Manchester: una città inaspettata

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Manchester è l’ultima tappa di questo mio viaggio nell’Inghilterra del nord. Partendo da Newcastle Upon Tyne, passando per il Distretto dei Laghi, con una breve escursione sull’Isola di Man, sono arrivato prima a Blackpool e poi a Liverpool.

Ultima tappa a Manchester

Gli ultimi giorni di questo mio tour sono dedicati tutti a questa città di poco più di 500mila abitanti, la cui storia risale agli antichi Romani.

ARRIVARE A MANCHESTER COL TRENO

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La stazione Piccadilly di Manchester

Sono arrivato da Liverpool con il treno alla stazione Piccadilly, praticamente nel cuore della città. Alla struttura metallica di epoca vittoriana che copre i binari si affianca un moderno edificio in vetro e acciaio. Da questa stazione partono molti treni per Londra, Liverpool e la Scozia. Frequenti sono anche i treni per l’aeroporto internazionale.

Nel piazzale antistante la stazione fanno capolinea i mini bus delle tre linee turistiche urbane. Collegano i principali luoghi di interesse e monumenti della città con un percorso circolare e sono completamente gratuiti. I Metroshuttle sono un mezzo incredibilmente pratico per visitare il centro se non si ha voglia di camminare.

La scelta dell’hotel

Per questo soggiorno ho scelto un hotel Premier Inn a pochi passi dalla stazione. Questa struttura fa parte di una catena di hotel che si possono trovare in tutto il Regno Unito, Irlanda del Nord compresa, Germania, Dubai, Doha, Abu Dhabi e anche nell’estremo oriente.

La particolarità di questi alberghi è che, pur essendo considerati turistici, hanno sempre elevati standard di qualità, un’ottima posizione anche nel centro città e sei sicuro, ovunque andrai, di trovare sempre lo stesso servizio e la stessa accoglienza.

Dalla mia camera all’undicesimo piano ho una meravigliosa vista sulla città e non vedo l’ora di andarla a conoscere meglio.

MANCHESTER E L’APE OPERAIA

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Il simbolo di Manchester  in versione Rainbow

Passeggiare per il centro di Manchester è sicuramente affascinante. Tra edifici storici e palazzi moderni, sono stato subito incuriosito dalla presenza di numerose installazioni, sparse tra piazze, vie e centri commerciali, raffiguranti un’ape. Facevano parte di Bee in the City, ape in città, un’iniziativa a scopo benefico dove 230 api, tra piccole e grandi, sono state esposte nei luoghi più importanti della città. Ognuna, dipinta da un artista diverso, rappresentano il fermento tipico di questa metropoli, dal passato industriale alla moderna scena musicale.

Ho così scoperto che l’ape operaia è il simbolo di Manchester. Comparso per la prima volta sullo stemma durante la Rivoluzione Industriale, quando la città iniziò ad avere un ruolo da protagonista nella produzione di massa. Da allora, questo emblema divenne sempre più diffuso e comune, tanto che la città è ancora soprannominata The Busy Bee, ossia l’ape indaffarata, proprio per il ritmo parecchio sostenuto nelle sue diverse attività.

Scoprire api in chiesa

Ho trovato api anche nei posti posti meno probabili. Persino all’interno della cattedrale di Manchester, un duomo in stile gotico che si trova nel cuore storico della città, c’erano delle piccole api dipinte dai bambini di una scuola. Così, tra una navata e un tabernacolo, faceva bella mostra di sé questo sciame di innocui insetti curiosi.

 A SPASSO PER MANCHESTER

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Il centro di Manchester

Con la navetta gratuita dalla stazione Piccadilly sono andato a visitare il Museo della Scienza ed Industria.

Science and Industry Museum

Ricavato da quella che è stata la prima stazione ferroviaria del mondo nel 1830, sulla linea per Liverpool, questo museo raccoglie reperti relativi ai trasporti, all’energia, ai computer e all’elettronica.

Al suo interno si trova la locomotiva che gareggiò contro la più nota di Stephenson per conquistare il titolo di più veloce. Si possono vedere anche vecchi treni elettrici usati sulle linee inglesi, diversi aerei, qualche macchina e oggetti legati al mondo dell’elettronica.

Ci sono anche alcuni strumenti utilizzati dalla BBC per le prime trasmissioni radio e televisive, compreso un mixer video che ho utilizzato pure io appena assunto in Rai.

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Un vecchio mixer video della BBC

Il museo, aperto tutti i giorni, permette di fare un bel salto indietro nel tempo e garantisce una piacevole escursione di almeno un paio d’ore, prima di andare a vedere il resto della città.

Decido di tornare indietro passeggiando accanto a  vecchi magazzini di stoccaggio ora convertiti a centro commerciale. In pochi minuti arrivo alla biblioteca John Rylands.

John Rylands Library

Questa affascinante biblioteca si trova nel quartiere di Deansgate, a pochi passi dal municipio. Commissionata dalla moglie di John Rylands, al quale è intitolata, doveva essere destinata a custodire libri di natura teologica. Per questa ragione il progettista si ispirò alle chiese neogotiche di periodo vittoriano e nel 1900 venne aperta al pubblico.

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L’interno della biblioteca John Rylands

Tra i documenti conservati si possono trovare alcune delle primissime stampe, compresa una Bibbia di Gutenberg. I suggestivi ambienti neogotici sono perfettamente preservati e uniti alla più recente biblioteca universitaria, alla quale si accede attraverso passerelle e passaggi soprelevati.

Questa biblioteca è stata una delle prime al mondo ad essere illuminata da un impianto elettrico. Grazie ad un generatore interno, la corrente elettrica venne preferita al gas in quanto più pulita e sicura. Vennero anche realizzati particolari condotti di aerazione con filtri, così da depurare l’aria all’interno dell’edificio.

Mi lascio emozionare dal profumo di libri e decido di visitare anche la non distante biblioteca centrale.

Central Library

La Biblioteca Centrale di Manchester si trova nella centralissima piazza San Pietro. Costruita negli anni ’30 del secolo scorso, è di pianta rotonda con un ampio porticato a colonne come facciata principale. Ricorda molto il Pantheon di Roma, al quale si ispira.

L’enorme collezione non si limita solo ai libri consultabili. Al primo piano dell’imponente edificio è ospitata un’intera ala dedicata alla musica. A disposizione del pubblico c’è una quantità quasi infinita non solo di testi, spartiti e raccolte, ma anche dischi. Ci sono anche delle tastiere elettroniche ad uso del pubblico. Consigliabile una cuffia, per non disturbare gli altri.

Dopo tutta questa cultura è ora di svagarsi con dello sano shopping.

LO SHOPPING A MANCHESTER

La centralissima piazza Piccadilly è la porta d’accesso ai grandi magazzini della città. Tutt’intorno si affacciano i maggiori centri commerciali della zona, da Primark a Debenhams. La pedonale Market street è un continuo di negozi di famosi brand e fast food.

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Una via commerciale a Manchester

Di sicuro a Manchester si è quasi costretti a passare per un centro commerciale prima di arrivare ad un museo. In alcuni casi la vera attrazione è il centro commerciale stesso, come nel caso di Exchange Square.

Un giro a Exchange Square

Questa piazza è stata completamente ridisegnata dopo un violento attentato dell’IRA del 1996. La ristrutturazione ha comportato lo spostamento di due storici pub per fare spazio ad un Marks & Spencer, un prestigioso grande magazzino inglese.

Sulla piazza affacciano altri centri commerciali, compreso il più visitato shopping centre del Regno Unito. E’ sicuramente la piazza più brulicante di tutta Manchester, con la Cattedrale e il Museo Nazionale del Calcio. C’è, inoltre, un’importante fermata d’interscambio della Metrolink, la metro tranvia di Manchester.

Metrolink

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Un tram fermo in stazione

A Manchester hanno provato a costruire una metropolitana, ma la forte opposizione e gli alti costi che avrebbero gravato sulle casse comunali hanno impedito che il progetto prendesse piede.

L’amministrazione ha allora investito su una meno costosa metro tranvia. Si tratta di un mezzo che in ambito urbano si comporta come un tram, con i binari anche su strade condivise con altri veicoli e fermate ravvicinate, mentre, in ambito extraurbano, corre su rete propria, anche ricavata da vecchie ferrovie dismesse.

I tram gialli si susseguono a distanza ravvicinata e, nel centro città, tutte le fermate hanno banchine rialzate, come se fossero stazioni della metropolitana.

MEDIACITY UK

Nella periferia occidentale di Manchester, nella zona di Salford e al posto di quelli che erano alcuni moli del porto della città, ha sede il quartiere delle telecomunicazioni, MediaCity UK.

Si tratta di un’area di sviluppo edilizio dove si trovano importanti aziende di telecomunicazioni. Tra queste, BBC e ITV occupano parecchi edifici.

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La BBC a Mediacity

Sia la BBC, che la privata ITV hanno trasferito in questo quartiere importanti settori delle loro produzioni. Nei grandi studi che sono stati costruiti, ogni giorno vengono realizzate trasmissioni che vanno in onda non solo nel Regno Unito.

