Sofia e la vacanza fuori programma

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Sofia, capitale della Bulgaria, non ha mai attirato la mia curiosità.

Devo essere onesto, sono scioccamente prevenuto sui paesi dell’Est Europa.

A vincere questa mia illogica diffidenza è stata un inatteso invito ad organizzare una breve gita in questa città. Dopo 15 giorni nell’Inghilterra del nord partendo da Newcastle, una brevissima sosta a Lecce, eccomi a Sofia per tre giorni, dove i miei pregiudizi sono stati in parte smentiti.

Sofia capitale

Sofia è la più grande città della Bulgaria, centro non solo amministrativo di tutto il Paese. E’ una delle capitali più antiche d’Europa e le sue origini risalgono ai Traci, circa 4000 anni avanti Cristo.

E’ stata spesso terra di conquista e gli invasori partono dagli antichi Romani per finire ai Russi. I segni di tutte queste dominazioni sono visibili nel contesto urbano, dai reperti delle vecchie strade romane, alle antiche chiese ortodosse, ai palazzi del potere di epoca russa.

Arrivare a Sofia

Sono partito in aereo da Bari con una compagnia, ahimè, lowcost. Purtroppo, non sono molte le opportunità di un collegamento diretto dall’Italia verso la capitale bulgara, per cui bisogna scendere a compromessi.

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L’insegna dell’aeroporto di Sofia

Sorvolando la città in fase di atterraggio, si vede una grande città, densamente abitata, grandi palazzi, ampie strade e lunghi viali.

L’aeroporto internazionale della città ha due terminal. Il primo è quello più vecchio, aperto nel 1937 e base di tutti i voli lowcost. Con un’architettura molto essenziale, poche comodità e sistemazioni spartane, dimostra tutti gli anni che ha. Il secondo terminal è la base di tutte le maggiori compagnie aeree. Dall’architettura moderna e funzionale, è stato inaugurato alla fine del 2006. I due terminal sono serviti da un servizio di bus shuttle gratuito. Tassisti abusivi sono sempre pronti a portarti ovunque con le loro auto sgangherate.

L’aeroporto è collegato alla città sia da moderni bus che da una efficiente e moderna metropolitana.

La metropolitana di Sofia

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La stazione metro in aeroporto

La metropolitana di Sofia è stata la mia prima sorpresa positiva che mi ha accolto dall’arrivo.

Dal terminal 2 dell’aeroporto, la metro conduce fino al centro della città. Il biglietto, dal costo di pochi centesimi di euro, si compra direttamente prima dei tornelli. Si può provare ad acquistarlo ai distributori automatici, ma non accettano moneta straniera e difficilmente digeriscono le carte di credito. Meglio quindi cambiare o prelevare banconote locali, il lev bulgaro, e pagare all’addetto che, con un inglese stentoreo, consiglia anche dove effettuare eventuali cambi.

Sulla banchina di partenza ci sono diverse mappe della città e della metropolitana, così è più semplice capire come spostarsi.

I moderni treni sono comodi e funzionali. Indicazioni visive sulle fermate e annunci anche in lingua inglese semplificano moltissimo gli spostamenti. I nomi delle  stazioni sono indicati sia con l’alfabeto cirillico che con il nostro. Tutte le stazioni sono estremamente pulite e l’architettura è imponente.

Al servizio metropolitano si affianca una capillare rete di filobus, bus e tram, alcuni di questi di epoca sovietica. I biglietti si possono comprare anche a bordo di tram e bus da distributori automatici che accettano solo monete dell’importo corretto.

Il centro della città

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Il Palazzo di giustizia in centro città

La prima impressione della città mi ha lasciato contraddetto. La periferia nei pressi dell’aeroporto non è per nulla invitante. Grandi edifici industriali, architettura residenziale molto spartana e una diffusa sensazione di trasandatezza. Poi la metro scende sotto terra e ci si ritrova in centro città.

Il mio primo incontro con il centro di Sofia è stato alla fermata di NDK, il Palazzo della Cultura. Si trova all’estremità meridionale del boulevard Vitosha, il centralissimo viale pedonale di circa 800 metri sul quale si affacciano ristoranti alla moda e negozi di moltissimi brand occidentali. Anche a Sofia, ormai, la globalizzazione ha portato i suoi frutti e i  prezzi a volte sono veramente bassi, tranne per i prodotti Apple che costano come da noi.

