mia esperienza di volo è semplicemente eccezionale. Questi velivoli hanno in business class 4 sedili per fila, contro i 6 posti della economy. Questo vuol dire che ci sono due poltrone accoppiate al centro, mentre sul lato dei finestrini ce n’è uno solo!

Più spazio per il passeggero, molto di più, poltrone più larghe e letti più accoglienti! Una vera gioia per chi ama viaggiare comodo. Anche il bagno su questo aereo ha dimensioni mai trovate prima! Per una volta, posso andare a fare i bisogni senza paura di rimanere incastrato tra la porta e la tazza.

Il televisore a disposizione è un 17 pollici, quindi uno schermo bello grande. Il tavolino a scomparsa ha spazio sufficiente per ospitare il mio computer da 15 pollici e la tavola imbandita per il pranzo. Il finestrino non ha più la classica tendina parasole, ma i vetri si oscurano al solo tocco di un pulsante. Ci sono luci led per uso personale e luci diffuse nella cabina che cambiano colore a seconda dell’ora.

UN VIAGGIO PER POCHI

Il servizio in business class è ancora migliore, se possibile, del volo precedente. Essendo fortunatamente solo in cinque passeggeri, le hostess sono attente a qualsiasi richiesta di noi viaggiatori. Le portate, scelte da un ricchissimo menu, si sono rivelate degne del migliore ristorante stellato. Così per i vini assaggiati, mai di mediocre qualità.

Questo volo dura circa 8 ore e arriverò ad Hong Kong poco dopo il tramonto. L’intrattenimento di bordo offre molti film in prima visione, documentari e show televisivi. Non mancano videogiochi e ottima musica. Addirittura posso giocare usando il display del telecomando, mentre in tv mi guardo un film.

Senza rendermi conto del tempo trascorso, il comandante annuncia di prepararsi per l’atterraggio ad Hong Kong. Anche questo meraviglioso volo sta per terminare.

L’AEROPORTO DI HONG KONG

L’aeroporto internazionale di Hong Kong sorge su un’isola artificiale a circa 25km dal centro della città. E’ considerato uno dei migliori aeroporti al mondo per quanto riguarda efficienza, servizi e puntualità degli aerei.

viaggio, Hong Kong, business class, volo, aerei, viaggiare
L’aeroporto di Hong Kong

La prima volta che ci feci scalo fu nel 2002 durante un viaggio verso la Nuova Zelanda e allora ebbi anche modo di andare a fare una breve visita della città. Adesso avrò una sosta di circa tre ore prima di ripartire e mi divertirò a riscoprire cosa offre questo terminal.

Ad Hong Kong potrò utilizzare le lounge della compagnia Cathay Pacific, che qui ha il suo quartiere generale. Per andare incontro alle esigenze dei passeggeri ed evitare ogni scomodità, la compagnia ne offre ben 5 (CINQUE), dislocate lungo tutto l’aeroporto, non distanti dai vari gate.

THE PIER

Al mio arrivo vado direttamente alla sala The Pier, la lounge più ampia, come la definisce la stessa compagnia nella sua pagina web. In effetti gli spazi di questa sala d’aspetto riservata sono tutt’altro che angusti. Divanetti, poltrone e sale relax sono di una eleganza e uno stile molto curato.

Non manca un ristorante à la carte, un ricchissimo buffet e una sala da tè. Prima di cenare, però, avendo alle spalle qualcosa come 16 ore di volo, mi concedo un momento di relax nella day spa.

Le stanze da bagno, ognuna grande come uno spogliatoio di palestra, sono rivestite di pregiatissimo marmo di Carrara, così come di produzione italiana sono tutti i sanitari. L’ambiente doccia, capace di contenere un’intera famiglia, non si limita al classico soffione, ma ha anche i getti idromassaggio e la cromoterapia.

Lavato, cambiato e restaurato, posso ora pensare alla cena. Preferisco, però, spostarmi ed andare alla lounge più vicina al gate d’imbarco.

THE WING

Per raggiungere questa sala di business class, The Wing, devo attraversare l’aeroporto praticamente da un capo all’altro.

Situata vicino al gate 1, questa lounge è disposta su due piani. Dal secondo piano c’è una bella vista sui gate di partenza. Tra le comodità a disposizione dei passeggeri c’è un ottimo ristorante che offre sushi preparato al momento, oltre ad un ricchissimo buffet con ottimi piatti anche di tradizione locale.

SI RIPARTE PER SYDNEY

Nonostante un’ora di ritardo del volo in partenza, la mia sosta ad Hong Kong è terminata prima ancora che mi potessi accorgere del tempo passato. E’ quasi l’una di notte, ho mangiato in abbondanza e bevuto molto bene.

Il mio nuovo volo è quasi pronto, salto la solita coda al gate di partenza e mi infilo al mio posto a bordo di questo volo Cathay Pacific. L’aereo è un non più nuovo Boing 777, da diversi anni in servizio, e gli arredi mostrano un po’ i segni dell’età. Ho la mia poltrona singola lato finestrino, ma al confronto con l’eleganza e la comodità del posto sul volo Qatar Airways, questa compagnia ne esce con le ossa rotte.

viaggio, Cathay Pacific, business class, volare, aereo, comodità, eleganza
La cabina di business della Cathay Pacific

Lo stile spartano dei posti non condiziona la comodità della seduta e l’accuratezza del servizio.

