Cronaca di un anniversario a Venezia

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Quale migliore occasione di una fuga a Venezia per festeggiare un anniversario importante?

FUGA A VENEZIA

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Ponte dei Sospiri

Come avevo scritto in un post di qualche tempo fa (clicca qua per leggere), gli ultimi mesi di lavoro sono stati piuttosto complicati. Non ho avuto molto tempo libero da dedicare ad escursioni o viaggi. Tuttavia volevo festeggiare in maniera appropriata un anniversario per me molto importante e, per questo motivo, mi sono ritagliato una domenica libera.

Approfittando di una smart box del gruppo Boscolo avuta in dono, un cofanetto regalo che propone destinazioni di prestigio e soggiorni in eleganti hotel (guardate nel sito Boscologift per tutte le tipologie di vacanze offerte), sono andato a Venezia per poco meno di un giorno.

Raggiungere la laguna veneta da Milano è veramente facile. Frequenti treni diretti collegano le due città in circa 2 ore e mezza. Si può scegliere tra la comodità delle Frecce di Trenitalia o dei treni Italo, ma per l’alta velocità sull’intero percorso bisogna aspettare ancora un po’.

Il pacchetto che mi è stato regalato offriva una notte in un hotel a quattro stelle, colazione la mattina seguente e ingresso al museo Peggy Guggenheim di Venezia.

DORMIRE A MESTRE, GIRARE A VENEZIA

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Tipico canale veneziano

L’albergo in cui ho pernottato è l’ Hotel Bologna della catena Best Western (qua il sito). Si trova a Mestre, proprio di fronte alla stazione ferroviaria, quindi molto comodo per raggiungere Venezia. Infatti, durante il giorno e fino a dopo mezzanotte, frequenti treni collegano in circa 10 minuti Mestre con il Canal Grande. E’ una posizione molto strategica, tranquilla e pratica, dove soggiornare in un elegante hotel senza affrontare i costi piuttosto alti di un albergo dello stesso livello in centro a Venezia.

L’Hotel Bologna è un raffinato albergo di design, con le camere elegantemente arredate e un’impeccabile servizio. L’abbondante colazione viene servita in una sala al pian terreno dove la cortesia del personale rende la permanenza ancora più piacevole.

Posata la valigia in camera non appena arrivato la sera del sabato, in un attimo mi ritrovo a passeggiare tra le calli veneziane. La serata è piacevole, nonostante pioviggini e la temperatura sia bassina. Del resto siamo a metà marzo e la primavera tarda ad arrivare.

La magia di Venezia è unica, ancora più suggestiva la notte. Le dimore storiche riccamente illuminate si riflettono sulle acque dei canali percorse dai molti vaporetti e da qualche rara gondola. La sottile pioggia disegna sulla superficie della laguna forme astratte di luci intermittenti. I pochi turisti, temerari come me, salgono sui ponti resi viscidi dall’umidità e si avventurano sulle passerelle già pronte per la prossima alta marea. Il Ponte di Rialto si erge a cavallo del Canal Grande come un monumento alla bellezza di tutta Venezia.

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Il Ponte di Rialto

VENEZIA E PIAZZA SAN MARCO

Raggiungere Piazza San Marco non è stata una semplice passeggiata. La marea iniziava a salire e molti accessi alla piazza erano già impraticabili. Una passerella strategica mi ha permesso si raggiungere il centro di Venezia senza inzupparmi le scarpe e ammirare questa maestosa piazza di notte è stata un’emozione da pelle d’oca.

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Piazza San Marco di notte

Nonostante l’acqua, passeggiare sotto i portici non è stato un problema. Con qualche passerella sono potuto arrivare ad ammirare il Ponte dei Sospiri e la passeggiata di ritorno verso la stazione, e poi in treno fino in albergo, è stata meravigliosa, nonostante la leggera pioggia che continuava a cadere.

Tornare in piazza San Marco con il giorno ha regalato nuove e più vibranti emozioni. Lasciato l’hotel dopo un’abbondante colazione, un breve viaggio in treno, appena esci dalla stazione di Venezia Santa Lucia sei già sul Canal Grande.

La giornata non è bellissima, ma un discreto numero di turisti affolla la fermata del vaporetto. Decido di prendere il battello per fare una gita in mezzo al canale e scattare due foto da una prospettiva per me insolita, tuttavia c’è molta gente. Prima di imbarcarmi devo far passare due traghetti, tutti molto gremiti. Quello sul quale salgo è altrettanto affollato e non posso che rimanere in piedi nel corridoio tra le panche, sotto coperta. Per fortuna si svuota in prossimità del ponte di Rialto, quando la maggior parte dei passeggeri sbarca.

Riesco a godermi il resto della navigazione fino alla fermata dell’Accademia ammirando i palazzi che emergono dal canale, cercando di non bagnarmi troppo sotto la pioggia che ha ripreso a cadere.

COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM A VENEZIA

Lungo le Fondamenta Venier dai Leon, con ingresso su Calle S. Cristoforo, ha sede la preziosa Collezione Peggy Guggenheim. Questo museo, con affaccio sul Canal Grande, è uno dei più importanti in Italia per l’arte europea ed americana del XX Secolo. Ospitato in quello che fu la residenza veneziana di Peggy Guggenheim, il museo espone non solo la collezione personale della signora Guggenheim, con capolavori del Cubismo, Futurismo, scultura d’avanguardia, Surrealismo ed Espressionismo Astratto americano, ma anche opere donate e esposizioni di altre collezioni.

Tra i capolavori si possono ammirare opere di Picasso, Duchamp, Mondrian, Kandinsky e Giacometti. Klee, Magritte, Dalì e Pollock sono presenti con alcune loro meravigliose opere. Tra le tante opere d’arte esposte, attira sempre tanta curiosità la statua equestre di Marino Marini, L’Angelo della città, per la potenza sessuale e la forza enfatica che rappresenta. (Se cliccate qui troverete una descrizione più dettagliata dell’opera).

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L’Angelo della città della Collezione Peggy Guggenheim

Proprio ai piedi di questa statua si ha l’affaccio del museo sul Canal Grande dal quale godere di un panorama più che suggestivo.

Il Museo è una continua sorpresa. Sono innumerevoli i capolavori esposti di famosi artisti e anche la collezione di statue riserva singolari emozioni. Non è una grandissima esposizione, la si può visitare in poco tempo, tuttavia il pregio del lavori esposti, la suggestiva posizione in riva al canale e i nomi degli artisti presenti ne fanno uno dei musei da non perdere in assoluto.

D’obbligo una visita al sito internet del museo dove trovare tutte le informazione dettagliate su artisti e opere esposte,  nonché sui particolare appuntamenti che vengono organizzati per particolari occasioni.  Guggenheim-Venice

CAFFE’ FLORIAN DI VENEZIA

Dalla Collezione Guggenheim a piazza San Marco è una bellissima passeggiata immersi nelle meraviglie di Venezia. Il tempo sembra reggere e la pioggerellina, anche se non da tregua, non disturba un gran ché.

E’ quasi ora di pranzo e l’appetito si fa sentire. Scartati una dozzina di ristoranti decisamente turistici che ho incontrato lungo il percorso, in un attimo mi ritrovo sotto i portici della piazza principale della città.

Ho voglia di festeggiare questo importante anniversario nel modo migliore possibile e l’occasione mi si presenta immediatamente.

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Caffè Florian in piazza S. Marco

Sotto i portici delle Procuratie Nuove in Piazza San Marco si trova lo storico Caffé Florian. Inaugurato alla fine del 1720, è il più antico caffè d’Italia e del mondo. Frequentato da illustri personaggi come Casanova, Carlo Goldoni, Ugo Foscolo, Charles Dickens e Gabriele D’Annunzio, rimane un punto di riferimento per i turisti e la borghesia internazionale. I prezzi non sempre popolari, e gli eventuali extra per il servizio e per l’orchestrina che esegue famose arie classiche, lo rendono uno dei posti più esclusivi di tutta Venezia.

In barba alle più logiche strategie di risparmio, decido di festeggiare qua e mi accomodo ad un tavolino all’interno di una delle sale riccamente decorate con dipinti e stucchi.

