Isola di Man: a metà strada tra Scozia e Irlanda

Isola di Man, Isle of Man, vacanze, relax, benessere

L’Isola di Man mi ha sempre incuriosito e appena ho potuto ho organizzato una gita di un paio di giorni alla scoperta di queste terre. Molto semplice visto che stavo arrivando da un giro nel nord Inghilterra, come vi ho raccontato qui e qui.

Dalle coste inglesi ogni giorno partono due traghetti che raggiungono l’Isola. Altri collegamenti via mare sono previsti con l’Irlanda, così come il locale aeroporto è raggiunto da voli diretti anche dall’Italia.

Famosa per essere la sede del Tourist Trophy, una gara motociclistica su strada piuttosto insidiosa, conosciuta con le iniziali TT, l’Isola di Man è nota anche per la razza di gatti con la coda mozza che porta il suo nome. Ovviamente di quei gatti io non ne ho visto ombra!

L’ISOLA DI MAN ARRIVANDO DAL MARE

Isola di Man, traghetto, mare, alba, dawn, sole, sorgere, onde
L’alba vista dal traghetto per l’Isola di Man

Sono sbarcato sull’Isola di Man all’alba di una mattina di fine luglio. Il mio traghetto aveva circa 16 ore di ritardo dovuto ad un guasto. Pur di portarci a destinazione, la compagnia Steam Packet ha organizzato una nuova corsa con un catamarano con partenza intorno alle 3 del mattino.

Per ingannare le ore di attesa prima della partenza, dal porto di Heysham, piuttosto desolato e privo di alcuna attrattiva, mi sono spostato nella vicina cittadina di Lancaster. Dopo quattro passi in centro, un paio d’ore al cinema e una birra al pub rimane ben poco da fare e decido di tornare al porto. Faccio check in e mi incolonno prima di tirar giù il sedile e dormire un po’.

L’imbarco è puntuale nel ritardo e alle 3.30 il catamarano prende il largo. La pur confortevole sistemazione a bordo e l’ottimo servizio hanno leggermente alleviato un diffuso malessere dovuto al mare agitato. Se il catamarano è più veloce di un traghetto tradizionale, in condizioni di mare forte è sicuramente più sensibile alla forza delle onde.

Così, ondeggiando e sobbalzando per circa quattro ore, ho potuto ammirare una fantastica alba nel mezzo del mare d’Irlanda, prima di sbarcare a Douglas, capitale dell’Isola.

LA CAPITALE DOUGLAS

Isola di Man, Douglas, baia, mare, pace, relax, vacanza, isola, benessere
Vista della baia di Douglas

La capitale dell’Isola di Man si trova all’interno di una ampia baia sulla costa orientale. E’ una cittadina piuttosto tranquilla, la più grande di tutta l’isola, dove vi risiede un terzo di tutti gli abitanti. Ha diversi punti di attrazione. Una affascinante camera oscura, la Great Union Camera Obscura, attira moltissimi turisti. Di epoca vittoriana, questa camera oscura, attraverso l’uso di 11 lenti e specchi, permette una visione a 360° più che nitida del panorama circostante.

La lunga promenade percorre quasi interamente la baia. Si possono fare piacevoli passeggiate lungo il bordo del mare o sulla spiaggia del centro città oppure si può decidere di fare un giro sul curioso tram trainato da cavalli. Fondato nel 1876, il tram a cavalli di Douglas ancora oggi richiama moltissimi turisti. E’ sicuramente una delle attrazioni principali della città e dell’intera Isola di Man.

Isola di Man, Isle of Man, tram, tram a cavalli, curiosità, binari, rotaie, vacanza, pace, relax, benessere
Un tram trainato da cavalli

Questa linea di tram è piuttosto breve, circa 2,5km, e unisce il terminal traghetti con il deposito principale di Derby Castle lungo tutta la promenade. Non è sicuramente l’unica attrazione su rotaie di Douglas, né dell’intera Isola di Man. Infatti, l’Isola di Man è un paradiso per gli appassionati di treni e rotaie come me. Dalla capitale parte una ferrovia a vapore in miniatura verso sud e uno storico tram elettrico verso nord.

L’ISOLA DI MAN A BORDO DI UN TRENO A VAPORE

Isola di Man, treno a vapore, treno, rotaie, binari, Isle of Man, vacanza, isola, relax, pace, benessere
Il treno a vapore dell’Isola di Man

L’Isola di Man, pur essendo piccola, circa 60km da nord a sud e meno di 25km da est ad ovest nel punto più largo, ha un gran numero di binari. Da Douglas a Port Erin, nel sud dell’isola, c’è un ferrovia a scartamento ridotto, dove treni trainati da originali locomotive a vapore, perfettamente restaurate, sono la gioia di turisti ed appassionati. I treni percorrono questa linea di circa 25km attraverso la campagna e suggestivi paesaggi. E’ quello che rimane di una rete più estesa che collegava anche località sulla costa occidentale e nel nord dell’Isola. Oggi è possibile raggiungere le principali attrazioni del sud stando seduti comodamente sui divanetti delle piccole carrozze e facendo delle piccole passeggiate dalle stazioni.

Nel capolinea di Port Erin c’è un grazioso museo ferroviario dove ripercorrere la storia di questa ferrovia e osservare alcuni cimeli conservati nel tempo.

LE FERROVIE ELETTRICHE DELL’ISOLA DI MAN

Isola di Man, Isle of Man, tram, tramvia, ferrovia elettrica, rotaie, vacanza, relax, passione, divertimento
Un tram dell’Isola di Man

Da Douglas in direzione nord c’è  la Manx Electric Railway,  una linea a metà tra tram e ferrovia che percorre circa 28,5km lungo la costa orientale dell’Isola. Partendo dal capolinea di Derby Castle nella capitale, questi tram di epoca vittoriana, restaurati in ogni dettaglio, risalgono la collina verso Ramsey, una cittadina costiera nel nord, nota tra l’altro per essere punto di partenza delle tappe di montagna del Gran Prix locale.

