Manchester: una città inaspettata

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Manchester è l’ultima tappa di questo mio viaggio nell’Inghilterra del nord. Partendo da Newcastle Upon Tyne, passando per il Distretto dei Laghi, con una breve escursione sull’Isola di Man, sono arrivato prima a Blackpool e poi a Liverpool.

Ultima tappa a Manchester

Gli ultimi giorni di questo mio tour sono dedicati tutti a questa città di poco più di 500mila abitanti, la cui storia risale agli antichi Romani.

ARRIVARE A MANCHESTER COL TRENO

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La stazione Piccadilly di Manchester

Sono arrivato da Liverpool con il treno alla stazione Piccadilly, praticamente nel cuore della città. Alla struttura metallica di epoca vittoriana che copre i binari si affianca un moderno edificio in vetro e acciaio. Da questa stazione partono molti treni per Londra, Liverpool e la Scozia. Frequenti sono anche i treni per l’aeroporto internazionale.

Nel piazzale antistante la stazione fanno capolinea i mini bus delle tre linee turistiche urbane. Collegano i principali luoghi di interesse e monumenti della città con un percorso circolare e sono completamente gratuiti. I Metroshuttle sono un mezzo incredibilmente pratico per visitare il centro se non si ha voglia di camminare.

La scelta dell’hotel

Per questo soggiorno ho scelto un hotel Premier Inn a pochi passi dalla stazione. Questa struttura fa parte di una catena di hotel che si possono trovare in tutto il Regno Unito, Irlanda del Nord compresa, Germania, Dubai, Doha, Abu Dhabi e anche nell’estremo oriente.

La particolarità di questi alberghi è che, pur essendo considerati turistici, hanno sempre elevati standard di qualità, un’ottima posizione anche nel centro città e sei sicuro, ovunque andrai, di trovare sempre lo stesso servizio e la stessa accoglienza.

Dalla mia camera all’undicesimo piano ho una meravigliosa vista sulla città e non vedo l’ora di andarla a conoscere meglio.

MANCHESTER E L’APE OPERAIA

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Il simbolo di Manchester  in versione Rainbow

Passeggiare per il centro di Manchester è sicuramente affascinante. Tra edifici storici e palazzi moderni, sono stato subito incuriosito dalla presenza di numerose installazioni, sparse tra piazze, vie e centri commerciali, raffiguranti un’ape. Facevano parte di Bee in the City, ape in città, un’iniziativa a scopo benefico dove 230 api, tra piccole e grandi, sono state esposte nei luoghi più importanti della città. Ognuna, dipinta da un artista diverso, rappresentano il fermento tipico di questa metropoli, dal passato industriale alla moderna scena musicale.

Ho così scoperto che l’ape operaia è il simbolo di Manchester. Comparso per la prima volta sullo stemma durante la Rivoluzione Industriale, quando la città iniziò ad avere un ruolo da protagonista nella produzione di massa. Da allora, questo emblema divenne sempre più diffuso e comune, tanto che la città è ancora soprannominata The Busy Bee, ossia l’ape indaffarata, proprio per il ritmo parecchio sostenuto nelle sue diverse attività.

Scoprire api in chiesa

Ho trovato api anche nei posti posti meno probabili. Persino all’interno della cattedrale di Manchester, un duomo in stile gotico che si trova nel cuore storico della città, c’erano delle piccole api dipinte dai bambini di una scuola. Così, tra una navata e un tabernacolo, faceva bella mostra di sé questo sciame di innocui insetti curiosi.

 A SPASSO PER MANCHESTER

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Il centro di Manchester

Con la navetta gratuita dalla stazione Piccadilly sono andato a visitare il Museo della Scienza ed Industria.

Science and Industry Museum

Ricavato da quella che è stata la prima stazione ferroviaria del mondo nel 1830, sulla linea per Liverpool, questo museo raccoglie reperti relativi ai trasporti, all’energia, ai computer e all’elettronica.

Al suo interno si trova la locomotiva che gareggiò contro la più nota di Stephenson per conquistare il titolo di più veloce. Si possono vedere anche vecchi treni elettrici usati sulle linee inglesi, diversi aerei, qualche macchina e oggetti legati al mondo dell’elettronica.

Ci sono anche alcuni strumenti utilizzati dalla BBC per le prime trasmissioni radio e televisive, compreso un mixer video che ho utilizzato pure io appena assunto in Rai.

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Un vecchio mixer video della BBC

Il museo, aperto tutti i giorni, permette di fare un bel salto indietro nel tempo e garantisce una piacevole escursione di almeno un paio d’ore, prima di andare a vedere il resto della città.

Decido di tornare indietro passeggiando accanto a  vecchi magazzini di stoccaggio ora convertiti a centro commerciale. In pochi minuti arrivo alla biblioteca John Rylands.

John Rylands Library

Questa affascinante biblioteca si trova nel quartiere di Deansgate, a pochi passi dal municipio. Commissionata dalla moglie di John Rylands, al quale è intitolata, doveva essere destinata a custodire libri di natura teologica. Per questa ragione il progettista si ispirò alle chiese neogotiche di periodo vittoriano e nel 1900 venne aperta al pubblico.

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L’interno della biblioteca John Rylands

Tra i documenti conservati si possono trovare alcune delle primissime stampe, compresa una Bibbia di Gutenberg. I suggestivi ambienti neogotici sono perfettamente preservati e uniti alla più recente biblioteca universitaria, alla quale si accede attraverso passerelle e passaggi soprelevati.

Questa biblioteca è stata una delle prime al mondo ad essere illuminata da un impianto elettrico. Grazie ad un generatore interno, la corrente elettrica venne preferita al gas in quanto più pulita e sicura. Vennero anche realizzati particolari condotti di aerazione con filtri, così da depurare l’aria all’interno dell’edificio.

Mi lascio emozionare dal profumo di libri e decido di visitare anche la non distante biblioteca centrale.

Central Library

La Biblioteca Centrale di Manchester si trova nella centralissima piazza San Pietro. Costruita negli anni ’30 del secolo scorso, è di pianta rotonda con un ampio porticato a colonne come facciata principale. Ricorda molto il Pantheon di Roma, al quale si ispira.

L’enorme collezione non si limita solo ai libri consultabili. Al primo piano dell’imponente edificio è ospitata un’intera ala dedicata alla musica. A disposizione del pubblico c’è una quantità quasi infinita non solo di testi, spartiti e raccolte, ma anche dischi. Ci sono anche delle tastiere elettroniche ad uso del pubblico. Consigliabile una cuffia, per non disturbare gli altri.

Dopo tutta questa cultura è ora di svagarsi con dello sano shopping.

LO SHOPPING A MANCHESTER

La centralissima piazza Piccadilly è la porta d’accesso ai grandi magazzini della città. Tutt’intorno si affacciano i maggiori centri commerciali della zona, da Primark a Debenhams. La pedonale Market street è un continuo di negozi di famosi brand e fast food.

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Una via commerciale a Manchester

Di sicuro a Manchester si è quasi costretti a passare per un centro commerciale prima di arrivare ad un museo. In alcuni casi la vera attrazione è il centro commerciale stesso, come nel caso di Exchange Square.

Un giro a Exchange Square

Questa piazza è stata completamente ridisegnata dopo un violento attentato dell’IRA del 1996. La ristrutturazione ha comportato lo spostamento di due storici pub per fare spazio ad un Marks & Spencer, un prestigioso grande magazzino inglese.

Sulla piazza affacciano altri centri commerciali, compreso il più visitato shopping centre del Regno Unito. E’ sicuramente la piazza più brulicante di tutta Manchester, con la Cattedrale e il Museo Nazionale del Calcio. C’è, inoltre, un’importante fermata d’interscambio della Metrolink, la metro tranvia di Manchester.

Metrolink

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Un tram fermo in stazione

A Manchester hanno provato a costruire una metropolitana, ma la forte opposizione e gli alti costi che avrebbero gravato sulle casse comunali hanno impedito che il progetto prendesse piede.

L’amministrazione ha allora investito su una meno costosa metro tranvia. Si tratta di un mezzo che in ambito urbano si comporta come un tram, con i binari anche su strade condivise con altri veicoli e fermate ravvicinate, mentre, in ambito extraurbano, corre su rete propria, anche ricavata da vecchie ferrovie dismesse.