Avendo mangiato alla grande prima del volo, decido di non cenare subito dopo il decollo, ma preferisco guardare un film prima di cadere in letargo. Avrò l’opportunità di concedermi uno spuntino qualora al risveglio avessi fame. La hostess, infatti, mi ha ripetuto più volte che posso chiedere di mangiare in qualsiasi momento durante il viaggio.

UN FINALE DI VIAGGIO TURBOLENTO

Questo volo di quasi nove ore è stato per lo più comodo e tranquillo per buona parte del tragitto. Ho dormito profondamente per quasi cinque ore. Al risveglio ero in volo sopra l’Australia a poche ore da Sydney.

Non passa molto tempo che iniziano a preparare la colazione. Come sempre la tavola è apparecchiata con grande attenzione e precisione.  Pane fresco, burro e marmellata, brioche, frutta fresca, spremuta e bicchiere d’acqua vengono serviti prima del piatto e della bevanda calda.

Improvvisamente, un annuncio allarmato del comandante invita i passeggeri ad allacciarsi in fretta la cintura e il personale a interrompere le attività in corso e sedersi rapidamente per l’arrivo di una forte turbolenza.

Prima ancora che l’annuncio finisca, ecco che l’aereo inizia a sobbalzare come una macchina su una serie di dossi. Chi è ancora in piedi fatica molto a recuperare il proprio posto. Qualche stoviglia e qualche bicchiere finiscono a terra e non manca qualche passeggero che preso dal panico si lascia andare ad urla stridule.

Io invece mi diverto, cercando di stare con la faccia attaccata al finestrino per non perdermi un metro di questa terra che ho tanto sognato. Tra una botta ed uno scossone aspetto che si finisca di sobbalzare per tornare alla colazione.

Australia, viaggio, aereo, Cathay Pacific, volo, comodo, business class
Il primo panorama australiano che ho visto

La turbolenza dura un paio d’ore e qualche vuoto d’aria ha messo a dura prova il mio stomaco. Alla fine, quasi in prossimità di Sydney, tutto smette e il viaggio ritorna ad essere piacevole.

SYDNEY

Io sono ormai carico di adrenalina, mancano pochi minuti prima che, finalmente, metta piede a Sydney ed inizi questa mia avventura downunder.

Prima di atterrare, l’aereo sorvola la meravigliosa baia lungo la quale è cresciuta la città. Ho la fortuna di essere sul lato che si affaccia proprio sul centro e non faccio fatica a distinguere il mitico ponte e l’ancora più mitica Opera House e le sue bianche vele. Da questa altezza sembrano essere delle miniature lillipuziane.

Il lungo volo sopra le coste a sud del centro, prima di raggiungere la giusta rotta per l’atterraggio, è un susseguirsi di abitazioni e immense macchie di verde, enormi parchi tra un centro e l’altro. Qualche settimana dopo scoprirò che tutti quei posti sono Sydney e li andrò a visitare, ma intanto fremo dalla voglia di scendere dall’aereo.

L’aereo tocca terra. Arriva alla zona parcheggio. Raccolgo le mie cose e mi infilo sulle spalle il mio enorme zaino arancione fluorescente. Il portellone si apre e i passeggeri iniziano ad uscire. Quando arriva il mio turno, arrivo sulla soglia dell’aereo e mi commuovo.

Ben trovata Sydney!


 

Volare a Sydney in business class

Sydney, Harbour, bridge, viaggio, volare, business class,

Dopo la lunga organizzazione per coronare il sogno di una vita che ho raccontato nel post precedente, finalmente è arrivato il giorno di volare a Sydney.

PARTENZA PER UN LUNGO VIAGGIO

È il 13 luglio del 2016.

A Milano la temperatura è di quasi quaranta gradi. Nel soggiorno di casa ho due grandi valigie piene di scarpe e vestiti. Non sono mai riuscito a preparare bagagli di contenuto ridotto nemmeno per viaggi brevi e per un soggiorno di sei mesi mi serve sia l’abbigliamento estivo che quello invernale. Inoltre, in Australia le stagioni sono ribaltate rispetto alle nostre.

Quando atterrerò a Sydney sarà inverno!

Mi convinco che possa essere un inverno più mite rispetto a quello milanese, ma meglio essere previdenti e non lasciare a casa le felpe.

Intanto la temperatura in casa è insopportabile. L’emozione cresce di minuto in minuto e il mio bagaglio pesa un accidenti da quanta roba ho messo dentro. Avrò problemi al momento del check-in?

Per ridurre al minimo la fatica del trasferimento da casa all’aeroporto di Malpensa, decido di noleggiare una macchina, in modo da essere anche più libero con gli orari. Del resto, il noleggio di un’auto di medie dimensioni costa sempre meno del taxi tra Milano e l’aeroporto che, al momento, ammonta a 95€, secondo le tariffe del Comune di Milano.