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Interno del Caffè Florian

Il servizio è impeccabile e i camerieri sono in guanti bianchi. Il menù è piuttosto raffinato e la carta dei vini offre una scelta molto ricercata. Anche una semplice insalata nizzarda viene presentata con classe ed eleganza. In alcuni momenti, complice anche il calice di vino, mi ritrovo a commentare l’impiattamento e la preparazione delle portate nemmeno fossi un giudice di MasterChef.

E’ emozionante essere in una delle piazze più belle al mondo e farsi coccolare da un eccellente servizio mentre fuori la pioggia sta scrosciando pesantemente.

ARRIVEDERCI VENEZIA

Finito il pranzo, rimangono ancora un paio d’ore prima di ritornare a Milano. Giusto il tempo di una lenta passeggiata verso la stazione, scattando ancora qualche foto e magari perdendosi in qualche negozio.

Affacciato sul ponte di Rialto si erge il Fondaco dei Tedeschi. Antico edificio legato alle necessità commerciali della Repubblica di Venezia, per anni è stato di proprietà delle Poste, prima di essere ceduto ai privati e convertito in elegante centro commerciale.

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L’interno del fondaco dei Tedeschi

Al suo interno si trovano i marchi più famosi e alla moda del mercato del lusso. Abiti firmati e costosissime scarpe si alternano sui quattro piani della galleria di negozi, tra orologi dai prezzi proibitivi e accessori per nuovi ricchi.

Interessante, al quinto piano, una incredibile terrazza panoramica con vista a 360° sui tetti veneziani e il Canal Grande. Considerate le dimensioni piuttosto piccole e il numero sempre maggiore di turisti che vogliono salirci, la visita è solo su prenotazione e per non più di 15 minuti di permanenza. Bisogna solo sperare che non ci sia brutto tempo perché si corre il rischio che la chiudano al pubblico. Sul sito della galleria commerciale tutte le informazioni utili.

Tappa d’obbligo è anche una sosta a Ca’ Segrado, ad ammirare l’installazione Support di Lorenzo Quinn.

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Sotto le mani di Ca’ Sagredo

Quasi a sorreggere la facciata dell’hotel Ca’ Sagredo, due enormi mani emergono dal Canal Grande e si distinguono nettamente nell’intenso traffico della laguna. In esposizione fino alla fine dell’aprile 2018, questa opera ha decisamente attirato l’attenzione di turisti e critici d’arte per il loro forte impatto. Fotografate da ogni angolazione, sono state un’installazione che ha lasciato il segno (qua un richiamo sulla pagina ufficiale dell’hotel).

Dopo l’ultima sosta fotografica è ora di salire sul treno. E’ stata una giornata ricca di emozioni, un anniversario festeggiato in maniera incredibile e che ricorderò a lungo. Venezia, come sempre, ha dato il meglio di sé facendosi ammirare come una gran dama.


 

Pendolare a Milano: scoprire la città per lavoro

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Per più di due mesi ho fatto il pendolare a Milano, andando a lavorare in un posto diverso dal solito e prendendo molti più mezzi pubblici del normale. E’ stata l’occasione per trasformare quella che poteva essere una noiosa routine in una esplorazione quotidiana della città.

PENDOLARE A MILANO IN METROPOLITANA

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La stazione di Porta Garibaldi della Metro 5

Muoversi a Milano con la metropolitana è come bere un bicchiere d’acqua. Le quattro linee in funzione raggiungono quasi tutti i punti più importanti della città. Ho la fortuna di avere la sede principale del mio lavoro a breve distanza dalla fermata della stessa metro che arriva sotto casa e in venti minuti sono in ufficio.

Purtroppo, per l’ultima fatica lavorativa mi sono dovuto spostare nella sede distaccata della mia azienda che si trova nella periferia est di Milano, a poca distanza dall’aeroporto di Linate. Questo mi ha obbligato a diventare un pendolare a Milano, utilizzando la metro solo come primo mezzo pubblico per avvicinarmi al lavoro. Il tragitto, di quasi un’ora, comprende anche un tratto in treno, prima di prendere un tram per percorrere gli ultimi chilometri.

La metro è la nuovissima linea 5, la lilla, gestita dall’ATM, la società del comune che controlla tutti i mezzi pubblici. E’ la metro automatica, quella senza pilota. Infatti, non c’è il macchinista a guidarla e ci si può mettere in prima fila, come sulle montagne russe, e veder correre i binari davanti a noi. Per uno patito di treni e binari come me è un bellissimo regalo. 

La città sotterranea ha sempre il suo fascino. Gallerie, diramazioni, collegamenti tra stazioni. E’ un continuo rincorrersi di treni, una quantità di persone che si sposta da una parte all’altra. Una varia umanità che a volte può essere eccessiva (nel numero, nel comportamento, nel rumore), ma che a me affascina sempre per l’incredibile varietà. E’ il bello, e il brutto, di vivere in una grande città.

PENDOLARE A MILANO IN TRENO

Dopo quattro fermate dalla partenza, è ora di scendere dalla metro nella stazione di Garibaldi e salire sul treno.

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Il mezzanino di Porta Garibaldi sotterranea

Milano Porta Garibaldi è un’importante stazione per il trasporto pubblico a Milano. Praticamente nel cuore del nuovo quartiere dei grattacieli di Porta Nuova, è una fermata della metropolitana M2, la verde, e della M5, la lilla. E’ anche una stazione molto importante delle linee ferroviarie FS e Trenord, le ferrovie della Lombardia. Ha pure una fermata sotterranea con due binari per i treni suburbani del cosiddetto Passante, la linea che attraversa Milano da SudEst a NordOvest dedicata al trasporto dei pendolari.

La stazione di Garibaldi Passante non è il massimo del design. Una banchina non molto ampia serve contemporaneamente i due binari. Nelle ore di punta può essere particolarmente affollata e la gente si accavalla tra chi deve prendere il treno e chi, invece, deve uscire dalla stazione. Nonostante le pareti bianche e una buona illuminazione, la fermata può risultare opprimente.

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Treno nella stazione di Milano Repubblica

Così io, lasciata la metro, scendo in stazione e aspetto il mio bel trenino che mi porta all’altro capo della città. Sono poche fermate. Spesso il treno è pieno di pendolari che al mattino arrivano dall’hinterland milanese per studio o lavoro e che la sera ritornano a casa. Scendono quasi tutti nelle stazioni più centrali e di interscambio con le linee metropolitane: Repubblica che incrocia la metro M3 gialla e Porta Venezia, che incrocia la metro M1 rossa.

Particolarità del Passante ferroviario è di avere diverse fermate in città e un alta frequenza di treni. Può essere considerato come una linea metropolitana tanto che si possono usare gli stessi biglietti urbani dei mezzi pubblici.

PENDOLARE A MILANO IN TRAM

In pochi minuti, dal centro glamour di Milano, mi ritrovo in Viale Campania, sulla circonvallazione esterna, qualche chilometro prima che la città lasci spazio alla periferia e all’aeroporto di Linate. Per raggiungere gli studi dove lavoro mi mancano ancora circa 3 km.

Dalla stazione di Milano Porta Vittoria, un breve tragitto a piedi mi separa dal tram 27 che mi porterà a destinazione. E’ un vialone alberato, con bei palazzi  d’epoca dall’architettura elegante accanto ad edifici più recenti non sempre belli. E’ una zona dove si sta investendo parecchio negli ultimi anni, ma che ancora rimane defilata dalla Milano alla moda.

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Periferia in tram

Il tram 27 è un vecchio tram moderno. Nel 1977, quando venne introdotto questo modello sulle linee milanesi, fece gran parlare di se per la forma particolare, squadrata, molto diversa dagli altri tram in circolazione. Recentemente è stato rinnovato negli arredi e nella meccanica, migliorandone un po’ il confort di viaggio.

E’ una linea che parte dal centro, da piazza Duomo, per arrivare nella periferia orientale di Milano facendo mille mila fermate. Per le abitudini milanesi non ha un’ottima frequenza. Quando va bene passa un tram ogni dieci minuti, ma spesso capita di doverlo aspettare per più di quindici.

Dopo poche fermate da Porta Vittoria, superata la ferrovia, si è in periferia. Il panorama inizia ad essere un po’ desolante, dove grossi casermoni si alternano a capannoni industriali. All’impiegato pendolare si affianca il residente dalle mille etnie. Un grosso supermercato è il punto di aggregazione di questo grande quartiere. La tangenziale è a qualche centinaia di metri dal mio ufficio e la pista di Linate è solo dietro qualche condominio.

