Liverpool: sulle orme dei Beatles

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Dopo le meravigliose giornate nel Distretto dei Laghi, una rapida visita all’Isola di Man e l’esperienza di Blackpool, è ora di visitare Liverpool.

Conosciuta per aver dato i natali ai Beatles, questa città non è solo musica. Molte sono le attrazione che accolgono i turisti in questa località dall’aspetto tranquillo. Il centro cittadino è un brulicare di turisti che si spostano da un centro commerciale ad un pub, dal mitico Cavern al ristorante etnico alla modo.

LA TRASFORMAZIONE DI LIVERPOOL

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Le tre Grazie di Liverpool

Sorta sulla foce del fiume Mersey, affacciandosi sul mare d’Irlanda, per molto tempo la sorte di Liverpool è stata legata al commercio via mare. Dal suo importante porto, fin dal XVIII secolo numerose furono le rotte che collegavano la città al resto del mondo. Contemporaneamente si sviluppò una ricca industria che per decenni disegnò il panorama intorno alla città. Negli anni ’50 la città entrò in crisi e la florida industria lasciò spazio alla disoccupazione e al degrado.

Dagli anni ’90, tuttavia, una nuova forza vitale si impossessò della città e Liverpool rivide una nuova rinascita puntando sulle sue attrazioni culturali. Grazie all’impegno delle istituzioni, sfruttando anche la nomea di essere la città della musica e dei Beatles, nel 2008 divenne capitale europea della cultura.

Il turismo è diventato oggi uno dei fattori trainanti dell’economia della città. Enormi investimenti hanno restituito nuova vita al vecchio porto che ora è uno dei principali poli d’attrazione. La galleria d’arte Tate ha aperto una sede nei vecchi magazzini di stoccaggio, con importanti collezioni di arte contemporanea. Il centro cittadino è un vivace centro commerciale. Moltissimi sono gli hotel, i pub e i ristoranti. Soprattutto Liverpool rimane la città dei Beatles.

LIVERPOOL E I BEATLES

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L’ingresso del Cavern

Il nome Liverpool è inscindibile dai Beatles. I Fab Four mossero i primi passi verso il successo al Cavern Club nel centro della città. Questo angusto scantinato dalle volte basse, in passato rifugio antiaereo, fu il vero e proprio punto di partenza del beat inglese degli anni ’60.

Completamente ricostruito negli interni, il Cavern ha ospitato negli anni i cantanti più famosi ed oggi è una delle mete turistiche principali di Liverpool. Infatti, i Beatles sono oggi al centro dell’interesse di chi visita la città al punto che sono numerosi i tour organizzati intorno ai luoghi dove il gruppo è vissuto o ha cantato. Non manca neppure un’esposizione permanente sulla loro storia, The Beatles Story.

Ancora oggi il Cavern propone musica dal vivo tutti i giorni, pomeriggio e sera, ed è vera emozione quella che si respira scendendo i gradini che portano alle sale del locale. Pensare che su questi palchi abbiano cantato le più grandi star del panorama musicale mondiale fa sicuramente effetto.

Il pomeriggio in cui mi sono immerso sotto le volte di questi scantinati, un cantante provava a fare il brillante cantando i brani dei Beatles. Il pubblico, mai poco, partecipava con grande trasporto, soprattutto quando venivano suonati i brani più famosi del quartetto. Ho ancora nelle orecchie i cori durante Yellow Submarine.

Andare ad ascoltare musica al Cavern è molto semplice. Quasi sempre l’accesso è gratuito, salvo la presenza di ospiti importanti. Conviene consultare il sito per conoscere il calendario e i prezzi. Ci si può sedere ad ascoltare musica al costo di una consumazione.

Non solo Beatles per le strade di Liverpool. La musica rimane un motivo dominante nella città.

LA MUSICA A LIVERPOOL

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Vista del porto di Liverpool

La musica accompagna la visita della città. Ad ogni angolo, lungo tutte le vie pedonali del centro, così come al porto una folta schiera di artisti di strada intrattiene il pubblico. Moltissimi i cantanti, qualche ballerino. E poi giocolieri, pittori, animatori, equilibristi. Insomma, durante le belle giornate è possibile imbattersi in un gran numero di artisti capaci di farti trascorrere bei momenti.

E la musica continua anche nei pub e ristoranti, più o meno presente. Su Bold Street, la via del passeggio di Liverpool, e sulla prosecuzione Church st. e Lord st. è facile fermarsi ad ascoltare qualche bravo cantante. Addirittura, su Concert Square, una piccola piazzetta vicino a Bold St., si affacciano ben 8 pub, ognuno con la sua musica. Incredibile, tu senti soltanto quella del locale in cui ti sei fermato e non quella dei vicini.

