Dublino val bene una pinta

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Nell’agosto dello scorso anno ho fatto una vacanza di due settimane in Irlanda. Come avevo scritto subito dopo quel giro, e che potete leggere cliccando qua, era stata una vacanza piuttosto umida, ma non per questo meno emozionante. Ho concluso il tour facendo meta a Dublino, città sempre piena di turisti e con una vivace vita notturna.

DUBLINO D’AGOSTO

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Dublino al tramonto

Sono arrivato a Dublino verso la fine di agosto, dopo un giro in macchina di tutta l’Irlanda, compresa quella del nord. Dopo due settimane di pioggia, finalmente il tempo concede una tregua e il cielo si è rasserenato. Ho riconsegnato l’auto a noleggio in aeroporto e sono arrivato in città utilizzando il bus di linea. Collegamento molto, forse troppo, veloce. L’autista del tipico bus a due piani ha tenuto una velocità decisamente sostenuta e sembrava di ribaltarsi ad ogni curva.

Il bus mi ha lasciato praticamente sulla porta dell’hotel che ho prenotato, il St. George. Comodo e non lontano dal centro pedonale, è vicino alle vie dello shopping e dei pub. Sarebbe un albergo perfetto se non fosse per le stanze veramente piccole e troppo calde.

Dall’albergo, con una breve passeggiata mi ritrovo in O’Connell Street, una delle principali vie del turismo. Infatti, sono moltissimi i turisti che affollano questa ampia strada fatta di negozi, caffetterie e ristoranti. Il clima, perfetto per passeggiare, è un ottimo stimolo per visitare a piedi il centro città.

Proprio a metà di O’Connell Street si staglia nel panorama di Dublino The Spire, una torre di acciaio alta 120metri. Considerata la scultura più alta al mondo, la sua base ha un diametro di 3 metri, mentre la punta è di soli 15cm.

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The Spire

A questo enorme ago che si alza verso il cielo sono stati attribuiti diversi significati. Tra i tanti, quello più accreditato vuole che rappresenti la lotta per l’indipendenza dell’Irlanda dagli inglesi. Questa installazione artistica può lasciare perplessi, tuttavia ha un fascino particolare, soprattutto la notte, quando sembra essere un fascio di luci proiettato verso le stelle.

DUBLINO E TEMPLE BAR

Dublino è ricca di moltissimi punti di attrazione, dai monumenti ai musei. Tuttavia, la meta principale dei turisti è la zona di Temple Bar, famosa per i suoi pub e ristoranti. Affollata durante il giorno, è una zona molto vivace anche durante la sera, con locali dove ascoltare musica dal vivo o ballare.

Si trova subito a sud del ponte O’Connell che attraversa il fiume Liffey, l’importante corso d’acqua che taglia in due il centro cittadino. E’ un susseguirsi di pub, ristoranti, disco club che attirano migliaia di persone ogni giorno dell’anno. Il più famoso di questi locali è il mitico Temple Bar, che con i suoi muri rossi è di immediato riconoscimento. In questo caratteristico Irish Pub, se non si teme la folla, si possono gustare i tipici piatti della cucina irlandese, magari ascoltando musica dal vivo e bevendo birra.

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Due scurissime Guinness

LA BIRRA GUINNESS

La birra è una caratteristica quasi univoca di Dublino e dell’Irlanda stessa, tanto che non bere una bella pinta di Guinness, dal colore scuro e dal sapore deciso, è come non essere stati in Irlanda.

Questa birra è nata praticamente a Dublino, nel 1759, e nel birrificio originale di produzione, il St. James Gate Brewery, oggi c’è la Guinness Storehouse dove, attraverso un percorso con guide virtuali, si può conoscere la storia che ha portato questa birra scura ad essere rinomata in tutto il mondo. Dal piano terra, dove si conoscono gli ingredienti principali per la produzione della birra, si sale fino al settimo piano, seguendo le varie fasi di lavorazione. Curioso il piano dedicato alle diverse campagne pubblicitarie, che sono diventate virali nel mondo prima ancora dell’epoca di internet.