I tram gialli si susseguono a distanza ravvicinata e, nel centro città, tutte le fermate hanno banchine rialzate, come se fossero stazioni della metropolitana.

MEDIACITY UK

Nella periferia occidentale di Manchester, nella zona di Salford e al posto di quelli che erano alcuni moli del porto della città, ha sede il quartiere delle telecomunicazioni, MediaCity UK.

Si tratta di un’area di sviluppo edilizio dove si trovano importanti aziende di telecomunicazioni. Tra queste, BBC e ITV occupano parecchi edifici.

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La BBC a Mediacity

Sia la BBC, che la privata ITV hanno trasferito in questo quartiere importanti settori delle loro produzioni. Nei grandi studi che sono stati costruiti, ogni giorno vengono realizzate trasmissioni che vanno in onda non solo nel Regno Unito.

La BBC organizza regolari visite guidate a questi studi. Basta prenotarsi con qualche giorno di anticipo sul loro sito. Cosa che non ho fatto io, perdendomi così l’opportunità di un giro all’interno della televisione di Sua Maestà.

Accanto a studi e uffici, moderni appartamenti, un centro commerciale, cinema, negozi e ristoranti completano il panorama. Collegata dalla Metrolink al centro di Manchester, MadiaCity Uk è un nuovo modo di vivere la città.

Da qua i canali proseguono fin nel cuore della città e, volendo, si possono fare lunghe passeggiate fino in centro.

DIVERTIRSI A MANCHESTER

La città offre una incredibile scelta di divertimenti. Cinema e teatri sono molto diffusi, così come pub e discoteche. Musei e gallerie d’arte completano l’offerta.

The Northern Quarter

Il Quartiere Settentrionale, il più bohemienne di Manchester, offre pub alternativi, negozi di musica, ristoranti etnici e varia umanità. Sotto le volte del vecchio mercato generale, diversi artigiani hanno aperto le loro botteghe dove vendono gli oggetti da loro prodotti. Si possono trovare gioielli particolari e simpatici oggetti regalo.

Canal Street

Canal Street, lungo la sponda ovest del Rochdale Canal e vicino alla stazione di Piccadilly, è il centro del gay village di Manchester. I disco pub sono sempre gremiti di persone che durante il fine settimana vengono qua a ballare. I ristoranti della zona, alcuni di questi anche raffinati, sono pieni di residenti e turisti, attratti dalla tranquillità e dalla allegra spensieratezza della zona.

Ho passeggiato molto piacevolmente lungo il canale nelle calde serate che ho trascorso in città. E’ stato bello poter cenare seduto ad un tavolo lungo la via del passeggio, mentre la gente iniziava a riempire le discoteche del posto.

Museo dei Trasporti

Non potevo certo perdermi il Museum Of Transport di Manchester.

A nord della città, collegato non proprio bene con il centro, questo piccolo museo raccoglie un gran numero di bus utilizzati in passato sulla rete locale. Tra cimeli d’epoca e qualche rottame, aspettavo di veder anche qualche vecchio tram. Purtroppo così non è stato.

Per vederne uno e percorrere un paio di chilometri a bordo di questo reperto storico, sono andato fino ad Heaton Park, ancora più a nord.

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Tram a Heaton Park

All’interno del parco, raggiungibile sempre con la metro tranvia, è ancora in funzione un breve tratto della linea tranviaria originale. Dopo una lunga camminata dalla stazione della metro, si arriva ad un laghetto artificiale, capolinea del tram. Una vecchia vettura, meravigliosamente restaurata e funzionante, percorre il breve tragitto portando i turisti all’altra estremità. Qua, ospitati nella rimessa, una raccolta di vecchi attrezzi di lavoro e cartelli di destinazione delle linee costituiscono il Museo del Tram.

PRONTO PER UNA NUOVA ESPERIENZA

Con Manchester termina questa mia vacanza in Inghilterra. E’ tempo di tornare a casa e prepararmi a nuovi viaggi. Il mio desiderio di esplorare nuove destinazioni non si placa mai.


 

Capodanno a Maratea: la scoperta di un territorio

Lavorare nei giorni di fine anno può essere una gran seccatura, soprattutto se sei di turno nella notte di San Silvestro. Ho la fortuna di avere un lavoro che per l’ultimo dell’anno mi manda in “missione” in giro per l’Italia. Dopo la pausa australiana e il capodanno 2017 a Sydney, ho iniziato il 2018 a Maratea.

MARATEA E LA BASILICATA

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Il mare di Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Maratea è una cittadina di poco più di 5mila abitanti in provincia di Potenza ed è l’unico comune della Basilicata ad affacciarsi sul mar Tirreno. È formata da una decina di frazioni spalmate tra splendide spiagge e un rigoglioso entroterra per cui non esiste una vera e propria città. Il “centro” è un suggestivo borgo molto simile ad un paesino di montagna, dove la vita scorre lenta e sottolineata dai rintocchi dei numerosi campanili.

Numerose sono le chiese, le cappelle e i monasteri presenti nel territorio di Maratea, tanto da essere chiamata la “città delle 44 chiese“. Il ritmo delle ore scandite dai campanili si alterna al fragore del mare che si infrange sugli scogli, a qualche belato delle greggi che pascolano paciose nei boschi, agli immancabili galli che riempiono i pollai e ai numerosi treni che transitano nelle stazioni del comune.

Infatti, il comune di Maratea ha ben tre fermate sulla linea tirrenica delle FS che collega Napoli a Reggio Calabria. Nella principale, “Maratea” appunto, fermano quasi tutti i treni, garantendo così numerosi collegamenti con il resto d’Italia.

MARATEA E IL MARE

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Spiagge a Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Maratea deve parte della sua fama essenzialmente al meraviglioso mare che lambisce le sue coste. Negli ultimi anni ha ricevuto più volte la Bandiera Blu per la qualità delle sue spiagge e l’ottima accoglienza che riserva ai turisti di ogni parte del mondo. È conosciuta anche come la Perla del Tirreno.

La costa è un susseguirsi di ripide scogliere che lasciano spazio a piccole insenature e brevi spiagge ben curate. Nelle località di Acquafredda e di Fiumicello si possono trovare due tra le spiagge più belle di tutta la Basilicata, fatte di piccoli ciottoli uniformi, dove anche in pieno inverno si possono fare piacevoli passeggiate.

Il clima invernale, almeno sulla costa, è quasi sempre mite. Durante il mio soggiorno di fine anno, nonostante qualche giornata di brutto tempo e burrasca, ho avuto la possibilità di godermi la spiaggia con 15 gradi e mettere i piedi in acqua non è stato traumatico.

Le guide turistiche parlano di diverse grotte raggiungibili solo via mare, così come molto nascosta è una spiaggia che si scopre dopo aver attraversato, sempre dal mare, una galleria nella roccia.

MARATEA E LA MONTAGNA

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La montagna di Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Il territorio di Maratea è ricco proprio per il suo aspetto vario. Dalle spiagge sul Tirreno, in pochi minuti, si può salire su alte montagne dalle quali godere di un panorama mozzafiato. Lo stesso “centro” della cittadina è un piccolo borgo che richiama i paesini di montagna delle alpi.

Non manca una vegetazione tipicamente montana, dove in pochi metri la macchia mediterranea lascia spazio a fitti boschi di pini.

La statua del Redentore, ormai simbolo della città, sorge in vetta al monte San Biagio, a 620m sul livello del mare. Con i suoi 22 metri di altezza, è considerata la statua più alta d’Italia e domina il centro storico di Maratea, volgendo le spalle al mare.

L’entroterra della cittadina è ricco di sentieri ed itinerari ideali per gli escursionisti e per gli amanti delle passeggiate in mezzo alla natura.

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Statua del Redentore

COME ARRIVARE A MARATEA

Non è così comodo arrivare a Maratea. L’aeroporto più vicino è quello di Napoli, a poco più di 200km di distanza. Si deve quindi poi raggiungere la cittadina utilizzando l’autostrada Salerno/Reggio Calabria fino allo svincolo di Padula, preferibile a quello virtualmente più vicino di Lagonegro Nord. Infatti, da Padula una scorrevole e comoda strada statale porta a Policastro, sul mare, dove prendere poi la Statale 18 in direzione Sud.

Superata Sapri, la strada diventa stretta e piuttosto tortuosa, occorre, quindi, fare attenzione e non farsi distrarre dal meraviglioso panorama a picco sul mare.