PENDOLARE PER SCOPRIRE MILANO

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Destinazione ignota

Fare il pendolare può essere una situazione poco piacevole. Se si considerano i disagi nei quali si può incappare, tra ritardi, affollamento e orari scomodi, non è uno stile di vita consigliabile.

Con lo spirito giusto, tuttavia, fare il pendolare a Milano può essere l’occasione per scoprire una città alla quale non si è abituati, lontana dalle consuetudini consolidate.

Si incontrano tantissime persone, alcune curiose, altre un po’ meno. Si scoprono negozi e attività originali, dal ristorante etnico favoloso, alla bottega artigianale che resiste alle epoche. E poi nuovi quartieri da esplorare e altri da evitare. Il tutto prima di concedersi un nuovo viaggio o una nuova vacanza, magari a Dublino oppure a Maratea.

E’ un viaggio alla scoperta della città al solo costo di un biglietto urbano.


 

Un lungo silenzio… viaggiando

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Un silenzio lungo più di due mesi quello che mi ha tenuto lontano da questa pagina. Un lavoro più impegnativo del solito quello che sta occupando molta parte delle mie giornate.

Silenzio fatto di tasti colorati

Sto lavorando alla realizzazione di The Voice of Italy, un talent show dove si cerca la voce più bella d’Italia.

Gran parte delle mie giornate lavorative, sei giorni alla settimana, le trascorro davanti ad una tastiera di computer con i tastini colorati.

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I miei tastini colorati

 

 

 

 

 

Quando finisco, nel tardo pomeriggio o nel cuore della notte, non vedo l’ora di correre a casa e sprofondare in un sonno lunghissimo.

Silenzio assordante

Non mi piace questo lungo silenzio su queste pagine.

Scrivere di viaggi, raccontando le mie esperienze è per me non solo una gioia, ma anche una passione che amo coltivare. Purtroppo in questo periodo non riesco a stare dietro ai miei racconti. Eppure sto viaggiando, tutti i giorni per andare al lavoro. Capita anche, nelle 24 ore di riposo che ho, che mi inventi qualche escursione fuori porta, o una notte romantica a Venezia.

Tutti viaggi che prima o poi troveranno spazio su queste pagine. In silenzio, senza troppo clamore.

Un blackout ancora per poco

Ho voglia di tornare a scrivere dei miei viaggi, non appena questa avventura lavorativa sarà finita.

Tra poco più di due settimane, il 3 maggio, tornerò ad una vita più regolare e questo silenzio finirà.

Rimane l’incognita computer, dato che il mio ha dato l’estremo saluto dopo sei anni di servizio.

Sto scrivendo dallo smartphone, ma non mi trovo molto bene, come un viaggio scomodo con compagni antipatici, che non stanno mai in silenzio.

E non riesco neppure ad allegare foto!

Potete sempre andare sul mio profilo Instagram, fran_ba, così da vedere un paio di posti che ho visitato in questo periodo.

Torno in silenzio

Ancora qualche settimana di vita vissuta velocemente e poi posso tornare a scrivere di viaggi.

Intanto mi consolo rileggendo della mia vacanza a Dublino


 

Dublino val bene una pinta

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Nell’agosto dello scorso anno ho fatto una vacanza di due settimane in Irlanda. Come avevo scritto subito dopo quel giro, e che potete leggere cliccando qua, era stata una vacanza piuttosto umida, ma non per questo meno emozionante. Ho concluso il tour facendo meta a Dublino, città sempre piena di turisti e con una vivace vita notturna.

DUBLINO D’AGOSTO

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Dublino al tramonto

Sono arrivato a Dublino verso la fine di agosto, dopo un giro in macchina di tutta l’Irlanda, compresa quella del nord. Dopo due settimane di pioggia, finalmente il tempo concede una tregua e il cielo si è rasserenato. Ho riconsegnato l’auto a noleggio in aeroporto e sono arrivato in città utilizzando il bus di linea. Collegamento molto, forse troppo, veloce. L’autista del tipico bus a due piani ha tenuto una velocità decisamente sostenuta e sembrava di ribaltarsi ad ogni curva.

Il bus mi ha lasciato praticamente sulla porta dell’hotel che ho prenotato, il St. George. Comodo e non lontano dal centro pedonale, è vicino alle vie dello shopping e dei pub. Sarebbe un albergo perfetto se non fosse per le stanze veramente piccole e troppo calde.

Dall’albergo, con una breve passeggiata mi ritrovo in O’Connell Street, una delle principali vie del turismo. Infatti, sono moltissimi i turisti che affollano questa ampia strada fatta di negozi, caffetterie e ristoranti. Il clima, perfetto per passeggiare, è un ottimo stimolo per visitare a piedi il centro città.

Proprio a metà di O’Connell Street si staglia nel panorama di Dublino The Spire, una torre di acciaio alta 120metri. Considerata la scultura più alta al mondo, la sua base ha un diametro di 3 metri, mentre la punta è di soli 15cm.

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The Spire

A questo enorme ago che si alza verso il cielo sono stati attribuiti diversi significati. Tra i tanti, quello più accreditato vuole che rappresenti la lotta per l’indipendenza dell’Irlanda dagli inglesi. Questa installazione artistica può lasciare perplessi, tuttavia ha un fascino particolare, soprattutto la notte, quando sembra essere un fascio di luci proiettato verso le stelle.

DUBLINO E TEMPLE BAR

Dublino è ricca di moltissimi punti di attrazione, dai monumenti ai musei. Tuttavia, la meta principale dei turisti è la zona di Temple Bar, famosa per i suoi pub e ristoranti. Affollata durante il giorno, è una zona molto vivace anche durante la sera, con locali dove ascoltare musica dal vivo o ballare.

Si trova subito a sud del ponte O’Connell che attraversa il fiume Liffey, l’importante corso d’acqua che taglia in due il centro cittadino. E’ un susseguirsi di pub, ristoranti, disco club che attirano migliaia di persone ogni giorno dell’anno. Il più famoso di questi locali è il mitico Temple Bar, che con i suoi muri rossi è di immediato riconoscimento. In questo caratteristico Irish Pub, se non si teme la folla, si possono gustare i tipici piatti della cucina irlandese, magari ascoltando musica dal vivo e bevendo birra.

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Due scurissime Guinness

LA BIRRA GUINNESS

La birra è una caratteristica quasi univoca di Dublino e dell’Irlanda stessa, tanto che non bere una bella pinta di Guinness, dal colore scuro e dal sapore deciso, è come non essere stati in Irlanda.

Questa birra è nata praticamente a Dublino, nel 1759, e nel birrificio originale di produzione, il St. James Gate Brewery, oggi c’è la Guinness Storehouse dove, attraverso un percorso con guide virtuali, si può conoscere la storia che ha portato questa birra scura ad essere rinomata in tutto il mondo. Dal piano terra, dove si conoscono gli ingredienti principali per la produzione della birra, si sale fino al settimo piano, seguendo le varie fasi di lavorazione. Curioso il piano dedicato alle diverse campagne pubblicitarie, che sono diventate virali nel mondo prima ancora dell’epoca di internet.

Decisamente più interessante la possibilità di degustare i diversi tipi di Guinness, non tutti reperibili sul mercato italiano. Al settimo piano di questo parco della birra c’è il Gravity Bar, dove potersi rilassare bevendo una pinta di birra, compresa nel biglietto d’ingresso alla Storehouse, mentre si rimane incantati davanti al panorama a 360° di Dublino.

DUBLINO E IL WHISKEY

L’Irlanda è anche terra di rinomati e ottimi whiskey. Nel cuore di Dublino, nel quartiere di Smithfield, nasce del whiskey irlandese. E’ la distilleria Jameson. Aperta nel 1780 in Bow Street, dopo 250 anni è ancora punto di riferimento per i cultori del whiskey e per tutti i turisti che vogliono conoscere qualcosa di più di questa bevanda alcolica. Oggi non si produce più nessun barile di whiskey, ma è diventato una sorta di museo dove ripercorrere la storia della famiglia Jameson, del whiskey che porta il suo nome e di Dublino.