E’ stato bello trascorrere le serate passeggiando lungo queste isole pedonali, dal porto con i suoi chioschetti, un luna park e i vecchi bacini pieni di barche da diporto. Salire per le vie commerciali del Cavern Quarter, con i locali pieni di gente e di musica e qualche ristorante turistico. Arrivare poi nella Concert Square, con il cielo stellato e il tepore di una estate insolitamente calda per questi posti, e godersi la musica seduto davanti ad un freschissima pinta di birra.

I MONUMENTI DI LIVERPOOL

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Vecchio e nuovo a Liverpool

Le guide turistiche della città, quelle ufficiali per intenderci, hanno un lungo elenco di musei e monumenti da visitare nella città dei Beatles.

Io sono un po’ allergico a rinchiudermi negli edifici quando ho poco tempo a disposizione per scoprire un posto.

A Liverpool, si possono incontrare molti dei suoi monumenti passeggiando. Si può iniziare idealmente dalla zona del terminal traghetti, dove fanno bella mostra tre imponenti edifici. Sono le Tre Grazie, tre palazzi simbolo di Liverpool, inseriti tra i Beni dell’Umanità dell’Unesco per il loro pregio.

ll Royal Liver Building, il Cunard Building e il Port of Liverpool Building hanno reso famosa la zona marittima e ricordano l’importanza del porto di questa città. Molti gli edifici di nuova concezione che si inseriscono nel panorama classico del porto della città. Perfetta la sintesi tra vecchio e nuovo, così come la Galleria d’Arte Moderna Tate Liverpool occupa perfettamente gli spazi di un vecchio deposito.

Non mancano le chiese. Due imponenti cattedrali sembrano fronteggiarsi a poca distanza una dall’altra. La Cattedrale Anglicana e la Cattedrale Cattolica.

La Cattedrale Anglicana di Liverpool

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La navata centrale della Cattedrale Anglicana

Questa cattedrale, una delle più imponenti d’Inghilterra, è facilmente visibile per il suo maestoso campanile. Alto circa 100 metri di altezza, con 13 campane è di sicuro uno dei più grandi al mondo. Lo stile gotico rivisitato per il ventesimo secolo, la cattedrale è dei primi del novecento, venne scelto tra molti progetti. Molte polemiche nacquero intorno alla scelta del progettista, considerato troppo giovane, poco più che ventenne, e cattolico.

Destino ha voluto che durante la mia visita stessero intonando il grande organo a canne. Ogni singola nota veniva modulata per un tempo improponibile, riecheggiando non solo lungo le navate, ma anche dentro la testa. Mai visita ad un monumento fu così veloce. Meno di dieci minuti ero fuori.

La Cattedrale Cattolica di Liverpool

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Vista della Cattedrale Cattolica

Quasi contemporanea alla Cattedrale Anglicana, questa chiesa è di pianta circolare. Di fronte all’ingresso principale si trova un grande altare bianco. Al livello inferiore è stata costruita una cripta, visibile a pagamento.

Di dubbio gusto per le forme sgraziate, la ripida scalinata d’accesso e l’algido interno, la Cattedrale ha la curiosità di ospitare all’interno della cripta l’annuale Liverpool Beer Festival.

TANTI MOTIVI PER VISITARE LIVERPOOL

Ho scoperto una Liverpool che mai mi sarei aspettato. Non solo Beatleas, musica e pub. Tanta cultura, una accoglienza speciale e ottimi ristoranti.

Ho avuto la possibilità di soggiornare in un boutique hotel, l’Hope Street Hotel.

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La facciate dell’Hope Street Hotel

Con un’offerta super scontata presa con Secret Escapes, sito che permette di prenotare alberghi di lusso a prezzi abbordabili, ho avuto una tariffa molto interessante. L’hotel è proprio di fronte alla Philharmonic Hall di Liverpool, non distante dal centro. L’edificio occupa quella che una volta era una fabbrica di carrozze. Completamente riammodernato, l’edificio è ricco di moderni dettagli inseriti in un conterto classico. Notti silenziose, comodo letto e super colazioni hanno reso il soggiorno eccezionale.

Ora è tempo di dirigersi a Manchester. Un comodo treno mi porterà alla prossima destinazione.


 

Capodanno a Maratea: la scoperta di un territorio

Lavorare nei giorni di fine anno può essere una gran seccatura, soprattutto se sei di turno nella notte di San Silvestro. Ho la fortuna di avere un lavoro che per l’ultimo dell’anno mi manda in “missione” in giro per l’Italia. Dopo la pausa australiana e il capodanno 2017 a Sydney, ho iniziato il 2018 a Maratea.