Il viaggio a bordo di questi tram è emozionante anche per chi non è appassionato di treni e rotaie. Viaggiare su questi vagoni di legno è un salto indietro nel tempo, dove la tecnologia è ridotta al minimo essenziale. Lungo il percorso si può ammirare lo spettacolo delle colline che scendono verso il mare. Si attraversano villaggi da cartolina, vaste praterie, qualche bosco e si incontrano molti turisti, ma anche abitanti del posto che utilizzano questo tram quotidianamente.

Più o meno a metà del percorso, nella stazione di Laxey, c’è la partenza della linea di tram per la Snaefell Mountain, che con i sui 620m è la montagna più alta dell’Isola di Man.

SNAEFELL MOUNTAIN RAILWAY

Isola di Man, Isle of Man, Sanefell Mountain, Snaefell Mountain Railway, tram, ferrovia, montagna, binari, treno, vacanza, passione, relax
Il tram sulla vetta della Snaefell Mountain

La Snaefell Mountain Railway è lunga circa 8km e si arrampica fino alla vetta della montagna attraversando la splendida campagna dell’Isola. Lungo il tragitto, con l’aumentare dell’altitudine, la vista si apre a panorami mozzafiato. Si dice che, in condizioni meteo più che perfette, dalla vetta si possano vedere sia la Scozia ad est che l’Irlanda ad ovest. Ovviamente, quando sono arrivato io in cima al monte le nuvole a bassa quota coprivano il panorama e un vento gelido spazzava la zona.

Isle of Man, Isola di Man, Snaefell Mountain, Snaefell Mountain Railway, tram, binari, montagna, vetta, cima, vento, nuvole, nebbia, vacanza, binari, relax, passione
La nebbia in vetta

I vagoni sono quelli originale, quando dalla fine del 1800 portavano i turisti in vetta. Qua, una ricca caffetteria/tavola calda accoglie i passeggeri che, tra una passeggiata e l’altra, aspettano il tram successivo per tornare a valle.

Curiosa la presenza della terza rotaia al centro dei binari lungo i tratti in salita. Contrariamente all’uso comune come cremagliera, ossia una rotaia alla quale una ruota dentata si aggancia per agevolare la salita, in questo caso serve come freno. Nei tratti in discesa, alcuni piuttosto ripidi, un paio di ganasce poste sotto il vagone fanno presa lungo i bordi di questo binario e ne rallentano la corsa.

A poca distanza dal capolinea di Laxey si può scorgere una grande ruota rossa.

Isola di Man, Isle of Man, Laxey, Laxey Wheel, Lady Isabella, vacanze, relax, curiosità
L’enorme ruota rossa di Laxey

Con i suoi 22 metri di diametro, la Laxey Wheel, conosciuta anche col nome di Lady Isabella, in onore della moglie del governatore dell’Isola al tempo dell’inaugurazione, questa ruota serviva per pompare l’acqua dalle sottostanti miniere. Oggi è considerata un monumento dell’Isola e attira sempre numerosi turisti.

Se proprio non si è sazi di treni e rotaie, si possono fare giri su altre ferrovie turistiche dell’Isola di Man.

ALTRE FERROVIE TURISTICHE SULL’ISOLA

The Great Laxey Mines Railway è una cortissima linea di piccoli treni che percorrono i binari delle miniere di Laxey. Al posto dei vagoni pieni di minerali grezzi, oggi ci sono vagoncini per turisti. Dal capolinea di Laxey, questi trenini raggiungo l’entrata delle miniere qualche centinaia di metri dopo. Gestita da volontari, è solitamente aperta solo il sabato.

The Groundle Railway è una linea turistica a vapore gestita unicamente da volontari. I caratteristici treni vittoriani circolano quasi esclusivamente la domenica, da maggio ad ottobre. Da fine giugno a tutto agosto potrebbero circolare anche il mercoledì, ma le corse non sono garantite perché a volte manca personale. Per le feste di natale organizzano anche qualche treno speciale. Lo spettacolo di questa linea è la natura che circonda i binari, portando i turisti dall’entroterra fino a picco sul mare.

Insomma, quest’Isola è proprio un paradiso per gli amanti dei treni, dei tram, delle locomotive e tutto ciò che va su rotaie.

CURIOSITA’ DELL’ISOLA DI MAN

L’Isola non fa parte né dell’Europa, né della CEE, neppure del Commonwealth. E’ una sorta di protettorato del Regno Unito, ma non ne fa parte. Ha la propria moneta, che vale come la sterlina, e non se ne può prendere la cittadinanza.

E’ un’isola molto incantevole, con una natura ricca e rigogliosa. Tuttavia, se si è già stati in Irlanda e in Scozia, i panorami ricordano molto i paesaggi di questi due Paesi.

L’accoglienza è calorosa ed è piacevole girarla in macchina su strade non particolarmente trafficate. Attenzione però. Se arrivate via mare con una macchina a noleggio, dovrete molto probabilmente sottoscrivere una assicurazione aggiuntiva. Informatevi prima di partire.


 

Capodanno a Maratea: la scoperta di un territorio

Lavorare nei giorni di fine anno può essere una gran seccatura, soprattutto se sei di turno nella notte di San Silvestro. Ho la fortuna di avere un lavoro che per l’ultimo dell’anno mi manda in “missione” in giro per l’Italia. Dopo la pausa australiana e il capodanno 2017 a Sydney, ho iniziato il 2018 a Maratea.

MARATEA E LA BASILICATA

Maratea, Basilicata, Tirreno, Potenza, mare, montagna, Pollino, sole, relax
Il mare di Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Maratea è una cittadina di poco più di 5mila abitanti in provincia di Potenza ed è l’unico comune della Basilicata ad affacciarsi sul mar Tirreno. È formata da una decina di frazioni spalmate tra splendide spiagge e un rigoglioso entroterra per cui non esiste una vera e propria città. Il “centro” è un suggestivo borgo molto simile ad un paesino di montagna, dove la vita scorre lenta e sottolineata dai rintocchi dei numerosi campanili.