Così come alla Guinness Storehouse, anche alla Jameson Distillery Bow St. è possibile ripercorrere la storia e il processo di produzione del whiskey. Questa volta si è accompagnati da una guida in carne ed ossa che, con simpatia e professionalità, racconta come sia nato e cresciuto il whiskey Jameson. Tra aneddoti legati alle vicende di Dublino e qualche effetto speciale, non manca l’occasione per assaggiare il prodotto di famiglia, confrontandolo con un whiskey scozzese e uno americano.

La mia visita è iniziata alle 10.30 del mattino e alle 11.15 avevo già mandato giù ben tre shot di whiskey. Capivo l’inglese come se fosse la mia lingua madre e la distilleria mi sembrava Disneyland vista dalle montagne russe. Ho un ricordo vago di quello che è successo dopo, ma di sicuro, al termine del tour, mi sono fermato nel raffinato lounge bar che c’è al piano terra e ho ordinato uno strepitoso whiskey cocktail, compreso nel biglietto d’ingresso, che ha reso tutto ancora più onirico. Alle 12.00, uscito dalla distilleria, non ero più a Dublino, ma a Las Vegas!

Vi consiglio una visita alla Jameson Distillery di Bow Street perché ne uscirete euforici!

DUBLINO PER TUTTI

Ovviamente Dublino non è solo per gli amanti di birra e whiskey. Esistono moltissime attrazioni dove essere sobri è di gran utilità. Come la visita al Trinity College, una delle università più prestigiose in Europa. Sorge nel centro di Dublino ed è meta turistica soprattutto per la suggestiva biblioteca ospitata nella Long Room.

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La biblioteca del Trinity College

Nella biblioteca del Trinity College è esposto il Libro di Kells, un testo miniato dell’800 che contiene i quattro Vangeli scritti in latino. Per l’eccellenza tecnica e la bellezza è considerato una delle migliori opere d’arte irlandese di quell’epoca.

Il posto può essere molto affollato e non è difficile trovare una lunga coda per l’acquisto del biglietto. Meglio comprarlo in internet, sul sito ufficiale del Trinity College, anche appena prima della visita.

A Dublino si possono fare delle bellissime passeggiate che toccano tanti altri punti interesse. Tra questi c’è il Centro James Joyce, ospitato in un vecchio edificio del 1784, un museo dedicato allo scrittore irlandese. Tra foto di famiglia e dettagli dei suoi manoscritti è ideale per gli appassionati dell’autore. Sempre passeggiando, questa volta sul lungo fiume, si può ammirare il moderno ponte Samuel Beckett. Progettato dall’archistar Calatrava, le linee disegnate da cavi e pilone di sostegno fanno assomigliare questo ponte di 180 metri ad una arpa, uno dei simboli caratteristici dell’Irlanda.

A 3km dal centro di Dublino c’è anche il meraviglioso Giardino Botanico nazionale irlandese. Chiamato l‘isola di smeraldo, ha più di tremila piante e bellissime serre vittoriane dove sono ricreate diverse zone climatiche. E’ un posto di grande relax e poco frequentato da turisti.

DUBLINO FUORI PORTA

Volendo fare una gita fuori porta, io mi sono lasciato consigliare da amici. Dalla centralissima stazione di Tara Street, sono andato a Howth, un rinomato borgo in riva al mare a circa mezz’ora di treno da Dublino. E’ un vecchio villaggio di pescatori, oggi ricco sobborgo piuttosto trafficato. A Howth si può vedere il più antico edificio abitato di tutta l’Irlanda, ma più semplicemente si può passeggiare sulla diga che protegge il porticciolo dalle acque del mare d’Irlanda e godersi un meraviglioso tramonto.

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Tramonto a Howth

Dublino è affascinante, con molti posti da scoprire e sicuramente molti locali dove divertirsi. Pochi giorni non bastano per apprezzare a sufficienza il fascino che questa capitale racchiude tra le sue strade e i suoi palazzi.


 

Il Museo dei Tram di Sydney: un salto nel passato

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Per gli appassionati di trasporto su rotaia come me, un museo dei tram è un’occasione imperdibile per scorrazzare tra binari e traversine. Non potevo certo perdermi l’occasione di visitare il museo che alcuni appassionati di Sydney hanno dedicato ai loro tram.

IL MUSEO DEI TRAM: LA STORIA SU ROTAIE

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Un vecchio tram funzionante

Il primo tram, trainato da cavalli, fece la sua a comparsa a Sydney nel 1879 e, da quell’anno, la rete tranviaria si estese in maniera capillare. Si passò poi ai tram a vapore, a quelli a cavo (come a San Francisco) e nel 1898 comparvero i primi tram elettrici. Nel 1923, la rete, nata prima nella zona centrale per collegare la vecchia stazione dei treni con Circular Quay, aveva raggiunto la massima estensione con ben 291km di binari, collegando quasi tutti i sobborghi con la città.

Con lo sviluppo dell’automobile, i tram fecero i conti con il traffico sempre più congestionato e da molti vennero accusati di essere responsabili di ingorghi e rallentamenti, visto l’enorme numero di carrozze circolanti.

Dopo la seconda guerra mondiale, i politici, seguendo l’esempio di molte città del resto del mondo, decisero di dismettere la rete tranviaria, nonostante l’opinione pubblica fosse di parere contrario.

Nel 1961, con l’ultima corsa si decretò la fine dei tram a Sydney e quasi tutte le carrozze vennero distrutte.

Da allora, tutte le linee tranviarie furono sostituite da linee di autobus che andarono ad aumentare il traffico della città.

Nella primavera australiana del 1997, una nuova linea di moderni tram ha ripreso a collegare il centro cittadino con i sobborghi utilizzando la vecchia linea dei treni merci ormai dismessa.

Dal 2019 la città vedrà un ulteriore sviluppo del trasporto tranviario con l’estensione della linea esistente che tornerà di nuovo nel centro cittadino e a Circular Quay. In pochi anni, inoltre, farà la sua prima comparsa a Sydney la metropolitana!

UN MUSEO DEI TRAM GESTITO DA APPASSIONATI

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Vecchio tram esposto

Il Museo dei Tram di Sydney si trova ad una trentina di chilometri a sud del centro cittadino. Non distante dalla stazione ferroviaria di Loftus, è facilmente raggiungibile con i treni suburbani. Ogni mezz’ora, un convoglio collega la città con il museo in cinquanta minuti scarsi.

Nato pochi anni dopo la dismissione dei binari in Sydney, questo museo vede lo sforzo di numerosi volontari per la conservazione e la manutenzione dei vecchi tram, alcuni perfettamente funzionanti. Dal 1988, una nuova sede ospita un incredibile numero di modelli esposti, tanto da sembrare fin troppo piccola per contenerli tutti.

Si possono vedere alcuni dei primi tram che hanno circolato sulle strade di Sydney e qualche modello proveniente da altre città, non solo australiane. Ci sono le vetture di terza classe, senza porte e con le panche in legno, e una carrozza speciale adibita al trasporto dei detenuti.

I tram funzionanti vengono fatti circolare nei giorni di apertura, solitamente il mercoledì e la domenica, sulla breve linea che dal museo porta all’ingresso del maestoso Royal National Park. Per i patiti di tram, è sempre divertente farsi un giro su un tram storico perfettamente restaurato.

Su questa pagina di YouTube potete salire anche voi su uno dei tram storici restaurati. Il prezzo del biglietto è compreso nell’ingresso al museo e vale sia per l’andata, che per il ritorno. Sul sito ufficiale (esclusivamente in inglese) del museo, clicca qua per vedere, vengono elencate le iniziative speciali organizzate dai volontari, oltre alle informazioni su orari e prezzi.

QUALCHE CURIOSITA’

Facendo anche un po’ il turista per Sydney, trovi il racconto in questo post, ho avuto la fortuna di scoprire qualche aneddoto legato alla storia dei tram locali.

Per esempio, prima che fosse costruita la suggestiva Opera House, al suo posto si trovava una fortezza, Fort Macquarie, adibita a deposito dei tram.

Lungo le strade del centro cittadino, si possono ancora notare in alcuni tratti i vecchi binari dei tram sommersi sotto l’asfalto.

Proprio nel centro città, lungo George Street per arrivare a Circular Quay, hanno fatto la ricomparsa nuovi binari. E’ l’inizio della nuovissima linea due, che tornerà a collegare altri sobborghi. Questo tratto ha la caratteristica di non avere il filo dal quale i tram prendono normalmente corrente. Al suo posto verrà usata una particolare rotaia, posta in mezzo alle altre due.