Decisamente più interessante la possibilità di degustare i diversi tipi di Guinness, non tutti reperibili sul mercato italiano. Al settimo piano di questo parco della birra c’è il Gravity Bar, dove potersi rilassare bevendo una pinta di birra, compresa nel biglietto d’ingresso alla Storehouse, mentre si rimane incantati davanti al panorama a 360° di Dublino.

DUBLINO E IL WHISKEY

L’Irlanda è anche terra di rinomati e ottimi whiskey. Nel cuore di Dublino, nel quartiere di Smithfield, nasce del whiskey irlandese. E’ la distilleria Jameson. Aperta nel 1780 in Bow Street, dopo 250 anni è ancora punto di riferimento per i cultori del whiskey e per tutti i turisti che vogliono conoscere qualcosa di più di questa bevanda alcolica. Oggi non si produce più nessun barile di whiskey, ma è diventato una sorta di museo dove ripercorrere la storia della famiglia Jameson, del whiskey che porta il suo nome e di Dublino.

Così come alla Guinness Storehouse, anche alla Jameson Distillery Bow St. è possibile ripercorrere la storia e il processo di produzione del whiskey. Questa volta si è accompagnati da una guida in carne ed ossa che, con simpatia e professionalità, racconta come sia nato e cresciuto il whiskey Jameson. Tra aneddoti legati alle vicende di Dublino e qualche effetto speciale, non manca l’occasione per assaggiare il prodotto di famiglia, confrontandolo con un whiskey scozzese e uno americano.

La mia visita è iniziata alle 10.30 del mattino e alle 11.15 avevo già mandato giù ben tre shot di whiskey. Capivo l’inglese come se fosse la mia lingua madre e la distilleria mi sembrava Disneyland vista dalle montagne russe. Ho un ricordo vago di quello che è successo dopo, ma di sicuro, al termine del tour, mi sono fermato nel raffinato lounge bar che c’è al piano terra e ho ordinato uno strepitoso whiskey cocktail, compreso nel biglietto d’ingresso, che ha reso tutto ancora più onirico. Alle 12.00, uscito dalla distilleria, non ero più a Dublino, ma a Las Vegas!

Vi consiglio una visita alla Jameson Distillery di Bow Street perché ne uscirete euforici!

DUBLINO PER TUTTI

Ovviamente Dublino non è solo per gli amanti di birra e whiskey. Esistono moltissime attrazioni dove essere sobri è di gran utilità. Come la visita al Trinity College, una delle università più prestigiose in Europa. Sorge nel centro di Dublino ed è meta turistica soprattutto per la suggestiva biblioteca ospitata nella Long Room.

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La biblioteca del Trinity College

Nella biblioteca del Trinity College è esposto il Libro di Kells, un testo miniato dell’800 che contiene i quattro Vangeli scritti in latino. Per l’eccellenza tecnica e la bellezza è considerato una delle migliori opere d’arte irlandese di quell’epoca.

Il posto può essere molto affollato e non è difficile trovare una lunga coda per l’acquisto del biglietto. Meglio comprarlo in internet, sul sito ufficiale del Trinity College, anche appena prima della visita.

A Dublino si possono fare delle bellissime passeggiate che toccano tanti altri punti interesse. Tra questi c’è il Centro James Joyce, ospitato in un vecchio edificio del 1784, un museo dedicato allo scrittore irlandese. Tra foto di famiglia e dettagli dei suoi manoscritti è ideale per gli appassionati dell’autore. Sempre passeggiando, questa volta sul lungo fiume, si può ammirare il moderno ponte Samuel Beckett. Progettato dall’archistar Calatrava, le linee disegnate da cavi e pilone di sostegno fanno assomigliare questo ponte di 180 metri ad una arpa, uno dei simboli caratteristici dell’Irlanda.

A 3km dal centro di Dublino c’è anche il meraviglioso Giardino Botanico nazionale irlandese. Chiamato l‘isola di smeraldo, ha più di tremila piante e bellissime serre vittoriane dove sono ricreate diverse zone climatiche. E’ un posto di grande relax e poco frequentato da turisti.