La BBC organizza regolari visite guidate a questi studi. Basta prenotarsi con qualche giorno di anticipo sul loro sito. Cosa che non ho fatto io, perdendomi così l’opportunità di un giro all’interno della televisione di Sua Maestà.

Accanto a studi e uffici, moderni appartamenti, un centro commerciale, cinema, negozi e ristoranti completano il panorama. Collegata dalla Metrolink al centro di Manchester, MadiaCity Uk è un nuovo modo di vivere la città.

Da qua i canali proseguono fin nel cuore della città e, volendo, si possono fare lunghe passeggiate fino in centro.

DIVERTIRSI A MANCHESTER

La città offre una incredibile scelta di divertimenti. Cinema e teatri sono molto diffusi, così come pub e discoteche. Musei e gallerie d’arte completano l’offerta.

The Northern Quarter

Il Quartiere Settentrionale, il più bohemienne di Manchester, offre pub alternativi, negozi di musica, ristoranti etnici e varia umanità. Sotto le volte del vecchio mercato generale, diversi artigiani hanno aperto le loro botteghe dove vendono gli oggetti da loro prodotti. Si possono trovare gioielli particolari e simpatici oggetti regalo.

Canal Street

Canal Street, lungo la sponda ovest del Rochdale Canal e vicino alla stazione di Piccadilly, è il centro del gay village di Manchester. I disco pub sono sempre gremiti di persone che durante il fine settimana vengono qua a ballare. I ristoranti della zona, alcuni di questi anche raffinati, sono pieni di residenti e turisti, attratti dalla tranquillità e dalla allegra spensieratezza della zona.

Ho passeggiato molto piacevolmente lungo il canale nelle calde serate che ho trascorso in città. E’ stato bello poter cenare seduto ad un tavolo lungo la via del passeggio, mentre la gente iniziava a riempire le discoteche del posto.

Museo dei Trasporti

Non potevo certo perdermi il Museum Of Transport di Manchester.

A nord della città, collegato non proprio bene con il centro, questo piccolo museo raccoglie un gran numero di bus utilizzati in passato sulla rete locale. Tra cimeli d’epoca e qualche rottame, aspettavo di veder anche qualche vecchio tram. Purtroppo così non è stato.

Per vederne uno e percorrere un paio di chilometri a bordo di questo reperto storico, sono andato fino ad Heaton Park, ancora più a nord.

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Tram a Heaton Park

All’interno del parco, raggiungibile sempre con la metro tranvia, è ancora in funzione un breve tratto della linea tranviaria originale. Dopo una lunga camminata dalla stazione della metro, si arriva ad un laghetto artificiale, capolinea del tram. Una vecchia vettura, meravigliosamente restaurata e funzionante, percorre il breve tragitto portando i turisti all’altra estremità. Qua, ospitati nella rimessa, una raccolta di vecchi attrezzi di lavoro e cartelli di destinazione delle linee costituiscono il Museo del Tram.

PRONTO PER UNA NUOVA ESPERIENZA

Con Manchester termina questa mia vacanza in Inghilterra. E’ tempo di tornare a casa e prepararmi a nuovi viaggi. Il mio desiderio di esplorare nuove destinazioni non si placa mai.


 

Liverpool: sulle orme dei Beatles

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Dopo le meravigliose giornate nel Distretto dei Laghi, una rapida visita all’Isola di Man e l’esperienza di Blackpool, è ora di visitare Liverpool.

Conosciuta per aver dato i natali ai Beatles, questa città non è solo musica. Molte sono le attrazione che accolgono i turisti in questa località dall’aspetto tranquillo. Il centro cittadino è un brulicare di turisti che si spostano da un centro commerciale ad un pub, dal mitico Cavern al ristorante etnico alla modo.

LA TRASFORMAZIONE DI LIVERPOOL

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Le tre Grazie di Liverpool

Sorta sulla foce del fiume Mersey, affacciandosi sul mare d’Irlanda, per molto tempo la sorte di Liverpool è stata legata al commercio via mare. Dal suo importante porto, fin dal XVIII secolo numerose furono le rotte che collegavano la città al resto del mondo. Contemporaneamente si sviluppò una ricca industria che per decenni disegnò il panorama intorno alla città. Negli anni ’50 la città entrò in crisi e la florida industria lasciò spazio alla disoccupazione e al degrado.

Dagli anni ’90, tuttavia, una nuova forza vitale si impossessò della città e Liverpool rivide una nuova rinascita puntando sulle sue attrazioni culturali. Grazie all’impegno delle istituzioni, sfruttando anche la nomea di essere la città della musica e dei Beatles, nel 2008 divenne capitale europea della cultura.

Il turismo è diventato oggi uno dei fattori trainanti dell’economia della città. Enormi investimenti hanno restituito nuova vita al vecchio porto che ora è uno dei principali poli d’attrazione. La galleria d’arte Tate ha aperto una sede nei vecchi magazzini di stoccaggio, con importanti collezioni di arte contemporanea. Il centro cittadino è un vivace centro commerciale. Moltissimi sono gli hotel, i pub e i ristoranti. Soprattutto Liverpool rimane la città dei Beatles.

LIVERPOOL E I BEATLES

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L’ingresso del Cavern

Il nome Liverpool è inscindibile dai Beatles. I Fab Four mossero i primi passi verso il successo al Cavern Club nel centro della città. Questo angusto scantinato dalle volte basse, in passato rifugio antiaereo, fu il vero e proprio punto di partenza del beat inglese degli anni ’60.

Completamente ricostruito negli interni, il Cavern ha ospitato negli anni i cantanti più famosi ed oggi è una delle mete turistiche principali di Liverpool. Infatti, i Beatles sono oggi al centro dell’interesse di chi visita la città al punto che sono numerosi i tour organizzati intorno ai luoghi dove il gruppo è vissuto o ha cantato. Non manca neppure un’esposizione permanente sulla loro storia, The Beatles Story.

Ancora oggi il Cavern propone musica dal vivo tutti i giorni, pomeriggio e sera, ed è vera emozione quella che si respira scendendo i gradini che portano alle sale del locale. Pensare che su questi palchi abbiano cantato le più grandi star del panorama musicale mondiale fa sicuramente effetto.

Il pomeriggio in cui mi sono immerso sotto le volte di questi scantinati, un cantante provava a fare il brillante cantando i brani dei Beatles. Il pubblico, mai poco, partecipava con grande trasporto, soprattutto quando venivano suonati i brani più famosi del quartetto. Ho ancora nelle orecchie i cori durante Yellow Submarine.

Andare ad ascoltare musica al Cavern è molto semplice. Quasi sempre l’accesso è gratuito, salvo la presenza di ospiti importanti. Conviene consultare il sito per conoscere il calendario e i prezzi. Ci si può sedere ad ascoltare musica al costo di una consumazione.

Non solo Beatles per le strade di Liverpool. La musica rimane un motivo dominante nella città.

LA MUSICA A LIVERPOOL

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Vista del porto di Liverpool

La musica accompagna la visita della città. Ad ogni angolo, lungo tutte le vie pedonali del centro, così come al porto una folta schiera di artisti di strada intrattiene il pubblico. Moltissimi i cantanti, qualche ballerino. E poi giocolieri, pittori, animatori, equilibristi. Insomma, durante le belle giornate è possibile imbattersi in un gran numero di artisti capaci di farti trascorrere bei momenti.

E la musica continua anche nei pub e ristoranti, più o meno presente. Su Bold Street, la via del passeggio di Liverpool, e sulla prosecuzione Church st. e Lord st. è facile fermarsi ad ascoltare qualche bravo cantante. Addirittura, su Concert Square, una piccola piazzetta vicino a Bold St., si affacciano ben 8 pub, ognuno con la sua musica. Incredibile, tu senti soltanto quella del locale in cui ti sei fermato e non quella dei vicini.

E’ stato bello trascorrere le serate passeggiando lungo queste isole pedonali, dal porto con i suoi chioschetti, un luna park e i vecchi bacini pieni di barche da diporto. Salire per le vie commerciali del Cavern Quarter, con i locali pieni di gente e di musica e qualche ristorante turistico. Arrivare poi nella Concert Square, con il cielo stellato e il tepore di una estate insolitamente calda per questi posti, e godersi la musica seduto davanti ad un freschissima pinta di birra.

I MONUMENTI DI LIVERPOOL

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Vecchio e nuovo a Liverpool

Le guide turistiche della città, quelle ufficiali per intenderci, hanno un lungo elenco di musei e monumenti da visitare nella città dei Beatles.

Io sono un po’ allergico a rinchiudermi negli edifici quando ho poco tempo a disposizione per scoprire un posto.

A Liverpool, si possono incontrare molti dei suoi monumenti passeggiando. Si può iniziare idealmente dalla zona del terminal traghetti, dove fanno bella mostra tre imponenti edifici. Sono le Tre Grazie, tre palazzi simbolo di Liverpool, inseriti tra i Beni dell’Umanità dell’Unesco per il loro pregio.

ll Royal Liver Building, il Cunard Building e il Port of Liverpool Building hanno reso famosa la zona marittima e ricordano l’importanza del porto di questa città. Molti gli edifici di nuova concezione che si inseriscono nel panorama classico del porto della città. Perfetta la sintesi tra vecchio e nuovo, così come la Galleria d’Arte Moderna Tate Liverpool occupa perfettamente gli spazi di un vecchio deposito.