Nel quartiere Glebe, lungo Glebe Point Road, un tratto di binari è stato preservato in ricordo dell’epoca d’oro dei tram.

Il vecchio deposito dei tram di Rozelle è stato recentemente riconvertito in un elegante centro commerciale, con diversi ristoranti, pizzerie e bar. Per anni è stato abbandonato con diversi tram all’interno, andati vandalizzati e presi di mira dai graffitari. Adesso, due vetture completamente restaurate sono esposte all’ingresso del centro.

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Un tram funzionante del museo

UNA BELLA GITA DOMENICALE AL MUSEO

Se si ha parecchio tempo da trascorrere a Sydney, il Museo dei Tram è un’insolita meta per una gita domenicale. Luogo magico per appassionati di tram e treni, è molto consigliato per le famiglie.

Con una gita fuori porta, lontano da mete più turistiche, si può visitare un’attrazione che racconto un po’ della storia recente della città.


 

Studiare in Australia: alla scoperta di un mondo

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Da quando ho iniziato questo blog ho ricevuto diverse mail in cui mi si chiede come ho concretizzato la possibilità di vivere e studiare in Australia per sei mesi.

In un post precedente, che si può leggere qua, avevo accennato a come mi fossi organizzato per ottenere un visto più lungo di quello turistico.

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Panchina vista mare a Cronulla

STUDIARE IN AUSTRALIA: la mia esperienza

Per visitare determinati Paesi fuori dalla Comunità Europea occorre richiedere un visto turistico, la cui validità è normalmente di massimo tre mesi. Se ci si vuole fermare per più di questo periodo bisogna ricorrere a visti alternativi che i diversi Stati mettono a disposizione.

L’Australia ha un sistema di leggi che regolamenta in maniera molto severa e precisa l’immigrazione e, prima di finire nelle maglie della giustizia per comportamenti non corretti, occorre prestare molta attenzione alla normativa vigente. Infatti, questo sistema di leggi australiane viene modificato quasi tutti gli anni in alcuni punti e, se non si è adeguatamente informati, si rischia di commettere degli errori.

Per diversi anni mi sono documentato sulle diverse possibilità che c’erano per trascorrere un periodo più lungo di tre mesi a Sydney. Avrei potuto richiedere un visto lavorativo, ma le pratiche sarebbero state molto complesse e non avevo la certezza di averne diritto. Il visto studenti, invece, era molto più semplice da ottenere e mi garantiva in ogni caso la possibilità di una lunga permanenza.

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La spiaggia di Collaroy

STUDIARE IN AUSTRALIA: come scegliere?

Il visto studenti per l’Australia viene rilasciato sulla base e per la durata del corso di studi che si intende frequentare. Questa durata tiene conto anche delle vacanze scolastiche e di un periodo dopo la fine del corso prima di dover lasciare il Paese. Non tutti i percorsi scolastici sono percorribili, ma solo quelli certificati dal CRICOS, un registro del governo australiano per l’educazione. L’elenco è veramente impressionante e va dal corso di Inglese base a percorsi accademici molto complessi, passando da scuole di formazione e diplomi tecnici.

Ovviamente, la mia conoscenza del sistema scolastico australiano era pressoché nulla, quindi, tramite internet, ho iniziato ad informarmi su come e cosa scegliere.

Ho quindi scoperto che esistono delle organizzazioni educative che, a titolo anche gratuito, aiutano nella scelta del percorso scolastico da seguire all’estero. Per studiare in Australia esistono diverse agenzie scolastiche che si possono facilmente trovare su internet. Le migliori di queste si distinguono per l’attenzione che riservano al cliente, per i servizi che offrono e per la scelta di corsi e di scuole australiane di ottima qualità e di costi adeguati all’offerta proposta.

Io, prima di scegliere da chi farmi aiutare, ho cercato informazioni attraverso la rete sui vari forum al riguardo, leggendo le opinioni di altri clienti e chiedendo direttamente alle varie agenzie cosa offrissero e quali fossero le loro migliori proposte. Non tutte si sono rivelate serie. Qualcuna non ha neppure risposto. Altre si sono limitate a rimandare al loro sito internet.

Ho partecipato ad un seminario, a pagamento, organizzato da una di queste società, il cui leader ha illustrato, in maniera anche troppo teatrale, quali potessero essere i vantaggi dello studiare in Australia e quale aiuto loro offrissero.

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Una baia colorata a Sydney

STUDIARE IN AUSTRALIA: la scelta del college

Tra tutte le società da me consultate, quella che si è rivelata essere molto attenta al cliente e con una eccellente offerta formativa, rispondendo appieno alle mie esigenze, è stata Go Study Australia.

Grazie al loro sito, studiare in Australia, sono venuto a conoscenza di una organizzazione efficiente e ben strutturata, con personale qualificato ed uffici non solo in Italia, ma anche nelle principali città australiane.

Sin dal primo scambio di email ho avuto modo di confrontarmi con persone disponibili e molto preparate. Al primo appuntamento, nei loro uffici in pieno centro a Milano, una lunga chiacchierata con Francesco, il consulente che mi ha seguito nell’organizzazione, mi ha chiarito molti dubbi. Su suo suggerimento e considerate le mie esigenze. la scelta è andata su un corso avanzato di Inglese. A Sydney ovviamente, anche se i campus erano disponibili in altre città australiane.

Sono moltissimi i college che offrono corsi di inglese a tutti i livelli e la scelta può non essere semplice. Francesco, e Go Study, mi hanno aiutato nella decisione, fornendomi tutte le informazioni di cui avevo bisogno, descrivendomi nel dettaglio ogni singola scuola e informandomi sui costi diretti ed accessori.

Sono stato aiutato nella richiesta del visto, che si può ottenere solo dopo aver scelto e pagato il corso di studi. Avrei potuto richiede supporto anche per la sistemazione. Importantissima, da questo punto di vista, l’esperienza diretta che Francesco ha avuto a Sydney. Avendoci vissuto per un po’,  ha saputo indicarmi i migliori quartieri dove cercare un locale in affitto. Non capita spesso che i consulenti abbiano conosciuto direttamente i posti di cui parlano.

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L’Univerità di Sydney

STUDIARE IN AUSTRALIA: Sydney

Ho scelto di studiare al Greenwich College, qua il sito internet, nel loro campus in centro a Sydney. Per la qualità e la tipologia dei corsi offerti è stato sicuramente quello che più rispondeva alle mie esigenze. Grazie al servizio di consulenza che ho avuto, ho scelto un corso serale che mi ha permesso di vivere la città durante il giorno, scoprendo ogni volta posti nuovi.

Go Study Australia ha, ovviamente, un ufficio di rappresentanza a Sydney e in altre città australiane. Si può essere certi di avere assistenza da parte di altri consulenti anche quando ci si trova all’estero. Io ho avuto supporto da Lidia, una dei consulenti dell’ufficio di Sydney, che oltre ad informazioni sul college, mi ha saputo consigliare cosa vedere in città e qualche eventuale escursione. E’ un altro dei vantaggi che ho avuto rivolgendomi a questa agenzia scolastica, avendo la certezza di un aiuto locale e in lingua italiana.

Scegliere di frequentare un corso di studi a Sydney mi ha permesso di concretizzare il sogno di vivere in questa in città. Diversamente, avrei avuto grosse difficoltà a conoscere così bene questo posto emozionante ed affascinante come solo Sydney e la sua baia sanno essere.


 

Melbourne, una città dalle molte anime

Melbourne, Victoria, Australia

Melbourne è, insieme a Sydney, una delle città più grandi di tutta l’Australia. Sono terminati pochi giorni fa, proprio in questa città, gli Australian Open, uno dei tornei di tennis più prestigiosi al mondo. E’ sede anche di un gran premio di Formula Uno e di un prestigioso torneo ippico capace di catalizzare l’attenzione dell’intera Australia.

MELBOURNE E IL VICTORIA

Melbourne è la capitale dello Stato del Victoria e, per diverso tempo, si è contesa il ruolo di capitale australiana con Sydney. Come ho raccontato in questo post, alla fine una nuova cittadina, Canberra, è stata costruita per ospitare le istituzioni federali, lasciando le due contendenti senza un nulla di fatto.

Tuttavia a Melbourne non mancano di certo i meriti per essere una località conosciuta: per lungo tempo è stata considerata una delle migliori città dove vivere e tutt’oggi è sicuramente un bel posto dove trascorrere qualche giorno di vacanza.