La fortuna è che, anche in alta stagione, il traffico è molto ridotto e quindi non ci sono particolari problemi a percorrere questo tragitto.

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Treno a Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Ben più semplice è arrivare a Maratea in treno. Dalla stazione ci si può spostare con i bus di linea, noleggiare un’auto o organizzarsi con le navette degli alberghi.

DOVE SOGGIORNARE A MARATEA

L’ottima ospitalità di questo territorio mette a disposizione dei turisti diverse opportunità di soggiorno, b&b, appartamenti e ottimi hotel.

Io ho soggiornato presso l’Hotel Villa Cheta Élite e l’esperienza è stata al di sopra di ogni più rosea aspettativa.

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Hotel Villa Cheta a Maratea

 

 

 

 

 

 

 

 

Situato nella frazione di Acquafredda di Maratea, questo hotel offre un’esperienza di soggiorno fuori dall’ordinario. Ricavato in un antico edificio nobiliare dalle caratteristiche liberty, si fa presto ad essere sedotti dal fascino di questo posto.

L’accoglienza riservata agli ospiti è degna del più lussuoso albergo al mondo e l’eleganza degli interni lascia senza parole.

Gli spazi comuni sono un susseguirsi di salottini dove rilassarsi, leggere o guardare la tv, mentre le sale da pranzo offrono un servizio di prima categoria, così come eccellente è la qualità del ristorante. Durante la stagione calda è possibile cenare negli spazi esterni, dai quali godere di un meraviglioso panorama della costa.

Le camere, ognuna con un nome diverso, sono molto raffinate nell’arredamento e nei corredi, sempre in stile con l’epoca dell’edificio.

È disponibile anche una piscina all’aperto e il mare non è molto distante, raggiungibile con una breve passeggiata.

Utile una visita al sito ufficiale di Villa Cheta, cliccando qui, dove poter leggere di più sulla storia dell’hotel e trovare maggiori informazioni.

RILASSARSI A MARATEA

Scegliere di fare una vacanza a Maratea vuol dire garantirsi un’esperienza di totale relax, lontano dal caos di spiagge affollate o località inflazionate. Anche solo un weekend in questo territorio è sufficiente a ritrovare il giusto relax interiore, facendosi coccolare dall’ottimo cibo e da una natura ancora incontaminata.

Mi sono ripromesso di tornarci non appena ci sia la possibilità, perché l’esperienza vissuta è stata molto positiva.


 

Feste di Natale in riva al mare

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Chi è nato e cresciuto in Italia è abituato ad associare il Natale all’inverno. Temperature abbastanza fredde e, in alcuni casi, un po’ di neve rendono l’atmosfera natalizia molto suggestiva.

Trascorrere queste feste in località di mare, qua in Italia, è altrettanto piacevole, perché iI clima è tendenzialmente mite, tanto che i più temerari si cimentano in un bagno.

Vi è però mai capitato di trascorrere il Natale con temperature sopra i 25 gradi, sole a picco e spiagge meravigliose dove poter fare il bagno?

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Panorama di Sanremo il giorno di Natale

IL MIO NATALE ITALIANO

Sono cresciuto festeggiando il periodo natalizio in inverno e, come molti, alla parola Natale associo immediatamente sensazioni fredde: la neve, le renne con la slitta, il camino, maglioni pesanti, cappellino e guanti.

Del resto, la tipica immagine legata all’albero di Natale è un paesaggio nordico, dove una soffice neve si sta posando sugli addobbi colorati. Le decorazioni alle finestre lasciano intravvedere un camino acceso, dal quale un paffuto e rubicondo Santa Claus passerà nella notte col suo carico di regali.

Anche a Sanremo, dove sono nato e cresciuto, sebbene il clima sia particolarmente mite, comunque durante il Natale è inverno. Quest’anno, per esempio, la temperatura ha anche toccato i 15 gradi, ma sarà stato per non più di un’ora. Nel momento in cui è calato il sole, tra il vento di tramontana e l’immancabile umidità, la temperatura è scesa rapidamente.

E’ gradevole fare una passeggiata in riva al mare, ma maglioncino e cappellino sono più che consigliati

IL MIO PRIMO NATALE AL MARE

Prima di andare a Sydney lo scorso anno (inizia a leggere la mia avventura australiana qua), ero già stato in Oceania diversi anni fa.

A fine 2001, per lavoro, sono stato in Nuova Zelanda ed è stata la prima volta che trascorrevo il periodo natalizio in un posto “caldo“. L’esperienza all’inizio è stata decisamente straniante.

Come in Australia, anche in Nuova Zelanda le stagioni sono invertite rispetto alle nostre italiane, quindi nel mese di dicembre è estate. Sebbene la stagione estiva neozelandese non sia particolarmente calda, vista la latitudine, comunque non è periodo di neve. Niente maglioni e cappellini quindi, ma pantaloncini, maglietta e infradito. Ma come può essere Natale se sono in shorts e a maniche corte?

Se all’inizio mi sono trovato abbastanza stranito nell’affrontare le feste di fine anno con vestiti estivi, ammetto che non è stato difficile abituarsi. È sempre bello quando puoi stare con una piacevole temperatura e a pochi passi dal mare. Certo è che il Natale inizia a perdere un po’ della magia con la quale siamo cresciuti.

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Tipica giornata natalizia australiana

NATALE DOWNUNDER

Le decorazioni alle finestre, renne stilizzate, Santa Claus paffuti, luci intermittenti, sono tutti dettagli che hanno un sapore un po’ ironico quando fuori ci sono 27 gradi di temperatura. Sarà pur sempre festa, ma la sensazione è di vivere un ferragosto anomalo.

L’impatto più forte l’ho avuto il giorno di Natale, il 25 dicembre, quando si organizza il barbecue in spiaggia.

Per cultura, i neozelandesi, così come gli australiani, adorano il barbecue e ogni occasione è buona per ritrovarsi davanti ad un braciere a cucinare qualche costoletta. Non è difficile trovare nei parchi cittadini dei barbecue ad uso dei cittadini, quindi basta che ti porti la carne da arrostire e il gioco è fatto.

Questo succede anche nei parchi in riva al mare, dove la distanza tra il fuoco e la spiaggia è di qualche decina di metri (se la marea è alta, altrimenti devi camminare per chilometri).

Il giorno di Natale è d’obbligo il barbecue in spiaggia. Si mangia bene, si beve molto e di lì ad andare a dormire sotto un pino, col suono della risacca di sottofondo, è un attimo.

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Decorazione natalizia a Sydney 2016

QUALE NATALE E’ MEGLIO?

Per chi è nato e cresciuto in Italia, con i natali al freddo dell’inverno, queste feste natalizie in riva al mare possono essere considerate un vero Natale?

Ecco, io ci sto riflettendo ancora, dalla mia posizione privilegiata con vista mare dalle colline di Sanremo. Durante il Natale 2016 ero in maniche corte e pantaloncini a Sydney e mi è sembrato assolutamente normale festeggiare in riva al mare.

È questione di cultura e di abitudini, alle quali però ti adegui in fretta quando stai bene, e che senti mancare quando sei lontano. Durante i miei due natali a testa in giù un po’ mi è mancata l’atmosfera di questi giorni in Italia, inverno/freddo/neve/maglione/cappellino. Adesso ho un po’ di nostalgia per le feste di Natale in spiaggia, tra un barbecue e un bagno rischio squali/meduse/correntipericolose.

Alla fine, però, è sempre festa quando stai bene!


 

Viaggi in prima classe secondo me

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Ogni volta che organizzo i miei viaggi in prima classe, inizio sempre con molto anticipo rispetto alla data di partenza. La pianificazione dell’itinerario o il semplice acquisto dei biglietti per me vuol dire già essere in viaggio.

Negli anni ho consolidato un metodo, non certo infallibile, che mi ha dato il modo di confezionare vacanze a misura delle mie esigenze.

LA META DEI MIEI VIAGGI

Ammetto di non aver avuto mai grosse difficoltà a trovare una destinazione per i miei viaggi. Sono da sempre curioso come una bertuccia, quindi mi è abbastanza semplice scegliere una località, una regione o un Paese da andare a visitare durante le mie vacanze.

I compromessi più grossi li faccio sempre con il budget, mai illimitato, che determina in qualche modo la scelta della meta. Nel tempo ho constatato che anche con poche risorse economiche si possono fare splendide esperienze di viaggio e che non serve andare molto lontano per scoprire nuovi mondi.