Non mancano le chiese. Due imponenti cattedrali sembrano fronteggiarsi a poca distanza una dall’altra. La Cattedrale Anglicana e la Cattedrale Cattolica.

La Cattedrale Anglicana di Liverpool

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La navata centrale della Cattedrale Anglicana

Questa cattedrale, una delle più imponenti d’Inghilterra, è facilmente visibile per il suo maestoso campanile. Alto circa 100 metri di altezza, con 13 campane è di sicuro uno dei più grandi al mondo. Lo stile gotico rivisitato per il ventesimo secolo, la cattedrale è dei primi del novecento, venne scelto tra molti progetti. Molte polemiche nacquero intorno alla scelta del progettista, considerato troppo giovane, poco più che ventenne, e cattolico.

Destino ha voluto che durante la mia visita stessero intonando il grande organo a canne. Ogni singola nota veniva modulata per un tempo improponibile, riecheggiando non solo lungo le navate, ma anche dentro la testa. Mai visita ad un monumento fu così veloce. Meno di dieci minuti ero fuori.

La Cattedrale Cattolica di Liverpool

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Vista della Cattedrale Cattolica

Quasi contemporanea alla Cattedrale Anglicana, questa chiesa è di pianta circolare. Di fronte all’ingresso principale si trova un grande altare bianco. Al livello inferiore è stata costruita una cripta, visibile a pagamento.

Di dubbio gusto per le forme sgraziate, la ripida scalinata d’accesso e l’algido interno, la Cattedrale ha la curiosità di ospitare all’interno della cripta l’annuale Liverpool Beer Festival.

TANTI MOTIVI PER VISITARE LIVERPOOL

Ho scoperto una Liverpool che mai mi sarei aspettato. Non solo Beatleas, musica e pub. Tanta cultura, una accoglienza speciale e ottimi ristoranti.

Ho avuto la possibilità di soggiornare in un boutique hotel, l’Hope Street Hotel.

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La facciate dell’Hope Street Hotel

Con un’offerta super scontata presa con Secret Escapes, sito che permette di prenotare alberghi di lusso a prezzi abbordabili, ho avuto una tariffa molto interessante. L’hotel è proprio di fronte alla Philharmonic Hall di Liverpool, non distante dal centro. L’edificio occupa quella che una volta era una fabbrica di carrozze. Completamente riammodernato, l’edificio è ricco di moderni dettagli inseriti in un conterto classico. Notti silenziose, comodo letto e super colazioni hanno reso il soggiorno eccezionale.

Ora è tempo di dirigersi a Manchester. Un comodo treno mi porterà alla prossima destinazione.


 

Isola di Man: a metà strada tra Scozia e Irlanda

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L’Isola di Man mi ha sempre incuriosito e appena ho potuto ho organizzato una gita di un paio di giorni alla scoperta di queste terre. Molto semplice visto che stavo arrivando da un giro nel nord Inghilterra, come vi ho raccontato qui e qui.

Dalle coste inglesi ogni giorno partono due traghetti che raggiungono l’Isola. Altri collegamenti via mare sono previsti con l’Irlanda, così come il locale aeroporto è raggiunto da voli diretti anche dall’Italia.

Famosa per essere la sede del Tourist Trophy, una gara motociclistica su strada piuttosto insidiosa, conosciuta con le iniziali TT, l’Isola di Man è nota anche per la razza di gatti con la coda mozza che porta il suo nome. Ovviamente di quei gatti io non ne ho visto ombra!

L’ISOLA DI MAN ARRIVANDO DAL MARE

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L’alba vista dal traghetto per l’Isola di Man

Sono sbarcato sull’Isola di Man all’alba di una mattina di fine luglio. Il mio traghetto aveva circa 16 ore di ritardo dovuto ad un guasto. Pur di portarci a destinazione, la compagnia Steam Packet ha organizzato una nuova corsa con un catamarano con partenza intorno alle 3 del mattino.

Per ingannare le ore di attesa prima della partenza, dal porto di Heysham, piuttosto desolato e privo di alcuna attrattiva, mi sono spostato nella vicina cittadina di Lancaster. Dopo quattro passi in centro, un paio d’ore al cinema e una birra al pub rimane ben poco da fare e decido di tornare al porto. Faccio check in e mi incolonno prima di tirar giù il sedile e dormire un po’.

L’imbarco è puntuale nel ritardo e alle 3.30 il catamarano prende il largo. La pur confortevole sistemazione a bordo e l’ottimo servizio hanno leggermente alleviato un diffuso malessere dovuto al mare agitato. Se il catamarano è più veloce di un traghetto tradizionale, in condizioni di mare forte è sicuramente più sensibile alla forza delle onde.

Così, ondeggiando e sobbalzando per circa quattro ore, ho potuto ammirare una fantastica alba nel mezzo del mare d’Irlanda, prima di sbarcare a Douglas, capitale dell’Isola.

LA CAPITALE DOUGLAS

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Vista della baia di Douglas

La capitale dell’Isola di Man si trova all’interno di una ampia baia sulla costa orientale. E’ una cittadina piuttosto tranquilla, la più grande di tutta l’isola, dove vi risiede un terzo di tutti gli abitanti. Ha diversi punti di attrazione. Una affascinante camera oscura, la Great Union Camera Obscura, attira moltissimi turisti. Di epoca vittoriana, questa camera oscura, attraverso l’uso di 11 lenti e specchi, permette una visione a 360° più che nitida del panorama circostante.

La lunga promenade percorre quasi interamente la baia. Si possono fare piacevoli passeggiate lungo il bordo del mare o sulla spiaggia del centro città oppure si può decidere di fare un giro sul curioso tram trainato da cavalli. Fondato nel 1876, il tram a cavalli di Douglas ancora oggi richiama moltissimi turisti. E’ sicuramente una delle attrazioni principali della città e dell’intera Isola di Man.

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Un tram trainato da cavalli

Questa linea di tram è piuttosto breve, circa 2,5km, e unisce il terminal traghetti con il deposito principale di Derby Castle lungo tutta la promenade. Non è sicuramente l’unica attrazione su rotaie di Douglas, né dell’intera Isola di Man. Infatti, l’Isola di Man è un paradiso per gli appassionati di treni e rotaie come me. Dalla capitale parte una ferrovia a vapore in miniatura verso sud e uno storico tram elettrico verso nord.

L’ISOLA DI MAN A BORDO DI UN TRENO A VAPORE

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Il treno a vapore dell’Isola di Man

L’Isola di Man, pur essendo piccola, circa 60km da nord a sud e meno di 25km da est ad ovest nel punto più largo, ha un gran numero di binari. Da Douglas a Port Erin, nel sud dell’isola, c’è un ferrovia a scartamento ridotto, dove treni trainati da originali locomotive a vapore, perfettamente restaurate, sono la gioia di turisti ed appassionati. I treni percorrono questa linea di circa 25km attraverso la campagna e suggestivi paesaggi. E’ quello che rimane di una rete più estesa che collegava anche località sulla costa occidentale e nel nord dell’Isola. Oggi è possibile raggiungere le principali attrazioni del sud stando seduti comodamente sui divanetti delle piccole carrozze e facendo delle piccole passeggiate dalle stazioni.

Nel capolinea di Port Erin c’è un grazioso museo ferroviario dove ripercorrere la storia di questa ferrovia e osservare alcuni cimeli conservati nel tempo.

LE FERROVIE ELETTRICHE DELL’ISOLA DI MAN

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Un tram dell’Isola di Man

Da Douglas in direzione nord c’è  la Manx Electric Railway,  una linea a metà tra tram e ferrovia che percorre circa 28,5km lungo la costa orientale dell’Isola. Partendo dal capolinea di Derby Castle nella capitale, questi tram di epoca vittoriana, restaurati in ogni dettaglio, risalgono la collina verso Ramsey, una cittadina costiera nel nord, nota tra l’altro per essere punto di partenza delle tappe di montagna del Gran Prix locale.

Il viaggio a bordo di questi tram è emozionante anche per chi non è appassionato di treni e rotaie. Viaggiare su questi vagoni di legno è un salto indietro nel tempo, dove la tecnologia è ridotta al minimo essenziale. Lungo il percorso si può ammirare lo spettacolo delle colline che scendono verso il mare. Si attraversano villaggi da cartolina, vaste praterie, qualche bosco e si incontrano molti turisti, ma anche abitanti del posto che utilizzano questo tram quotidianamente.

Più o meno a metà del percorso, nella stazione di Laxey, c’è la partenza della linea di tram per la Snaefell Mountain, che con i sui 620m è la montagna più alta dell’Isola di Man.