Con il sole a picco, carico la macchina con le valigie, doppio bagaglio a mano, qualche zaino e gli occhiali da sole. Più che un viaggio intercontinentale, sembra un trasloco.

Il mio incubo peggiore è di andare a Malpensa in macchina e trovare l’autostrada bloccata, fare tardi e perdere il volo. Questa volta, nonostante l’orario pomeridiano, la strada è quasi deserta e ci sono tutte le condizioni ideali per non avere imprevisti lungo il percorso.

Il sole, inesorabile, sembra avere ora qualche piccolo oscuramento. Da nord il cielo sta assumendo colori sempre più cupi  e minacciosi e, dall’azzurro limpido sopra Milano, si passa, dopo pochi chilometri, al grigio piombo. Nei pressi di Malpensa sta per abbattersi un violento temporale, quello che poi i giornalisti non faranno fatica a descrivere come una bomba d’acqua.

DOPO LA PIOGGIA VIENE IL SERENO

Ovviamente io ero partito da casa in pantaloncini e maglietta con l’intenzione di asciugarmi il sudore e mettermi un jeans una volta imbarcato baule e cassapanca al check-in.

Arrivo a Malpensa che la pioggia è talmente fitta da rendere inutilizzabili i tergicristalli. Il parcheggio dove avevo deciso di riconsegnare l’auto è completo e nessun addetto dell’autonoleggio si avventura sotto il diluvio per dare indicazioni. La temperatura è passata dai 37 gradi di Milano ai 15 di Malpensa. Per fortuna io sono ben in anticipo: solo un paio d’ore prima che aprano il check-in (che di solito è due/tre ore prima del decollo. Dipende dalla compagnia).

Cambio parcheggio. Scendo dall’auto e ho freddo, brividi e pelle d’oca. Nel terminal l’aria condizionata è sparata a mille e io corro, si fa per dire, con il mio carrello pieno di valigie, verso il bagno più vicino per cambiarmi. Jeans, camicia, calze lunghe e giubbino.  Che sia un anticipo delle temperature di Sydney?

UN SOGNO ANCORA PIÙ MAGICO

Malpensa, volare, aereo, viaggio, business class, lounge, volare a Sydney
Torna il sereno a Malpensa

Mentre il temporale, che ha bloccato l’aeroporto per un’ora abbondante, si sta spostando, lasciando spazio ad un tramonto suggestivo, io sono davanti ai banchi dell’accettazione in attesa che apra il check-in.

Per rendere ancora più magico questo mio viaggio da sogno, mi sono regalato il volo in business class. Comprando il biglietto nel mese di gennaio, sono riuscito a trovare una tariffa non eccessivamente costosa con la Qatar Airways, la migliore compagnia al mondo per i servizi in business, e non solo, secondo autorevoli sondaggi che potete trovare qua.

Come consigliato dalla compagnia, sono al check-in con largo anticipo e, mentre una lunga fila di persone cariche di ogni tipo di bagaglio, compreso un ventilatore a piantana e una stufetta elettrica, si sta formando davanti ai desk di economy class, a quelli di business non c’è nessuno e, quando la hostess apre l’accettazione, io sono il primo.

Come ho raccontato in questo post, ai banchi delle classi superiori ti accolgono con tappeti rossi, fiori profumati e sorrisi a 36 denti. Il personale è molto disponibile e cortese, preparatissimo a dare consigli di viaggio e indicazioni. Anche sul bagaglio da imbarcare sono molto attenti e io temo di dover pagare un extra salato per tutto quello che mi sto portando dietro.

La mia preoccupazione per il peso eccessivo delle valigie lascia immediatamente spazio a serenità e soddisfazione dopo una breve chiacchierata con la gentilissima hostess: tra i vantaggi del viaggiare in business class c’è anche quello di poter imbarcare due valigie per un peso complessivo tra i 32 e i 40 kg, a seconda della compagnia aerea, e di avere anche due bagagli a mano fino ad un massimo di 15kg (altro che low-cost!).

Quindi nessun problema per me, ritirerò il tutto a destinazione. Dopo 27 ore. Non resta altro che godermi il viaggio.

COME AFFRONTARE 27 ORE DI VOLO

Con le mie carte d’imbarco bordate di rosso mi si aprono una serie di corsie preferenziali, iniziando dai controlli di sicurezza attraverso i quali passo saltando la fila.

Quindi evito pure le comuni sale d’attesa tra un fastfood e un kebabbaro e mi dirigo spedito verso la lounge della compagnia aerea, oramai solo con il mio enorme zaino arancione fluorescente sulle spalle.

Sempre in questo post ho raccontato delle lounge milanesi non sempre all’altezza del loro ruolo se confrontate con quelle di altri aeroporti internazionali, tuttavia la comodità di avere una elegante poltroncina dove bivaccare un paio d’ore, mentre mangi tartine e tramezzini e bevi ottimo champagne, è sempre un modo molto tranquillo e rilassante per aspettare la partenza.