Tra un bar e un negozio di souvenir si possono incontrare molti turisti, soprattutto dalla Germania, ma anche gli Italiani non mancano. Il costo della vita molto basso e collegamenti aerei a prezzi stracciati sono un bell’incentivo per venire a scoprire questa città.

Il circondario del viale pedonale può lasciare straniti. Al luccichio dei negozi alla moda, corrispondono piccole vie laterali, spesso alberate, dai marciapiedi sconnessi. I palazzi sono quasi tutti moderni, ma trascurati nel rivestimento.

Quando cala il sole, la città si spegne. Letteralmente. Infatti, la politica di risparmio energetico e lotta all’inquinamento luminoso portata avanti dall’amministrazione ha determinato la scelta di non illuminare le vie secondo standard ai quali siamo abituati in Italia. Come ad Amburgo, durante la notte le strade sono praticamente buie e tornare in albergo lungo vie sconosciute può diventare inquietante.

Cosa vedere a Sofia

La ricca storia di Sofia ha lasciato come tributo un ingente patrimonio architettonico e artistico. A voler vedere ogni singolo museo, galleria d’arte, chiesa, moschea probabilmente non basterebbe una settimana. Tuttavia, il rischio è che la visita possa diventare ripetitiva e noiosa, per cui il consiglio che si legge su diverse guide è quello di non dedicare più di tre giorni pieni alla città.

Io ho visitato le maggiori attrazioni della città in due giorni, concedendomi anche un’andatura lenta e lunghe pause. Si può visitare Sofia facilmente a piedi. In alternativa bus e tram sono comodi o si può prendere un taxi, il cui costo non è mai esoso.

Ci si può affidare a tour organizzati da agenzia o al giro col bus turistico che tocca le principali attrazioni della città e una guida ne racconta per sommi capi la storia. Io ho particolarmente apprezzato il giro gratuito passeggiando per la città, organizzato da 365 Association Sofia Tour.

Free Walking Tour a Sofia

La mia opinione su Sofia è cambiata dopo aver preso parte a questa passeggiata per le strade di Sofia. Grazie ad una simpatica guida e alla sua ottima preparazione, ho avuto modo di vedere con un occhio più critico alcuni dei monumenti più emblematici della città.

Partendo dal centralissimo Palazzo di Giustizia, la guida ha accompagnato il mio gruppo tra i tesori più o meno nascosti, narrando le varie fasi storiche di cui questa capitale è stata protagonista.

Il tour è durato circa un paio d’ore, che possono essere molte se la giornata è calda. La guida ha raccontato, sempre in un ottimo inglese, delle varie bellezze della città, arricchendo la narrazione anche con qualche aneddoto.

Cattedrale di Santa Domenica

La passeggiata inizia dalla Cattedrale Ortodossa della città che risale al 1863. Sorge sui resti di chiese di epoche precedenti. Infatti, la città è stata martoriata da guerre ed eventi infelici che più volte hanno distrutto molti edifici. L’attuale chiesa di Santa Domenica risale al restauro del 1933 dopo che un attentato esplosivo, che fece numerose vittime, la danneggiò gravemente.

L’interno è magnificamente affrescato in stile bizantino, un ottimo inizio per confrontarsi con l’arte a Sofia. L’ingresso è gratuito, ma si paga se si vogliono scattare delle foto all’interno. Attenti ai vigilanti che sono pronti a rimproverare chi tenta di scattare foto senza aver pagato.

Chiesa di San Giorgio

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La rotonda di San Giorgio

La chiesa di San Giorgio è l’edificio più antico di Sofia. Conosciuta anche col nome di Rotonda di San Giorgio, per la sua pianta circolare, questa chiesa di epoca paleocristiana è stata nel tempo anche una moschea. E’ circondata dai resti della vecchia città, Serdica, sui quali affacciano imponenti palazzi, tra cui quello del Presidente della Repubblica, il Ministero degli Interni ed  un lussuosissimo hotel.

Statua di Santa Sofia

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La statua di Santa Sofia

E’ il simbolo della città, per la quale le polemiche non sono ancora finite.