SNAEFELL MOUNTAIN RAILWAY

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Il tram sulla vetta della Snaefell Mountain

La Snaefell Mountain Railway è lunga circa 8km e si arrampica fino alla vetta della montagna attraversando la splendida campagna dell’Isola. Lungo il tragitto, con l’aumentare dell’altitudine, la vista si apre a panorami mozzafiato. Si dice che, in condizioni meteo più che perfette, dalla vetta si possano vedere sia la Scozia ad est che l’Irlanda ad ovest. Ovviamente, quando sono arrivato io in cima al monte le nuvole a bassa quota coprivano il panorama e un vento gelido spazzava la zona.

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La nebbia in vetta

I vagoni sono quelli originale, quando dalla fine del 1800 portavano i turisti in vetta. Qua, una ricca caffetteria/tavola calda accoglie i passeggeri che, tra una passeggiata e l’altra, aspettano il tram successivo per tornare a valle.

Curiosa la presenza della terza rotaia al centro dei binari lungo i tratti in salita. Contrariamente all’uso comune come cremagliera, ossia una rotaia alla quale una ruota dentata si aggancia per agevolare la salita, in questo caso serve come freno. Nei tratti in discesa, alcuni piuttosto ripidi, un paio di ganasce poste sotto il vagone fanno presa lungo i bordi di questo binario e ne rallentano la corsa.

A poca distanza dal capolinea di Laxey si può scorgere una grande ruota rossa.

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L’enorme ruota rossa di Laxey

Con i suoi 22 metri di diametro, la Laxey Wheel, conosciuta anche col nome di Lady Isabella, in onore della moglie del governatore dell’Isola al tempo dell’inaugurazione, questa ruota serviva per pompare l’acqua dalle sottostanti miniere. Oggi è considerata un monumento dell’Isola e attira sempre numerosi turisti.

Se proprio non si è sazi di treni e rotaie, si possono fare giri su altre ferrovie turistiche dell’Isola di Man.

ALTRE FERROVIE TURISTICHE SULL’ISOLA

The Great Laxey Mines Railway è una cortissima linea di piccoli treni che percorrono i binari delle miniere di Laxey. Al posto dei vagoni pieni di minerali grezzi, oggi ci sono vagoncini per turisti. Dal capolinea di Laxey, questi trenini raggiungo l’entrata delle miniere qualche centinaia di metri dopo. Gestita da volontari, è solitamente aperta solo il sabato.

The Groundle Railway è una linea turistica a vapore gestita unicamente da volontari. I caratteristici treni vittoriani circolano quasi esclusivamente la domenica, da maggio ad ottobre. Da fine giugno a tutto agosto potrebbero circolare anche il mercoledì, ma le corse non sono garantite perché a volte manca personale. Per le feste di natale organizzano anche qualche treno speciale. Lo spettacolo di questa linea è la natura che circonda i binari, portando i turisti dall’entroterra fino a picco sul mare.

Insomma, quest’Isola è proprio un paradiso per gli amanti dei treni, dei tram, delle locomotive e tutto ciò che va su rotaie.

CURIOSITA’ DELL’ISOLA DI MAN

L’Isola non fa parte né dell’Europa, né della CEE, neppure del Commonwealth. E’ una sorta di protettorato del Regno Unito, ma non ne fa parte. Ha la propria moneta, che vale come la sterlina, e non se ne può prendere la cittadinanza.

E’ un’isola molto incantevole, con una natura ricca e rigogliosa. Tuttavia, se si è già stati in Irlanda e in Scozia, i panorami ricordano molto i paesaggi di questi due Paesi.

L’accoglienza è calorosa ed è piacevole girarla in macchina su strade non particolarmente trafficate. Attenzione però. Se arrivate via mare con una macchina a noleggio, dovrete molto probabilmente sottoscrivere una assicurazione aggiuntiva. Informatevi prima di partire.


 

Il Distretto dei Laghi: natura e relax

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Il Distretto dei Laghi è la prossima meta del mio tour nell’Inghilterra del Nord. Lasciata la cittadina di Newcastle sulla costa orientale e seguendo il Vallo di Adriano verso ovest, come avevo raccontato in questo post, è il momento di visitare questa regione suggestiva.

Immerso nel verde e ricco di tesori, il Distretto dei Laghi è il trionfo dei panorami mozzafiato e di una natura rigogliosa. Ideale per gli amanti del trekking, escursionisti in bicicletta e campeggiatori, è il luogo perfetto per rilassarsi e ricaricarsi.

IL DISTRETTO DEI LAGHI PATRIMONIO UNESCO

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Un tramonto nel Distretto dei Laghi

Dal 2017 questa zona del Nord Ovest dell’Inghilterra è entrata a far parte del patrimonio tutelato dall’Unesco (sito internet lakesworldheritage.co.uk). Questa area racchiude le cime più alte di tutta l’Inghilterra. Il Lake District National Park è il secondo parco più vasto del Regno Unito.

Il nome si deve, ovviamente, alla presenza di numerosi laghi che ne costituiscono la caratteristica principale. E’ una meta molto ambita da tutti gli inglesi che decidono di trascorrere le loro vacanze nei piccoli paesi che si affacciano sulle rive di questi placidi laghi. Sono anche molto diffusi i campeggi. Escursioni sui monti, trekking nei boschi, gite in bicicletta e mini crociere nei laghi sono solo alcune delle attività che si possono fare in questo distretto.

Non mancano gli interessi culturali. Il Distretto dei Laghi è strettamente legato ai poeti romantici inglesi. William Wordsworth, uno dei più famosi poeti inglesi, si è ispirato alla cornice paesaggistica dei Laghi, dove è nato e cresciuto.

La pace e la tranquillità che si possono trovare in queste zone non sono comuni: panorami bucolici e paesaggi rasserenanti sono una certezza. Tra boschi rigogliosi, cottage da cartolina e angoli suggestivi, una vacanza nel Distretto dei Laghi è un’occasione per rallentare i ritmi e godersi lo spettacolo della natura.

AMBLESIDE COME PUNTO DI PARTENZA

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Vista del lago Windermere da sopra Ambleside

Per visitare il Distretto dei Laghi ho scelto come “base” per le escursioni giornaliere un b&b nella località di Ambleside, sulle rive occidentali del lago Windermere.

Ambleside è un piccolo paese molto tranquillo. Anche d’estate, quando i turisti riempiono le stradine del borgo o il molo dei traghetti per le gite lungo il lago Windermere, il paesino rimane immune dal caos delle grandi città. Si trova al centro del Parco Nazionale, punto di partenza di molte escursioni sia a piedi che in bicicletta. Da qui si possono raggiungere in macchina tutti gli altri laghi e le altre località turistiche senza percorrere troppi chilometri.

Il b&b dove ho soggiornato, Slack Cottage, è una tipica ed elegante abitazione a due livelli. Immerso in uno splendido bosco e avvolto da un incantevole silenzio, il cottage è a pochi minuti a piedi dalle rive del lago. Tutto intorno è natura, cerbiatti che pascolano nei campi davanti casa e tranquillità. L’ospitalità dei due padroni di casa, Liz e Chris, è particolarmente calorosa.

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Vista da Slack Cottage

Alle piacevoli passeggiate nel borgo si possono alternare le suggestive escursioni sui traghetti. Dal molo di Ambleside partono mini crociere del lago Windermere. In una piacevole giornata di sole si può stare sul ponte superiore scoperto ad ammirare il panorama del lago che lentamente scorre davanti. Il tempo per coprire la lunghezza di tutto il lago è di circa un’ora e mezza.

Sbarcati nella località di Lakeside, all’estremità meridionale del lago, si può decidere di visitare il Lakes Aquarium, molto più di un semplice acquario, dove vengono esposte e conservate non solo le specie che si trovano nel Distretto dei Laghi, ma anche animali terresti provenienti da altre parti del mondo. Ulteriori informazioni sulle attività dell’acquario si possono trovare sul sito ufficiale.

Per gli amanti di ferrovie e treni storici, decisamente più interessante la Lakeside and Haverthwaite Railway.

LE FERROVIE TURISTICHE DEL DISTRETTO DEI LAGHI

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Treno a vapore di Lakeside

Vicino al molo dei traghetti di Lakeside, c’è una piccola stazione ferroviaria.  E’ il capolinea della linea turistica che porta fino a Haverthwaite, anonima località lungo il fiume Raven. Lunga poco più di 5 km, questa linea è ciò che rimane di un tratto ferroviario che, fino agli anni ’60, collegava questa zona del Distretto dei Laghi alla rete nazionale. Dopo la dismissione, un gruppo di appassionati ne ha ereditato le locomotive e i vagoni che oggi costituiscono una bella attrazione turistica.

Diverse sono le locomotive a vapore rimesse a nuovo e funzionanti. In testa a lunghi convogli di vagoni d’epoca, fanno su e giù lungo questa linea che costeggia il fiume Raven. Dai finestrini è possibile vedere panorami ancora incontaminati. Nella stazione di Haverthwaite, se non si opta per una camminata alla scoperta del circondario, si può visitare la rimessa dove vengono custodite e restaurate le locomotive e le carrozze. In attesa del treno di ritorno, la caffetteria della stazione offre una vasta scelta di piatti locali e ottime birre.

Per informazioni sui prezzi e gli orari dei treni, niente di meglio che un giro sul sito della Lakeside&Haverthwaite Railway.

