Sofia e la vacanza fuori programma

Sofia, capitale della Bulgaria, non ha mai attirato la mia curiosità.

Devo essere onesto, sono scioccamente prevenuto sui paesi dell’Est Europa.

A vincere questa mia illogica diffidenza è stata un inatteso invito ad organizzare una breve gita in questa città. Dopo 15 giorni nell’Inghilterra del nord partendo da Newcastle, una brevissima sosta a Lecce, eccomi a Sofia per tre giorni, dove i miei pregiudizi sono stati in parte smentiti.

Sofia capitale

Sofia è la più grande città della Bulgaria, centro non solo amministrativo di tutto il Paese. E’ una delle capitali più antiche d’Europa e le sue origini risalgono ai Traci, circa 4000 anni avanti Cristo.

E’ stata spesso terra di conquista e gli invasori partono dagli antichi Romani per finire ai Russi. I segni di tutte queste dominazioni sono visibili nel contesto urbano, dai reperti delle vecchie strade romane, alle antiche chiese ortodosse, ai palazzi del potere di epoca russa.

Arrivare a Sofia

Sono partito in aereo da Bari con una compagnia, ahimè, lowcost. Purtroppo, non sono molte le opportunità di un collegamento diretto dall’Italia verso la capitale bulgara, per cui bisogna scendere a compromessi.

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L’insegna dell’aeroporto di Sofia

Sorvolando la città in fase di atterraggio, si vede una grande città, densamente abitata, grandi palazzi, ampie strade e lunghi viali.

L’aeroporto internazionale della città ha due terminal. Il primo è quello più vecchio, aperto nel 1937 e base di tutti i voli lowcost. Con un’architettura molto essenziale, poche comodità e sistemazioni spartane, dimostra tutti gli anni che ha. Il secondo terminal è la base di tutte le maggiori compagnie aeree. Dall’architettura moderna e funzionale, è stato inaugurato alla fine del 2006. I due terminal sono serviti da un servizio di bus shuttle gratuito. Tassisti abusivi sono sempre pronti a portarti ovunque con le loro auto sgangherate.

L’aeroporto è collegato alla città sia da moderni bus che da una efficiente e moderna metropolitana.

La metropolitana di Sofia

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La stazione metro in aeroporto

La metropolitana di Sofia è stata la mia prima sorpresa positiva che mi ha accolto dall’arrivo.

Dal terminal 2 dell’aeroporto, la metro conduce fino al centro della città. Il biglietto, dal costo di pochi centesimi di euro, si compra direttamente prima dei tornelli. Si può provare ad acquistarlo ai distributori automatici, ma non accettano moneta straniera e difficilmente digeriscono le carte di credito. Meglio quindi cambiare o prelevare banconote locali, il lev bulgaro, e pagare all’addetto che, con un inglese stentoreo, consiglia anche dove effettuare eventuali cambi.

Sulla banchina di partenza ci sono diverse mappe della città e della metropolitana, così è più semplice capire come spostarsi.

I moderni treni sono comodi e funzionali. Indicazioni visive sulle fermate e annunci anche in lingua inglese semplificano moltissimo gli spostamenti. I nomi delle  stazioni sono indicati sia con l’alfabeto cirillico che con il nostro. Tutte le stazioni sono estremamente pulite e l’architettura è imponente.

Al servizio metropolitano si affianca una capillare rete di filobus, bus e tram, alcuni di questi di epoca sovietica. I biglietti si possono comprare anche a bordo di tram e bus da distributori automatici che accettano solo monete dell’importo corretto.

Il centro della città

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Il Palazzo di giustizia in centro città

La prima impressione della città mi ha lasciato contraddetto. La periferia nei pressi dell’aeroporto non è per nulla invitante. Grandi edifici industriali, architettura residenziale molto spartana e una diffusa sensazione di trasandatezza. Poi la metro scende sotto terra e ci si ritrova in centro città.

Il mio primo incontro con il centro di Sofia è stato alla fermata di NDK, il Palazzo della Cultura. Si trova all’estremità meridionale del boulevard Vitosha, il centralissimo viale pedonale di circa 800 metri sul quale si affacciano ristoranti alla moda e negozi di moltissimi brand occidentali. Anche a Sofia, ormai, la globalizzazione ha portato i suoi frutti e i  prezzi a volte sono veramente bassi, tranne per i prodotti Apple che costano come da noi.

Tra un bar e un negozio di souvenir si possono incontrare molti turisti, soprattutto dalla Germania, ma anche gli Italiani non mancano. Il costo della vita molto basso e collegamenti aerei a prezzi stracciati sono un bell’incentivo per venire a scoprire questa città.

Il circondario del viale pedonale può lasciare straniti. Al luccichio dei negozi alla moda, corrispondono piccole vie laterali, spesso alberate, dai marciapiedi sconnessi. I palazzi sono quasi tutti moderni, ma trascurati nel rivestimento.

Quando cala il sole, la città si spegne. Letteralmente. Infatti, la politica di risparmio energetico e lotta all’inquinamento luminoso portata avanti dall’amministrazione ha determinato la scelta di non illuminare le vie secondo standard ai quali siamo abituati in Italia. Come ad Amburgo, durante la notte le strade sono praticamente buie e tornare in albergo lungo vie sconosciute può diventare inquietante.