Anche per l’imbarco il passeggero delle classi superiori ha una serie di priorità. Oltre a poter rimanere nella sala riservata fino all’ultimo, non ci sono file da fare e, come sempre, vieni accolto al banco da personale super sorridente.

business class, qatar airways, volare, volo, aereo, viaggio, passione, sydney, volare a Sydney
Film e champagne in business class

Volare a Sydney in business class

A bordo dell’aero si vede la vera differenza tra le classi di viaggio. La cabina di business di questo volo ha solo sei poltrone per fila, due accanto ai finestrini e due centrali, mentre in economica le file sono da 8 posti, due lato finestrino e 4 centrali.

Per essere più comodo e non dover chiedere permesso al vicino, o farmi scavalcare, ho scelto una poltrona tra quelle centrali, così da non essere disturbato da altri passeggeri. Questo primo volo dura circa sette ore, tutte in notturna, e il servizio a bordo è eccezionale. Subito dopo il decollo, le hostess apparecchiano tavola per servire la cena: tovaglia e tovagliolo di cotone, posate di metallo, bicchieri di vetro e pane appena sfornato.

Avendo mangiato alla lounge in aeroporto, non mi lascio tentare da tutte le portate del menù, ma mi limito ad assaggiare una selezione di formaggi e il dolce, accompagnato da due bicchieri di vino, diversi per ogni portata, mentre mi guardo sul mio televisore da 14 pollici uno degli ultimi film appena usciti al cinema.

Nel frattempo mi sono cambiato, indossando la tuta/pigiama che la compagnia riserva ai passeggeri di business e, terminata la cena e finito il film, faccio sistemare dalla hostess la poltrona in modalità notte, mi sistemo il cuscino, tiro su la copertina e dormo della grossa.

Dopo una meravigliosa dormita, anche se di una manciata di ore, è tempo di colazione che viene servita con esemplare cortesia. Pancake e succo d’acero, qualche brioche calda, spremuta d’arancia. Direi che sono pronto per atterrare.

VOLARE A SYDNEY FACENDO DUE SCALI

Per volare a Sydney con il mio biglietto devo fare due scali e la prima sosta è a Doha, capitale del Qatar, un piccolo e ricchissimo emirato situato nella penisola Arabica.

Grazie al mio status di passeggero di business class, i controlli doganali appena sceso dall’aereo sono rapidissimi e senza code.

Qatar Airways, volare, Sydney, aereo, viaggio
L’enorme peluche al centro dell’aeroporto di Doha

L’aeroporto è così grande che puoi tranquillamente muoverti guardando le mappe di Google. Nonostante non siano ancora le sei della mattina, c’è un viavai di persone che sembra di essere a mezzogiorno. Ho due ore di sosta e mi dirigo con piglio deciso verso la lounge della Qatar Airways, della quale vi ho già parlato qua.

Faccio un bis di colazione, cappuccino Illy e qualche dolcetto, una veloce visita alla day spa, nome altisonante per indicare gli elegantissimi bagni con servizio di concierge, musica diffusa in sottofondo, asciugamani di pregiatissimo cotone, ed è già ora di andare a prendere un altro aereo.

Il gate d’imbarco questa volta è veramente lontano. Io e il mio zaino fluorescente attraversiamo lunghissime navate piene di gente in partenza e, alla fine di un interminabile corridoio, scendendo di un piano con una lentissima scala mobile, vedo il mio desk di imbarco con una lunga fila di persone. Ovviamente io passo davanti a tutti, mi controllano la carta d’imbarco e mi indirizzano verso un bus navetta con tre persone a bordo.

Per fortuna sul pullman l’aria condizionata funziona a meraviglia, perché nel passaggio dal terminal al bus ho potuto constatare che alle 7.30 della mattina del 14 luglio in Qatar  ci sono già 40 gradi!!!

Con immensa sorpresa scopro che l’autobus sul quale sono salito è riservato ai viaggiatori di business class e, a quanto pare, siamo solo in cinque. Il prossimo scalo, questa volta a Hong Kong prima di volare a Sydney, si annuncia essere ancora più interessante del precedente (ma lo racconterò nel prossimo post).


 

Perché viaggiare in business class fa bene all’amore (e all’umore)

prima classe, business class, viaggio in prima classe, viaggio, comodo, comodità, nostress

Non sempre apprezziamo appieno le potenzialità di un viaggio in business class, o in prima classe, perché ci preoccupiamo del costo forse alto, ma viaggiare comodamente fa cambiare la percezione della viaggio stesso e della vita.

LA PRIMA CLASSE IN TRENO

La differenza tra le classi dei viaggi in treno può sembrare poca cosa, ma è un esempio molto efficace per dimostrare che il viaggio in prima sul treno può far amare di più le persone e il nostro umore ne trarrà beneficio.

E’ tutta una questione di numeri: infatti in prima classe ci sono meno persone che in seconda, la dimensione del sedile è maggiore e di conseguenza si ha più spazio a disposizione e non resta che rilassarsi godendosi il viaggio.

La carrozza di prima classe, meglio ancora i posti in executive sui treni ad alta velocità, ha un sedile in meno per fila, ossia solo tre posti di cui uno, quello che preferisco, singolo vicino al finestrino.

prima classe, treno, frecciabianca, intercity, rapido, viaggi
La prima classe su un treno Frecciabianca

Un minor numero di persone nel vagone rende il viaggio più confortevole, chi viaggia ha una percezione più leggera del tempo trascorso a bordo e diventa più semplice sorridere e amare gli altri.