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Scoperte dietro casa. Il Parco Nord – Milano

Negli ultimi anni ho preferito viaggiare in paesi anglosassoni per esercitarmi con la lingua inglese e poi perché mi piace il loro stile di vita.

Quindi il Regno Unito è stato meta di molte mie vacanze, alcune le potete trovare cliccando qua, leggendo questo post, oppure curiosando tra queste righe, e non sono mancati neppure viaggi negli Stati Uniti e un’indimenticabile esperienza a Sydney. (Se cliccate qua potete leggere il primo dei capitoli dedicati alla mia avventura in Australia).

Ho fatto piacevoli soggiorni in Francia e in Spagna, vedi questo post, e continuo a girare l’Italia con estrema gioia, dal Piemonte alla Calabria. Mi piacerebbe scoprire molto di più della Sicilia e conoscere la Sardegna dove ancora non sono stato, se non per un brevissimo weekend lavorativo in Costa Smeralda.

I VIAGGI PARTONO DALLA GUIDA

Dopo aver scelto la destinazione delle prossime vacanze, ecco che inizio il balletto per l’acquisto delle guide che mi accompagneranno nei miei viaggi.

Non mi accontento di comprarne una sola e se la prima scelta ricade su una Lonely Planet, molto utile e precisa nelle descrizioni, difficilmente lascio sugli scaffali le guide Mondadori/DK che con le loro cartine parlanti rendono più semplici i tour. Non mi dispiacciono neppure le guide del Touring Club, molto eleganti e raffinate.

La caccia parte mesi prima della partenza, alla ricerca della guida più aggiornata. Maniaco dei dettagli come sono, faccio veramente fatica ad affidare le mie escursioni a fonti vecchie di un anno. Quindi, vado prima in giro per la Libreria Hoepli di cinque e più piani nel cuore di Milano alla ricerca della pubblicazione più recente, poi mi affido ad Amazon per il prezzo più conveniente.

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Il castello di Edimburgo visto dal basso

Il gioco diventa più divertente una volta a casa. Inizio a confrontare le guide appena comprate, faccio paragoni e consulto internet. Prima di arrivare a stabilire l’itinerario da seguire nel mio prossimo viaggio, devo sapere cosa c’è da vedere, dove e come ci si arriva. E poi quanto i costi incideranno sulla vacanza. Per ultimo, ma sicuramente dal valore fondamentale, la scelta di come viaggiare e dove pernottare.

VIAGGI IN TRENO O IN AEREO?

Per alcune destinazioni non esistono scelte: l’aereo è sicuramente il mezzo più comodo e veloce!  Si risparmia tempo e così si hanno più giorni a disposizione per godersi la vacanza.

Inoltre, se si fanno scelte attente, si riescono a trovare biglietti ad ottimi prezzi senza dover viaggiare in low cost. Basta un po’ di pazienza, confrontare sui tanti siti a disposizione le varie tariffe e avere un po’ di fortuna. Può capitare di trovare biglietti a prezzi convenienti perché iscritti al programma fedeltà di qualche compagnia aerea, o perché è un periodo di saldi.

Io di solito confronto le proposte di Expedia e poi consulto i siti delle compagnie aeree che spesso sono più convenienti. In alcuni casi vado sulla pagina dell’aeroporto di destinazione per controllare quali voli atterrano, così da non perdere alcuna possibilità.

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In volo al tramonto

Per altre mete scelgo il treno. Si tratta di destinazioni non particolarmente lontane, verso le quali un viaggio su rotaie acquista un fascino maggiore. E’ vero, io sono di parte perché in treno girerei il mondo, e partire in treno è incominciare la vacanza nel migliore dei modi possibili.

Sono andato a Londra in treno, viaggiando prima sul TGV francese e poi attraversando la Manica attraverso l’Eurotunnel. Non è stato un viaggio breve, ma sicuramente comodo e per me emozionante. Ho passato ore e ore a guardare fuori dal finestrino, cercando di non perdere alcun dettaglio. Ero seduto ovviamente in prima classe, acquistando i biglietti parecchio tempo prima del viaggio e risparmiando rispetto alla tariffa intera.

Purtroppo non ci sono molte scelte da fare per i viaggi in treno. Non c’è la stessa concorrenza che c’è tra i vettori aerei, così da scegliere quello che si preferisce o quello che costa meno.

VIAGGI FLY&DRIVE

Se per raggiungere la meta normalmente scelgo tra aereo o treno, è quasi inevitabile che poi ricorra al noleggio di un’auto per gli spostamenti tra una tappa e l’altra della vacanza.

Anche in questo caso confronto prima tutte le offerte dei vari broker di noleggio disponibili in rete. Quindi vado sui siti delle maggiori compagnie di autonoleggio e vedo le loro proposte. Nonostante un numero infinito di soluzioni su internet, spesso le tariffe che mi ha proposto Avis sono state le migliori.

DOVE DORMIRE

Quando cerco il posto dove dormire durante le vacanze divento un segugio dall’olfatto finissimo. Inizio dalle guide cartacee e dai loro suggerimenti di alberghi e b&b. Passo quindi ai giudizi di Tripadvisor che incrocio con quelli di Booking. Sfoglio qualsiasi pagina internet che contenga suggerimenti su particolari sistemazioni, magari eleganti e di charme, confrontando anche opinioni di altri travel blog, come PanAnna, che offre tante idee di viaggio.

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Hotel Hibernian a Kilkenny – Irlanda

Cerco sempre strutture con una maggioranza di giudizi positivi e che rispondano a determinate mie esigenze. Non devono essere troppo lontani dal centro e dal trasporto pubblico, meglio se con colazione compresa, rigorosamente con bagno in camera. E poi mi affido alla sorte.

Raramente mi è capitato che una scelta non fosse all’altezza delle aspettative. Appoggiandomi spesso a catene internazionali o di una certa qualità, le camere in cui ho soggiornato sono sempre state molto curate, eleganti e in alcuni casi veramente lussuose.

Bene! E’ arrivato quasi il momento di organizzare le vacanze per l’estate del 2018. Passate le feste di fine anno tutte le varie compagnie mettono mano al loro listino e sicuramente usciranno nuove offerte e proposte.

E voi come e quando organizzate le vostre vacanze?


 

 

 

 

Milano: un’avventura nata 25 anni fa

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Sono arrivato a Milano nel settembre del 1992 inseguendo il mio sogno di lavorare in televisione. Da allora ho visto cambiare questa metropoli in molti modi, attraversando momenti di crisi e ritornando di moda in maniera ancora più affascinante.

In questa città sono cresciuto amando ogni sua strada, odiando il suo traffico, fuggendo dallo smog, ma desiderando di ritornarci il più presto possibile.

(Fino a quando non ho vissuto a  Sydney, ma questo è un altro racconto).

MILANO E LA TV

Ero ancora alle medie quando iniziai a sognare di lavorare in televisione. Affascinato ogni volta in cui, guardando la tv, riuscivo a vedere una telecamera in uno studio, mi emozionavo quando a Sanremo, durante il festival, vedevo qualche operatore con la videocamera in spalla.

Lavorare in tv per me era sinonimo di Milano. Cresciuto con le domeniche del Drive In e con la dissacrante ironia di Emilio, trasmissioni televisive mooooolto milanesi nell’animo, il mio mondo della tv coincideva con il capoluogo lombardo.

Finito il liceo, non persi l’occasione di entrare a lavorare in tv seguendo un corso di formazione tenuto proprio a Milano. Era un corso a numero chiuso e per accedervi occorreva superare un esame di ammissione.

Erano i primi di settembre del 1992 e, insieme ad altri tre miei compagni di liceo, andai a stare in un appartamento all’inizio di viale Certosa, uno dei viali più trafficati che da nord ovest arriva fin nel cuore della città.

All’epoca, la prima Milano che conobbi era legata alla vita pratica di tutti i giorni. I tram arancioni che passavano sferragliando sotto casa, la mitica linea 90/91 con i suoi filobus snodati e la guida a destra, il caffè e cornetto a colazione e il Duomo.

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Il mitico filobus 90/91
MILANO IN PRIMA CLASSE… DI UN FILOBUS

Superato l’esame e ormai iscritto ufficialmente al corso di formazione per aspiranti lavoratori televisivi, iniziai a scoprire anche altre zone di Milano.