Il nome Sofia si riferisce alla divina saggezza e non alla martire cristiana Santa Sofia. Quando gli amministratori decisero di sostituire la statua di Lenin con questa caddero in errore e la fecero progettare con riferimenti cristiani. Tuttavia questo non fu l’unico errore visti i molteplici riferimenti pagani che vennero inseriti.

Si è arrivati così a questa statua, dalle forme sinuose e procaci, con riferimenti pagani, ma di ispirazione cristiana.

Probabilmente, la visita alla statua durerà meno della lettura di questo paragrafo.

Cattedrale Aleksandar Nevski

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La Cattedrale Aleksandar Nevski al tramonto

Questa è la più grande cattedrale ortodossa del Paese ed è il simbolo della liberazione della Bulgaria dagli Ottomani, grazie all’intervento dei Russi.

Le cupole dorate, visibili anche da fuori città, si ispirano all’arte bizantina. All’interno ci sono numerosi dipinti di prestigio e gli spazi sono tutti finemente decorati. Il luogo è molto mistico e non mancano anche qua i severi controlli su chi fa foto senza aver pagato il relativo biglietto.

Moschea e sinagoga

A poca distanza l’una dall’altra si trovano i due centri di culto mussulmano ed ebraico. L’architettura degli edifici non è di particolare pregio e la visita può essere considerata come breve intervallo tra monumenti “maggiori”.

Interessante, alle spalle della moschea, oltre al Museo di Storia Regionale, ci sono delle fontanelle di acqua termale. Infatti, la moschea, il cui nome significa “molti bagni”, è stata eretta su una zona di acque termali. Da queste fontane sgorga acqua termale la cui temperatura può anche ustionare.

Sempre in zona, sotto il viale principale, c’è la più grande area di reperti archeologici di epoca romana. Visitabile gratuitamente, tra un ingresso alla metro e diversi negozi di souvenir, si possono vedere la disposizione delle prime strade della città.

Hambara Bar

Questo è assolutamente il posto che merita la visita in tutta Sofia!

Nascosto dietro un edificio, questo un bar è all’interno di una baracca. Si narra che fosse un bar clandestino e che, per non essere visto dall’esterno, usassero solo candele per l’illuminazione. Ancora oggi, l’elettricità serve esclusivamente per il banco frigo e per una fioca lampadina all’interno del bagno. Per il resto solo candele, tante candele. Qua si può trovare la più buona rakìa del Paese, la tipica grappa bulgara.

E’ gestito da una signora non proprio affabile che se non ti trova simpatico non ti fa sedere al bancone.

Frequentato da molti turisti in cerca di un locale alternativo, fuori dal circuiti organizzati, è l’unico nel quale si possa ancora fumare all’interno.

Gita quasi fuori porta

Se la visita della città dopo due giornate piene può considerarsi conclusa, si può optare per una gita nei dintorni di Sofia alla scoperta di posti suggestivi.

A circa 150km ad ovest della città si trova il Monastero di Rila.

Il Monastero di Rila

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La Chiesa ortodossa all’interno del Monastero di Rila

Nella località montana di Rila sorge questo suggestivo monastero. Fondato nel X secolo, per lungo tempo è stato luogo di culto frequentato anche dai potenti.

Il complesso è circondato da alte mura tanto da sembrare più una fortezza che un luogo di culto. All’interno, la chiesa ortodossa si trova al centro di un complesso abitativo di 4 piani e 300 celle, dove soggiornavano i monaci. La chiesa è finemente decorata, sia all’interno che all’esterno ed è meta di moltissimi pellegrini.

Oggi il monastero è abitato da non più di cinque monaci, ma è sicuramente una destinazione turistica molto ambita.

Dal 1983 il Monastero di Rila è iscritto nel patrimonio Unesco.

Plovdiv – Filippopoli

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Il teatro romano di Plovdiv

A 150km questa volta ad est di Sofia sorge questa suggestiva località.

Seconda più grande città della Bulgaria, Plovdiv deve la sua fama ad un meraviglioso centro storico, ricco di reperti che risalgono agli antichi Traci. Forte l’influenza degli antichi Romani, come si può vedere dai resti di un teatro ben conservato.

L’elegante via pedonale del centro è la luccicante vetrina di questa città, capitale europea della Cultura per il 2019, insieme a Matera. Con una ripida salita si entra nel nucleo più antico del paese dove si possono vedere i tangibili segni della storia. Vecchie chiese e abitazioni d’epoca sono luoghi di attrazione per molti turisti.