Una volta arrivati a destinazione dopo un viaggio così rilassante non si potrà che avere un ottimo umore.

(Potete lasciare un commento su eventuali e sporadiche esperienze negative della prima classe in treno in fondo al post)

LA BUSINESS CLASS IN AEREO

Se il viaggio in prima classe in treno può essere comodo e rilassante, l’esperienza di volare in business class è sinonimo di nobile benessere, coccole principesche e assenza di problemi.

La mia prima esperienza in business class è stato su un volo intercontinentale tra Milano e Auckland, in Nuova Zelanda. Ovviamente si è trattato di un viaggio a tappe, con scalo a Francoforte e Hong Kong.

IL CHECK IN

Già al momento del check in si notano le differenze con i viaggiatori della classe economica: ci sono banchi dedicati dove si viene accolti con i tappeti rossi, il personale è molto più sorridente e la fila è praticamente inesistente.

Tra i benefit della business class c’è la possibilità di imbarcare un bagaglio dal peso maggiore, quindi di non doversi preoccupare se portare o meno altre due paia di scarpe o di infilare in valigia due pantaloni in più.

LA LOUNGE

Con la carta d’imbarco bordata di rosso, tipica dei passeggeri di business, si può accedere al fantastico mondo delle lounge, ossia meravigliosi luoghi dove aspettare l’ora d’imbarco del tuo volo in un ambiente rilassato lontano dalla confusione degli aeroporti/grandi magazzini. Questi ambienti riservati offrono anche servizio di ristoro a buffet e una ricca selezioni di bevande. Insomma, una sala d’attesa a cinque stelle.

MALPENSA E LINATE

Non tutti gli aeroporti hanno lounge di business class degne di nota: per esempio Linate e Malpensa offrono una mediocre accoglienza nelle sale di attesa VIP e non tutte le compagnie hanno una lounge di proprietà. Questo implica che si appoggino ad altre compagnie o a sale comuni messe a disposizione dalla società aeroportuale e non sempre di alta qualità.

A Malpensa ci sono un paio di sale ad uso delle compagnie aeree per i loro passeggeri di business e first class: poltroncine, divanetti, tavolini e computer sono a disposizione dei clienti vip. Il servizio di ristoro è essenziale e varia a seconda della fascia oraria: si passa quindi dalle brioche a colazione, a piatti caldi a pranzo e cena. Molto varia e abbondante la selezione delle bibite, dei vini e dei superalcolici, molto richiesti soprattutto dai passeggeri dei voli più lunghi.

BRITISH AIRWAYS A LINATE
prima classe, business class, british airways, linate, aerei, volo, viaggiare, comodità, comodo
Lounge British Airways di Linate

La compagnia britannica ha una propria saletta di attesa per i viaggiatori di business class nell’aeroporto di Linate. Pur funzionale e pratica, può risultare un po’ spartana e il servizio offerto è proprio essenziale: per colazione qualche brioche, una selezione di biscotti, dello yougurt, della frutta di stagione e del caffè da un distributore automatico.

Certo è che la tranquillità di poter aspettare il tuo volo in una sala non affollata, praticamente in silenzio, dove poterti comodamente sedere su un divano e non vagare per un aeroporto è un beneficio innegabile per affrontare il viaggio, specie se lungo.

LA LOUNGE CHE PREFERISCO

Durante un mio viaggio intercontinentale in business class, ho aspettato la coincidenza del nuovo volo nella lounge della Qatar Airways dell’aeroporto di Doha, nel Qatar appunto, e la mia visione dei viaggi comodi ha raggiunto un livello quasi mistico.

Per rendervi un po’ l’idea di questo aeroporto fatevi un giro su questo sito e potete dare anche un’occhiata a questa sala d’attesa da grand hotel cliccando su questa pagina.

Questa lounge occupa ben due piani dell’aeroporto, ha centinaia di poltrone e divanetti dove rilassarsi mentre si aspetta il volo, diverse postazioni dove farsi un caffè e prendere dei tramezzini o dei dolci, una grande sala attrezzata con computer e stampanti, sale relax dove poter dormire, un ristorante a buffet e uno à la carte e poi bagni e docce degne delle terme più lussuose ed eleganti.

L’estetica è stata curata nei minimi dettagli e i grandi spazi di questa sala d’attesa sono arredati con gusto e raffinatezza. Non manca neppure un’enorme vasca con giochi d’acqua, che potete vedere nell’immagine di copertina di questo post, una vistosa scala e maestosi lampadari di cristallo.

E’ quasi un peccato dover lasciare questo posto per doversi imbarcare di nuovo.

qatar airways, doha, business clas, volare, voli, aereo, viaggi, comodo, comodità
Un lampadario della lounge Qatar Airways a Doha

L’ESPERIENZA IN VOLO

Per i voli internazionali di corta e media distanza si usano velivoli di dimensioni non grandissime, quindi la business class può essere anche solo virtuale, ossia le prime file di posti vengono dedicate alla classe più alta, ma la configurazione è identica ai posti della classe economica. La differenza sta nel numero dei posti occupati e, soprattutto, nel servizio offerto a bordo, di cui vi parlerò più avanti.