Dall’appartamento vicino a piazza Firenze, un enorme anello nel quale confluiscono ben 14 strade e migliaia di auto al giorno, cominciai a frequentare anche Primaticcio, sede della mia scuola.

Primaticcio è una strada in una zona non centrale di Milano e anche il nome della fermata della linea 1 della metropolitana, la rossa, costruita sotto questa via all’incrocio con viale Legioni Romane.

Arrivare a Primaticcio da dove abitavo significava prendere il filobus fino a piazzale Lotto, la metro per un paio di fermate, scendere e cambiare metro. Oppure proseguire con il filobus per altre fermate e prendere direttamente la metropolitana.

Proprio grazie al filobus ho iniziato a vedere Milano da differenti punti di vista. La linea 90/91, operata con i filobus, chiamata la circonvallazione, ha un percorso circolare. Attraversa un sacco di quartieri, più o meno belli, e dà un’idea particolarmente chiara di quanto variegata sia questa megalopoli.

Ho iniziato a sentire Milano mia proprio facendo questi giri. Guardando fuori dal finestrino vedevo un mondo che cominciava a diventare sempre più mio. Le solite facce la mattina alla fermata, lo stesso tizio davanti alla tazza del cappuccino al bar, i compagni di scuola nati e cresciuti a Milano erano parte integrante del mio quotidiano.

IL BELLO DI MILANO

Milano non piace a tutti, c’è chi la trova caotica, grigia e poco bella. Io l’ho sempre amata, invece, per la sua bellezza che non è appariscente, ma va cercata con attenzione tra le vie e i palazzi.

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Balconi fioriti a Brera
Milano è ricca di fantastici palazzi ai quali spesso non prestiamo attenzione perché siamo troppo rapiti dalle nostre cose. Eleganti edifici fanno da cornice alle strade che percorriamo tutti i giorni. Balconi ricchi di fiori e piante, nonostante il clima non sempre favorevole, tolgono il grigiore del cielo che a lungo pesa sulla città.

Per scoprire Milano bisogna girarla, possibilmente a piedi. Camminare ti dà la possibilità di guardarti intorno e vedere posti che altrimenti sfuggirebbero all’attenzione. La città è ricca di corti e cortili che sono dei gioielli.

Dopo quattro anni in viale Certosa, mi trasferii insieme ai miei coinquilini in un enorme condominio lungo la circonvallazione, nella parte est di Milano.  L’appartamento si affacciava su un grande giardino condominiale, con alberi alti anche una decina di metri. Tenuto perfettamente in ordine da un custode, con il prezioso aiuto di una squadra di giardinieri, era un’ottima barriera per il rumore del traffico.

Con una piacevole passeggiata potevo raggiungere il centro di Milano attraversando zone di una sobria eleganza. Palazzine a due piani con cortili sempre ben tenuti e rigogliosi di piante si alternavano ad edifici più alti il cui decoro non era da meno. E’ la zona che da Città Studi, il quartiere della sede storica del Politecnico di Milano, porta fino in Duomo, a nord di viale Campania e corso XXII Marzo.

MILANO DAL SETTIMO PIANO

Dopo cinque anni di condivisione era tempo di diventare grande e andare a vivere da solo. Nuovo trasloco e nuova zona di Milano da conoscere, questa volta dal settimo piano di un palazzo senza balconi in via Govone. La tranquilla zona in cui ero andato ad abitare non era lontana dal posto di lavoro e potevo decidere anche di raggiungere l’ufficio con una passeggiata di una mezz’ora.

Il bello di Milano è che ti può capitare di attraversare zone adiacenti dal carattere diametralmente opposto tra di loro. Non è difficile trovare un isolato un po’ trasandato subito dopo una zona molto ricca. Prima di raggiungere corso Sempione, dove ha sede il mio ufficio e da sempre uno dei viali più ricchi ed eleganti di Milano, mi capitava di passare davanti a case dall’intonaco scrostato e dagli interni decadenti.

La zona del corso verso l’Arco della Pace, subito prima di Parco Sempione adesso è un quartiere ricco di locali e riferimento della vita notturna di Milano, ma prima degli anni 2000 non era particolarmente consigliato frequentarli di sera.

MILANO CHE PUNTA IN ALTO

Se un tempo a dominare lo skyline del capoluogo lombardo erano la Modonnina del Duomo e pochi altri edifici, primo fra tutti la Torre Velasca, adesso il panorama è decisamente cambiato.

Ho visto nascere, al posto del pittoresco luna park delle Varesine, quello che adesso è il quartiere di Porta Nuova. Dove una volta c’era una stazione ferroviaria, adesso sorgono quelli che sono tra gli edifici più emblematici di Milano.

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La Torre Unicredit e la vecchia Milano
Il Bosco Verticale e la Torre Unicredit sono luoghi della nuova Milano conosciuti ormai in tutto il mondo. Intorno alla fontana di piazza Gae Aulenti si ritrovano turisti e cittadini a passeggiare tra negozi di marche famose e prestigiosi appartamenti.

Pochi passi e sei in corso Como e corso Garibaldi, da sempre punti di riferimento della città, ricchi di bar, ristoranti e negozi. Non è difficile trovare un nuovo cantiere pronto a cambiare ancora una volta il volto di questa zona di Milano.

La nuova Milano punta a crescere in altezza. Non solo grattacieli e nuove abitazioni super panoramiche, ma anche bar, pub e lounge ai piani più alti dei palazzi. Posti meravigliosi dai quali osservare tramonti incredibili e godere di tutto il bello che questa Milano ha da offrirti. Anche a queste altitudini. 

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Tramonto milanese

 

Perché viaggiare in business class fa bene all’amore (e all’umore)

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Non sempre apprezziamo appieno le potenzialità di un viaggio in business class, o in prima classe, perché ci preoccupiamo del costo forse alto, ma viaggiare comodamente fa cambiare la percezione della viaggio stesso e della vita.

LA PRIMA CLASSE IN TRENO

La differenza tra le classi dei viaggi in treno può sembrare poca cosa, ma è un esempio molto efficace per dimostrare che il viaggio in prima sul treno può far amare di più le persone e il nostro umore ne trarrà beneficio.

E’ tutta una questione di numeri: infatti in prima classe ci sono meno persone che in seconda, la dimensione del sedile è maggiore e di conseguenza si ha più spazio a disposizione e non resta che rilassarsi godendosi il viaggio.

La carrozza di prima classe, meglio ancora i posti in executive sui treni ad alta velocità, ha un sedile in meno per fila, ossia solo tre posti di cui uno, quello che preferisco, singolo vicino al finestrino.

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La prima classe su un treno Frecciabianca

Un minor numero di persone nel vagone rende il viaggio più confortevole, chi viaggia ha una percezione più leggera del tempo trascorso a bordo e diventa più semplice sorridere e amare gli altri.

Una volta arrivati a destinazione dopo un viaggio così rilassante non si potrà che avere un ottimo umore.

(Potete lasciare un commento su eventuali e sporadiche esperienze negative della prima classe in treno in fondo al post)

LA BUSINESS CLASS IN AEREO

Se il viaggio in prima classe in treno può essere comodo e rilassante, l’esperienza di volare in business class è sinonimo di nobile benessere, coccole principesche e assenza di problemi.

La mia prima esperienza in business class è stato su un volo intercontinentale tra Milano e Auckland, in Nuova Zelanda. Ovviamente si è trattato di un viaggio a tappe, con scalo a Francoforte e Hong Kong.

IL CHECK IN

Già al momento del check in si notano le differenze con i viaggiatori della classe economica: ci sono banchi dedicati dove si viene accolti con i tappeti rossi, il personale è molto più sorridente e la fila è praticamente inesistente.

Tra i benefit della business class c’è la possibilità di imbarcare un bagaglio dal peso maggiore, quindi di non doversi preoccupare se portare o meno altre due paia di scarpe o di infilare in valigia due pantaloni in più.

LA LOUNGE

Con la carta d’imbarco bordata di rosso, tipica dei passeggeri di business, si può accedere al fantastico mondo delle lounge, ossia meravigliosi luoghi dove aspettare l’ora d’imbarco del tuo volo in un ambiente rilassato lontano dalla confusione degli aeroporti/grandi magazzini. Questi ambienti riservati offrono anche servizio di ristoro a buffet e una ricca selezioni di bevande. Insomma, una sala d’attesa a cinque stelle.