Melbourne ospita la più grande comunità di italiani in Australia, nel sobborgo di Carlton, e la locale Little Italy a Lygon Street è ricca di apprezzati ristoranti, pizzerie e caffetterie italiani. Non è difficile sentire parlare in italiano in questo quartiere, così come si può trovare anche dell’ottima cucina del nostro Paese.

COSA VEDERE A MELBOURNE IN UN WEEKEND

Ho visitato questa città a fine novembre 2016, in piena primavera australiana. Ricordo molto bene di esser partito da Sydney lasciando una temperatura di una trentina di gradi, per trovare al mio arrivo solo 15 gradi.

Infatti, Melbourne è conosciuta per il suo clima vario, raramente molto caldo. Durante il mio weekend, una brutta perturbazione ha abbassato molto la temperatura media del periodo, lasciandomi comunque l’opportunità di visitare tranquillamente la città.

Il centro cittadino si estende a nord del fiume Yarra, tra l’iconica stazione ferroviaria di Flinders Street, con accanto la suggestiva Federation Square, e il Queen Victoria Market a nord.

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La stazione di Flinders Street

La stazione di Flinders Street è uno dei terminal principali della città ed è stata la prima stazione del continente dal quale sia partito un treno a vapore. Molto frequentata durante il giorno, la sera può non essere un posto accogliente. Molto più alla moda l’adiacente Federation Square, una moderna piazza pedonale, sede di un centro culturale, di un museo, della televisione pubblica e di diversi pub e ristoranti. Aperta al pubblico nel 2002, è oggi un punto di riferimento per cittadini e turisti ed è destinata a rinnovarsi molto presto con il progetto di apertura di un Apple Store.

Il Queen Victoria Market è uno dei mercati più vecchi d’Australia. Da più di 130 anni serve la città e i turisti con i suoi prodotti dai prezzi quasi sempre più bassi dei negozi. Luogo ideale per una passeggiata tra gli stand di prodotti artigianali è sicuramente uno dei luoghi più cosmopoliti della città.

IL CENTRO DI MELBOURNE

Ad est del mercato, sulla centralissima Swanston Street, c’è la State Library Victoria, la biblioteca pubblica, il cui archivio contiene più di 2 milioni di libri. E’ un edificio composto da più sale di lettura che meritano una visita anche solo di pochi minuti. La sala più suggestiva è l’immenso Dome.

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L’interno di The Dome

A pianta ottagonale, contiene più di un milione di libri e può ospitare fino a 600 lettori contemporaneamente. La sala è sormontata da un soffitto con ampie vetrate che garantiscono un’illuminazione naturale a tutta l’area sottostante. Sul sito ufficiale della biblioteca, www.slv.vic.gov.au, trovate tutte le informazione sugli orari di apertura, le mostre e le esposizioni alla quali si può assistere.

Swanston Street è la via dello shopping per antonomasia di Melbourne. I negozi più famosi e le marche più trendy hanno una vetrina che affaccia su questa strada e tutte le altre della zona. Il Bourke Street Mall è un grande centro commerciale capace di attirare migliaia di persone al giorno.

LE PASSEGGIATE A MELBOURNE

Nonostante a Melbourne ci sia la rete tranviaria più estesa al mondo, il modo migliore per visitarla è, come sempre capita, fare delle lunghe passeggiate attraverso i quartieri.

Per esempio, mi ha affascinato passeggiare dalla Flinders Station, attraversare il fiume Yarra e seguire la promenade che percorre tutto il moderno quartiere di Southbank, oltrepassando il casino e il Centro Congressi, per terminare nella vecchia zona dei depositi portuali, ora riconvertiti a pub e ristoranti.

E’ un’area di eleganti ristoranti e prestigiosi grattacieli. Fra tutti, il più alto e ormai simbolo cittadino è l’ Eureka Tower che, con i suoi 300 metri di altezza, domina lo skyline. All’ 88° piano di questa torre, la cui sommità è ricoperta d’oro, c’è un impressionante belvedere a 360° della città. Già la sola esperienza di salire con il velocissimo ascensore che porta da terra allo skydeck in una manciata di secondi, vale la visita. Per i più temerari e amanti delle scariche di adrenalina c’è The Edge. E’ un cubo che fuoriesce dal grattacielo e il cui pavimento, con un effetto speciale, diventa trasparente lasciando sospeso nel vuoto chi vi è dentro.

Visitando il sito ufficiale dell’Eureka Tower, cliccando qui, si possono trovare molte altre curiosità, così come è possibile comprare i biglietti per salire al belvedere. Molto interessante l’opzione Sun & Stars che permette due ingressi per due giorni consecutivi, così da godere del panorama sia di giorno che di sera.

La vista dall’88° piano è sicuramente mozzafiato. Io sono stato al belvedere al tramonto e sono rimasto senza parole per lo spettacolo a cui ho assistito. Di quella esperienza mi è rimasto un bel ricordo in un video, un timelapse fatto con il mio telefono, che potete vedere qua sotto.

IN GIRO PER MELBOURNE IN TRAM

Se si è troppo stanchi per continuare a girare a piedi, allora meglio prendere un tram. Il centro cittadino è percorso da una moltitudine di tram e sono diverse le linee che lo attraversano. Inoltre, è interessante sapere che non si paga il biglietto sui tram che attraversano il CBD, per cui si può viaggiare senza limiti di tempo e senza spendere.

Esiste anche una linea turistica circolare , che segue idealmente i confini dell’area centrale, sulla quale vengono impiegati vecchi modelli di tram. E’ un modo molto originale per spostarsi per le vie del centro e raggiungere i diversi musei di cui la città è piena.

Infatti, Melbourne è conosciuta anche per avere una vivacissima agenda culturale e un ricco patrimonio di musei ed edifici storici. Non mancano sale espositive, sale da concerti e teatri.

A nord del centro, non lontano dal quartiere italiano, c’è Fitzroy, un vivacissimo quartiere dove si alternano ristoranti a locali alternativi, dove piccole gallerie d’arte sono seguite da negozi di vestiti usati.

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La spiaggia di St Kilda

A sud, c’è la spiaggia di Melbourne, St. Kilda, un lunghissimo arenile sabbioso molto alla moda, raggiungibile col tram. C’è un piacevole lungomare e un lungo pontile sul quale passeggiare, sempre che il tempo lo permetta.

ETERNO DILEMMA TRA GRANDI CITTA’

Così come in Italia ci sono battaglie campanilistiche tra Milano e Roma e si finisce per preferire una città all’altra, anche in Australia succede lo stesso.

L’antica rivalità tra Sydney e Melbourne continua ancora oggi e chi le visita finisce immancabilmente per trovare enormi differenze tra le due e sceglierne, alla fine, una sola.

Io, trascorrendo a Melbourne solo un fine settimana, ho visto veramente poco di questa città, mentre a Sydney ho vissuto più mesi, conoscendone anche aspetti e luoghi non solo turistici.

Sulla base di questa mia esperienza, dovessi fare una scelta, opterei per Sydney.


 

Matera: un “presepe” che il mondo ci invidia

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Nel 2019 Matera sarà la Capitale italiana della Cultura e la città vivrà un momento di notorietà a livello mondiale. Già adesso, prestigiose guide turistiche, come Lonely Planetin questa classifica, e importanti giornali internazionali, come scrive il New York Timesin questo articolo, parlano di Matera come località da inserire obbligatoriamente tra le mete del 2018.

BREVE STORIA DI MATERA

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Vista dei Sassi di Matera

Nel 2004, Mel Gibson aveva ambientato in questa cittadina il suo film La Passione di Cristo, riportando sotto la luce dei riflettori i Sassi, i due rioni che costituiscono il nucleo storico della città.

I Sassi sono insediamenti urbani che risalgono all’epoca preistorica la cui caratteristica è quella di essere stati scavati all’interno della roccia calcarea. Di fatto sono delle abitazioni ricavate dentro grotte per lo più artificiali. Il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso si trovano su due differenti vallate separate da una profonda gola, la Gravina. Hanno subito moltissime trasformazioni nel corso dei secoli, fino ad arrivare ad un terribile stato di degrado che è andato peggiorando fino agli anni ’50 del secolo scorso, quando una legge nazionale ne ha decretato lo sfollamento.