DUBLINO FUORI PORTA

Volendo fare una gita fuori porta, io mi sono lasciato consigliare da amici. Dalla centralissima stazione di Tara Street, sono andato a Howth, un rinomato borgo in riva al mare a circa mezz’ora di treno da Dublino. E’ un vecchio villaggio di pescatori, oggi ricco sobborgo piuttosto trafficato. A Howth si può vedere il più antico edificio abitato di tutta l’Irlanda, ma più semplicemente si può passeggiare sulla diga che protegge il porticciolo dalle acque del mare d’Irlanda e godersi un meraviglioso tramonto.

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Tramonto a Howth

Dublino è affascinante, con molti posti da scoprire e sicuramente molti locali dove divertirsi. Pochi giorni non bastano per apprezzare a sufficienza il fascino che questa capitale racchiude tra le sue strade e i suoi palazzi.


 

Giro d’Irlanda in 14 giorni: storia di ombrelli e giacche a vento

Sono in Irlanda da circa una decina di giorni ed oggi è stata la prima giornata in cui non sia piovuto, né, tantomeno, mi sia fatto una colossale doccia mentre mi arrampicavo a vedere qualche scogliera a precipizio sull’oceano.

AGOSTO È IL TEMPO DELLE PIOGGE

Mentre mi organizzavo per questa avventura in terra irlandese, ho letto su diverse guide che in Irlanda il mese di agosto è quello più piovoso.

Anche guardando il video di Stefano Tiozzo, un videoblogger appassionato di viaggi e fotografia, era chiaro che le condizioni climatiche dell’Irlanda non fossero proprio delle migliori durante l’estate. Il mio entusiasmo iniziava a vacillare.

Non mi sono fatto spaventare completamente, ho riempito la mia brava valigia e sono partito con un bel volo British Airways con destinazione Dublino.

DUBLINO NELLA NEBBIA

Sceso dall’aereo a Dublino ovviamente il cielo era completamente coperto, una leggera e fitta pioggerellina mi accompagnava verso il salone degli arrivi e un vento gelido mi faceva capire che i 40 gradi italiani sarebbero stati un lontanissimo ricordo.

Una volta seduto sull’auto a noleggio, il termometro segna inesorabilmente 14 gradi, la pioggerellina diventa presto un violento acquazzone e, mentre mi dirigo verso il Sally Gap sulle Wicklow Mountains, la visibilità si riduce fino ad un metro, nemmeno fossi in pianura padana con la nebbia a banchi.

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Panorama alpino sulle Wicklow Mountains

Mi ritrovo così ad avere un panorama di nuvole e pioggia e ad intuire che avrei potuto godere di una vista spettacolare se solo fosse stato meno coperto. Negli squarci tra la nebbia sono riuscito a fotografare delle vedute mozzafiato, quasi da paesaggio alpino, mentre in realtà mi trovavo ad una trentina di chilometri a sud di Dublino e a non più di 800 metri di altezza.

IL RING OF KERRY

Tra le mete turistiche dei tour irlandesi c’è il giro completo della penisola di Kerry, percorso da un anello di strade di circa 170km. Questo tratto dell’Irlanda sud occidentale è celebre nel mondo per gli spettacolari panorami, ora prati immensi di un verde lussureggiante, ora scogliere mozzafiato a strapiombo nell’oceano, che incantano migliaia di turisti ogni anno.

Le guide mettono in guardia dal possibile traffico di questa strada nei periodi di alta stagione, come questo in cui io sono in Irlanda, ed anche gli abitanti del posto con i quali ho avuto modo di parlare durante il mio soggiorno da quelle parti mi dicevano di fare attenzione agli intasamenti stradali.

Adesso non so quale sia il loro concetto di traffico, sta di fatto che avrò incrociato in totale una ventina di macchine durante tutto il percorso del ring of Kerry, contando bus e camper e facendo anche un arrotondamento per eccesso!

Per fortuna lo spettacolo della natura ha mantenuto le aspettative e la magia dei colori di questa penisola lascia veramente a bocca aperta.