Questa non è l’unica ferrovia turistica del Distretto dei Laghi. Tra le più suggestive di sicuro si trova la Ferrovia di Ravenglass

THE RAVENGLASS RAILWAY

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Un treno della Ravenglass railway

Questa ferrovia turistica parte dal paesino di Ravenglass che sorge lungo la foce di tre fiumi, Esk, Mite e Irt, quasi sulle rive del Mar d’Irlanda. Il villaggio è stato un porto molto importante per i romani e o alcuni resti delle antiche terme ne testimoniano il passaggio. Oggi è una tranquilla e piccola frazione turistica per famiglie. Il ritmo è scandito dalle lente maree che ridisegnano il paesaggio lungo i fiumi durante la giornata. Non lontano si può visitare il castello di Muncaster, dagli splendidi giardini.

Dalla stazione sulla linea principale si distacca una ferrovia in miniatura. A cavallo tra il 1800 e il 1900, questa linea a scartamento ridotto serviva principalmente le miniere di ferro del Distretto dei Laghi. Tra un treno e merci e l’altro vennero introdotti convogli passeggeri, ma nel 1913, a causa della diminuzione dei carichi di ferro e le non buone condizioni del tracciato, venne chiusa. Durante la Grande Guerra la linea fu oggetto di sperimentazioni tecniche, un nuovo modello di rotaie fu introdotto, e nuove miniere di granito diedero una nuova vita a questi treni. Col tempo, i traffici diminuirono, i costi di manutenzione crescevano e nel 1960 venne messa all’asta. Dal 1968 la nuova gestione ha investito molto in ristrutturazione e restauri, rinnovando le stazione e le fermate, recuperando le motrici diesel e le vecchie locomotive a vapore, intervenendo nella manutenzione dei rotabili e della linea.

Oggi è una delle più famose ferrovie turistiche del Distretto dei Laghi. Durante l’estate i treni in orario sono tutti pieni e spesso capita che mettano corse speciali per soddisfare la richiesta. La durata del singolo viaggio è di 40 minuti. Dal villaggio di Ravenglass, a bordo di carri scoperti o più angusti vagoni chiusi, si raggiunge la località Dalegarth. Il tragitto segue indicativamente prima il percorso del fiume Mite, poi dell’Esk per arrivare nel mezzo del nulla. Infatti, l’attuale capolinea di Dalegarth non era il terminal originale della ferrovia. Tuttavia, da questa stazione si possono fare piacevoli escursioni in attesa di prendere il treno di ritorno.

Il treno attraversa bellissimi boschi e piccoli villaggi. Fattorie e allevamenti sono una consuetudine del Distretto dei Laghi, ma è sempre curioso vedere mandrie di mucche a pochi metri dalla ferrovia. Il sito ravenglass-railway.co.uk offre tutte le informazioni per pianificare una bella gita su questa linea.

IL NORD DEL DISTRETTO DEI LAGHI

A nord del lago Windermere, numerosi paesini si affacciano sugli altri bacini di questo Parco Nazionale. I laghi Thrilmere, Derwent Water, Bassenthwaite Lake sono suggestive località dove organizzare escursioni e gite.

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Panorama del lago Ullswater

Il grande lago Ullswater è quesi la porta del Distretto per chi arriva da est e dalla cittadina di Penrith.

I villaggi sono piccole curiosità da visitare in poche ore. Nella località di Derwent, sull’omonimo lago, c’è un singolare Museo della Matita, il Derwent Pencil Museum, dove viene raccontata la storia di quella che era la più grande fabbrica di lapis prima del trasferimento della sede. Dalle vicine cave di grafite veniva estratta la materia prima che si lavorava in questi laboratori. Tra le note curiose viene raccontato come fu costruita la matita usata dalle spie dei servizi segreti, all’interno della quale venivano inseriti messaggi cifrati.

IL RESTO DEL DISTRETTO DEI LAGHI

Avendo più tempo dei quattro giorni che io ho dedicato alla visita di questa zona, si potrebbero scoprire molti altri piccoli paesi, affacciati su tanti altri laghetti, o immersi in boschi rigogliosi. Sono poche le cittadine, quasi tutte al margine del Parco Nazionale. Partendo la Nord, Carlisle, Penrith e Kendal si trovano sul lato orientale. Sulla costa del mar d’Irlanda, invece, sono molti i piccoli villaggi che richiamano turisti nella stagione calda.

Il turismo non è mai invadente, difficile trovare il traffico all’italiana lungo le seppur piccole strade. E’ piacevole andare alla scoperta del territorio e perdersi tra le stradine che in un attimo ti portano dal mare alle alte vette della zona.

Facile trovare ottimi pub che servono buona birra e piatti prelibati a costi contenuti. Non deve spaventare neppure l’orario della cena. Ormai, anche in questa area, servono da mangiare fino a tardi.

Prossima tappa l’Isola di Man. Cliccate qua se volete leggere il post.


 

Capodanno a Maratea: la scoperta di un territorio

Lavorare nei giorni di fine anno può essere una gran seccatura, soprattutto se sei di turno nella notte di San Silvestro. Ho la fortuna di avere un lavoro che per l’ultimo dell’anno mi manda in “missione” in giro per l’Italia. Dopo la pausa australiana e il capodanno 2017 a Sydney, ho iniziato il 2018 a Maratea.

MARATEA E LA BASILICATA

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Il mare di Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Maratea è una cittadina di poco più di 5mila abitanti in provincia di Potenza ed è l’unico comune della Basilicata ad affacciarsi sul mar Tirreno. È formata da una decina di frazioni spalmate tra splendide spiagge e un rigoglioso entroterra per cui non esiste una vera e propria città. Il “centro” è un suggestivo borgo molto simile ad un paesino di montagna, dove la vita scorre lenta e sottolineata dai rintocchi dei numerosi campanili.

Numerose sono le chiese, le cappelle e i monasteri presenti nel territorio di Maratea, tanto da essere chiamata la “città delle 44 chiese“. Il ritmo delle ore scandite dai campanili si alterna al fragore del mare che si infrange sugli scogli, a qualche belato delle greggi che pascolano paciose nei boschi, agli immancabili galli che riempiono i pollai e ai numerosi treni che transitano nelle stazioni del comune.

Infatti, il comune di Maratea ha ben tre fermate sulla linea tirrenica delle FS che collega Napoli a Reggio Calabria. Nella principale, “Maratea” appunto, fermano quasi tutti i treni, garantendo così numerosi collegamenti con il resto d’Italia.

MARATEA E IL MARE

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Spiagge a Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Maratea deve parte della sua fama essenzialmente al meraviglioso mare che lambisce le sue coste. Negli ultimi anni ha ricevuto più volte la Bandiera Blu per la qualità delle sue spiagge e l’ottima accoglienza che riserva ai turisti di ogni parte del mondo. È conosciuta anche come la Perla del Tirreno.

La costa è un susseguirsi di ripide scogliere che lasciano spazio a piccole insenature e brevi spiagge ben curate. Nelle località di Acquafredda e di Fiumicello si possono trovare due tra le spiagge più belle di tutta la Basilicata, fatte di piccoli ciottoli uniformi, dove anche in pieno inverno si possono fare piacevoli passeggiate.

Il clima invernale, almeno sulla costa, è quasi sempre mite. Durante il mio soggiorno di fine anno, nonostante qualche giornata di brutto tempo e burrasca, ho avuto la possibilità di godermi la spiaggia con 15 gradi e mettere i piedi in acqua non è stato traumatico.

Le guide turistiche parlano di diverse grotte raggiungibili solo via mare, così come molto nascosta è una spiaggia che si scopre dopo aver attraversato, sempre dal mare, una galleria nella roccia.

MARATEA E LA MONTAGNA

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La montagna di Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Il territorio di Maratea è ricco proprio per il suo aspetto vario. Dalle spiagge sul Tirreno, in pochi minuti, si può salire su alte montagne dalle quali godere di un panorama mozzafiato. Lo stesso “centro” della cittadina è un piccolo borgo che richiama i paesini di montagna delle alpi.

Non manca una vegetazione tipicamente montana, dove in pochi metri la macchia mediterranea lascia spazio a fitti boschi di pini.

La statua del Redentore, ormai simbolo della città, sorge in vetta al monte San Biagio, a 620m sul livello del mare. Con i suoi 22 metri di altezza, è considerata la statua più alta d’Italia e domina il centro storico di Maratea, volgendo le spalle al mare.

L’entroterra della cittadina è ricco di sentieri ed itinerari ideali per gli escursionisti e per gli amanti delle passeggiate in mezzo alla natura.

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Statua del Redentore

COME ARRIVARE A MARATEA

Non è così comodo arrivare a Maratea. L’aeroporto più vicino è quello di Napoli, a poco più di 200km di distanza. Si deve quindi poi raggiungere la cittadina utilizzando l’autostrada Salerno/Reggio Calabria fino allo svincolo di Padula, preferibile a quello virtualmente più vicino di Lagonegro Nord. Infatti, da Padula una scorrevole e comoda strada statale porta a Policastro, sul mare, dove prendere poi la Statale 18 in direzione Sud.