Dal 1983 è cominciata un’opera di recupero che prosegue tutt’ora e gli sforzi fatti sono stati premiati nel 1993 quando l’UNESCO ha decretato i Sassi di Matera Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Oggi i Sassi sono abitati dai cittadini materani e sono anche meta di turisti che trovano all’interno dei due borghi antichi alberghi di pregio, ottimi b&b e ristoranti particolari.

A PASSEGGIO PER MATERA

Ho conosciuto Matera alla fine del 2015. Per lavoro dovevo seguire la preparazione dello spettacolo della notte di San Silvestro nella città dei Sassi e per la prima volta mi sono ritrovato a passeggiare in un mondo incantato.

Arrivare a Matera è abbastanza semplice. A poco meno di 70km da Bari, una comoda strada porta dall’Autostrada Adriatica A14 al centro della città. Il centro storico è da girare rigorosamente a piedi, perdendosi nei vicoli che portano da un Sasso all’altro. La passeggiata può non essere agevole, considerata la natura collinare della città, per cui può capitare di affrontare ripide salite o scalinate impervie.

Lungo le stradine del borgo si affacciano le case ricavate nel tufo. Qualcuna di queste è preservata allo stato di origine ed è visitabile, la maggior parte è abitata. Sono molti i ristoranti che adesso si possono trovare all’interno di queste tipiche abitazioni, con piatti tipici della Basilicata, ma anche della vicina Puglia, con la quale Matera è storicamente legata. La cucina tipica locale offre molti legumi, orecchiette e tagliatelle, carni e formaggi e dell’ottimo pane IGP.

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Scorcio di Matera

Tra un vicolo e una stradina è facile rimanere incuriositi dalla moltitudine di b&b e hotel che si trovano nei borgo storico. Molti di questi sono eleganti sistemazioni dagli arredi ricercati, ricchi di servizi e molto suggestivi. Spesso, i più raffinati ed eleganti hanno anche una vista particolare dei Sassi, sui quali si affacciano con graziosi balconcini.

MATERA SOTTO I SASSI

Nei giorni in cui ho lavorato nella città dei Sassi il clima è stato molto rigido. E’ normale che l’inverno a Matera sia particolarmente freddo, non mancano le piogge ed è possibile anche qualche nevicata.

Particolarmente alto è stato il tasso di umidità, tale da bagnare le strade e rendere scivoloso il basolato. Una caratteristica dei Sassi che potrebbe aumentare l’umidità è la presenza di numerose cisterne sotterranee. Infatti, il sistema idrico che alimenta la città vecchia dalle sue origini è un intricato dedalo di canalizzazioni e cisterne ricavate nella roccia al di sotto delle strade e delle abitazioni.

Alcune di queste sono visitabili, come il Palombaro Lungo, l’imponente cisterna sotto piazza Vittorio Veneto, nel pieno centro della città. Può contenere fino a 5 milioni di litri d’acqua con una profondità di 16 metri. Insieme al Palombaro Lungo è visitabile anche l’Ipogeo Materasum, un grande ambiente sotterraneo accuratamente restaurato. E’ uno dei tanti luoghi di una Matera che si è sviluppata principalmente sottoterra prima dei giorni nostri.

Potete trovare altre informazione sulla Matera sotterranea sul sito sassidimatera.net

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Il Palombaro Lungo a Maratea

MATERA GIORNO E NOTTE

Non mi sono mai stancato di girare per il centro storico di Matera. Nonostante le discese e le risalite, ad ogni angolo c’è qualcosa di emozionante da vedere. Sembra essere infinito il numero delle chiese presenti in città. Si va dalla Cattedrale in stile romanico pugliese con il rosone a 16 raggi e il campanile di 52 metri, alle diverse chiese rupestri scavate nella roccia.

E poi musei all’interno di palazzi nobiliari, il castello Tramontano in stile aragonese e la fontana ferdinandea nella piazza Vittorio Veneto.

Matera rimane però nella mente di chiunque la visiti per assomigliare quasi ad un presepe, con tutte le casette una accanto all’altra. Da qualsiasi belvedere ci si fermi a guardarla, si rimani affascinati dallo spettacolo che la città offre.

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Matera di notte

Ancora più suggestiva di notte, quando tutti gli edifici sono illuminati e l’effetto è ancora più emozionante. Non mi sarei stancato di guardarla e, se non fosse stato per il freddo, avrei volentieri passato ore affacciato al belvedere di piazzetta Pascoli a guardare il panorama notturno.

CONSIGLI PER LE VACANZE

Non posso che essere d’accordo con le classifiche che mettono Matera tra le prime località da visitare in questo 2018, così come hanno fatto per Siviglia e Canberra. E’ una cittadina dove si vivono emozioni incredibili, si è circondati da tanta bellezza, la gente è cordiale e si mangia molto bene.


Capodanno a Maratea: la scoperta di un territorio

Lavorare nei giorni di fine anno può essere una gran seccatura, soprattutto se sei di turno nella notte di San Silvestro. Ho la fortuna di avere un lavoro che per l’ultimo dell’anno mi manda in “missione” in giro per l’Italia. Dopo la pausa australiana e il capodanno 2017 a Sydney, ho iniziato il 2018 a Maratea.

MARATEA E LA BASILICATA

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Il mare di Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Maratea è una cittadina di poco più di 5mila abitanti in provincia di Potenza ed è l’unico comune della Basilicata ad affacciarsi sul mar Tirreno. È formata da una decina di frazioni spalmate tra splendide spiagge e un rigoglioso entroterra per cui non esiste una vera e propria città. Il “centro” è un suggestivo borgo molto simile ad un paesino di montagna, dove la vita scorre lenta e sottolineata dai rintocchi dei numerosi campanili.

Numerose sono le chiese, le cappelle e i monasteri presenti nel territorio di Maratea, tanto da essere chiamata la “città delle 44 chiese“. Il ritmo delle ore scandite dai campanili si alterna al fragore del mare che si infrange sugli scogli, a qualche belato delle greggi che pascolano paciose nei boschi, agli immancabili galli che riempiono i pollai e ai numerosi treni che transitano nelle stazioni del comune.

Infatti, il comune di Maratea ha ben tre fermate sulla linea tirrenica delle FS che collega Napoli a Reggio Calabria. Nella principale, “Maratea” appunto, fermano quasi tutti i treni, garantendo così numerosi collegamenti con il resto d’Italia.

MARATEA E IL MARE

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Spiagge a Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Maratea deve parte della sua fama essenzialmente al meraviglioso mare che lambisce le sue coste. Negli ultimi anni ha ricevuto più volte la Bandiera Blu per la qualità delle sue spiagge e l’ottima accoglienza che riserva ai turisti di ogni parte del mondo. È conosciuta anche come la Perla del Tirreno.

La costa è un susseguirsi di ripide scogliere che lasciano spazio a piccole insenature e brevi spiagge ben curate. Nelle località di Acquafredda e di Fiumicello si possono trovare due tra le spiagge più belle di tutta la Basilicata, fatte di piccoli ciottoli uniformi, dove anche in pieno inverno si possono fare piacevoli passeggiate.

Il clima invernale, almeno sulla costa, è quasi sempre mite. Durante il mio soggiorno di fine anno, nonostante qualche giornata di brutto tempo e burrasca, ho avuto la possibilità di godermi la spiaggia con 15 gradi e mettere i piedi in acqua non è stato traumatico.

Le guide turistiche parlano di diverse grotte raggiungibili solo via mare, così come molto nascosta è una spiaggia che si scopre dopo aver attraversato, sempre dal mare, una galleria nella roccia.

MARATEA E LA MONTAGNA

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La montagna di Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Il territorio di Maratea è ricco proprio per il suo aspetto vario. Dalle spiagge sul Tirreno, in pochi minuti, si può salire su alte montagne dalle quali godere di un panorama mozzafiato. Lo stesso “centro” della cittadina è un piccolo borgo che richiama i paesini di montagna delle alpi.

Non manca una vegetazione tipicamente montana, dove in pochi metri la macchia mediterranea lascia spazio a fitti boschi di pini.

La statua del Redentore, ormai simbolo della città, sorge in vetta al monte San Biagio, a 620m sul livello del mare. Con i suoi 22 metri di altezza, è considerata la statua più alta d’Italia e domina il centro storico di Maratea, volgendo le spalle al mare.