MARATEA E LA BASILICATA

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Il mare di Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Maratea è una cittadina di poco più di 5mila abitanti in provincia di Potenza ed è l’unico comune della Basilicata ad affacciarsi sul mar Tirreno. È formata da una decina di frazioni spalmate tra splendide spiagge e un rigoglioso entroterra per cui non esiste una vera e propria città. Il “centro” è un suggestivo borgo molto simile ad un paesino di montagna, dove la vita scorre lenta e sottolineata dai rintocchi dei numerosi campanili.

Numerose sono le chiese, le cappelle e i monasteri presenti nel territorio di Maratea, tanto da essere chiamata la “città delle 44 chiese“. Il ritmo delle ore scandite dai campanili si alterna al fragore del mare che si infrange sugli scogli, a qualche belato delle greggi che pascolano paciose nei boschi, agli immancabili galli che riempiono i pollai e ai numerosi treni che transitano nelle stazioni del comune.

Infatti, il comune di Maratea ha ben tre fermate sulla linea tirrenica delle FS che collega Napoli a Reggio Calabria. Nella principale, “Maratea” appunto, fermano quasi tutti i treni, garantendo così numerosi collegamenti con il resto d’Italia.

MARATEA E IL MARE

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Spiagge a Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Maratea deve parte della sua fama essenzialmente al meraviglioso mare che lambisce le sue coste. Negli ultimi anni ha ricevuto più volte la Bandiera Blu per la qualità delle sue spiagge e l’ottima accoglienza che riserva ai turisti di ogni parte del mondo. È conosciuta anche come la Perla del Tirreno.

La costa è un susseguirsi di ripide scogliere che lasciano spazio a piccole insenature e brevi spiagge ben curate. Nelle località di Acquafredda e di Fiumicello si possono trovare due tra le spiagge più belle di tutta la Basilicata, fatte di piccoli ciottoli uniformi, dove anche in pieno inverno si possono fare piacevoli passeggiate.

Il clima invernale, almeno sulla costa, è quasi sempre mite. Durante il mio soggiorno di fine anno, nonostante qualche giornata di brutto tempo e burrasca, ho avuto la possibilità di godermi la spiaggia con 15 gradi e mettere i piedi in acqua non è stato traumatico.

Le guide turistiche parlano di diverse grotte raggiungibili solo via mare, così come molto nascosta è una spiaggia che si scopre dopo aver attraversato, sempre dal mare, una galleria nella roccia.

MARATEA E LA MONTAGNA

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La montagna di Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Il territorio di Maratea è ricco proprio per il suo aspetto vario. Dalle spiagge sul Tirreno, in pochi minuti, si può salire su alte montagne dalle quali godere di un panorama mozzafiato. Lo stesso “centro” della cittadina è un piccolo borgo che richiama i paesini di montagna delle alpi.

Non manca una vegetazione tipicamente montana, dove in pochi metri la macchia mediterranea lascia spazio a fitti boschi di pini.

La statua del Redentore, ormai simbolo della città, sorge in vetta al monte San Biagio, a 620m sul livello del mare. Con i suoi 22 metri di altezza, è considerata la statua più alta d’Italia e domina il centro storico di Maratea, volgendo le spalle al mare.

L’entroterra della cittadina è ricco di sentieri ed itinerari ideali per gli escursionisti e per gli amanti delle passeggiate in mezzo alla natura.

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Statua del Redentore

COME ARRIVARE A MARATEA

Non è così comodo arrivare a Maratea. L’aeroporto più vicino è quello di Napoli, a poco più di 200km di distanza. Si deve quindi poi raggiungere la cittadina utilizzando l’autostrada Salerno/Reggio Calabria fino allo svincolo di Padula, preferibile a quello virtualmente più vicino di Lagonegro Nord. Infatti, da Padula una scorrevole e comoda strada statale porta a Policastro, sul mare, dove prendere poi la Statale 18 in direzione Sud.

Superata Sapri, la strada diventa stretta e piuttosto tortuosa, occorre, quindi, fare attenzione e non farsi distrarre dal meraviglioso panorama a picco sul mare.

La fortuna è che, anche in alta stagione, il traffico è molto ridotto e quindi non ci sono particolari problemi a percorrere questo tragitto.

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Treno a Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Ben più semplice è arrivare a Maratea in treno. Dalla stazione ci si può spostare con i bus di linea, noleggiare un’auto o organizzarsi con le navette degli alberghi.

DOVE SOGGIORNARE A MARATEA

L’ottima ospitalità di questo territorio mette a disposizione dei turisti diverse opportunità di soggiorno, b&b, appartamenti e ottimi hotel.

Io ho soggiornato presso l’Hotel Villa Cheta Élite e l’esperienza è stata al di sopra di ogni più rosea aspettativa.

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Hotel Villa Cheta a Maratea

 

 

 

 

 

 

 

 

Situato nella frazione di Acquafredda di Maratea, questo hotel offre un’esperienza di soggiorno fuori dall’ordinario. Ricavato in un antico edificio nobiliare dalle caratteristiche liberty, si fa presto ad essere sedotti dal fascino di questo posto.