Per i voli di lungo raggio, tipo gli intercontinentali, si usano aerei di dimensioni anche mastodontiche, come l’enorme Airbus380, il velivolo a due piani capace di poter trasportare anche 853 passeggeri, se non ci sono distinzioni di classi.

I voli intercontinentali di linea possono anche prevedere ben 5 classi di viaggio differenti: economy, premium economy, business class, first class e anche un lussuosissimo appartamento con doccia privata su alcune tratte della compagnia Emirates.

La business class di alcune compagnie, come la già citata Qatar Airways, ha talvolta servizi degni delle classi superiori.

qatar airways, business class, prima classe, volare, voli, viaggiare, aereo, benessere, comidità, comodo
I sedili centrali di una business della Qatar Airways
I VOLI INTERCONTINENTALI

La business class dei voli intercontinentali ha solitamente l’aspetto di un elegante salotto. Per ogni fila di posti ci possono essere dalle quattro alle sei poltrone, perché è di vere e proprie comodissime poltrone che si sta parlando.

Scordatevi il minuscolo sedile e le ginocchia in bocca. Qua si ha a disposizione una grande poltrona e tantissimo spazio anche per allungare le gambe. Attraverso un telecomando si possono controllare tutte le funzioni del proprio sedile, dalla posizione dello schienale, all’inclinazione del reggi gambe.

Dimenticate le notti passate a dormire con la testa a ciondoloni: la poltrona di business class si trasforma in un comodissimo letto al tocco di un tasto del telecomando. Una hostess provvederà a prepararlo per la notte con una leggera trapuntina e un soffice cuscino.

Alcune compagnie offrono in dotazione anche un pratico pigiama, oltre a utili ciabatte in stoffa e calzettoni da usare al posto delle proprie scarpe.

IL SERVIZIO BUSINESS A BORDO

Dal momento in cui si mette piede su un volo in business class, il personale di bordo inizia a dedicarsi al passeggero. Nel mio volo intercontinentale con la Qatar Airways, ogni hostess si prendeva cura di non più di una decina di viaggiatori.

Appena raggiungi il tuo posto ti viene offerta una salvietta umidificata, calda o fredda a piacimento, un cocktail di benvenuto e delle noccioline.

Viene data in omaggio una elegante pochette contenente uno spazzolino, un tubetto di dentifricio, un pettine, nonché tappi per le orecchie e una maschera da mettere sugli occhi se non si vuole essere disturbati dalla luce della cabina. Inoltre c’è anche del burro di cacao per le labbra, crema per le mani e una crema idratante. Completano il kit un paio di comodi calzettoni.

In attesa del decollo si può consultare un ricco menù dei pasti offerti durante il volo: per i passeggeri di business class il servizio ristoro è un vero e proprio ristorante al quale ordinare anche in qualsiasi momento del viaggio e non manca neppure la carta dei vini!

MANGIARE E BERE

Se nei posti di economy il pasto è servito in vaschettine di plastica dove non si distingue tra la pasta e il dolce, in business il tavolino a disposizione si trasforma in una tavola imbandita per un grande ricevimento: tovaglia e tovagliolo di pregiato cotone, posate in acciaio (diverse per ogni portata), bicchieri in cristallo (acqua, vino bianco, vino rosso e champagne), porta sale e pepe e pane sfornato fresco!

I piatti sono degni del migliore ristorante, tant’è che le compagnie aeree si rivolgono a blasonati chef per la creazione dei loro menù, e i vini sono sicuramente tra i più pregiati.

qatar airways, business class, volo, aereo, pranzo, cena, mangiare, prima classe
Una meravigliosa insalata di salmone su un volo Qatar Airways

Ovviamente, tra un pasto e l’altro, se si dovesse avere un languorino, le hostess sono più che disponibili a servire degli snack dolci o salati, tramezzini o zuppe e a versare calici di vino o pregiati champagne.

Dopo un volo del genere, coccolato, servito e riverito, arrivare a destinazione per me è stato come risvegliarsi da un sogno celestiale. Ovviamente sono sceso dall’aereo con l’umore alle stelle e pronto ad affrontare la vita con grande amore.


 

 

I fuori programma del viaggiare in prima classe

Il bello del viaggiare comodi e organizzati, in prima classe o in business class, è che non ti aspetti nessuna variazione alla tabella di marcia che hai pianificato. Con molta probabilità, mentre si stanno studiando tutti gli itinerari e i chilometri da macinare, nei calcoli del perfetto viaggiatore sono contemplati anche piccoli fuori programma ed eventuali soste alternative.

QUANDO L’IMPREVISTO È PRIMA DEL VIAGGIO

Non sempre le variazioni sono alle tabelle di marcia della vacanza organizzata. Ancora prima di partire può capitare l’impensabile che getterebbe nel panico anche la persona più serena e rilassata del mondo.

Tornando da Lecce a Milano, per fare il cambio di valigia prima di andare in Irlanda, ad aspettarmi a casa ho trovato un’incredibile sorpresa: dal piano di sopra piove a dirotto!