Numerose sono le chiese, le cappelle e i monasteri presenti nel territorio di Maratea, tanto da essere chiamata la “città delle 44 chiese“. Il ritmo delle ore scandite dai campanili si alterna al fragore del mare che si infrange sugli scogli, a qualche belato delle greggi che pascolano paciose nei boschi, agli immancabili galli che riempiono i pollai e ai numerosi treni che transitano nelle stazioni del comune.

Infatti, il comune di Maratea ha ben tre fermate sulla linea tirrenica delle FS che collega Napoli a Reggio Calabria. Nella principale, “Maratea” appunto, fermano quasi tutti i treni, garantendo così numerosi collegamenti con il resto d’Italia.

MARATEA E IL MARE

Maratea, Potenza, Basilicata, mare, relax, vacanza, spiagge, scogliera
Spiagge a Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Maratea deve parte della sua fama essenzialmente al meraviglioso mare che lambisce le sue coste. Negli ultimi anni ha ricevuto più volte la Bandiera Blu per la qualità delle sue spiagge e l’ottima accoglienza che riserva ai turisti di ogni parte del mondo. È conosciuta anche come la Perla del Tirreno.

La costa è un susseguirsi di ripide scogliere che lasciano spazio a piccole insenature e brevi spiagge ben curate. Nelle località di Acquafredda e di Fiumicello si possono trovare due tra le spiagge più belle di tutta la Basilicata, fatte di piccoli ciottoli uniformi, dove anche in pieno inverno si possono fare piacevoli passeggiate.

Il clima invernale, almeno sulla costa, è quasi sempre mite. Durante il mio soggiorno di fine anno, nonostante qualche giornata di brutto tempo e burrasca, ho avuto la possibilità di godermi la spiaggia con 15 gradi e mettere i piedi in acqua non è stato traumatico.

Le guide turistiche parlano di diverse grotte raggiungibili solo via mare, così come molto nascosta è una spiaggia che si scopre dopo aver attraversato, sempre dal mare, una galleria nella roccia.

MARATEA E LA MONTAGNA

Maratea, Basilicata, mare, montagna, relax, passeggiate
La montagna di Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Il territorio di Maratea è ricco proprio per il suo aspetto vario. Dalle spiagge sul Tirreno, in pochi minuti, si può salire su alte montagne dalle quali godere di un panorama mozzafiato. Lo stesso “centro” della cittadina è un piccolo borgo che richiama i paesini di montagna delle alpi.

Non manca una vegetazione tipicamente montana, dove in pochi metri la macchia mediterranea lascia spazio a fitti boschi di pini.

La statua del Redentore, ormai simbolo della città, sorge in vetta al monte San Biagio, a 620m sul livello del mare. Con i suoi 22 metri di altezza, è considerata la statua più alta d’Italia e domina il centro storico di Maratea, volgendo le spalle al mare.

L’entroterra della cittadina è ricco di sentieri ed itinerari ideali per gli escursionisti e per gli amanti delle passeggiate in mezzo alla natura.

Maratea, Basilicata, statua del Redentore, Monte San Biagio, mare, montagna, relax, vacanze
Statua del Redentore

COME ARRIVARE A MARATEA

Non è così comodo arrivare a Maratea. L’aeroporto più vicino è quello di Napoli, a poco più di 200km di distanza. Si deve quindi poi raggiungere la cittadina utilizzando l’autostrada Salerno/Reggio Calabria fino allo svincolo di Padula, preferibile a quello virtualmente più vicino di Lagonegro Nord. Infatti, da Padula una scorrevole e comoda strada statale porta a Policastro, sul mare, dove prendere poi la Statale 18 in direzione Sud.

Superata Sapri, la strada diventa stretta e piuttosto tortuosa, occorre, quindi, fare attenzione e non farsi distrarre dal meraviglioso panorama a picco sul mare.

La fortuna è che, anche in alta stagione, il traffico è molto ridotto e quindi non ci sono particolari problemi a percorrere questo tragitto.

Maratea, Basilicata, treno, vacanza, relax, mare, montagna
Treno a Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Ben più semplice è arrivare a Maratea in treno. Dalla stazione ci si può spostare con i bus di linea, noleggiare un’auto o organizzarsi con le navette degli alberghi.

DOVE SOGGIORNARE A MARATEA

L’ottima ospitalità di questo territorio mette a disposizione dei turisti diverse opportunità di soggiorno, b&b, appartamenti e ottimi hotel.

Io ho soggiornato presso l’Hotel Villa Cheta Élite e l’esperienza è stata al di sopra di ogni più rosea aspettativa.

Maratea, Basilicata, hotel Villa Cheta, relax, mare, montagna, vacanza
Hotel Villa Cheta a Maratea

 

 

 

 

 

 

 

 

Situato nella frazione di Acquafredda di Maratea, questo hotel offre un’esperienza di soggiorno fuori dall’ordinario. Ricavato in un antico edificio nobiliare dalle caratteristiche liberty, si fa presto ad essere sedotti dal fascino di questo posto.

L’accoglienza riservata agli ospiti è degna del più lussuoso albergo al mondo e l’eleganza degli interni lascia senza parole.

Gli spazi comuni sono un susseguirsi di salottini dove rilassarsi, leggere o guardare la tv, mentre le sale da pranzo offrono un servizio di prima categoria, così come eccellente è la qualità del ristorante. Durante la stagione calda è possibile cenare negli spazi esterni, dai quali godere di un meraviglioso panorama della costa.

Le camere, ognuna con un nome diverso, sono molto raffinate nell’arredamento e nei corredi, sempre in stile con l’epoca dell’edificio.

È disponibile anche una piscina all’aperto e il mare non è molto distante, raggiungibile con una breve passeggiata.

Utile una visita al sito ufficiale di Villa Cheta, cliccando qui, dove poter leggere di più sulla storia dell’hotel e trovare maggiori informazioni.

RILASSARSI A MARATEA

Scegliere di fare una vacanza a Maratea vuol dire garantirsi un’esperienza di totale relax, lontano dal caos di spiagge affollate o località inflazionate. Anche solo un weekend in questo territorio è sufficiente a ritrovare il giusto relax interiore, facendosi coccolare dall’ottimo cibo e da una natura ancora incontaminata.