L’accoglienza riservata agli ospiti è degna del più lussuoso albergo al mondo e l’eleganza degli interni lascia senza parole.

Gli spazi comuni sono un susseguirsi di salottini dove rilassarsi, leggere o guardare la tv, mentre le sale da pranzo offrono un servizio di prima categoria, così come eccellente è la qualità del ristorante. Durante la stagione calda è possibile cenare negli spazi esterni, dai quali godere di un meraviglioso panorama della costa.

Le camere, ognuna con un nome diverso, sono molto raffinate nell’arredamento e nei corredi, sempre in stile con l’epoca dell’edificio.

È disponibile anche una piscina all’aperto e il mare non è molto distante, raggiungibile con una breve passeggiata.

Utile una visita al sito ufficiale di Villa Cheta, cliccando qui, dove poter leggere di più sulla storia dell’hotel e trovare maggiori informazioni.

RILASSARSI A MARATEA

Scegliere di fare una vacanza a Maratea vuol dire garantirsi un’esperienza di totale relax, lontano dal caos di spiagge affollate o località inflazionate. Anche solo un weekend in questo territorio è sufficiente a ritrovare il giusto relax interiore, facendosi coccolare dall’ottimo cibo e da una natura ancora incontaminata.

Mi sono ripromesso di tornarci non appena ci sia la possibilità, perché l’esperienza vissuta è stata molto positiva.


 

Fontanellato e la gita della domenica

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Niente di meglio che una bellissima domenica di sole per andare a visitare Fontanellato, un piccolo borgo medievale in provincia di Parma. Anche se il clima è veramente gelido in questa metà di dicembre, ci sono ottimi motivi per salire in macchina e farsi un giro in pianura padana.

FONTANELLATO E LA BASSA PARMENSE

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Fontanellato vista dalla Rocca Sanvitale

Capita che la domenica ci si svegli col desiderio di fare una breve gita fuori porta, che non costi troppa fatica e che sia piacevole e distraente. Niente di più facile che salire in macchina e andare alla scoperta dei tesori che si possono trovare a pochi chilometri da casa.

C’è chi si ferma ai primi centri commerciali spacciati da outlet che si trovano poco fuori Milano per poi far ritorno a casa e chi, dopo le compere pre natalizie, decide di inoltrarsi alla scoperta del territorio.

E’ così che si scopre Fontanellato,  ad una decina di chilometri dall’outlet di Fidenza, nel cuore delle Terre Verdiane della provincia di Parma.

E’ un piccolo paese medievale, dalla ricca storia che l’ha visto conteso tra i comuni di Parma e Piacenza, nel cui centro si può respirare l’atmosfera di secoli fa.

Superata una delle antiche porte che proteggevano l’abitato si entra nel cuore del paese, fatto di qualche portico, botteghe d’epoca e gustosissimi ristoranti.

Il borgo si è sviluppato intorno ad una fortificazione del 1124, trasformata e ampliata fino al XVI secolo e conosciuta come Rocca Sanvitale.

FONTANELLATO E LA ROCCA SANVITALE

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Esterno della Rocca Sanvitale

La Rocca di Fontanellato è circondata da un ampio fossato colmo d’acqua, tipico delle fortificazioni militari dell’epoca. Era nata come torre difensiva, poi divenuta fortezza. Nel XIX secolo è stata trasformata in elegante dimora con un giardino pensile e un loggiato a tre livelli. Nel 1948, l’ultimo conte Sanvitale la vendette al comune che vi trasferì la propria sede e adibì alcune sale ad uso pubblico.

Vi si accede attraverso un ponte levatoio e si possono visitare alcune sale nobiliari arricchite da preziosi affreschi cinquecenteschi. La più suggestiva è la saletta di Diana e Atteone, dipinta dal Parmigianino.

Negli affreschi di questa stanza viene raffigurato il mito di Diana e Atteone, tratto dalle “Metamorfosi” di Ovidio.

Non sono la persona più indicata a scrivere trattati di storia dell’arte, quindi vi suggerisco di visitarla in compagnia di una guida preparata che il comune mette a disposizione. Se visitate la pagina ufficiale di Fontanellato, cliccando qua, trovate utili informazioni per pianificare una visita alla Rocca, compresi gli orari di apertura.

MANGIARE A FONTANELLATO

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L’ingresso alla Rocca Sanvitale

Si sa che le camminate, soprattutto quando è particolarmente freddo, fanno venire un certo languorino. Niente di meglio che trovarsi in Emilia, dove la tradizione culinaria riserva sempre delle gustosissime soddisfazioni.