Un’enorme macchia di quasi 2 metri quadri sovrasta la mia cucina e un’incessante cascata di acqua, come una doccia dal getto debole, ma continuo, si riversa ormai da giorni in casa.

Tutta la parete, dal soffitto fino al pavimento, è bella gonfia di umido tanto che le macchie si vedono su entrambe i lati. Il cassone che contiene l’avvolgibile è così bagnato che la vernice è saltata, così come sul soffitto la pittura ha lasciato spazio all’acqua.

Viaggio in prima classe, piove, casa, vacanze, aereo, volo, partire, emergenza, contrattempo,
L’enorme perdita di acqua in casa

RINUNCIARE AL VIAGGIO?

A questo punto bisogna stare calmi e decidere in tempi stretti.

Sono le nove di sera del 15 agosto. Il condominio è deserto. Il volo per Dublino è l’indomani alle 8. Nessuno risponde al telefono e quei pochi rimasti nel palazzo hanno l’età di Matusalemme e il massimo aiuto che possono darti è farti ripetere le cose minimo dieci volte.

Dopo un’ora di tentativi andati a vuoto riesco a contattare un condomino, in vacanza in Calabria, il quale manda un suo amico che avendo già fatto dei lavori nel condominio ne conosce gli impianti.

Morale: la perdita è forse al sesto piano e da più giorni sta allagando l’intera ala del palazzo fino al primo piano. Nessuno è in casa e solo perché io sono rientrato si scopre il danno.

Si chiude l’acqua all’intera scala e si spera che l’indomani qualcuno possa risolvere la questione. Io spero invece che nessuno riapra l’acqua e riprenda così a piovermi in casa.

A questo punto la questione è rimanere a guardare le macchie sul muro o partire.

NON CI FERMEREMO PER UN PO’ DI ACQUA

Il mio compagno ed io, consapevoli che più di quello che abbiamo fatto non potremmo fare, osiamo e, il 16 agosto, ci mettiamo in viaggio.

Fortunatamente le notizie che ci arrivano in Irlanda sono confortanti: il danno condominiale è stato riparato, l’assicurazione avvisata, in casa non piove più.

Piove invece in Irlanda, come vi ho raccontato in questo post, piove per ben 12 giorni dei 14 programmati. Ero preparato a questa evenienza, ma sempre pioggia è stata.

Viaggio in prima classe, pioggia, brutto tempo, Irlanda, vacanze
Cielo carico di pioggia in Irlanda

Sotto un cielo color piombo e carico di acqua percorriamo più di 2200 km scoprendo una Irlanda dai paesaggi e dai colori emozionanti. Arriviamo a Dublino dopo un giro di 14 tappe, fantastiche località che abbiamo visitato, altre che abbiamo immaginato attraverso banchi di nebbia e posti dove ci piacerebbe tornare in un altro periodo dell’anno. Ed è tempo di tornare a Milano.

L’AVVENTURA DELL’ULTIMA ORA

Aeroporto di Dublino. Ora dell’imbarco. Del nostro volo nemmeno l’ombra. Nessuna informazione dal personale addetto al gate.

Controllo l’applicazione della British Airways e, appena aperta, un messaggio a caratteri cubitali e rossi mi informa che il mio volo è stato cancellato!

L’hostess di terra alla quale mi rivolgo sembra non sapere nulla. Gli altri passeggeri che mi hanno visto andare a chiedere informazioni con l’ansia dipinta in faccia si sono avvicinati e, sentendo della cancellazione del volo, iniziano a fare mille domande, accavallandosi l’uno sull’altro, facendosi prendere dalla tensione.

Con passo velocissimo corro nella lounge della compagnia aerea, dove ero stato in attesa del volo, a chiedere informazioni, ma vengo mandato alla biglietteria della British che si trova alle partenze, quindi prima dei controlli di sicurezza.

Uscire dall’area partenze di un aeroporto senza prendere un volo è una operazione abbastanza complicata se non c’è un collegamento diretto con gli arrivi. Nell’aeroporto di Dublino devi chiedere aiuto al mastro di chiavi che prima ti apre una serie di porte verso passaggi segreti e poi ti indica la via.

Scendi, sali, giri a destra e poi a sinistra. Tutto questo mentre al telefono cerco di contattare il call centre italiano della compagnia aerea, ma la linea fa capricci e solo al terzo tentativo ottengo risposta.

TUTTO SOTTO CONTROLLO

Con estremo candore, l’impiegato mi assicura che ho già i biglietti pronti per un nuovo volo, questa volta con Lufthansa però, perché i voli British sono tutti al completo. Destinazione Malpensa con scalo a Francoforte. Sempre meglio che rimanere a piedi.

Viaggio in prima classe, Dublino, Irlanda, volo, aerei, viaggio, vacanze, business class, ritorno, rientro
L’aeroporto di Dublino

Circa due ore dopo l’ora prevista, siamo all’imbarco del nuovo volo, che avviene in orario, e pronti al decollo. Il comandante fa i saluti di rito prima in tedesco e poi in inglese. Ci informa anche che, a causa di un guasto ad un altro velivolo, una delle due piste dell’aeroporto è inagibile, quindi potremmo accumulare del ritardo.