Il caldo può essere veramente tanto, soprattutto nel mese di agosto.

Ho visitato sia il Monastero di Rila che Plovdiv nella stessa giornata, da vero temerario. Ci sono diverse organizzazioni turistiche che mettono a disposizione sia la guida che il veicolo per questo tipo di escursioni. Il costo è veramente abbordabile. Il rischio è di effettuare gli spostamenti con un’auto di medie dimensioni che per cinque persone non è comodissima. Bisogna, inoltre, tenere conto che le distanze sono importanti, visto che alla fine si percorrono più o meno 600km in circa otto ore. E si cammina parecchio.

La Sofia che ho lasciato

Alla fine di questo viaggio sono soddisfatto di aver scoperto una nuova realtà, lontana dai canoni ai quali sono abituato.

Ho trovato una città dove il desiderio di mettersi alla pari dell’Europa Occidentale è molto forte, con ingenti investimenti sia nelle infrastrutture che nei servizi. Non sempre l’accoglienza è calorosa. In alcuni ristoranti dove sono stato il personale è piuttosto burbero e alcuni modi potrebbero sembrare maleducati. L’inglese non è una lingua diffusa. Può capitare che qualche cameriere non lo conosca così come in metropolitana il personale non sappia parlarlo.

Sofia merita in ogni caso di essere visitata, anche se solo per pochi giorni. La sua storia e il suo patrimonio architettonico sono sicuramente affascinanti.


 

Amburgo: una città ricca di sorprese

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Mi sono ritrovato ad Amburgo un weekend ad inizio giugno. E’ stato quasi per gioco, per soddisfare il desiderio di visitare una città del nord Europa che non fosse la solita capitale. Cercavo anche una località dal clima mite primaverile, dove il grande caldo non fosse ancora arrivato.

Ho scoperto così una città ricca di vita e posti da visitare. Sono stati giorni di piacevoli passeggiate tra i diversi quartieri di questa città/stato. Il clima è stato particolarmente caldo e afoso, ma questo non mi ha fermato. Ho macinato chilometri tra un grande magazzino e i pontili in riva al fiume Elba.

Ho fatto il turista in mezzo a tanti turisti. Pochi gli italiani che scelgono come meta Amburgo. Ho visitato i luoghi storici della città e i nuovi quartieri in pieno sviluppo edilizio, al posto dei vecchi magazzini di stoccaggio.

DOV’E’ AMBURGO

Amburgo è nel nord/ovest della Germania, più a nord di Berlino e anche di Londra. Si trova sull’estuario del fiume Elba, ed è proprio grazie alle acque navigabili di questo fiume che è diventata il secondo porto d’Europa per volume di traffico. Per molto tempo, i grossi porta-container arrivavano fin nel cuore della città, attraversata da una fitta rete di canali. Oggi le attività si sono spostate nelle aree a sud dell’Elba, liberando moltissime zone del centro, ora diventate moderne zone alla moda.

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Il centro di Amburgo

Sono i quartieri dei vecchi depositi di stoccaggio delle merci, riconvertiti in eleganti palazzi con affaccio sui canali. Intorno a questi edifici si sono moltiplicati locali dove andare a bere una birra, ascoltare musica dal vivo o mangiare in un romantico ristorante.

Si può anche semplicemente passeggiare tra un canale e l’altro e rimanere affascinati da come questi quartieri siano cambiati nel tempo. Infatti, per aiutare i turisti più curiosi, non mancano pannelli informativi che raccontano, anche con l’ausilio di foto d’epoca, come si sia evoluta la città negli anni.

Tra i tanti cambiamenti che ha visto la città, uno che sicuramente spicca agli occhi dei turisti è il modernissimo edificio della Filarmonica dell’Elba.

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La Filarmonica dell’Elba

ELBPHILHARMONIE DI AMBURGO

La Filarmonica dell’Elba sorge sopra un vecchio magazzino di stoccaggio nel quartiere di HafenCity, sulla riva dell’Elba. L’edificio ospita tre sale da concerto, una delle quali tra le più grandi ed avanzate del mondo. Ci sono pure un lussuoso hotel, 44 appartamenti e qualche ristorante.