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La campagna del Ring of Kerry

BEL TEMPO, MA PER POCO

Riesco a riempirmi gli occhi di luce e di colori, ma quando è tempo di andare a vedere le scogliere di Kerry ecco arrivare un bel fronte nuvoloso che non promette nulla di buono.

Per visitare l’area delle scogliere di Kerry si lascia la macchina in un parcheggio e poi ci si arma di tanta buona volontà e si inizia a scalare il fianco di una collina. La salita è in alcuni momenti molto ripida, ostacolata da un violentissimo vento contrario che mi sposta nemmeno fossi una piuma.

La fatica, tuttavia, è più che premiata perché la vista che si gode da lassù è incredibile!!!

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Le Scogliere di Kerry

Ovviamente, non faccio in tempo a scattare un paio di foto che si scatena un diluvio universale come pochi ne ho visto.

Vento di bufera, pioggia di traverso, un montarozzo da ridiscendere e la macchina lontano mille miglia. Nessun riparo, nessuna copertura. Io, il mio cappellino di lana e una folle corsa verso l’auto, luogo asciutto e riparato.

Inutile specificare che una volta arrivato al parcheggio completamente fradicio il temporale si era spostato verso altre zone e da me era rimasto solo il forte vento.

LE SCOGLIERE DI MOHER

Un’altra tappa obbligata nel giro d’Irlanda sono le Cliffs of Moher, scogliere molto suggestive sulla costa centro occidentale del Paese.

Già all’arrivo al parcheggio le premesse non sono delle migliori: una fitta pioggia non lascia alcuna tregua e una rassegnata signora alla cassa non si sbilancia verso un miglioramento a breve.

Prendo cappello, ombrello e compro un meraviglioso poncho verde sottobosco bagnato che si intona una meraviglia coi colori del posto.

Non faccio però i conti con la furia del vento che trasforma in tempo zero la leggera pioggia in tempesta monsonica. La plastica del poncho cede miseramente alla prima folata di vento. L’ombrello viene rivoltato come un calzino e si avviluppa su se stesso quasi intimorito da tanta forza della natura. Io sono bagnato miseramente da capo a piedi e delle scogliere di Moher ho solo una triste immagine:

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Le Scogliere di Moher (dietro la nebbia)

Oltre il prato, la nebbia. Nella foto qua sopra si dovrebbero vedere le scogliere tanto decantate nelle guide turistiche. Ahimè io ho visto solo nebbia e preso tanta acqua.

NON C’È DUE SENZA TRE

Vuoi venire in Irlanda e non andare a vedere la Giant’s Causeway?

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Il Selciato del Gigante

Il Selciato del gigante è una conformazione rocciosa che si trova nel nord-est irlandese, ormai nella britannica Ulster, costituita da rocce basaltiche di origine vulcanica. Di singolare forma esagonale, la loro disposizione ha dato luogo ad una leggenda secondo la quale il gigante Finn McCool avrebbe costruito con queste rocce una passerella per raggiungere la Scozia e andare a combattere un rivale.

Leggende a parte, lo spettacolo che si presenta davanti è incredibile! Queste colonne perfette, con forme geometriche precisissime, lasciano allibiti. Rimango ancora incredulo a rivedere le foto di quelle pietre così ordinate prese d’assalto da turisti di ogni parte del mondo.

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Turisti stambecchi sulla strada del Gigante

Ovviamente il temporale non si è fatto attendere, questa volta fortunatamente senza troppi venti di traverso, quindi la visita è stata un po’ meno complicata delle altre. Purtroppo, in un momento di calma apparente, una folata improvvisa ha avuto la meglio sull’ennesimo ombrello che ha lasciato il campo dopo neppure due giorni dall’acquisto. Alla fine io ero comunque bagnato dalla testa ai piedi anche questa volta.

L’IRLANDA È MAGICA (ANCHE SE PIOVE)

Mancano ancora un paio di giorni da trascorrere a Dublino, ma la magia dei posti che ho visto mi accompagnerà almeno fino a quando non deciderò di tornare in queste località, sicuramente in un periodo meno piovoso e con tanto desiderio di scoprire tutti quei tesori che questa volta mi sono stati tenuti nascosti.