Non si contano i ristoranti che, all’interno o nelle immediate vicinanze di Fontanellato, offrono il meglio della cucina locale. Salumi tipici, prosciutti e culatello, accompagnati dalla migliore torta fritta, un tipo particolare di “pane” che altrove è conosciuto come gnocco fritto. E poi succulenti primi e saporiti secondi di carne.

Ho pranzato alla Trattoria del Teatro, a due passi dalla Rocca Sanvitale di Fontanellato e sono stato veramente soddisfatto della scelta. E’ uno tra i ristoranti più apprezzati della zona, rinomato per la sua ampia scelta di tortelli e ravioli. Gli antipasti si fanno apprezzare per la generosa quantità di salumi e torta fritta. Io ho amato molto le cipolline in agrodolce e l’insalata giardiniera di produzione propria, veramente squisite. Tra i primi piatti le specialità sono i cappellacci di stracotto di asinina, ma anche i tortelli di zucca non sono da meno. Se rimane un po’ di spazio e ci si vuole togliere qualche sfizio i bolliti misti con le salse fatte da loro sono sublimi.

FONTANELLATO E LE TERRE VERDIANE

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Il santuario della Beata Vergine del Rosario a Fontanellato

Fontanellato, insieme a Busseto, Fidenza, Fontevivo, Roccabianca, San Secondo Parmense, Soragna e Salsomaggiore, tutte località della provincia di Parma, fa parte dell’Unione delle Terre Verdiane. Sono così chiamate in riferimento a Giuseppe Verdi, nato a Roncole di Busseto, e ai suoi legami con questo territorio.

In questi paesi sono visitabili musei, rocche medievali e abbazie. Salsomaggiore è nota soprattutto per le sue acque termali e i suoi palazzi liberty. Molto suggestivo andare a rilassarsi alle Terme Berzieri e ammirare la bellezza dell’architettura.

Si può raggiungere anche il non distante Labirinto della Masone, il più grande labirinto al mondo costituito da diverse specie di bambù. Oltre ai sette ettari di dedali intricati, è possibile visitare anche collezioni d’arte e mostre temporanee. Sul sito dedicato, cliccando qui, potete trovare utili informazioni e foto meravigliose del labirinto.

Se si vuole allungare la gita, a 25km da Fontanellato c’è Parma, che merita sempre una visita.

FONTANELLATO E LE GITE DI PRIMA CLASSE

Fontanellato è la classica meta della gita fuori porta della domenica, capace di regalare belle emozioni in qualsiasi periodo dell’anno.

E’ un altro modo, per me, di fare viaggi in prima classe, così come vi ho raccontato in un altro post che potete leggere cliccando qui.


 

Viaggi in prima classe secondo me

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Ogni volta che organizzo i miei viaggi in prima classe, inizio sempre con molto anticipo rispetto alla data di partenza. La pianificazione dell’itinerario o il semplice acquisto dei biglietti per me vuol dire già essere in viaggio.

Negli anni ho consolidato un metodo, non certo infallibile, che mi ha dato il modo di confezionare vacanze a misura delle mie esigenze.

LA META DEI MIEI VIAGGI

Ammetto di non aver avuto mai grosse difficoltà a trovare una destinazione per i miei viaggi. Sono da sempre curioso come una bertuccia, quindi mi è abbastanza semplice scegliere una località, una regione o un Paese da andare a visitare durante le mie vacanze.

I compromessi più grossi li faccio sempre con il budget, mai illimitato, che determina in qualche modo la scelta della meta. Nel tempo ho constatato che anche con poche risorse economiche si possono fare splendide esperienze di viaggio e che non serve andare molto lontano per scoprire nuovi mondi.

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Scoperte dietro casa. Il Parco Nord – Milano

Negli ultimi anni ho preferito viaggiare in paesi anglosassoni per esercitarmi con la lingua inglese e poi perché mi piace il loro stile di vita.

Quindi il Regno Unito è stato meta di molte mie vacanze, alcune le potete trovare cliccando qua, leggendo questo post, oppure curiosando tra queste righe, e non sono mancati neppure viaggi negli Stati Uniti e un’indimenticabile esperienza a Sydney. (Se cliccate qua potete leggere il primo dei capitoli dedicati alla mia avventura in Australia).

Ho fatto piacevoli soggiorni in Francia e in Spagna, vedi questo post, e continuo a girare l’Italia con estrema gioia, dal Piemonte alla Calabria. Mi piacerebbe scoprire molto di più della Sicilia e conoscere la Sardegna dove ancora non sono stato, se non per un brevissimo weekend lavorativo in Costa Smeralda.

I VIAGGI PARTONO DALLA GUIDA

Dopo aver scelto la destinazione delle prossime vacanze, ecco che inizio il balletto per l’acquisto delle guide che mi accompagneranno nei miei viaggi.