Mi sono ripromesso di tornarci non appena ci sia la possibilità, perché l’esperienza vissuta è stata molto positiva.


 

Uluru: il cuore sacro dell’Australia

Uluru, Ayers Rock, Red Centre, Australia, vacanze, viaggio, viaggioinprimaclasse

Pochi giorni fa il mondo internet è stato invaso da migliaia di foto dei tramonti infuocati sopra Milano. I colori accesi e le sfumature che dal rosso passavano all’arancione mi hanno ricordato Uluru, l’imponente massiccio roccioso che si erge nel centro dell’Australia.

ULURU – AYERS ROCK

Conosciuto con il nome inglese di Ayers Rock, Uluru è un enorme monolite che si trova nel Territorio del Nord australiano. Circondato dal bush, il deserto completamente piano tipico dell’Australia, Uluru è visibile da decine di chilometri ed è famoso per il suo colore rosso che cambia col passare delle ore. Si trova all’interno del Parco Nazionale Uluru-Kata Tjuta ed è considerato un luogo sacro per gli aborigeni, ai quali è stato riconsegnato nel 1985.

Uluru è uno dei simboli dell’Australia. Composto da un unico blocco di roccia arenaria, è alto solo 350 metri, ma ben maggiore è la parte non visibile. Infatti, i geologi sono riusciti a misurare l’estensione del monolite fino a circa 7 chilometri sotto terra!

Uluru, Ayers Rock, bush, deserto, rosso, arancione, sabbia, Australia, tramonto, Parco nazionale Uluru Kata Tjuta
Il bush, il tipico deserto intorno ad Uluru

IL MIO VIAGGIO AD ULURU

Durante mio soggiorno a Sydney, del quale vi ho accennato giusto in pochi altri post, ho avuto la possibilità di organizzare un viaggetto di un fine settimana in questa incredibile località.

Considerate le enormi distanze australiane e i prezzi non proprio popolari dei voli, per questo viaggio mi sono affidato ad una compagnia aerea dai prezzi relativamente contenuti, la Jetstar. Sorella minore della compagnia di bandiera Qantas, offre un servizio paragonabile all’europea easyJet. I voli sono comodi, senza vendita di gratta e vinci durante il viaggio, e il servizio a bordo è buono.

Da Sydney ad Ayers Rock il volo diretto dura 3 ore e mezza ed il panorama che si vede dai finestrini dell’aereo è veramente unico. Dall’alto, infatti, avvicinandosi a destinazione,  si scorge un territorio completamente arancione, punteggiato di macchie scure. E’ il bush, il deserto ricco di vegetazione tipico dell’outback australiano. Solo a pochi minuti dall’atterraggio, durante un’ampia virata, si scorge il profilo unico di Uluru emergere isolato in questa vasta distesa.

L’aeroporto di Ayers Rock si trova a circa 30km dal Parco Nazionale di Uluru ed è poco più grande di un garage. Ha una sola pista di decollo/atterraggio e in una decina di metri sei dal sedile dell’aereo alla strada fuori dal terminal. Sembra più una stazione di provincia che un aeroporto. E’ l’unico dove non si è obbligati a buttare via l’acqua prima dei controlli di sicurezza!

NON ESISTONO CITTA’ AD ULURU

Stabilito che il nome ufficiale di questa montagna è Uluru e che Ayers Rock ormai si usa per indicare l’aeroporto nelle vicinanze, dove si vive da queste parti?

La prima vera città che si può incontrare scendendo dall’aereo è Alice Springs, a soli 450km a nord est. Scomoda per andare a prendere un caffè con gli amici.

A servizio del Parco di Uluru c’è il villaggio di Yulara, a 17km dal monolite, un vero e proprio resort di circa 3000 anime, turisti esclusi. Si trova all’esterno del Parco, al quale si accede solo a pagamento, poiché l’area è sacra per gli aborigeni e non è possibile costruire.

Yulara è un enorme villaggio turistico. Si va dal campeggio all’hotel extra lusso, passando da ostelli per backpackers, ossia i turisti zaino in spalla, a sistemazioni turistiche. E’ gestito da una società della quale fanno parte gli indigeni australiani ed organizza anche visite guidate al Parco ed eventi per i numerosi turisti che affollano le strutture.

Una comoda sistemazione a prezzi convenienti è l’Outback Pioneer Hotel, le cui grandi camere sono sistemate in bungalow sparsi sotto enormi eucalipti. Sono solo ad un piano e dalle enormi vetrate scorrevoli delle camere si può uscire nel mezzo del bush. Non mancano le zanzare nonostante il clima torrido tipico del deserto.

Nella pagina ufficiale del resort di Yulara, Ayers Rock Resort, ci sono molte indicazioni sui servizi offerti, sui tour e sulle attrazioni che si possono trovare in questa zona.

Uluru, Ayers Rock, Yulara, Australia, monolite, vacanza, arancione, rosso, Red Centre.
Passeggiata intorno ad Uluru

LA MAGIA DI ULURU

Nella mitologia aborigena Uluru ha un ruolo molto importante e per gli indigeni questi luoghi mantengono l’essenza vitale di chi li ha creati. Per il mito si tratta di figure ancestrali descritte come giganti in parte umani, in parte animali o piante.

Diversi luoghi alla base del monte hanno una valenza particolarmente religiosa, tanto che i turisti non vi possono accedere, né fotografare. E’ notizia molto recente il divieto che dal 2019 verrà esteso anche alle scalate del monolite, da sempre attività molto gettonata da parte dei turisti, ma invisa agli aborigeni.

Lungo le pareti del monolite si possono vedere dipinti rupestri di migliaia di anni fa che rimandano alla mitologia del “dreamtime“, il tempo dei sogni, un’epoca più vecchia della memoria dell’uomo in cui tutto venne creato.

Per respirare meglio tutto questa atmosfera mistica basta godersi la magia del tramonto che scende su Uluru. Da un punto panoramico privilegiato per chi sceglie le visite guidate, si possono ammirare tutti i colori dell’iride mentre il sole cala e l’arancione del monolite viene assorbito dalla notte.