Superata Sapri, la strada diventa stretta e piuttosto tortuosa, occorre, quindi, fare attenzione e non farsi distrarre dal meraviglioso panorama a picco sul mare.

La fortuna è che, anche in alta stagione, il traffico è molto ridotto e quindi non ci sono particolari problemi a percorrere questo tragitto.

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Treno a Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Ben più semplice è arrivare a Maratea in treno. Dalla stazione ci si può spostare con i bus di linea, noleggiare un’auto o organizzarsi con le navette degli alberghi.

DOVE SOGGIORNARE A MARATEA

L’ottima ospitalità di questo territorio mette a disposizione dei turisti diverse opportunità di soggiorno, b&b, appartamenti e ottimi hotel.

Io ho soggiornato presso l’Hotel Villa Cheta Élite e l’esperienza è stata al di sopra di ogni più rosea aspettativa.

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Hotel Villa Cheta a Maratea

 

 

 

 

 

 

 

 

Situato nella frazione di Acquafredda di Maratea, questo hotel offre un’esperienza di soggiorno fuori dall’ordinario. Ricavato in un antico edificio nobiliare dalle caratteristiche liberty, si fa presto ad essere sedotti dal fascino di questo posto.

L’accoglienza riservata agli ospiti è degna del più lussuoso albergo al mondo e l’eleganza degli interni lascia senza parole.

Gli spazi comuni sono un susseguirsi di salottini dove rilassarsi, leggere o guardare la tv, mentre le sale da pranzo offrono un servizio di prima categoria, così come eccellente è la qualità del ristorante. Durante la stagione calda è possibile cenare negli spazi esterni, dai quali godere di un meraviglioso panorama della costa.

Le camere, ognuna con un nome diverso, sono molto raffinate nell’arredamento e nei corredi, sempre in stile con l’epoca dell’edificio.

È disponibile anche una piscina all’aperto e il mare non è molto distante, raggiungibile con una breve passeggiata.

Utile una visita al sito ufficiale di Villa Cheta, cliccando qui, dove poter leggere di più sulla storia dell’hotel e trovare maggiori informazioni.

RILASSARSI A MARATEA

Scegliere di fare una vacanza a Maratea vuol dire garantirsi un’esperienza di totale relax, lontano dal caos di spiagge affollate o località inflazionate. Anche solo un weekend in questo territorio è sufficiente a ritrovare il giusto relax interiore, facendosi coccolare dall’ottimo cibo e da una natura ancora incontaminata.

Mi sono ripromesso di tornarci non appena ci sia la possibilità, perché l’esperienza vissuta è stata molto positiva.


 

Volare a Sydney in business class

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Dopo la lunga organizzazione per coronare il sogno di una vita che ho raccontato nel post precedente, finalmente è arrivato il giorno di volare a Sydney.

PARTENZA PER UN LUNGO VIAGGIO

È il 13 luglio del 2016.

A Milano la temperatura è di quasi quaranta gradi. Nel soggiorno di casa ho due grandi valigie piene di scarpe e vestiti. Non sono mai riuscito a preparare bagagli di contenuto ridotto nemmeno per viaggi brevi e per un soggiorno di sei mesi mi serve sia l’abbigliamento estivo che quello invernale. Inoltre, in Australia le stagioni sono ribaltate rispetto alle nostre.

Quando atterrerò a Sydney sarà inverno!

Mi convinco che possa essere un inverno più mite rispetto a quello milanese, ma meglio essere previdenti e non lasciare a casa le felpe.

Intanto la temperatura in casa è insopportabile. L’emozione cresce di minuto in minuto e il mio bagaglio pesa un accidenti da quanta roba ho messo dentro. Avrò problemi al momento del check-in?

Per ridurre al minimo la fatica del trasferimento da casa all’aeroporto di Malpensa, decido di noleggiare una macchina, in modo da essere anche più libero con gli orari. Del resto, il noleggio di un’auto di medie dimensioni costa sempre meno del taxi tra Milano e l’aeroporto che, al momento, ammonta a 95€, secondo le tariffe del Comune di Milano.

Con il sole a picco, carico la macchina con le valigie, doppio bagaglio a mano, qualche zaino e gli occhiali da sole. Più che un viaggio intercontinentale, sembra un trasloco.

Il mio incubo peggiore è di andare a Malpensa in macchina e trovare l’autostrada bloccata, fare tardi e perdere il volo. Questa volta, nonostante l’orario pomeridiano, la strada è quasi deserta e ci sono tutte le condizioni ideali per non avere imprevisti lungo il percorso.

Il sole, inesorabile, sembra avere ora qualche piccolo oscuramento. Da nord il cielo sta assumendo colori sempre più cupi  e minacciosi e, dall’azzurro limpido sopra Milano, si passa, dopo pochi chilometri, al grigio piombo. Nei pressi di Malpensa sta per abbattersi un violento temporale, quello che poi i giornalisti non faranno fatica a descrivere come una bomba d’acqua.

DOPO LA PIOGGIA VIENE IL SERENO

Ovviamente io ero partito da casa in pantaloncini e maglietta con l’intenzione di asciugarmi il sudore e mettermi un jeans una volta imbarcato baule e cassapanca al check-in.

Arrivo a Malpensa che la pioggia è talmente fitta da rendere inutilizzabili i tergicristalli. Il parcheggio dove avevo deciso di riconsegnare l’auto è completo e nessun addetto dell’autonoleggio si avventura sotto il diluvio per dare indicazioni. La temperatura è passata dai 37 gradi di Milano ai 15 di Malpensa. Per fortuna io sono ben in anticipo: solo un paio d’ore prima che aprano il check-in (che di solito è due/tre ore prima del decollo. Dipende dalla compagnia).

Cambio parcheggio. Scendo dall’auto e ho freddo, brividi e pelle d’oca. Nel terminal l’aria condizionata è sparata a mille e io corro, si fa per dire, con il mio carrello pieno di valigie, verso il bagno più vicino per cambiarmi. Jeans, camicia, calze lunghe e giubbino.  Che sia un anticipo delle temperature di Sydney?

UN SOGNO ANCORA PIÙ MAGICO

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Torna il sereno a Malpensa

Mentre il temporale, che ha bloccato l’aeroporto per un’ora abbondante, si sta spostando, lasciando spazio ad un tramonto suggestivo, io sono davanti ai banchi dell’accettazione in attesa che apra il check-in.

Per rendere ancora più magico questo mio viaggio da sogno, mi sono regalato il volo in business class. Comprando il biglietto nel mese di gennaio, sono riuscito a trovare una tariffa non eccessivamente costosa con la Qatar Airways, la migliore compagnia al mondo per i servizi in business, e non solo, secondo autorevoli sondaggi che potete trovare qua.

Come consigliato dalla compagnia, sono al check-in con largo anticipo e, mentre una lunga fila di persone cariche di ogni tipo di bagaglio, compreso un ventilatore a piantana e una stufetta elettrica, si sta formando davanti ai desk di economy class, a quelli di business non c’è nessuno e, quando la hostess apre l’accettazione, io sono il primo.

Come ho raccontato in questo post, ai banchi delle classi superiori ti accolgono con tappeti rossi, fiori profumati e sorrisi a 36 denti. Il personale è molto disponibile e cortese, preparatissimo a dare consigli di viaggio e indicazioni. Anche sul bagaglio da imbarcare sono molto attenti e io temo di dover pagare un extra salato per tutto quello che mi sto portando dietro.

La mia preoccupazione per il peso eccessivo delle valigie lascia immediatamente spazio a serenità e soddisfazione dopo una breve chiacchierata con la gentilissima hostess: tra i vantaggi del viaggiare in business class c’è anche quello di poter imbarcare due valigie per un peso complessivo tra i 32 e i 40 kg, a seconda della compagnia aerea, e di avere anche due bagagli a mano fino ad un massimo di 15kg (altro che low-cost!).

Quindi nessun problema per me, ritirerò il tutto a destinazione. Dopo 27 ore. Non resta altro che godermi il viaggio.

COME AFFRONTARE 27 ORE DI VOLO

Con le mie carte d’imbarco bordate di rosso mi si aprono una serie di corsie preferenziali, iniziando dai controlli di sicurezza attraverso i quali passo saltando la fila.

Quindi evito pure le comuni sale d’attesa tra un fastfood e un kebabbaro e mi dirigo spedito verso la lounge della compagnia aerea, oramai solo con il mio enorme zaino arancione fluorescente sulle spalle.

Sempre in questo post ho raccontato delle lounge milanesi non sempre all’altezza del loro ruolo se confrontate con quelle di altri aeroporti internazionali, tuttavia la comodità di avere una elegante poltroncina dove bivaccare un paio d’ore, mentre mangi tartine e tramezzini e bevi ottimo champagne, è sempre un modo molto tranquillo e rilassante per aspettare la partenza.

Anche per l’imbarco il passeggero delle classi superiori ha una serie di priorità. Oltre a poter rimanere nella sala riservata fino all’ultimo, non ci sono file da fare e, come sempre, vieni accolto al banco da personale super sorridente.