E’ visitabile gratuitamente acquistando il biglietto direttamente all’ufficio informazioni che si trova di fronte l’ingresso. Altrimenti si possono comprare i biglietti on line, sul sito ufficiale dell’Elbphilharmonie, ma ho visto che viene applicata una commissione di 2€.

L’ accesso alla struttura è attraverso un lungo corridoio in salita, dove un tapis roulant particolare porta quasi all’ingresso dei teatri. Anziché avere un normale andamento rettilineo, questo tappeto mobile fa come una specie di onda prima di arrivare a destinazione all’ottavo piano. Un’altra breve salita conduce al foyer delle sale e alla terrazza panoramica, il Plaza,  che corre lungo tutto il perimetro dell’edificio. La vista della città che si gode da questo punto privilegiato lascia senza fiato.

Da questa zona si può fare una piacevole passeggiata tra i vecchi magazzini riconvertiti, attraversando antichi ponti su canali ora percorsi da battelli turistici. Oppure si può tornare in centro con la metropolitana o i bus.

IL CENTRO DI AMBURGO

Il centro cittadino è ricco di bellissimi monumenti e palazzi storici sopravvissuti prima ad un grande incendio e poi ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Abili opere di conservazione e ripristino ne hanno restituito il fascino di un tempo.

La piazza del municipio, Rathaus in tedesco, è il cuore della città vecchia, Altstadt. Il municipio è ospitato in un edificio di stile neorinascimentale, costruito sul finire del 1800. Le sue dimensioni sono impressionanti: la facciata misura 111 metri e la torre raggiunge i 112 metri.

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La torre del Municipio di Amburgo

Nell’edificio hanno sede anche il Senato e il Parlamento del land di Amburgo. Durante la giornata vengono organizzate diverse visite guidate a pagamento che portano i turisti attraverso le numerose stanze del palazzo, sia nel Parlamento che nel Senato. Non sono previste guide in lingua italiana.

Nelle vicinanze si possono trovare moltissimi negozi di grandi marche di lusso, un paio di grandi magazzini con i marchi più conosciuti e tanti locali dove mangiare e bere.

Con una breve passeggiata si può raggiungere il Memoriale della chiesa San Nicola.

ST NIKOLAI MEMORIAL AD AMBURGO

Costruita poco prima del 1200, questa chiesa divenne cattedrale a tre navate dopo il Grande Incendio del 1842 che la distrusse insieme a gran parte della città. Ricostruita in stile neogotico, nel 1847 fu edificata una torre campanaria di 147 metri. I bombardamenti aerei che sconvolsero Amburgo nel 1943 non risparmiarono neppure questa cattedrale. Si salvarono solo qualche muro perimetrale e la torre campanaria, non completamente distrutta. Grazie a benefattori e donazioni, la torre venne completamente ricostruita, ma decisero di non recuperare l’intera cattedrale, lasciando le rovine superstiti come memoriale delle distruzioni della guerra.

Oggi, un ascensore in vetro raggiunge un belvedere situato a 76 metri all’interno della torre. Da qui si può ammirare un panorama a 360° della città. La vista spazia dalle gru del porto commerciale a sud dell’Elba fino ai quartieri più remoti. Una mostra fotografica mostra alcune viste dall’alto della città prima e dopo i bombardamenti.

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Vista di Amburgo dall’alto

ALTER ELBTUNNEL (IL VECCHIO TUNNEL SOTTO L’ELBA)

All’inizio del 1900 c’era il problema di velocizzare i collegamenti attraverso le due sponde dell’Elba. A nord risiedevano i lavoratori che dovevano raggiungere i cantieri navali a sud del fiume. Fino ad allora gli spostamenti venivano garantiti da traghetti, ma dal 1911 la situazione cambiò radicalmente.

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Il vecchio tunnel sotto l’Elba

Vennero infatti costruiti sotto il letto del fiume due tunnel di 426,5m che collegano tutt’oggi le due rive dell’Elba. La particolarità, direi unica al mondo, è che l’accesso ai tunnel è garantito esclusivamente da ascensori!

Non ci sono strade di accesso, solo 5 ascensori per lato (e una scala in metallo da mille mila gradini) che scendono fino a 23,5 metri sotto il fiume. Tre sono adibiti al trasporto di auto, due solo per pedoni e biciclette.