Uluru, Ayers Rock, Kata Tjuta, Australia, tramonto, sunset, dusk
Tramonto ad Uluru

Saranno stati i diversi calici di vino bevuti al buffet, o la mia naturale predisposizione ad emozionarmi, ma davanti ad uno spettacolo simile è veramente difficile non farsi venire la pelle d’oca.

Anche la mattina successiva, nonostante un risveglio nel cuore della notte, lo spettacolo dell’alba su Uluru è da brividi! Il cielo limpido e ricco di stelle lascia spazio alle prime luci e, in lontananza, il monolite prende forma accendendosi ai primi raggi del sole.

EMOZIONI SENZA FINE AD ULURU

Non si possono dimenticare queste esperienze emozionanti, così come forte è il ricordo della passeggiata intorno alla base di Uluru.

Subito dopo aver visto l’alba, si può scegliere di andare ai piedi del monolite e decidere di fare un’escursione di 12km intorno alla base, meglio se con una guida capace di raccontare aneddoti legati al luogo.

Tra caverne scavate dalla pioggia e dal vento, dove un tempo abitavano gli indigeni, laghetti che nascono e spariscono a seconda delle piogge, sentieri all’interno di boschi di eucalipti, lo spettacolo è sempre più emozionante.

Si è a pochi centimetri dalla roccia, la si può toccare, si può percepire il fascino che emana. E’ proprio arancione, tutte le tonalità di arancione. Sono percepibili segni dell’erosione dovuti al tempo, così come si vedono ombre disegnare volti sulle pareti della roccia.

E’ una passeggiata di diverse ore, ma, considerata la natura pianeggiante del terreno, non è molto impegnativa. Meglio avere un’adeguata scorta d’acqua perché, come sale il sole, la temperature aumenta parecchio. Utile anche una retina sul viso per difendersi dalle mosche appiccicose che non mancano nemmeno qua.

Da metà percorso in avanti, per evitare zone dal valore religioso per gli indigeni, il sentiero da seguire si allontana di non poco dalla roccia. Il panorama fatto di arbusti, sabbia e mosche rischia di diventare monotono. Basta alzare lo sguardo verso il monolite per ritrovare la magia che la stanchezza potrebbe far scomparire. Da questa distanza il monte appare ancora più imponente, emergendo solitario e massiccio dal deserto pianeggiante.

Uluru, Ayers Rock, Kata Tjuta, Australia, cielo, tramonto, vacanza
Il cielo sopra Uluru

ULTIMO SALUTO AD ULURU

Prima di partire per tornare a Sydney, non si può fare a meno di dare un saluto al monolite.

Al centro del villaggio di Yulara c’è una piccola collina. Dalla sommità si può ammirare il panorama a 360 gradi del circondario. Laggiù, in lontananza, c’è lui, Uluru che emerge imponente sopra il deserto.

Da questa collina ho filmato uno dei tramonti più suggestivi che mi sia capitato di vivere. Lo potete vedere sul mio canale YouTube, cliccando qua.

Uluru: un altro posto che mi manca della mia esperienza australiana.


 

I fuori programma del viaggiare in prima classe

Il bello del viaggiare comodi e organizzati, in prima classe o in business class, è che non ti aspetti nessuna variazione alla tabella di marcia che hai pianificato. Con molta probabilità, mentre si stanno studiando tutti gli itinerari e i chilometri da macinare, nei calcoli del perfetto viaggiatore sono contemplati anche piccoli fuori programma ed eventuali soste alternative.

QUANDO L’IMPREVISTO È PRIMA DEL VIAGGIO

Non sempre le variazioni sono alle tabelle di marcia della vacanza organizzata. Ancora prima di partire può capitare l’impensabile che getterebbe nel panico anche la persona più serena e rilassata del mondo.

Tornando da Lecce a Milano, per fare il cambio di valigia prima di andare in Irlanda, ad aspettarmi a casa ho trovato un’incredibile sorpresa: dal piano di sopra piove a dirotto!

Un’enorme macchia di quasi 2 metri quadri sovrasta la mia cucina e un’incessante cascata di acqua, come una doccia dal getto debole, ma continuo, si riversa ormai da giorni in casa.

Tutta la parete, dal soffitto fino al pavimento, è bella gonfia di umido tanto che le macchie si vedono su entrambe i lati. Il cassone che contiene l’avvolgibile è così bagnato che la vernice è saltata, così come sul soffitto la pittura ha lasciato spazio all’acqua.

Viaggio in prima classe, piove, casa, vacanze, aereo, volo, partire, emergenza, contrattempo,
L’enorme perdita di acqua in casa

RINUNCIARE AL VIAGGIO?

A questo punto bisogna stare calmi e decidere in tempi stretti.

Sono le nove di sera del 15 agosto. Il condominio è deserto. Il volo per Dublino è l’indomani alle 8. Nessuno risponde al telefono e quei pochi rimasti nel palazzo hanno l’età di Matusalemme e il massimo aiuto che possono darti è farti ripetere le cose minimo dieci volte.

Dopo un’ora di tentativi andati a vuoto riesco a contattare un condomino, in vacanza in Calabria, il quale manda un suo amico che avendo già fatto dei lavori nel condominio ne conosce gli impianti.

Morale: la perdita è forse al sesto piano e da più giorni sta allagando l’intera ala del palazzo fino al primo piano. Nessuno è in casa e solo perché io sono rientrato si scopre il danno.

Si chiude l’acqua all’intera scala e si spera che l’indomani qualcuno possa risolvere la questione. Io spero invece che nessuno riapra l’acqua e riprenda così a piovermi in casa.

A questo punto la questione è rimanere a guardare le macchie sul muro o partire.

NON CI FERMEREMO PER UN PO’ DI ACQUA

Il mio compagno ed io, consapevoli che più di quello che abbiamo fatto non potremmo fare, osiamo e, il 16 agosto, ci mettiamo in viaggio.

Fortunatamente le notizie che ci arrivano in Irlanda sono confortanti: il danno condominiale è stato riparato, l’assicurazione avvisata, in casa non piove più.