MALPENSA E LINATE

Non tutti gli aeroporti hanno lounge di business class degne di nota: per esempio Linate e Malpensa offrono una mediocre accoglienza nelle sale di attesa VIP e non tutte le compagnie hanno una lounge di proprietà. Questo implica che si appoggino ad altre compagnie o a sale comuni messe a disposizione dalla società aeroportuale e non sempre di alta qualità.

A Malpensa ci sono un paio di sale ad uso delle compagnie aeree per i loro passeggeri di business e first class: poltroncine, divanetti, tavolini e computer sono a disposizione dei clienti vip. Il servizio di ristoro è essenziale e varia a seconda della fascia oraria: si passa quindi dalle brioche a colazione, a piatti caldi a pranzo e cena. Molto varia e abbondante la selezione delle bibite, dei vini e dei superalcolici, molto richiesti soprattutto dai passeggeri dei voli più lunghi.

BRITISH AIRWAYS A LINATE
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Lounge British Airways di Linate

La compagnia britannica ha una propria saletta di attesa per i viaggiatori di business class nell’aeroporto di Linate. Pur funzionale e pratica, può risultare un po’ spartana e il servizio offerto è proprio essenziale: per colazione qualche brioche, una selezione di biscotti, dello yougurt, della frutta di stagione e del caffè da un distributore automatico.

Certo è che la tranquillità di poter aspettare il tuo volo in una sala non affollata, praticamente in silenzio, dove poterti comodamente sedere su un divano e non vagare per un aeroporto è un beneficio innegabile per affrontare il viaggio, specie se lungo.

LA LOUNGE CHE PREFERISCO

Durante un mio viaggio intercontinentale in business class, ho aspettato la coincidenza del nuovo volo nella lounge della Qatar Airways dell’aeroporto di Doha, nel Qatar appunto, e la mia visione dei viaggi comodi ha raggiunto un livello quasi mistico.

Per rendervi un po’ l’idea di questo aeroporto fatevi un giro su questo sito e potete dare anche un’occhiata a questa sala d’attesa da grand hotel cliccando su questa pagina.

Questa lounge occupa ben due piani dell’aeroporto, ha centinaia di poltrone e divanetti dove rilassarsi mentre si aspetta il volo, diverse postazioni dove farsi un caffè e prendere dei tramezzini o dei dolci, una grande sala attrezzata con computer e stampanti, sale relax dove poter dormire, un ristorante a buffet e uno à la carte e poi bagni e docce degne delle terme più lussuose ed eleganti.

L’estetica è stata curata nei minimi dettagli e i grandi spazi di questa sala d’attesa sono arredati con gusto e raffinatezza. Non manca neppure un’enorme vasca con giochi d’acqua, che potete vedere nell’immagine di copertina di questo post, una vistosa scala e maestosi lampadari di cristallo.

E’ quasi un peccato dover lasciare questo posto per doversi imbarcare di nuovo.

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Un lampadario della lounge Qatar Airways a Doha

L’ESPERIENZA IN VOLO

Per i voli internazionali di corta e media distanza si usano velivoli di dimensioni non grandissime, quindi la business class può essere anche solo virtuale, ossia le prime file di posti vengono dedicate alla classe più alta, ma la configurazione è identica ai posti della classe economica. La differenza sta nel numero dei posti occupati e, soprattutto, nel servizio offerto a bordo, di cui vi parlerò più avanti.

Per i voli di lungo raggio, tipo gli intercontinentali, si usano aerei di dimensioni anche mastodontiche, come l’enorme Airbus380, il velivolo a due piani capace di poter trasportare anche 853 passeggeri, se non ci sono distinzioni di classi.

I voli intercontinentali di linea possono anche prevedere ben 5 classi di viaggio differenti: economy, premium economy, business class, first class e anche un lussuosissimo appartamento con doccia privata su alcune tratte della compagnia Emirates.

La business class di alcune compagnie, come la già citata Qatar Airways, ha talvolta servizi degni delle classi superiori.

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I sedili centrali di una business della Qatar Airways
I VOLI INTERCONTINENTALI

La business class dei voli intercontinentali ha solitamente l’aspetto di un elegante salotto. Per ogni fila di posti ci possono essere dalle quattro alle sei poltrone, perché è di vere e proprie comodissime poltrone che si sta parlando.

Scordatevi il minuscolo sedile e le ginocchia in bocca. Qua si ha a disposizione una grande poltrona e tantissimo spazio anche per allungare le gambe. Attraverso un telecomando si possono controllare tutte le funzioni del proprio sedile, dalla posizione dello schienale, all’inclinazione del reggi gambe.

Dimenticate le notti passate a dormire con la testa a ciondoloni: la poltrona di business class si trasforma in un comodissimo letto al tocco di un tasto del telecomando. Una hostess provvederà a prepararlo per la notte con una leggera trapuntina e un soffice cuscino.

Alcune compagnie offrono in dotazione anche un pratico pigiama, oltre a utili ciabatte in stoffa e calzettoni da usare al posto delle proprie scarpe.

IL SERVIZIO BUSINESS A BORDO

Dal momento in cui si mette piede su un volo in business class, il personale di bordo inizia a dedicarsi al passeggero. Nel mio volo intercontinentale con la Qatar Airways, ogni hostess si prendeva cura di non più di una decina di viaggiatori.

Appena raggiungi il tuo posto ti viene offerta una salvietta umidificata, calda o fredda a piacimento, un cocktail di benvenuto e delle noccioline.

Viene data in omaggio una elegante pochette contenente uno spazzolino, un tubetto di dentifricio, un pettine, nonché tappi per le orecchie e una maschera da mettere sugli occhi se non si vuole essere disturbati dalla luce della cabina. Inoltre c’è anche del burro di cacao per le labbra, crema per le mani e una crema idratante. Completano il kit un paio di comodi calzettoni.

In attesa del decollo si può consultare un ricco menù dei pasti offerti durante il volo: per i passeggeri di business class il servizio ristoro è un vero e proprio ristorante al quale ordinare anche in qualsiasi momento del viaggio e non manca neppure la carta dei vini!

MANGIARE E BERE

Se nei posti di economy il pasto è servito in vaschettine di plastica dove non si distingue tra la pasta e il dolce, in business il tavolino a disposizione si trasforma in una tavola imbandita per un grande ricevimento: tovaglia e tovagliolo di pregiato cotone, posate in acciaio (diverse per ogni portata), bicchieri in cristallo (acqua, vino bianco, vino rosso e champagne), porta sale e pepe e pane sfornato fresco!

I piatti sono degni del migliore ristorante, tant’è che le compagnie aeree si rivolgono a blasonati chef per la creazione dei loro menù, e i vini sono sicuramente tra i più pregiati.

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Una meravigliosa insalata di salmone su un volo Qatar Airways

Ovviamente, tra un pasto e l’altro, se si dovesse avere un languorino, le hostess sono più che disponibili a servire degli snack dolci o salati, tramezzini o zuppe e a versare calici di vino o pregiati champagne.

Dopo un volo del genere, coccolato, servito e riverito, arrivare a destinazione per me è stato come risvegliarsi da un sogno celestiale. Ovviamente sono sceso dall’aereo con l’umore alle stelle e pronto ad affrontare la vita con grande amore.


 

 

I fuori programma del viaggiare in prima classe

Il bello del viaggiare comodi e organizzati, in prima classe o in business class, è che non ti aspetti nessuna variazione alla tabella di marcia che hai pianificato. Con molta probabilità, mentre si stanno studiando tutti gli itinerari e i chilometri da macinare, nei calcoli del perfetto viaggiatore sono contemplati anche piccoli fuori programma ed eventuali soste alternative.

QUANDO L’IMPREVISTO È PRIMA DEL VIAGGIO

Non sempre le variazioni sono alle tabelle di marcia della vacanza organizzata. Ancora prima di partire può capitare l’impensabile che getterebbe nel panico anche la persona più serena e rilassata del mondo.

Tornando da Lecce a Milano, per fare il cambio di valigia prima di andare in Irlanda, ad aspettarmi a casa ho trovato un’incredibile sorpresa: dal piano di sopra piove a dirotto!

Un’enorme macchia di quasi 2 metri quadri sovrasta la mia cucina e un’incessante cascata di acqua, come una doccia dal getto debole, ma continuo, si riversa ormai da giorni in casa.