Non mi accontento di comprarne una sola e se la prima scelta ricade su una Lonely Planet, molto utile e precisa nelle descrizioni, difficilmente lascio sugli scaffali le guide Mondadori/DK che con le loro cartine parlanti rendono più semplici i tour. Non mi dispiacciono neppure le guide del Touring Club, molto eleganti e raffinate.

La caccia parte mesi prima della partenza, alla ricerca della guida più aggiornata. Maniaco dei dettagli come sono, faccio veramente fatica ad affidare le mie escursioni a fonti vecchie di un anno. Quindi, vado prima in giro per la Libreria Hoepli di cinque e più piani nel cuore di Milano alla ricerca della pubblicazione più recente, poi mi affido ad Amazon per il prezzo più conveniente.

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Il castello di Edimburgo visto dal basso

Il gioco diventa più divertente una volta a casa. Inizio a confrontare le guide appena comprate, faccio paragoni e consulto internet. Prima di arrivare a stabilire l’itinerario da seguire nel mio prossimo viaggio, devo sapere cosa c’è da vedere, dove e come ci si arriva. E poi quanto i costi incideranno sulla vacanza. Per ultimo, ma sicuramente dal valore fondamentale, la scelta di come viaggiare e dove pernottare.

VIAGGI IN TRENO O IN AEREO?

Per alcune destinazioni non esistono scelte: l’aereo è sicuramente il mezzo più comodo e veloce!  Si risparmia tempo e così si hanno più giorni a disposizione per godersi la vacanza.

Inoltre, se si fanno scelte attente, si riescono a trovare biglietti ad ottimi prezzi senza dover viaggiare in low cost. Basta un po’ di pazienza, confrontare sui tanti siti a disposizione le varie tariffe e avere un po’ di fortuna. Può capitare di trovare biglietti a prezzi convenienti perché iscritti al programma fedeltà di qualche compagnia aerea, o perché è un periodo di saldi.

Io di solito confronto le proposte di Expedia e poi consulto i siti delle compagnie aeree che spesso sono più convenienti. In alcuni casi vado sulla pagina dell’aeroporto di destinazione per controllare quali voli atterrano, così da non perdere alcuna possibilità.

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In volo al tramonto

Per altre mete scelgo il treno. Si tratta di destinazioni non particolarmente lontane, verso le quali un viaggio su rotaie acquista un fascino maggiore. E’ vero, io sono di parte perché in treno girerei il mondo, e partire in treno è incominciare la vacanza nel migliore dei modi possibili.

Sono andato a Londra in treno, viaggiando prima sul TGV francese e poi attraversando la Manica attraverso l’Eurotunnel. Non è stato un viaggio breve, ma sicuramente comodo e per me emozionante. Ho passato ore e ore a guardare fuori dal finestrino, cercando di non perdere alcun dettaglio. Ero seduto ovviamente in prima classe, acquistando i biglietti parecchio tempo prima del viaggio e risparmiando rispetto alla tariffa intera.

Purtroppo non ci sono molte scelte da fare per i viaggi in treno. Non c’è la stessa concorrenza che c’è tra i vettori aerei, così da scegliere quello che si preferisce o quello che costa meno.

VIAGGI FLY&DRIVE

Se per raggiungere la meta normalmente scelgo tra aereo o treno, è quasi inevitabile che poi ricorra al noleggio di un’auto per gli spostamenti tra una tappa e l’altra della vacanza.

Anche in questo caso confronto prima tutte le offerte dei vari broker di noleggio disponibili in rete. Quindi vado sui siti delle maggiori compagnie di autonoleggio e vedo le loro proposte. Nonostante un numero infinito di soluzioni su internet, spesso le tariffe che mi ha proposto Avis sono state le migliori.

DOVE DORMIRE

Quando cerco il posto dove dormire durante le vacanze divento un segugio dall’olfatto finissimo. Inizio dalle guide cartacee e dai loro suggerimenti di alberghi e b&b. Passo quindi ai giudizi di Tripadvisor che incrocio con quelli di Booking. Sfoglio qualsiasi pagina internet che contenga suggerimenti su particolari sistemazioni, magari eleganti e di charme, confrontando anche opinioni di altri travel blog, come PanAnna, che offre tante idee di viaggio.

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Hotel Hibernian a Kilkenny – Irlanda

Cerco sempre strutture con una maggioranza di giudizi positivi e che rispondano a determinate mie esigenze. Non devono essere troppo lontani dal centro e dal trasporto pubblico, meglio se con colazione compresa, rigorosamente con bagno in camera. E poi mi affido alla sorte.

Raramente mi è capitato che una scelta non fosse all’altezza delle aspettative. Appoggiandomi spesso a catene internazionali o di una certa qualità, le camere in cui ho soggiornato sono sempre state molto curate, eleganti e in alcuni casi veramente lussuose.