Piove invece in Irlanda, come vi ho raccontato in questo post, piove per ben 12 giorni dei 14 programmati. Ero preparato a questa evenienza, ma sempre pioggia è stata.

Viaggio in prima classe, pioggia, brutto tempo, Irlanda, vacanze
Cielo carico di pioggia in Irlanda

Sotto un cielo color piombo e carico di acqua percorriamo più di 2200 km scoprendo una Irlanda dai paesaggi e dai colori emozionanti. Arriviamo a Dublino dopo un giro di 14 tappe, fantastiche località che abbiamo visitato, altre che abbiamo immaginato attraverso banchi di nebbia e posti dove ci piacerebbe tornare in un altro periodo dell’anno. Ed è tempo di tornare a Milano.

L’AVVENTURA DELL’ULTIMA ORA

Aeroporto di Dublino. Ora dell’imbarco. Del nostro volo nemmeno l’ombra. Nessuna informazione dal personale addetto al gate.

Controllo l’applicazione della British Airways e, appena aperta, un messaggio a caratteri cubitali e rossi mi informa che il mio volo è stato cancellato!

L’hostess di terra alla quale mi rivolgo sembra non sapere nulla. Gli altri passeggeri che mi hanno visto andare a chiedere informazioni con l’ansia dipinta in faccia si sono avvicinati e, sentendo della cancellazione del volo, iniziano a fare mille domande, accavallandosi l’uno sull’altro, facendosi prendere dalla tensione.

Con passo velocissimo corro nella lounge della compagnia aerea, dove ero stato in attesa del volo, a chiedere informazioni, ma vengo mandato alla biglietteria della British che si trova alle partenze, quindi prima dei controlli di sicurezza.

Uscire dall’area partenze di un aeroporto senza prendere un volo è una operazione abbastanza complicata se non c’è un collegamento diretto con gli arrivi. Nell’aeroporto di Dublino devi chiedere aiuto al mastro di chiavi che prima ti apre una serie di porte verso passaggi segreti e poi ti indica la via.

Scendi, sali, giri a destra e poi a sinistra. Tutto questo mentre al telefono cerco di contattare il call centre italiano della compagnia aerea, ma la linea fa capricci e solo al terzo tentativo ottengo risposta.

TUTTO SOTTO CONTROLLO

Con estremo candore, l’impiegato mi assicura che ho già i biglietti pronti per un nuovo volo, questa volta con Lufthansa però, perché i voli British sono tutti al completo. Destinazione Malpensa con scalo a Francoforte. Sempre meglio che rimanere a piedi.

Viaggio in prima classe, Dublino, Irlanda, volo, aerei, viaggio, vacanze, business class, ritorno, rientro
L’aeroporto di Dublino

Circa due ore dopo l’ora prevista, siamo all’imbarco del nuovo volo, che avviene in orario, e pronti al decollo. Il comandante fa i saluti di rito prima in tedesco e poi in inglese. Ci informa anche che, a causa di un guasto ad un altro velivolo, una delle due piste dell’aeroporto è inagibile, quindi potremmo accumulare del ritardo.

Un’altra ora dopo decolliamo con destinazione Francoforte, sperando di prendere la coincidenza per Milano. Purtroppo, un’ora era il tempo della coincidenza e così, quando atterriamo, l’ultimo volo per Milano è già decollato.

ORGANIZZAZIONE TEDESCA

All’arrivo in aeroporto, il personale della compagnia tedesca ci sta aspettando pronto con le indicazioni per il pernottamento e il volo della mattina dopo.

Hotel a quattro stelle, cena, colazione e i trasferimenti andata e ritorno per l’albergo sono compresi nel voucher. Riesco anche a trovare posto su un volo per Linate, più comodo per casa.

In poco tempo, anche questo imprevisto è sistemato, ma il mio bagaglio rimane in aeroporto, con il necessario per la notte chiuso in valigia.

Se alla partenza dall’Italia avevo previsto nel bagaglio a mano una scorta di abiti per un eventuale imprevisto, vuoi durante lo scalo aereo, vuoi per la mancata consegna della valigia a destinazione, per il viaggio di ritorno non ho considerato alcun intoppo, quindi ciabatte e ricambio sono chiuse in chissà quale deposito dell’aeroporto di Francoforte.

Viaggio in prima classe, aeroporto, decollo, Lufthansa, piove
Un decollo da Francoforte

SI TORNA A CASA

L’esperienza insegna che mai si può dare per scontato un cambiamento di programma dell’ultimo minuto e che è sempre meglio arrivarci preparati, magari con un paio di ciabatte nel trolley.

Intanto, anche a Francoforte piove.


 

Giro d’Irlanda in 14 giorni: storia di ombrelli e giacche a vento

Sono in Irlanda da circa una decina di giorni ed oggi è stata la prima giornata in cui non sia piovuto, né, tantomeno, mi sia fatto una colossale doccia mentre mi arrampicavo a vedere qualche scogliera a precipizio sull’oceano.

AGOSTO È IL TEMPO DELLE PIOGGE

Mentre mi organizzavo per questa avventura in terra irlandese, ho letto su diverse guide che in Irlanda il mese di agosto è quello più piovoso.

Anche guardando il video di Stefano Tiozzo, un videoblogger appassionato di viaggi e fotografia, era chiaro che le condizioni climatiche dell’Irlanda non fossero proprio delle migliori durante l’estate. Il mio entusiasmo iniziava a vacillare.

Non mi sono fatto spaventare completamente, ho riempito la mia brava valigia e sono partito con un bel volo British Airways con destinazione Dublino.

DUBLINO NELLA NEBBIA

Sceso dall’aereo a Dublino ovviamente il cielo era completamente coperto, una leggera e fitta pioggerellina mi accompagnava verso il salone degli arrivi e un vento gelido mi faceva capire che i 40 gradi italiani sarebbero stati un lontanissimo ricordo.

Una volta seduto sull’auto a noleggio, il termometro segna inesorabilmente 14 gradi, la pioggerellina diventa presto un violento acquazzone e, mentre mi dirigo verso il Sally Gap sulle Wicklow Mountains, la visibilità si riduce fino ad un metro, nemmeno fossi in pianura padana con la nebbia a banchi.