Tutta la parete, dal soffitto fino al pavimento, è bella gonfia di umido tanto che le macchie si vedono su entrambe i lati. Il cassone che contiene l’avvolgibile è così bagnato che la vernice è saltata, così come sul soffitto la pittura ha lasciato spazio all’acqua.

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L’enorme perdita di acqua in casa

RINUNCIARE AL VIAGGIO?

A questo punto bisogna stare calmi e decidere in tempi stretti.

Sono le nove di sera del 15 agosto. Il condominio è deserto. Il volo per Dublino è l’indomani alle 8. Nessuno risponde al telefono e quei pochi rimasti nel palazzo hanno l’età di Matusalemme e il massimo aiuto che possono darti è farti ripetere le cose minimo dieci volte.

Dopo un’ora di tentativi andati a vuoto riesco a contattare un condomino, in vacanza in Calabria, il quale manda un suo amico che avendo già fatto dei lavori nel condominio ne conosce gli impianti.

Morale: la perdita è forse al sesto piano e da più giorni sta allagando l’intera ala del palazzo fino al primo piano. Nessuno è in casa e solo perché io sono rientrato si scopre il danno.

Si chiude l’acqua all’intera scala e si spera che l’indomani qualcuno possa risolvere la questione. Io spero invece che nessuno riapra l’acqua e riprenda così a piovermi in casa.

A questo punto la questione è rimanere a guardare le macchie sul muro o partire.

NON CI FERMEREMO PER UN PO’ DI ACQUA

Il mio compagno ed io, consapevoli che più di quello che abbiamo fatto non potremmo fare, osiamo e, il 16 agosto, ci mettiamo in viaggio.

Fortunatamente le notizie che ci arrivano in Irlanda sono confortanti: il danno condominiale è stato riparato, l’assicurazione avvisata, in casa non piove più.

Piove invece in Irlanda, come vi ho raccontato in questo post, piove per ben 12 giorni dei 14 programmati. Ero preparato a questa evenienza, ma sempre pioggia è stata.

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Cielo carico di pioggia in Irlanda

Sotto un cielo color piombo e carico di acqua percorriamo più di 2200 km scoprendo una Irlanda dai paesaggi e dai colori emozionanti. Arriviamo a Dublino dopo un giro di 14 tappe, fantastiche località che abbiamo visitato, altre che abbiamo immaginato attraverso banchi di nebbia e posti dove ci piacerebbe tornare in un altro periodo dell’anno. Ed è tempo di tornare a Milano.

L’AVVENTURA DELL’ULTIMA ORA

Aeroporto di Dublino. Ora dell’imbarco. Del nostro volo nemmeno l’ombra. Nessuna informazione dal personale addetto al gate.

Controllo l’applicazione della British Airways e, appena aperta, un messaggio a caratteri cubitali e rossi mi informa che il mio volo è stato cancellato!

L’hostess di terra alla quale mi rivolgo sembra non sapere nulla. Gli altri passeggeri che mi hanno visto andare a chiedere informazioni con l’ansia dipinta in faccia si sono avvicinati e, sentendo della cancellazione del volo, iniziano a fare mille domande, accavallandosi l’uno sull’altro, facendosi prendere dalla tensione.

Con passo velocissimo corro nella lounge della compagnia aerea, dove ero stato in attesa del volo, a chiedere informazioni, ma vengo mandato alla biglietteria della British che si trova alle partenze, quindi prima dei controlli di sicurezza.

Uscire dall’area partenze di un aeroporto senza prendere un volo è una operazione abbastanza complicata se non c’è un collegamento diretto con gli arrivi. Nell’aeroporto di Dublino devi chiedere aiuto al mastro di chiavi che prima ti apre una serie di porte verso passaggi segreti e poi ti indica la via.

Scendi, sali, giri a destra e poi a sinistra. Tutto questo mentre al telefono cerco di contattare il call centre italiano della compagnia aerea, ma la linea fa capricci e solo al terzo tentativo ottengo risposta.

TUTTO SOTTO CONTROLLO

Con estremo candore, l’impiegato mi assicura che ho già i biglietti pronti per un nuovo volo, questa volta con Lufthansa però, perché i voli British sono tutti al completo. Destinazione Malpensa con scalo a Francoforte. Sempre meglio che rimanere a piedi.

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L’aeroporto di Dublino

Circa due ore dopo l’ora prevista, siamo all’imbarco del nuovo volo, che avviene in orario, e pronti al decollo. Il comandante fa i saluti di rito prima in tedesco e poi in inglese. Ci informa anche che, a causa di un guasto ad un altro velivolo, una delle due piste dell’aeroporto è inagibile, quindi potremmo accumulare del ritardo.

Un’altra ora dopo decolliamo con destinazione Francoforte, sperando di prendere la coincidenza per Milano. Purtroppo, un’ora era il tempo della coincidenza e così, quando atterriamo, l’ultimo volo per Milano è già decollato.

ORGANIZZAZIONE TEDESCA

All’arrivo in aeroporto, il personale della compagnia tedesca ci sta aspettando pronto con le indicazioni per il pernottamento e il volo della mattina dopo.

Hotel a quattro stelle, cena, colazione e i trasferimenti andata e ritorno per l’albergo sono compresi nel voucher. Riesco anche a trovare posto su un volo per Linate, più comodo per casa.

In poco tempo, anche questo imprevisto è sistemato, ma il mio bagaglio rimane in aeroporto, con il necessario per la notte chiuso in valigia.

Se alla partenza dall’Italia avevo previsto nel bagaglio a mano una scorta di abiti per un eventuale imprevisto, vuoi durante lo scalo aereo, vuoi per la mancata consegna della valigia a destinazione, per il viaggio di ritorno non ho considerato alcun intoppo, quindi ciabatte e ricambio sono chiuse in chissà quale deposito dell’aeroporto di Francoforte.

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Un decollo da Francoforte

SI TORNA A CASA

L’esperienza insegna che mai si può dare per scontato un cambiamento di programma dell’ultimo minuto e che è sempre meglio arrivarci preparati, magari con un paio di ciabatte nel trolley.

Intanto, anche a Francoforte piove.


 

Giro d’Irlanda in 14 giorni: storia di ombrelli e giacche a vento

Sono in Irlanda da circa una decina di giorni ed oggi è stata la prima giornata in cui non sia piovuto, né, tantomeno, mi sia fatto una colossale doccia mentre mi arrampicavo a vedere qualche scogliera a precipizio sull’oceano.

AGOSTO È IL TEMPO DELLE PIOGGE

Mentre mi organizzavo per questa avventura in terra irlandese, ho letto su diverse guide che in Irlanda il mese di agosto è quello più piovoso.

Anche guardando il video di Stefano Tiozzo, un videoblogger appassionato di viaggi e fotografia, era chiaro che le condizioni climatiche dell’Irlanda non fossero proprio delle migliori durante l’estate. Il mio entusiasmo iniziava a vacillare.

Non mi sono fatto spaventare completamente, ho riempito la mia brava valigia e sono partito con un bel volo British Airways con destinazione Dublino.

DUBLINO NELLA NEBBIA

Sceso dall’aereo a Dublino ovviamente il cielo era completamente coperto, una leggera e fitta pioggerellina mi accompagnava verso il salone degli arrivi e un vento gelido mi faceva capire che i 40 gradi italiani sarebbero stati un lontanissimo ricordo.

Una volta seduto sull’auto a noleggio, il termometro segna inesorabilmente 14 gradi, la pioggerellina diventa presto un violento acquazzone e, mentre mi dirigo verso il Sally Gap sulle Wicklow Mountains, la visibilità si riduce fino ad un metro, nemmeno fossi in pianura padana con la nebbia a banchi.

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Panorama alpino sulle Wicklow Mountains

Mi ritrovo così ad avere un panorama di nuvole e pioggia e ad intuire che avrei potuto godere di una vista spettacolare se solo fosse stato meno coperto. Negli squarci tra la nebbia sono riuscito a fotografare delle vedute mozzafiato, quasi da paesaggio alpino, mentre in realtà mi trovavo ad una trentina di chilometri a sud di Dublino e a non più di 800 metri di altezza.

IL RING OF KERRY

Tra le mete turistiche dei tour irlandesi c’è il giro completo della penisola di Kerry, percorso da un anello di strade di circa 170km. Questo tratto dell’Irlanda sud occidentale è celebre nel mondo per gli spettacolari panorami, ora prati immensi di un verde lussureggiante, ora scogliere mozzafiato a strapiombo nell’oceano, che incantano migliaia di turisti ogni anno.