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Gli ascensori del vecchio tunnel

Oggi sono diversi i ponti che scavalcano il fiume e questo tunnel rimane più una attrazione turistica che una essenziale via di comunicazione. Le pareti delle gallerie sono ricoperte da mattonelle celesti. Alcune rilievi in terracotta raffigurano la fauna dell’Elba.

Al termine della passeggiata sotto il fiume, si emerge nel quartiere dei vecchi cantieri navali, dove da un belvedere si può ammirare tutto il profilo di Amburgo.

Dall’altra parte del tunnel, in città, il primo quartiere che si incontra è St Pauli. Un tempo considerato la zona meno desiderabile dove vivere, dal 18° secolo divenne casa dell’attività più antica del mondo. I marinai appena sbarcati correvano in questa area a farsi coccolare da donne che davano loro l’amore in cambio di parte dei guadagni. Ancora oggi è considerato il quartiere a luci rosse, con una strada, in parte protetta da sguardi ingenui, dove donne seminude mettono in mostra il loro corpo.

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Un ostello e un sexyshop

IL QUARTIERE ST PAULI

Tra un sexy shop ed un ostello, questo quartiere è il centro della vita notturna. Discoteche, pub, ristoranti in ogni via, i giovani riempiono le strade per tutta la notte. Non manca un enorme area all’aperto, nella Spielbudenplatz, dove si organizzano concerti e djset.

Il Reeperbahn, il quartiere a luci rosse, esercita ancora il suo fascino. Accanto allo storico St Pauli Theater, autorevole teatro di Amburgo, non mancano negozi bizzarri.

Questa area è al centro di un radicale cambiamento, intenzionato a far perdere l’aspetto erotico e popolare della zona, a favore di uno stile di vita più tranquillo.

Nella zona nord del quartiere si respira un’aria più romantica e bohemienne allo stesso tempo. Tra tranquille vie residenziali si trovano negozi di abiti usati, botteghe artigiane e bar caratteristici, dove la colazione tipica tedesca viene servita fino a tardi.

MINIATUR WUNDERLAND

Devo confessare un segreto che non è poi nemmeno tanto segreto. Già in questo post di qualche tempo fa avevo parlato della mia passione per i treni.

Il motivo del mio viaggio ad Amburgo è stato perché la città ospita il più grande plastico ferroviario del mondo.

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I trenini di Miniatur Wunderland

Più di 16 milioni di visitatori hanno visitato questa esposizione che si estende su quasi 1500 metri quadrati di superficie. Più di 1000 locomotive trainano i treni sugli oltre 15 km di binari. In oltre 16 anni dall’apertura sono state costruite almeno 9 sezioni con altrettante ambientazioni. Si passa dalla stazione centrale di Amburgo, alla Scandinavia. Austria e Svizzera sono presenti con i loro panorami anche innevati. Non mancano gli Stati Uniti dove i treni attraversano Las Vegas o le rosse montagne del deserto del Nevada.

Anche l’Italia fa bella mostra di sé. La stazione di Roma Termini è capolinea dei nostri treni. C’è Venezia con i suoi canali. I treni passano anche tra le montagne a picco sul mare delle Cinque Terre e della costiera Amalfitana. Il Vesuvio erutta i suoi lapilli mentre un treno sfreccia sul viadotto sopra Pompei.

Tutto è curato fin nei minimi dettagli. E’ proprio questa estrema precisione, quasi maniacale, a far rimanere a bocca aperta. Persone alle finestre, gente che scia, macchine e camion che sfrecciano su autostrade. Persino una nave cargo nelle acque di un fiume. E poi ponti mobili, concerti gremiti di folla, luna park e feste di paese.

Hanno ricreato un aeroporto dove gli aerei atterrano e decollano realmente, macchine di servizio in movimento sulla pista e terminal dove si attestano gli eaeroplani.

MINIATUR WUNDERLAND BY NIGHT

Se l’emozione di fronte a questo spettacolo non bastasse, gli ideatori del parco hanno pensato di creare anche suggestioni notturne. Ogni 15 minuti vengono spente le luci, simulato un tramonto e, grazie a più di 380mila luci led, viene ricreata una perfetta ambientazione notturna. Il Colosseo è illuminato in ogni suo arco, nei piccoli appartamenti vengono accese e spente le luci come nelle case vere. Sui televisori va in onda il tg ripreso nello studio anch’esso in miniatura. Il luna park in scala ridotta ha le sue luci intermittenti e sul palco del concerto le luci stroboscopiche vanno a ritmo di musica.