Irlanda, nebbia, montagna, autunno, vacanza, viaggio in prima classe
Panorama alpino sulle Wicklow Mountains

Mi ritrovo così ad avere un panorama di nuvole e pioggia e ad intuire che avrei potuto godere di una vista spettacolare se solo fosse stato meno coperto. Negli squarci tra la nebbia sono riuscito a fotografare delle vedute mozzafiato, quasi da paesaggio alpino, mentre in realtà mi trovavo ad una trentina di chilometri a sud di Dublino e a non più di 800 metri di altezza.

IL RING OF KERRY

Tra le mete turistiche dei tour irlandesi c’è il giro completo della penisola di Kerry, percorso da un anello di strade di circa 170km. Questo tratto dell’Irlanda sud occidentale è celebre nel mondo per gli spettacolari panorami, ora prati immensi di un verde lussureggiante, ora scogliere mozzafiato a strapiombo nell’oceano, che incantano migliaia di turisti ogni anno.

Le guide mettono in guardia dal possibile traffico di questa strada nei periodi di alta stagione, come questo in cui io sono in Irlanda, ed anche gli abitanti del posto con i quali ho avuto modo di parlare durante il mio soggiorno da quelle parti mi dicevano di fare attenzione agli intasamenti stradali.

Adesso non so quale sia il loro concetto di traffico, sta di fatto che avrò incrociato in totale una ventina di macchine durante tutto il percorso del ring of Kerry, contando bus e camper e facendo anche un arrotondamento per eccesso!

Per fortuna lo spettacolo della natura ha mantenuto le aspettative e la magia dei colori di questa penisola lascia veramente a bocca aperta.

Irlanda, Ring of Kerry, campagna, verde, natura, paesaggi, relax, vacanze, viaggio in prima classe
La campagna del Ring of Kerry

BEL TEMPO, MA PER POCO

Riesco a riempirmi gli occhi di luce e di colori, ma quando è tempo di andare a vedere le scogliere di Kerry ecco arrivare un bel fronte nuvoloso che non promette nulla di buono.

Per visitare l’area delle scogliere di Kerry si lascia la macchina in un parcheggio e poi ci si arma di tanta buona volontà e si inizia a scalare il fianco di una collina. La salita è in alcuni momenti molto ripida, ostacolata da un violentissimo vento contrario che mi sposta nemmeno fossi una piuma.

La fatica, tuttavia, è più che premiata perché la vista che si gode da lassù è incredibile!!!

Irlanda, ring of Kerry, scogliere, panorama, pioggia, vento, viaggio in prima classe, vacanze
Le Scogliere di Kerry

Ovviamente, non faccio in tempo a scattare un paio di foto che si scatena un diluvio universale come pochi ne ho visto.

Vento di bufera, pioggia di traverso, un montarozzo da ridiscendere e la macchina lontano mille miglia. Nessun riparo, nessuna copertura. Io, il mio cappellino di lana e una folle corsa verso l’auto, luogo asciutto e riparato.

Inutile specificare che una volta arrivato al parcheggio completamente fradicio il temporale si era spostato verso altre zone e da me era rimasto solo il forte vento.

LE SCOGLIERE DI MOHER

Un’altra tappa obbligata nel giro d’Irlanda sono le Cliffs of Moher, scogliere molto suggestive sulla costa centro occidentale del Paese.

Già all’arrivo al parcheggio le premesse non sono delle migliori: una fitta pioggia non lascia alcuna tregua e una rassegnata signora alla cassa non si sbilancia verso un miglioramento a breve.

Prendo cappello, ombrello e compro un meraviglioso poncho verde sottobosco bagnato che si intona una meraviglia coi colori del posto.

Non faccio però i conti con la furia del vento che trasforma in tempo zero la leggera pioggia in tempesta monsonica. La plastica del poncho cede miseramente alla prima folata di vento. L’ombrello viene rivoltato come un calzino e si avviluppa su se stesso quasi intimorito da tanta forza della natura. Io sono bagnato miseramente da capo a piedi e delle scogliere di Moher ho solo una triste immagine:

Irlanda, Cliffs of Moher, nebbia, pioggia, vento, viaggio in prima classe, vacanze
Le Scogliere di Moher (dietro la nebbia)

Oltre il prato, la nebbia. Nella foto qua sopra si dovrebbero vedere le scogliere tanto decantate nelle guide turistiche. Ahimè io ho visto solo nebbia e preso tanta acqua.

NON C’È DUE SENZA TRE

Vuoi venire in Irlanda e non andare a vedere la Giant’s Causeway?

Irlanda, Giant's Causeway, Northern Ireland, Ulster, pioggia, viaggio in prima classe, vacanze
Il Selciato del Gigante

Il Selciato del gigante è una conformazione rocciosa che si trova nel nord-est irlandese, ormai nella britannica Ulster, costituita da rocce basaltiche di origine vulcanica. Di singolare forma esagonale, la loro disposizione ha dato luogo ad una leggenda secondo la quale il gigante Finn McCool avrebbe costruito con queste rocce una passerella per raggiungere la Scozia e andare a combattere un rivale.

Leggende a parte, lo spettacolo che si presenta davanti è incredibile! Queste colonne perfette, con forme geometriche precisissime, lasciano allibiti. Rimango ancora incredulo a rivedere le foto di quelle pietre così ordinate prese d’assalto da turisti di ogni parte del mondo.

Irlanda, Giant's Causeway, Northern Ireland, pioggia, viaggio in prima classe, vacanze
Turisti stambecchi sulla strada del Gigante

Ovviamente il temporale non si è fatto attendere, questa volta fortunatamente senza troppi venti di traverso, quindi la visita è stata un po’ meno complicata delle altre. Purtroppo, in un momento di calma apparente, una folata improvvisa ha avuto la meglio sull’ennesimo ombrello che ha lasciato il campo dopo neppure due giorni dall’acquisto. Alla fine io ero comunque bagnato dalla testa ai piedi anche questa volta.