Un’altra ora dopo decolliamo con destinazione Francoforte, sperando di prendere la coincidenza per Milano. Purtroppo, un’ora era il tempo della coincidenza e così, quando atterriamo, l’ultimo volo per Milano è già decollato.

ORGANIZZAZIONE TEDESCA

All’arrivo in aeroporto, il personale della compagnia tedesca ci sta aspettando pronto con le indicazioni per il pernottamento e il volo della mattina dopo.

Hotel a quattro stelle, cena, colazione e i trasferimenti andata e ritorno per l’albergo sono compresi nel voucher. Riesco anche a trovare posto su un volo per Linate, più comodo per casa.

In poco tempo, anche questo imprevisto è sistemato, ma il mio bagaglio rimane in aeroporto, con il necessario per la notte chiuso in valigia.

Se alla partenza dall’Italia avevo previsto nel bagaglio a mano una scorta di abiti per un eventuale imprevisto, vuoi durante lo scalo aereo, vuoi per la mancata consegna della valigia a destinazione, per il viaggio di ritorno non ho considerato alcun intoppo, quindi ciabatte e ricambio sono chiuse in chissà quale deposito dell’aeroporto di Francoforte.

Viaggio in prima classe, aeroporto, decollo, Lufthansa, piove
Un decollo da Francoforte

SI TORNA A CASA

L’esperienza insegna che mai si può dare per scontato un cambiamento di programma dell’ultimo minuto e che è sempre meglio arrivarci preparati, magari con un paio di ciabatte nel trolley.

Intanto, anche a Francoforte piove.


 

La prima volta in prima classe

treno, Scozia

La prima volta in treno

Sono fortunato, devo ammetterlo, ad avere un padre che ha fatto il ferroviere. Grazie ai biglietti gratis in prima classe che tutta la mia famiglia aveva come benefit, ho potuto viaggiare in treno molto più spesso di tanti altri. La prima volta è stata in occasione di un viaggio da Sanremo alla Calabria. Non avevo ancora un anno e di quell’esperienza rimangono solo i ricordi dei miei genitori e dei nonni.

TGV, treno, prima volta
Un treno TGV a Milano Porta Garibaldi

La prima volta su un  treno rapido

Molto più vivide, invece, le emozioni provate quando ero più grandicello e mi capitava di spostarmi tra Sanremo e Milano con i treni rapidi e vetture di prima classe Grand Confort.

Era il lusso su rotaie. Scompartimenti grandi ed accoglienti, gente quasi sempre elegante e civile e finestrini enormi. C’era pure un piccolo armadio dove poter mettere le giacche proprio dietro al sedile. Non parliamo poi dell’aria condizionata, che in quegli anni settanta era proprio un privilegio di pochi treni.

La priva volta su un treno come quello mi ha proprio segnato, perché era veramente un piacere viaggiare in quella maniera lussuosa.

Gli anni ’80

Negli anni ’80 le esperienze si fanno ancora più forti.

E’ stata la prima volta in prima classe con un Pendolino da Milano a Roma. Era il treno di punta ad alta velocità, quello bianco e rosso e col muso bombato, che quando faceva le curve si inclinava quasi a volersi sdraiare. Non c’erano più i larghi scompartimenti dei treni rapidi, ma somigliava molto di più alla cabina di un aeroplano. I sedili erano tutti girati in direzione di marcia, c’erano le hostess che ti davano la salviettina calda appena seduto insieme al drink di benvenuto. Ti portavano poi il vassoio al tuo posto con la colazione, il pranzo o la cena. Era un servizio a cinque stelle e guanti bianchi.

La fine dei viaggi gratis

La pacchia dei viaggi gratis in prima classe sui treni è durata fino a quando non ho compiuto i venticinque anni. Era il 1997 e, fortunatamente, avevo già iniziato a lavorare. E’ stato il momento in cui ho iniziato a cercare il modo per viaggiare in prima senza spendere una fortuna. Mi ero ormai troppo abituato al confort ed ai privilegi per cui era difficile tornare indietro. La diffusione di internet e la possibilità di confrontare prezzi e tariffe, scegliendo tra le migliore offerti del momento, era ancora lontana. Ho iniziato, quindi, ad informarmi presso le agenzie di viaggio dei periodi in cui fosse possibile trovare tariffe più vantaggiose e quando, invece, evitare di fare acquisti.

Gli anni 2000

Con l’inizio del nuovo millennio ho anche iniziato a viaggiare in aereo.

Sebbene le tratte dei voli nazionali non prevedessero più differenze tra economica e prima classe, la business class, i posti delle prime file erano più larghi e confortevoli. Quindi imparai a chiedere sempre quei posti in fase di prenotazione, tanto non costavano, allora, di più. Sfruttavo anche la possibilità di ottenere biglietti omaggio, convertendo i punti dell’Esselunga in miglia Alitalia. Un ottimo modo per continuare a viaggiare gratis.

business class, qatar airways, aereo

Business class Qatar Airways

La prima volta in business class

La vera rivelazione è stata, però, quando per la prima volta ho volato in business class su un volo intercontinentale.

Ne parlerò in un capitolo a parte, perché certe emozioni non si possono raccontare in poche righe.