I treni corrono con i compartimenti illuminati, le macchine hanno le luci di posizione accese e tutto è creato per farti vivere la notte.

Passerei giornate intere a vedere i treni fare su e giù da un ambiente all’altro. Perderei ore intere a controllare ogni singolo particolare di questo immenso plastico.

PERCHE’ AMBURGO

Amburgo è stata una sorpresa sotto moltissimi punti di vista. Una grande città del nord, ben vivibile, con una efficientissima rete di trasporto pubblico. Offre moltissimo al turista curioso, che ama camminare e scoprire le piccole grandi perle che questa città regala.

Merita sicuramente di essere visitata anche solo per un weekend.


 

Milano: un’avventura nata 25 anni fa

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Sono arrivato a Milano nel settembre del 1992 inseguendo il mio sogno di lavorare in televisione. Da allora ho visto cambiare questa metropoli in molti modi, attraversando momenti di crisi e ritornando di moda in maniera ancora più affascinante.

In questa città sono cresciuto amando ogni sua strada, odiando il suo traffico, fuggendo dallo smog, ma desiderando di ritornarci il più presto possibile.

(Fino a quando non ho vissuto a  Sydney, ma questo è un altro racconto).

MILANO E LA TV

Ero ancora alle medie quando iniziai a sognare di lavorare in televisione. Affascinato ogni volta in cui, guardando la tv, riuscivo a vedere una telecamera in uno studio, mi emozionavo quando a Sanremo, durante il festival, vedevo qualche operatore con la videocamera in spalla.

Lavorare in tv per me era sinonimo di Milano. Cresciuto con le domeniche del Drive In e con la dissacrante ironia di Emilio, trasmissioni televisive mooooolto milanesi nell’animo, il mio mondo della tv coincideva con il capoluogo lombardo.

Finito il liceo, non persi l’occasione di entrare a lavorare in tv seguendo un corso di formazione tenuto proprio a Milano. Era un corso a numero chiuso e per accedervi occorreva superare un esame di ammissione.

Erano i primi di settembre del 1992 e, insieme ad altri tre miei compagni di liceo, andai a stare in un appartamento all’inizio di viale Certosa, uno dei viali più trafficati che da nord ovest arriva fin nel cuore della città.

All’epoca, la prima Milano che conobbi era legata alla vita pratica di tutti i giorni. I tram arancioni che passavano sferragliando sotto casa, la mitica linea 90/91 con i suoi filobus snodati e la guida a destra, il caffè e cornetto a colazione e il Duomo.

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Il mitico filobus 90/91
MILANO IN PRIMA CLASSE… DI UN FILOBUS

Superato l’esame e ormai iscritto ufficialmente al corso di formazione per aspiranti lavoratori televisivi, iniziai a scoprire anche altre zone di Milano.

Dall’appartamento vicino a piazza Firenze, un enorme anello nel quale confluiscono ben 14 strade e migliaia di auto al giorno, cominciai a frequentare anche Primaticcio, sede della mia scuola.

Primaticcio è una strada in una zona non centrale di Milano e anche il nome della fermata della linea 1 della metropolitana, la rossa, costruita sotto questa via all’incrocio con viale Legioni Romane.

Arrivare a Primaticcio da dove abitavo significava prendere il filobus fino a piazzale Lotto, la metro per un paio di fermate, scendere e cambiare metro. Oppure proseguire con il filobus per altre fermate e prendere direttamente la metropolitana.

Proprio grazie al filobus ho iniziato a vedere Milano da differenti punti di vista. La linea 90/91, operata con i filobus, chiamata la circonvallazione, ha un percorso circolare. Attraversa un sacco di quartieri, più o meno belli, e dà un’idea particolarmente chiara di quanto variegata sia questa megalopoli.

Ho iniziato a sentire Milano mia proprio facendo questi giri. Guardando fuori dal finestrino vedevo un mondo che cominciava a diventare sempre più mio. Le solite facce la mattina alla fermata, lo stesso tizio davanti alla tazza del cappuccino al bar, i compagni di scuola nati e cresciuti a Milano erano parte integrante del mio quotidiano.