L’IRLANDA È MAGICA (ANCHE SE PIOVE)

Mancano ancora un paio di giorni da trascorrere a Dublino, ma la magia dei posti che ho visto mi accompagnerà almeno fino a quando non deciderò di tornare in queste località, sicuramente in un periodo meno piovoso e con tanto desiderio di scoprire tutti quei tesori che questa volta mi sono stati tenuti nascosti.


 

Tramonti del Salento: un po’(st) romantico

Puoi essere lontano migliaia di chilometri, ma l’emozione che ti lascia un tramonto ti segue ovunque.

UN TRAMONTO È PER SEMPRE

L’estate 2017 in terra salentina, quindici giorni di anomala follia, mi ha regalato una serie continua di tramonti spettacolari.

Fino a poco tempo fa ero convinto che al mare si dovesse restare il più tempo possibile, magari dalla mattina fino a sera. Passavo così le ore a cuocermi sotto il sole su qualche spiaggia del litorale leccese, ora mare Adriatico, ora mar Jonio.

Tuttavia, era veramente difficile che si riuscisse a stare in spiaggia fino al tramonto, perché verso le sei ormai avevo bruciato anche l’ultimo neurone e non vedevo l’ora di tornarmene a casa a riprendermi.

Capita quest’anno che la stanchezza, la pigrizia e il gran caldo l’abbiano fatta da padrone, per cui ho preferito di gran lunga stare a casa durante le ore col sole a picco, dormire durante i 40 gradi del pomeriggio e andare in spiaggia verso le 17.30.

Salento, estate, mar Adriatico, tramonto, viaggio in prima classe, vacanze
La laguna di San Cataldo (Lecce)

IL TRAMONTO SULL’ ADRIATICO

Arrivare a quell’ora sulle rive del mare Adriatico è fantastico perché gran parte delle persone sta rientrando a casa, lasciando la spiaggia deserta.

Il sole tramonta dalla parte opposta del mare e a pochi piace rimanere al calar della luce senza poter vedere il sole sciogliersi in acqua.

Per i più resistenti, gli stoici e i più rilassati invece, le luci dell’ Adriatico regalano suggestioni uniche.

La foto qua sopra è stata scattata verso le otto di sera di una caldissima serata della prima metà di agosto dalle parti del bacino di San Cataldo, una spiaggia a 10km da Lecce.  Il vento di tramontana, che di solito flagella quelle rive, aveva dato tregua per un po’ e rimanere fino a tardi sul bagnasciuga è stata un’esperienza incredibile.

Le sfumature di arancione si perdono tra il verde della boscaglia e il blu profondo del lago che si trova alle spalle della spiaggia, a circa una cinquantina di metri.

Le onde del mare ti cullano mentre guardi l’orizzonte prendere fuoco; speri che le calde temperature si stemperino mentre il sole affonda dietro gli alberi, ma questa è un’estate più che torrida.

Salento, tramonto, mar Adriatico, estate, vacanze
Il tramonto al Molo 13 (Frigole – Lecce)

LE NUVOLE DI MOLO13

Nemmeno una giornata di tramontana e delle nuvole minacciose possono avere la meglio sui colori del tramonto adriatico.

Qua, nella foto, ero al lido Molo13, una spiaggia attrezzata, nuova per me, che si trova dove una volta c’era il campeggio di Frigole, ridente località a pochi chilometri più a nord di San Cataldo.

Le nuvole mi hanno regalato un tramonto con dei colori eccezionali, giochi di luci e ombre tra i rami dei pini che arrivano quasi in spiaggia.

La minaccia si è fatta concreta qualche ora dopo quando questi nuvoloni grigi si sono scaricati con un violento temporale.

Salento, tramonto, San Gregorio, mar Jonio, estate, viaggio in prima classe, vacanze
Il tramonto a San Gregorio (quasi Santa Maria di Leuca)

IL TRAMONTO SULLO JONIO

Cosa dire quando il sole si spegne nell’acqua? Come non emozionarsi con un tramonto sul mar Jonio?

Ero sulla spiaggia di San Gregorio, a qualche chilometro da Santa Maria di Leuca, andando verso sud dopo le più conosciute Maldive del Salento.

È una spiaggia anomala. Uno scivolo di cemento usato per calare le barche a mare e che termina la sua corsa tra scogli frastagliati e sassi insidiosi. Se poi il mare “sbatte” non è certo semplice farsi il bagno!

C’è una specie di lido attrezzato che ha ricavato la sua spiaggia tra due canneti. Gli ombrelloni sono piantati su un prato inglese bello florido e si può decidere se spiaggiarsi su un lettino o direttamente sull’erba.

SULLO JONIO TI ABBRONZI E TI SBRONZI DI PIÙ

Tra i patiti della tintarella si sa che il sole preso sullo Jonio ha un effetto più incisivo sull’abbronzatura, quindi, vuoi per il sole più forte, vuoi perché il tramonto è sul mare, da queste parti è anche più bello fare festa in compagnia.

Basta poco per lasciarsi andare e molto presto si perde il numero delle birre corrotte vodka che si sono bevute.

La foto è forse uno dei rari momenti di lucidità che ho avuto dopo le 18. Sembra anche che l’abbia scattata dopo essermi fatto il bagno tra sassi e scogli ed esserne riemerso vivo, sano e salvo.

Io non me lo ricordo!

Il tramonto però me lo ricordo bene. Quel sole calante dietro il promontorio (forse di Torre Pali, chissà?) ha tenuto tutti incollati verso un meraviglioso schermo naturale dove veniva proiettato uno dei film più belli.

3000KM A NORD-OVEST E FORSE DI PIÙ

Irlanda, visit Ireland, tramonto, nuvole, viaggio in prima classe, vacanze
Il tramonto nel Killarney National Park, Irlanda

Dove sono ora c’è un’altra luce. Le nuvole sono molte di più e le temperature sono almeno una ventina di gradi più basse di quelle del Salento.

Sono i cieli d’ Irlanda che mi stanno tenendo compagnia in questi giorni ed è la luce del nord che riempie le mie giornate, ma i tramonti salentini di questa estate continueranno a scaldarmi ancora per un po’.