Le guide mettono in guardia dal possibile traffico di questa strada nei periodi di alta stagione, come questo in cui io sono in Irlanda, ed anche gli abitanti del posto con i quali ho avuto modo di parlare durante il mio soggiorno da quelle parti mi dicevano di fare attenzione agli intasamenti stradali.

Adesso non so quale sia il loro concetto di traffico, sta di fatto che avrò incrociato in totale una ventina di macchine durante tutto il percorso del ring of Kerry, contando bus e camper e facendo anche un arrotondamento per eccesso!

Per fortuna lo spettacolo della natura ha mantenuto le aspettative e la magia dei colori di questa penisola lascia veramente a bocca aperta.

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La campagna del Ring of Kerry

BEL TEMPO, MA PER POCO

Riesco a riempirmi gli occhi di luce e di colori, ma quando è tempo di andare a vedere le scogliere di Kerry ecco arrivare un bel fronte nuvoloso che non promette nulla di buono.

Per visitare l’area delle scogliere di Kerry si lascia la macchina in un parcheggio e poi ci si arma di tanta buona volontà e si inizia a scalare il fianco di una collina. La salita è in alcuni momenti molto ripida, ostacolata da un violentissimo vento contrario che mi sposta nemmeno fossi una piuma.

La fatica, tuttavia, è più che premiata perché la vista che si gode da lassù è incredibile!!!

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Le Scogliere di Kerry

Ovviamente, non faccio in tempo a scattare un paio di foto che si scatena un diluvio universale come pochi ne ho visto.

Vento di bufera, pioggia di traverso, un montarozzo da ridiscendere e la macchina lontano mille miglia. Nessun riparo, nessuna copertura. Io, il mio cappellino di lana e una folle corsa verso l’auto, luogo asciutto e riparato.

Inutile specificare che una volta arrivato al parcheggio completamente fradicio il temporale si era spostato verso altre zone e da me era rimasto solo il forte vento.

LE SCOGLIERE DI MOHER

Un’altra tappa obbligata nel giro d’Irlanda sono le Cliffs of Moher, scogliere molto suggestive sulla costa centro occidentale del Paese.

Già all’arrivo al parcheggio le premesse non sono delle migliori: una fitta pioggia non lascia alcuna tregua e una rassegnata signora alla cassa non si sbilancia verso un miglioramento a breve.

Prendo cappello, ombrello e compro un meraviglioso poncho verde sottobosco bagnato che si intona una meraviglia coi colori del posto.

Non faccio però i conti con la furia del vento che trasforma in tempo zero la leggera pioggia in tempesta monsonica. La plastica del poncho cede miseramente alla prima folata di vento. L’ombrello viene rivoltato come un calzino e si avviluppa su se stesso quasi intimorito da tanta forza della natura. Io sono bagnato miseramente da capo a piedi e delle scogliere di Moher ho solo una triste immagine:

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Le Scogliere di Moher (dietro la nebbia)

Oltre il prato, la nebbia. Nella foto qua sopra si dovrebbero vedere le scogliere tanto decantate nelle guide turistiche. Ahimè io ho visto solo nebbia e preso tanta acqua.

NON C’È DUE SENZA TRE

Vuoi venire in Irlanda e non andare a vedere la Giant’s Causeway?

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Il Selciato del Gigante

Il Selciato del gigante è una conformazione rocciosa che si trova nel nord-est irlandese, ormai nella britannica Ulster, costituita da rocce basaltiche di origine vulcanica. Di singolare forma esagonale, la loro disposizione ha dato luogo ad una leggenda secondo la quale il gigante Finn McCool avrebbe costruito con queste rocce una passerella per raggiungere la Scozia e andare a combattere un rivale.

Leggende a parte, lo spettacolo che si presenta davanti è incredibile! Queste colonne perfette, con forme geometriche precisissime, lasciano allibiti. Rimango ancora incredulo a rivedere le foto di quelle pietre così ordinate prese d’assalto da turisti di ogni parte del mondo.

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Turisti stambecchi sulla strada del Gigante

Ovviamente il temporale non si è fatto attendere, questa volta fortunatamente senza troppi venti di traverso, quindi la visita è stata un po’ meno complicata delle altre. Purtroppo, in un momento di calma apparente, una folata improvvisa ha avuto la meglio sull’ennesimo ombrello che ha lasciato il campo dopo neppure due giorni dall’acquisto. Alla fine io ero comunque bagnato dalla testa ai piedi anche questa volta.

L’IRLANDA È MAGICA (ANCHE SE PIOVE)

Mancano ancora un paio di giorni da trascorrere a Dublino, ma la magia dei posti che ho visto mi accompagnerà almeno fino a quando non deciderò di tornare in queste località, sicuramente in un periodo meno piovoso e con tanto desiderio di scoprire tutti quei tesori che questa volta mi sono stati tenuti nascosti.


 

La prima volta in prima classe

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La prima volta in treno

Sono fortunato, devo ammetterlo, ad avere un padre che ha fatto il ferroviere. Grazie ai biglietti gratis in prima classe che tutta la mia famiglia aveva come benefit, ho potuto viaggiare in treno molto più spesso di tanti altri. La prima volta è stata in occasione di un viaggio da Sanremo alla Calabria. Non avevo ancora un anno e di quell’esperienza rimangono solo i ricordi dei miei genitori e dei nonni.

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Un treno TGV a Milano Porta Garibaldi

La prima volta su un  treno rapido

Molto più vivide, invece, le emozioni provate quando ero più grandicello e mi capitava di spostarmi tra Sanremo e Milano con i treni rapidi e vetture di prima classe Grand Confort.

Era il lusso su rotaie. Scompartimenti grandi ed accoglienti, gente quasi sempre elegante e civile e finestrini enormi. C’era pure un piccolo armadio dove poter mettere le giacche proprio dietro al sedile. Non parliamo poi dell’aria condizionata, che in quegli anni settanta era proprio un privilegio di pochi treni.

La priva volta su un treno come quello mi ha proprio segnato, perché era veramente un piacere viaggiare in quella maniera lussuosa.

Gli anni ’80

Negli anni ’80 le esperienze si fanno ancora più forti.

E’ stata la prima volta in prima classe con un Pendolino da Milano a Roma. Era il treno di punta ad alta velocità, quello bianco e rosso e col muso bombato, che quando faceva le curve si inclinava quasi a volersi sdraiare. Non c’erano più i larghi scompartimenti dei treni rapidi, ma somigliava molto di più alla cabina di un aeroplano. I sedili erano tutti girati in direzione di marcia, c’erano le hostess che ti davano la salviettina calda appena seduto insieme al drink di benvenuto. Ti portavano poi il vassoio al tuo posto con la colazione, il pranzo o la cena. Era un servizio a cinque stelle e guanti bianchi.

La fine dei viaggi gratis

La pacchia dei viaggi gratis in prima classe sui treni è durata fino a quando non ho compiuto i venticinque anni. Era il 1997 e, fortunatamente, avevo già iniziato a lavorare. E’ stato il momento in cui ho iniziato a cercare il modo per viaggiare in prima senza spendere una fortuna. Mi ero ormai troppo abituato al confort ed ai privilegi per cui era difficile tornare indietro. La diffusione di internet e la possibilità di confrontare prezzi e tariffe, scegliendo tra le migliore offerti del momento, era ancora lontana. Ho iniziato, quindi, ad informarmi presso le agenzie di viaggio dei periodi in cui fosse possibile trovare tariffe più vantaggiose e quando, invece, evitare di fare acquisti.

Gli anni 2000

Con l’inizio del nuovo millennio ho anche iniziato a viaggiare in aereo.

Sebbene le tratte dei voli nazionali non prevedessero più differenze tra economica e prima classe, la business class, i posti delle prime file erano più larghi e confortevoli. Quindi imparai a chiedere sempre quei posti in fase di prenotazione, tanto non costavano, allora, di più. Sfruttavo anche la possibilità di ottenere biglietti omaggio, convertendo i punti dell’Esselunga in miglia Alitalia. Un ottimo modo per continuare a viaggiare gratis.

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Business class Qatar Airways

La prima volta in business class

La vera rivelazione è stata, però, quando per la prima volta ho volato in business class su un volo intercontinentale.

Ne parlerò in un capitolo a parte, perché certe emozioni non si possono raccontare in poche righe.