Bene! E’ arrivato quasi il momento di organizzare le vacanze per l’estate del 2018. Passate le feste di fine anno tutte le varie compagnie mettono mano al loro listino e sicuramente usciranno nuove offerte e proposte.

E voi come e quando organizzate le vostre vacanze?


 

 

 

 

Siviglia: magica Andalusia

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In una classifica pubblicata pochi giorni fa su questa pagina web, la guida Lonely Planet considera Siviglia come la prima di dieci città che andrebbero visitate nel 2018.

Durante una vacanza che da Madrid mi ha portato alla scoperta dell’Andalusia, come avevo iniziato a raccontare qua, ma anche qua e qua, il mio giro turistico è terminato nell’affascinate Siviglia, la cui magica atmosfera mi ha conquistato dal primo momento.

SIVIGLIA AI PRIMI DI APRILE

Il periodo migliore per visitare l’Andalusia è dall’inizio della primavera fino alla fine di maggio, quando le temperature non raggiungono livelli elevati. Essendo nel sud della Spagna, durante l’estate si possono superare tranquillamente i 40 gradi.

Sono arrivato a Siviglia ai primi di aprile e ho avuto la possibilità di scoprire una città al massimo del suo splendore, con giornate straordinarie dal clima tiepido e ricca dei profumi degli alberi in fiore.

Lo spettacolo è stato ancora più affascinante perché erano i primi giorni della Settimana Santa. 

LA SETTIMANA SANTA A SIVIGLIA

Dall’animo fortemente cattolico, ma non bigotto, durante questa settimana la città si veste con gli abiti buoni della festa e viene invasa da una moltitudine di processioni. E’ una delle feste più sentite di tutta Siviglia e la sua storia risale al XIV secolo.

In questi sette giorni, ciascuna delle 57 confraternite religiose di Siviglia va a in processione dalla propria chiesa alla Cattedrale e ritorno compiendo un percorso di penitenza. Alcune di queste possono durare anche 14 ore!!!

Migliaia di sivigliani e turisti si raccolgono per veder passare le confraternite che portano in corteo enormi altari riccamente addobbati, detti passo.

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Un “passo” della Settimana Santa di Siviglia

Il passo rappresenta momenti della passione di Cristo ed è portato a spalla da 30 portantini, uomini che fanno parte della confraternita.

All’inizio di ogni processione c’è una banda musicale che accompagna il corteo con diverse marce. Dopo ceri, croci e incensi portati da fedeli in tunica e cappuccio a punta, chiude la sfilata il Palio. E’ l’altare con la Vergine ed è quello più atteso dai fedeli. A differenza dei passi che rappresentano diversi momenti della passione di Cristo, il palio è l’espressione di un unico momento: la Madonna che piange la morte del figlio.

Se all’occhio di un turista tutti i palii possono sembrare identici, questi si differenziano per una serie di dettagli che la settimana enigmistica, al confronto, è per principianti.

Se volete conoscere nel dettaglio come funziona una processione della Settimana Santa di Siviglia, vi consiglio di fare un giro su questo sito. Nel dettaglio viene descritto l’ordine di tutto il corteo di fedeli.

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Un “palio” della Settimana Santa di Siviglia

IL CLIMA DI FESTA A SIVIGLIA

Visitare Siviglia durante questi momenti di festa è un’occasione speciale per ammirare la città al meglio. Durante questi giorni, i sivigliani indossano gli abiti migliori e le signore vestono anche costumi tipici.

Il centro della città, una fitta zona di strade pedonali che si trovano a nord della cattedrale, è un susseguirsi di negozi, tapas bar e eleganti alberghi. Calle Sierpes è considerata la via più trendy di Siviglia, ideale per lo shopping. Può capitare di doversi districare tra una miriade di sedie pieghevoli disposte lungo queste stradine. Sono i posti per i residenti, a pagamento o ad invito, dove ci si ferma a veder passare le processioni.

Se si vuole evitare la folla e vedere comunque stralci di processione, il modo migliore è andare su qualche balcone o terrazza. Io sono salito sul rooftop dell’hotel Doña Maria, la cui terrazza bar si affaccia sulla Giralda di Siviglia, il campanile della Cattedrale. Da questo punto, coccolati da un buon cocktail, si possono vedere le confraternite uscire dalla chiesa per far ritorno alla loro sede.

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La vista della Giralda dalla terrazza dell’hotel Dona Maria

LA CATTEDRALE E LA GIRALDA DI SIVIGLIA

La Catedral de Santa Maria de la Sede è “il duomo” di Siviglia. Completata nel 1502 al posto di una moschea trasformata in chiesa, è la più grande cattedrale al mondo per volume. E’ la massima espressione di stile gotico e al suo interno si possono ammirare dipinti di pregio di molti pittori, Goya tra questi.