L’entroterra della cittadina è ricco di sentieri ed itinerari ideali per gli escursionisti e per gli amanti delle passeggiate in mezzo alla natura.

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Statua del Redentore

COME ARRIVARE A MARATEA

Non è così comodo arrivare a Maratea. L’aeroporto più vicino è quello di Napoli, a poco più di 200km di distanza. Si deve quindi poi raggiungere la cittadina utilizzando l’autostrada Salerno/Reggio Calabria fino allo svincolo di Padula, preferibile a quello virtualmente più vicino di Lagonegro Nord. Infatti, da Padula una scorrevole e comoda strada statale porta a Policastro, sul mare, dove prendere poi la Statale 18 in direzione Sud.

Superata Sapri, la strada diventa stretta e piuttosto tortuosa, occorre, quindi, fare attenzione e non farsi distrarre dal meraviglioso panorama a picco sul mare.

La fortuna è che, anche in alta stagione, il traffico è molto ridotto e quindi non ci sono particolari problemi a percorrere questo tragitto.

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Treno a Maratea

 

 

 

 

 

 

 

Ben più semplice è arrivare a Maratea in treno. Dalla stazione ci si può spostare con i bus di linea, noleggiare un’auto o organizzarsi con le navette degli alberghi.

DOVE SOGGIORNARE A MARATEA

L’ottima ospitalità di questo territorio mette a disposizione dei turisti diverse opportunità di soggiorno, b&b, appartamenti e ottimi hotel.

Io ho soggiornato presso l’Hotel Villa Cheta Élite e l’esperienza è stata al di sopra di ogni più rosea aspettativa.

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Hotel Villa Cheta a Maratea

 

 

 

 

 

 

 

 

Situato nella frazione di Acquafredda di Maratea, questo hotel offre un’esperienza di soggiorno fuori dall’ordinario. Ricavato in un antico edificio nobiliare dalle caratteristiche liberty, si fa presto ad essere sedotti dal fascino di questo posto.

L’accoglienza riservata agli ospiti è degna del più lussuoso albergo al mondo e l’eleganza degli interni lascia senza parole.

Gli spazi comuni sono un susseguirsi di salottini dove rilassarsi, leggere o guardare la tv, mentre le sale da pranzo offrono un servizio di prima categoria, così come eccellente è la qualità del ristorante. Durante la stagione calda è possibile cenare negli spazi esterni, dai quali godere di un meraviglioso panorama della costa.

Le camere, ognuna con un nome diverso, sono molto raffinate nell’arredamento e nei corredi, sempre in stile con l’epoca dell’edificio.

È disponibile anche una piscina all’aperto e il mare non è molto distante, raggiungibile con una breve passeggiata.

Utile una visita al sito ufficiale di Villa Cheta, cliccando qui, dove poter leggere di più sulla storia dell’hotel e trovare maggiori informazioni.

RILASSARSI A MARATEA

Scegliere di fare una vacanza a Maratea vuol dire garantirsi un’esperienza di totale relax, lontano dal caos di spiagge affollate o località inflazionate. Anche solo un weekend in questo territorio è sufficiente a ritrovare il giusto relax interiore, facendosi coccolare dall’ottimo cibo e da una natura ancora incontaminata.

Mi sono ripromesso di tornarci non appena ci sia la possibilità, perché l’esperienza vissuta è stata molto positiva.


 

Feste di Natale in riva al mare

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Chi è nato e cresciuto in Italia è abituato ad associare il Natale all’inverno. Temperature abbastanza fredde e, in alcuni casi, un po’ di neve rendono l’atmosfera natalizia molto suggestiva.

Trascorrere queste feste in località di mare, qua in Italia, è altrettanto piacevole, perché iI clima è tendenzialmente mite, tanto che i più temerari si cimentano in un bagno.

Vi è però mai capitato di trascorrere il Natale con temperature sopra i 25 gradi, sole a picco e spiagge meravigliose dove poter fare il bagno?

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Panorama di Sanremo il giorno di Natale

IL MIO NATALE ITALIANO

Sono cresciuto festeggiando il periodo natalizio in inverno e, come molti, alla parola Natale associo immediatamente sensazioni fredde: la neve, le renne con la slitta, il camino, maglioni pesanti, cappellino e guanti.

Del resto, la tipica immagine legata all’albero di Natale è un paesaggio nordico, dove una soffice neve si sta posando sugli addobbi colorati. Le decorazioni alle finestre lasciano intravvedere un camino acceso, dal quale un paffuto e rubicondo Santa Claus passerà nella notte col suo carico di regali.

Anche a Sanremo, dove sono nato e cresciuto, sebbene il clima sia particolarmente mite, comunque durante il Natale è inverno. Quest’anno, per esempio, la temperatura ha anche toccato i 15 gradi, ma sarà stato per non più di un’ora. Nel momento in cui è calato il sole, tra il vento di tramontana e l’immancabile umidità, la temperatura è scesa rapidamente.

E’ gradevole fare una passeggiata in riva al mare, ma maglioncino e cappellino sono più che consigliati

IL MIO PRIMO NATALE AL MARE

Prima di andare a Sydney lo scorso anno (inizia a leggere la mia avventura australiana qua), ero già stato in Oceania diversi anni fa.

A fine 2001, per lavoro, sono stato in Nuova Zelanda ed è stata la prima volta che trascorrevo il periodo natalizio in un posto “caldo“. L’esperienza all’inizio è stata decisamente straniante.

Come in Australia, anche in Nuova Zelanda le stagioni sono invertite rispetto alle nostre italiane, quindi nel mese di dicembre è estate. Sebbene la stagione estiva neozelandese non sia particolarmente calda, vista la latitudine, comunque non è periodo di neve. Niente maglioni e cappellini quindi, ma pantaloncini, maglietta e infradito. Ma come può essere Natale se sono in shorts e a maniche corte?

Se all’inizio mi sono trovato abbastanza stranito nell’affrontare le feste di fine anno con vestiti estivi, ammetto che non è stato difficile abituarsi. È sempre bello quando puoi stare con una piacevole temperatura e a pochi passi dal mare. Certo è che il Natale inizia a perdere un po’ della magia con la quale siamo cresciuti.

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Tipica giornata natalizia australiana

NATALE DOWNUNDER

Le decorazioni alle finestre, renne stilizzate, Santa Claus paffuti, luci intermittenti, sono tutti dettagli che hanno un sapore un po’ ironico quando fuori ci sono 27 gradi di temperatura. Sarà pur sempre festa, ma la sensazione è di vivere un ferragosto anomalo.

L’impatto più forte l’ho avuto il giorno di Natale, il 25 dicembre, quando si organizza il barbecue in spiaggia.

Per cultura, i neozelandesi, così come gli australiani, adorano il barbecue e ogni occasione è buona per ritrovarsi davanti ad un braciere a cucinare qualche costoletta. Non è difficile trovare nei parchi cittadini dei barbecue ad uso dei cittadini, quindi basta che ti porti la carne da arrostire e il gioco è fatto.

Questo succede anche nei parchi in riva al mare, dove la distanza tra il fuoco e la spiaggia è di qualche decina di metri (se la marea è alta, altrimenti devi camminare per chilometri).

Il giorno di Natale è d’obbligo il barbecue in spiaggia. Si mangia bene, si beve molto e di lì ad andare a dormire sotto un pino, col suono della risacca di sottofondo, è un attimo.

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Decorazione natalizia a Sydney 2016

QUALE NATALE E’ MEGLIO?

Per chi è nato e cresciuto in Italia, con i natali al freddo dell’inverno, queste feste natalizie in riva al mare possono essere considerate un vero Natale?

Ecco, io ci sto riflettendo ancora, dalla mia posizione privilegiata con vista mare dalle colline di Sanremo. Durante il Natale 2016 ero in maniche corte e pantaloncini a Sydney e mi è sembrato assolutamente normale festeggiare in riva al mare.

È questione di cultura e di abitudini, alle quali però ti adegui in fretta quando stai bene, e che senti mancare quando sei lontano. Durante i miei due natali a testa in giù un po’ mi è mancata l’atmosfera di questi giorni in Italia, inverno/freddo/neve/maglione/cappellino. Adesso ho un po’ di nostalgia per le feste di Natale in spiaggia, tra un barbecue e un bagno rischio squali/meduse/correntipericolose.

Alla fine, però, è sempre festa quando stai bene!