IL BELLO DI MILANO

Milano non piace a tutti, c’è chi la trova caotica, grigia e poco bella. Io l’ho sempre amata, invece, per la sua bellezza che non è appariscente, ma va cercata con attenzione tra le vie e i palazzi.

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Balconi fioriti a Brera
Milano è ricca di fantastici palazzi ai quali spesso non prestiamo attenzione perché siamo troppo rapiti dalle nostre cose. Eleganti edifici fanno da cornice alle strade che percorriamo tutti i giorni. Balconi ricchi di fiori e piante, nonostante il clima non sempre favorevole, tolgono il grigiore del cielo che a lungo pesa sulla città.

Per scoprire Milano bisogna girarla, possibilmente a piedi. Camminare ti dà la possibilità di guardarti intorno e vedere posti che altrimenti sfuggirebbero all’attenzione. La città è ricca di corti e cortili che sono dei gioielli.

Dopo quattro anni in viale Certosa, mi trasferii insieme ai miei coinquilini in un enorme condominio lungo la circonvallazione, nella parte est di Milano.  L’appartamento si affacciava su un grande giardino condominiale, con alberi alti anche una decina di metri. Tenuto perfettamente in ordine da un custode, con il prezioso aiuto di una squadra di giardinieri, era un’ottima barriera per il rumore del traffico.

Con una piacevole passeggiata potevo raggiungere il centro di Milano attraversando zone di una sobria eleganza. Palazzine a due piani con cortili sempre ben tenuti e rigogliosi di piante si alternavano ad edifici più alti il cui decoro non era da meno. E’ la zona che da Città Studi, il quartiere della sede storica del Politecnico di Milano, porta fino in Duomo, a nord di viale Campania e corso XXII Marzo.

MILANO DAL SETTIMO PIANO

Dopo cinque anni di condivisione era tempo di diventare grande e andare a vivere da solo. Nuovo trasloco e nuova zona di Milano da conoscere, questa volta dal settimo piano di un palazzo senza balconi in via Govone. La tranquilla zona in cui ero andato ad abitare non era lontana dal posto di lavoro e potevo decidere anche di raggiungere l’ufficio con una passeggiata di una mezz’ora.

Il bello di Milano è che ti può capitare di attraversare zone adiacenti dal carattere diametralmente opposto tra di loro. Non è difficile trovare un isolato un po’ trasandato subito dopo una zona molto ricca. Prima di raggiungere corso Sempione, dove ha sede il mio ufficio e da sempre uno dei viali più ricchi ed eleganti di Milano, mi capitava di passare davanti a case dall’intonaco scrostato e dagli interni decadenti.

La zona del corso verso l’Arco della Pace, subito prima di Parco Sempione adesso è un quartiere ricco di locali e riferimento della vita notturna di Milano, ma prima degli anni 2000 non era particolarmente consigliato frequentarli di sera.

MILANO CHE PUNTA IN ALTO

Se un tempo a dominare lo skyline del capoluogo lombardo erano la Modonnina del Duomo e pochi altri edifici, primo fra tutti la Torre Velasca, adesso il panorama è decisamente cambiato.

Ho visto nascere, al posto del pittoresco luna park delle Varesine, quello che adesso è il quartiere di Porta Nuova. Dove una volta c’era una stazione ferroviaria, adesso sorgono quelli che sono tra gli edifici più emblematici di Milano.

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La Torre Unicredit e la vecchia Milano
Il Bosco Verticale e la Torre Unicredit sono luoghi della nuova Milano conosciuti ormai in tutto il mondo. Intorno alla fontana di piazza Gae Aulenti si ritrovano turisti e cittadini a passeggiare tra negozi di marche famose e prestigiosi appartamenti.

Pochi passi e sei in corso Como e corso Garibaldi, da sempre punti di riferimento della città, ricchi di bar, ristoranti e negozi. Non è difficile trovare un nuovo cantiere pronto a cambiare ancora una volta il volto di questa zona di Milano.

La nuova Milano punta a crescere in altezza. Non solo grattacieli e nuove abitazioni super panoramiche, ma anche bar, pub e lounge ai piani più alti dei palazzi. Posti meravigliosi dai quali osservare tramonti incredibili e godere di tutto il bello che questa Milano ha da offrirti. Anche a queste altitudini. 

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Tramonto milanese