Con una decina di euro si acquista il biglietto per visitarla e ammirarne le meraviglie, compresa la Tomba di Cristoforo Colombo. Non ci sono certezze che i resti sepolti all’interno di questo sepolcro appartengano all’esploratore, ma il monumento è di sicuro impatto visivo.

Con lo stesso biglietto si possono raggiungere i 104 metri della Giralda, il campanile. In origine era il minareto della moschea ed è ancora considerato il più bell’edificio islamico di tutta la Spagna. Le rampe per raggiungere la vetta non sono ripide perché costruite in modo che potessero passare le guardie a cavallo. Sul punto più alto della Giralda si trova El Giraldillo, una banderuola segnavento, simbolo di Siviglia.

All’interno della Cattedrale è possibile passeggiare per il Patio de los Naranjos, un cortile interno dove crescono una sessantina di alberi d’arancio, eredità della vecchia moschea.

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Panorama di Siviglia dalla Giralda

L’ALCAZAR DI SIVIGLIA

Non si può andar via da Siviglia senza aver visitato l’Alcàzar.

Definito da molti come un vero paradiso, questo complesso è Patrimonio Unesco dal 1987. Costruito a partire dall’anno 913, è stato ampliato più volte durante la sua esistenza e riporta i segni delle culture che lo hanno abitato.

Nato come fortezza, durante il periodo musulmano sono stati eretti edifici dagli interni maestosi e riccamente decorati. Dopo la conquista cattolica, i sovrani stabilirono qua la loro dimora principale ed ora è una meraviglia tutta da visitare.

Ci si può perdere tra le tante stanze e sale moresche, tra cortili e patii ingentiliti con fontane e laghetti. Anche il cinema si è accorto di tanta bellezza e dopo una comparsa in Lawrence d’Arabia del 1962, qualche hanno fa l’Alcàzar è diventate sede esotica del regno di Dorne di Game of Thrones.

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Vista dei giardini dell’Alcazar di Siviglia

Prima di uscire dall’Alcàzar non si può che rimanere incantanti dalla meraviglia e dalla pace dei suoi giardini. In un susseguirsi di roseti, fontane, ibischi e laghetti, gli azulejos tipici dell’architettura Mudéjar si alternano allo stile moresco. Non mancano neppure un labirinto di mirti e cipressi e qualche pavone a spasso.

L’Alcàzar di Siviglia è molto di più di quanto vi ho raccontato io. Meglio fare un giro sul sito ufficiale per saperne di più e per comprare i biglietti in anticipo, evitando code e sedicenti tour operator.

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Un pavone da guardia all’Alcazar

NON SI FINISCE DI AMARE SIVIGLIA

C’è veramente tanto da vedere a Siviglia. Difficile non rimanere affascinati da Plaza de España, all’interno del Parque de Marìa Luisa.

In un’area rivoluzionata per l’Expo Iberoamericana del 1929, sorge in  Piazza di Spagna un grandioso edificio semicircolare, massima espressione dell’arte della ceramica. Si affaccia su un laghetto artificiale dove è possibile noleggiare delle barchette e godersi le belle giornate di sole. Non mancano i turisti, né i venditori ambulanti, ma l’atmosfera è piacevole e rilassante.

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Panoramica di Plaza de España

Tornando in centro, al posto di un parcheggio in una zona abbandonata del quartiere, è stato eretto un edificio la cui architettura ha destato non pochi malumori. Con forme moderne ed audaci, il Metropol Parasol (la foto di copertina al post) è il più grande edificio in legno al mondo. Il tetto ondulato e a forma di alveare è retto da pilastri a forma di fungo. Alla base, reperti di epoca romana sono stati incorporati nelle fondamenta e diventati sede del Museo Antiquarium.

E’ comunque l’aria di sereno relax che fa apprezzare questa città. Il verde lussureggiante dei parchi cittadini, le suggestive stradine del centro con i nobili palazzi. E poi la gente, i sorrisi delle persone, la fiera eleganza del vestire nei giorni di festa.

Soprattutto in un quartiere “popolare” come Triana si ha la possibilità di trovare la vera anima di Siviglia. Al di là del Rio Guadalquivir, il fiume che attraversa la città c’è la vivace area un tempo gitana. E’ qua che si possono trovare i locali migliori della vita notturna, i bar meglio frequentati o semplicemente si può fare una passeggiata fuori dal centro.

Oppure si può raggiungere l’Alemada de Hércules, un’ampia piazza a nord del centro, dove la sera si radunano migliaia di ragazzi ad affollare i numerosi locali notturni della zona.

Insomma, Siviglia è una città da scoprire in ogni suo angolo, dove si è sicuri di poter fare una vacanza in prima classe.