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Film e champagne in business class

Volare a Sydney in business class

A bordo dell’aero si vede la vera differenza tra le classi di viaggio. La cabina di business di questo volo ha solo sei poltrone per fila, due accanto ai finestrini e due centrali, mentre in economica le file sono da 8 posti, due lato finestrino e 4 centrali.

Per essere più comodo e non dover chiedere permesso al vicino, o farmi scavalcare, ho scelto una poltrona tra quelle centrali, così da non essere disturbato da altri passeggeri. Questo primo volo dura circa sette ore, tutte in notturna, e il servizio a bordo è eccezionale. Subito dopo il decollo, le hostess apparecchiano tavola per servire la cena: tovaglia e tovagliolo di cotone, posate di metallo, bicchieri di vetro e pane appena sfornato.

Avendo mangiato alla lounge in aeroporto, non mi lascio tentare da tutte le portate del menù, ma mi limito ad assaggiare una selezione di formaggi e il dolce, accompagnato da due bicchieri di vino, diversi per ogni portata, mentre mi guardo sul mio televisore da 14 pollici uno degli ultimi film appena usciti al cinema.

Nel frattempo mi sono cambiato, indossando la tuta/pigiama che la compagnia riserva ai passeggeri di business e, terminata la cena e finito il film, faccio sistemare dalla hostess la poltrona in modalità notte, mi sistemo il cuscino, tiro su la copertina e dormo della grossa.

Dopo una meravigliosa dormita, anche se di una manciata di ore, è tempo di colazione che viene servita con esemplare cortesia. Pancake e succo d’acero, qualche brioche calda, spremuta d’arancia. Direi che sono pronto per atterrare.

VOLARE A SYDNEY FACENDO DUE SCALI

Per volare a Sydney con il mio biglietto devo fare due scali e la prima sosta è a Doha, capitale del Qatar, un piccolo e ricchissimo emirato situato nella penisola Arabica.

Grazie al mio status di passeggero di business class, i controlli doganali appena sceso dall’aereo sono rapidissimi e senza code.

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L’enorme peluche al centro dell’aeroporto di Doha

L’aeroporto è così grande che puoi tranquillamente muoverti guardando le mappe di Google. Nonostante non siano ancora le sei della mattina, c’è un viavai di persone che sembra di essere a mezzogiorno. Ho due ore di sosta e mi dirigo con piglio deciso verso la lounge della Qatar Airways, della quale vi ho già parlato qua.

Faccio un bis di colazione, cappuccino Illy e qualche dolcetto, una veloce visita alla day spa, nome altisonante per indicare gli elegantissimi bagni con servizio di concierge, musica diffusa in sottofondo, asciugamani di pregiatissimo cotone, ed è già ora di andare a prendere un altro aereo.

Il gate d’imbarco questa volta è veramente lontano. Io e il mio zaino fluorescente attraversiamo lunghissime navate piene di gente in partenza e, alla fine di un interminabile corridoio, scendendo di un piano con una lentissima scala mobile, vedo il mio desk di imbarco con una lunga fila di persone. Ovviamente io passo davanti a tutti, mi controllano la carta d’imbarco e mi indirizzano verso un bus navetta con tre persone a bordo.

Per fortuna sul pullman l’aria condizionata funziona a meraviglia, perché nel passaggio dal terminal al bus ho potuto constatare che alle 7.30 della mattina del 14 luglio in Qatar  ci sono già 40 gradi!!!

Con immensa sorpresa scopro che l’autobus sul quale sono salito è riservato ai viaggiatori di business class e, a quanto pare, siamo solo in cinque. Il prossimo scalo, questa volta a Hong Kong prima di volare a Sydney, si annuncia essere ancora più interessante del precedente (ma lo racconterò nel prossimo post).


 

Sydney: un sogno che diventa realtà

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Come ho scritto nella presentazione del blog, che potete leggere qui, ho vissuto sei straordinari mesi a Sydney. Arrivarci, però, non è stata cosa semplice e il viaggio ha richiesto una lunga pianificazione.

UN SOGNO COLTIVATO A LUNGO

Sin da bambino coltivavo il sogno di andare in Australia e visitare Sydney, città famosa per l’iconica Opera House e per le sue meravigliose baie ed insenature.

Non ho ricordo di un motivo particolare per cui mi sia nata questa passione per il paese dei canguri, sta di fatto che negli ultimi anni era diventata quasi un’ossessione l’idea di poter andare a vivere, anche se solo per un periodo, dall’altra parte del mondo.

Grazie ad internet, avevo iniziato a studiare le diverse opportunità che esistevano per poter sbarcare in Australia con un visto regolare e, contemporaneamente, leggevo diversi blog che raccontavano l’esperienza di altri italiani trasferiti a vivere a “testa in giù”, downundercome si dice in maniera informale di chi vive in quel continente.

L’UNIVERSO INTERNET

Tra tutti i blog, il migliore, quello che più mi ha trasmesso le emozioni di un italiano che sogna Sydney e che finalmente la raggiunge, è stato quello di Giordano, che, attraverso i suoi post, mi ha coinvolto nella sua nuova vita australiana. Il suo primo post di sempre, che potete leggere cliccando qui, mi ha fatto sentire come se fossi io il protagonista di quella storia.

I racconti di Giordano descrivono una Sydney che io dovevo assolutamente vedere con i miei occhi. Quindi ho iniziato a consultare molti gruppi Facebook di italiani a Sydney ed in Australia e a leggere le esperienze raccontate per raccogliere informazioni sui visti d’ingresso. Tuttavia, sappiamo che questo social network non è uno strumento sempre attendibile e quindi ho cambiato fonte.

Niente di meglio che il sito ufficiale dell’immigrazione australiana, il sito Border.gov.au, per anni conosciuto come Immi, abbreviazione di immigration, nome contenuto nel vecchio indirizzo internet. Su questo sito ho trovato tutte le informazioni aggiornate in merito a visti e possibilità di ingresso in Australia, paese noto per le norme molto rigide in materia di immigrazione.

Alla fine, il modo migliore per me per andare a Sydney era quello di richiedere un visto studenti, così da potermi fermare oltre i 90 giorni del visto turistico, frequentare un corso d’inglese e poter lavorare, anche se solo per 20 ore la settimana.

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Il centro di Sydney visto dall’aereo

TROVATO IL VISTO ORA SI CERCA LA SCUOLA

Sebbene sulla carta la ricerca di una scuola d’inglese a Sydney possa sembrare un gioco da ragazzi visto che ce ne sono centinaia, ho preferito affidarmi a chi ne sa più di me.

Tra le varie notizie trovate in rete ho scoperto organizzazioni educative, agenzie scolastiche, che offrono servizi di consulenza gratuita per la ricerca di corsi di studio in Australia.

Ho anche partecipato ad una convention organizzata a Roma da una di queste agenzie, ma lo show con tanto di lacrimuccia del suo fondatore non mi ha convinto molto.

Ho fissato quindi un appuntamento con un’altra agenzia scolastica, questa volta a Milano, Go Study Australia, e l’approccio è risultato sicuramente meno melodrammatico e più pragmatico. Dopo un primo incontro nella sede vicino piazza San Babila con il manager Jacopo, è toccato al buon Francesco (se cliccate qui potete conoscerlo un po’ di più) occuparsi della mia pratica e, soprattutto, sopportare le mie mille domande e molteplici dubbi.

Si perde il conto del numero di telefonate che gli ho fatto o di email che gli ho scritto con le domande più disparate, ma alla fine è riuscito a tranquillizzarmi e insieme abbiamo scelto il campus, il Greenwich College nel centro di Sydney, dove avrei perfezionato il mio inglese, e, successivamente, abbiamo compilato la richiesta per il visto d’ingresso in Australia come studente.

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Il centro di Sydney

LA CONFERMA DEL VISTO

Meglio di ogni più rosea aspettativa, il visto mi è stato rilasciato in meno di 12 ore, tempo pressoché record per il dipartimento australiano di immigrazione, e a questo punto, con i biglietti già in tasca da diversi mesi, non mi è rimasto che aspettare la data di partenza.

Il 13 luglio 2016 mi sono imbarcato sul volo diretto a Sydney. Un violento temporale metteva a dura prova l’aeroporto di Malpensa, mentre la mia emozione cresceva di momento in momento; ma per sapere cosa successe dopo dovete aspettare il prossimo post.


 

 

Perché viaggiare in business class fa bene all’amore (e all’umore)

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Non sempre apprezziamo appieno le potenzialità di un viaggio in business class, o in prima classe, perché ci preoccupiamo del costo forse alto, ma viaggiare comodamente fa cambiare la percezione della viaggio stesso e della vita.

LA PRIMA CLASSE IN TRENO

La differenza tra le classi dei viaggi in treno può sembrare poca cosa, ma è un esempio molto efficace per dimostrare che il viaggio in prima sul treno può far amare di più le persone e il nostro umore ne trarrà beneficio.

E’ tutta una questione di numeri: infatti in prima classe ci sono meno persone che in seconda, la dimensione del sedile è maggiore e di conseguenza si ha più spazio a disposizione e non resta che rilassarsi godendosi il viaggio.

La carrozza di prima classe, meglio ancora i posti in executive sui treni ad alta velocità, ha un sedile in meno per fila, ossia solo tre posti di cui uno, quello che preferisco, singolo vicino al finestrino.

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La prima classe su un treno Frecciabianca

Un minor numero di persone nel vagone rende il viaggio più confortevole, chi viaggia ha una percezione più leggera del tempo trascorso a bordo e diventa più semplice sorridere e amare gli altri.

Una volta arrivati a destinazione dopo un viaggio così rilassante non si potrà che avere un ottimo umore.

(Potete lasciare un commento su eventuali e sporadiche esperienze negative della prima classe in treno in fondo al post)

LA BUSINESS CLASS IN AEREO

Se il viaggio in prima classe in treno può essere comodo e rilassante, l’esperienza di volare in business class è sinonimo di nobile benessere, coccole principesche e assenza di problemi.

La mia prima esperienza in business class è stato su un volo intercontinentale tra Milano e Auckland, in Nuova Zelanda. Ovviamente si è trattato di un viaggio a tappe, con scalo a Francoforte e Hong Kong.

IL CHECK IN

Già al momento del check in si notano le differenze con i viaggiatori della classe economica: ci sono banchi dedicati dove si viene accolti con i tappeti rossi, il personale è molto più sorridente e la fila è praticamente inesistente.

Tra i benefit della business class c’è la possibilità di imbarcare un bagaglio dal peso maggiore, quindi di non doversi preoccupare se portare o meno altre due paia di scarpe o di infilare in valigia due pantaloni in più.

LA LOUNGE

Con la carta d’imbarco bordata di rosso, tipica dei passeggeri di business, si può accedere al fantastico mondo delle lounge, ossia meravigliosi luoghi dove aspettare l’ora d’imbarco del tuo volo in un ambiente rilassato lontano dalla confusione degli aeroporti/grandi magazzini. Questi ambienti riservati offrono anche servizio di ristoro a buffet e una ricca selezioni di bevande. Insomma, una sala d’attesa a cinque stelle.

MALPENSA E LINATE

Non tutti gli aeroporti hanno lounge di business class degne di nota: per esempio Linate e Malpensa offrono una mediocre accoglienza nelle sale di attesa VIP e non tutte le compagnie hanno una lounge di proprietà. Questo implica che si appoggino ad altre compagnie o a sale comuni messe a disposizione dalla società aeroportuale e non sempre di alta qualità.

A Malpensa ci sono un paio di sale ad uso delle compagnie aeree per i loro passeggeri di business e first class: poltroncine, divanetti, tavolini e computer sono a disposizione dei clienti vip. Il servizio di ristoro è essenziale e varia a seconda della fascia oraria: si passa quindi dalle brioche a colazione, a piatti caldi a pranzo e cena. Molto varia e abbondante la selezione delle bibite, dei vini e dei superalcolici, molto richiesti soprattutto dai passeggeri dei voli più lunghi.

BRITISH AIRWAYS A LINATE
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Lounge British Airways di Linate

La compagnia britannica ha una propria saletta di attesa per i viaggiatori di business class nell’aeroporto di Linate. Pur funzionale e pratica, può risultare un po’ spartana e il servizio offerto è proprio essenziale: per colazione qualche brioche, una selezione di biscotti, dello yougurt, della frutta di stagione e del caffè da un distributore automatico.

Certo è che la tranquillità di poter aspettare il tuo volo in una sala non affollata, praticamente in silenzio, dove poterti comodamente sedere su un divano e non vagare per un aeroporto è un beneficio innegabile per affrontare il viaggio, specie se lungo.

LA LOUNGE CHE PREFERISCO

Durante un mio viaggio intercontinentale in business class, ho aspettato la coincidenza del nuovo volo nella lounge della Qatar Airways dell’aeroporto di Doha, nel Qatar appunto, e la mia visione dei viaggi comodi ha raggiunto un livello quasi mistico.

Per rendervi un po’ l’idea di questo aeroporto fatevi un giro su questo sito e potete dare anche un’occhiata a questa sala d’attesa da grand hotel cliccando su questa pagina.

Questa lounge occupa ben due piani dell’aeroporto, ha centinaia di poltrone e divanetti dove rilassarsi mentre si aspetta il volo, diverse postazioni dove farsi un caffè e prendere dei tramezzini o dei dolci, una grande sala attrezzata con computer e stampanti, sale relax dove poter dormire, un ristorante a buffet e uno à la carte e poi bagni e docce degne delle terme più lussuose ed eleganti.

L’estetica è stata curata nei minimi dettagli e i grandi spazi di questa sala d’attesa sono arredati con gusto e raffinatezza. Non manca neppure un’enorme vasca con giochi d’acqua, che potete vedere nell’immagine di copertina di questo post, una vistosa scala e maestosi lampadari di cristallo.

E’ quasi un peccato dover lasciare questo posto per doversi imbarcare di nuovo.

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Un lampadario della lounge Qatar Airways a Doha

L’ESPERIENZA IN VOLO

Per i voli internazionali di corta e media distanza si usano velivoli di dimensioni non grandissime, quindi la business class può essere anche solo virtuale, ossia le prime file di posti vengono dedicate alla classe più alta, ma la configurazione è identica ai posti della classe economica. La differenza sta nel numero dei posti occupati e, soprattutto, nel servizio offerto a bordo, di cui vi parlerò più avanti.

Per i voli di lungo raggio, tipo gli intercontinentali, si usano aerei di dimensioni anche mastodontiche, come l’enorme Airbus380, il velivolo a due piani capace di poter trasportare anche 853 passeggeri, se non ci sono distinzioni di classi.

I voli intercontinentali di linea possono anche prevedere ben 5 classi di viaggio differenti: economy, premium economy, business class, first class e anche un lussuosissimo appartamento con doccia privata su alcune tratte della compagnia Emirates.

La business class di alcune compagnie, come la già citata Qatar Airways, ha talvolta servizi degni delle classi superiori.

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I sedili centrali di una business della Qatar Airways
I VOLI INTERCONTINENTALI

La business class dei voli intercontinentali ha solitamente l’aspetto di un elegante salotto. Per ogni fila di posti ci possono essere dalle quattro alle sei poltrone, perché è di vere e proprie comodissime poltrone che si sta parlando.

Scordatevi il minuscolo sedile e le ginocchia in bocca. Qua si ha a disposizione una grande poltrona e tantissimo spazio anche per allungare le gambe. Attraverso un telecomando si possono controllare tutte le funzioni del proprio sedile, dalla posizione dello schienale, all’inclinazione del reggi gambe.

Dimenticate le notti passate a dormire con la testa a ciondoloni: la poltrona di business class si trasforma in un comodissimo letto al tocco di un tasto del telecomando. Una hostess provvederà a prepararlo per la notte con una leggera trapuntina e un soffice cuscino.

Alcune compagnie offrono in dotazione anche un pratico pigiama, oltre a utili ciabatte in stoffa e calzettoni da usare al posto delle proprie scarpe.

IL SERVIZIO BUSINESS A BORDO

Dal momento in cui si mette piede su un volo in business class, il personale di bordo inizia a dedicarsi al passeggero. Nel mio volo intercontinentale con la Qatar Airways, ogni hostess si prendeva cura di non più di una decina di viaggiatori.

Appena raggiungi il tuo posto ti viene offerta una salvietta umidificata, calda o fredda a piacimento, un cocktail di benvenuto e delle noccioline.

Viene data in omaggio una elegante pochette contenente uno spazzolino, un tubetto di dentifricio, un pettine, nonché tappi per le orecchie e una maschera da mettere sugli occhi se non si vuole essere disturbati dalla luce della cabina. Inoltre c’è anche del burro di cacao per le labbra, crema per le mani e una crema idratante. Completano il kit un paio di comodi calzettoni.

In attesa del decollo si può consultare un ricco menù dei pasti offerti durante il volo: per i passeggeri di business class il servizio ristoro è un vero e proprio ristorante al quale ordinare anche in qualsiasi momento del viaggio e non manca neppure la carta dei vini!

MANGIARE E BERE

Se nei posti di economy il pasto è servito in vaschettine di plastica dove non si distingue tra la pasta e il dolce, in business il tavolino a disposizione si trasforma in una tavola imbandita per un grande ricevimento: tovaglia e tovagliolo di pregiato cotone, posate in acciaio (diverse per ogni portata), bicchieri in cristallo (acqua, vino bianco, vino rosso e champagne), porta sale e pepe e pane sfornato fresco!

I piatti sono degni del migliore ristorante, tant’è che le compagnie aeree si rivolgono a blasonati chef per la creazione dei loro menù, e i vini sono sicuramente tra i più pregiati.

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Una meravigliosa insalata di salmone su un volo Qatar Airways

Ovviamente, tra un pasto e l’altro, se si dovesse avere un languorino, le hostess sono più che disponibili a servire degli snack dolci o salati, tramezzini o zuppe e a versare calici di vino o pregiati champagne.

Dopo un volo del genere, coccolato, servito e riverito, arrivare a destinazione per me è stato come risvegliarsi da un sogno celestiale. Ovviamente sono sceso dall’aereo con l’umore alle stelle e pronto ad affrontare la vita con grande amore.