Cosa vedere a Sofia

La ricca storia di Sofia ha lasciato come tributo un ingente patrimonio architettonico e artistico. A voler vedere ogni singolo museo, galleria d’arte, chiesa, moschea probabilmente non basterebbe una settimana. Tuttavia, il rischio è che la visita possa diventare ripetitiva e noiosa, per cui il consiglio che si legge su diverse guide è quello di non dedicare più di tre giorni pieni alla città.

Io ho visitato le maggiori attrazioni della città in due giorni, concedendomi anche un’andatura lenta e lunghe pause. Si può visitare Sofia facilmente a piedi. In alternativa bus e tram sono comodi o si può prendere un taxi, il cui costo non è mai esoso.

Ci si può affidare a tour organizzati da agenzia o al giro col bus turistico che tocca le principali attrazioni della città e una guida ne racconta per sommi capi la storia. Io ho particolarmente apprezzato il giro gratuito passeggiando per la città, organizzato da 365 Association Sofia Tour.

Free Walking Tour a Sofia

La mia opinione su Sofia è cambiata dopo aver preso parte a questa passeggiata per le strade di Sofia. Grazie ad una simpatica guida e alla sua ottima preparazione, ho avuto modo di vedere con un occhio più critico alcuni dei monumenti più emblematici della città.

Partendo dal centralissimo Palazzo di Giustizia, la guida ha accompagnato il mio gruppo tra i tesori più o meno nascosti, narrando le varie fasi storiche di cui questa capitale è stata protagonista.

Il tour è durato circa un paio d’ore, che possono essere molte se la giornata è calda. La guida ha raccontato, sempre in un ottimo inglese, delle varie bellezze della città, arricchendo la narrazione anche con qualche aneddoto.

Cattedrale di Santa Domenica

La passeggiata inizia dalla Cattedrale Ortodossa della città che risale al 1863. Sorge sui resti di chiese di epoche precedenti. Infatti, la città è stata martoriata da guerre ed eventi infelici che più volte hanno distrutto molti edifici. L’attuale chiesa di Santa Domenica risale al restauro del 1933 dopo che un attentato esplosivo, che fece numerose vittime, la danneggiò gravemente.

L’interno è magnificamente affrescato in stile bizantino, un ottimo inizio per confrontarsi con l’arte a Sofia. L’ingresso è gratuito, ma si paga se si vogliono scattare delle foto all’interno. Attenti ai vigilanti che sono pronti a rimproverare chi tenta di scattare foto senza aver pagato.

Chiesa di San Giorgio

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La rotonda di San Giorgio

La chiesa di San Giorgio è l’edificio più antico di Sofia. Conosciuta anche col nome di Rotonda di San Giorgio, per la sua pianta circolare, questa chiesa di epoca paleocristiana è stata nel tempo anche una moschea. E’ circondata dai resti della vecchia città, Serdica, sui quali affacciano imponenti palazzi, tra cui quello del Presidente della Repubblica, il Ministero degli Interni ed  un lussuosissimo hotel.

Statua di Santa Sofia

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La statua di Santa Sofia

E’ il simbolo della città, per la quale le polemiche non sono ancora finite.

Il nome Sofia si riferisce alla divina saggezza e non alla martire cristiana Santa Sofia. Quando gli amministratori decisero di sostituire la statua di Lenin con questa caddero in errore e la fecero progettare con riferimenti cristiani. Tuttavia questo non fu l’unico errore visti i molteplici riferimenti pagani che vennero inseriti.

Si è arrivati così a questa statua, dalle forme sinuose e procaci, con riferimenti pagani, ma di ispirazione cristiana.

Probabilmente, la visita alla statua durerà meno della lettura di questo paragrafo.

Cattedrale Aleksandar Nevski

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La Cattedrale Aleksandar Nevski al tramonto

Questa è la più grande cattedrale ortodossa del Paese ed è il simbolo della liberazione della Bulgaria dagli Ottomani, grazie all’intervento dei Russi.

Le cupole dorate, visibili anche da fuori città, si ispirano all’arte bizantina. All’interno ci sono numerosi dipinti di prestigio e gli spazi sono tutti finemente decorati. Il luogo è molto mistico e non mancano anche qua i severi controlli su chi fa foto senza aver pagato il relativo biglietto.

Moschea e sinagoga

A poca distanza l’una dall’altra si trovano i due centri di culto mussulmano ed ebraico. L’architettura degli edifici non è di particolare pregio e la visita può essere considerata come breve intervallo tra monumenti “maggiori”.

Interessante, alle spalle della moschea, oltre al Museo di Storia Regionale, ci sono delle fontanelle di acqua termale. Infatti, la moschea, il cui nome significa “molti bagni”, è stata eretta su una zona di acque termali. Da queste fontane sgorga acqua termale la cui temperatura può anche ustionare.

Sempre in zona, sotto il viale principale, c’è la più grande area di reperti archeologici di epoca romana. Visitabile gratuitamente, tra un ingresso alla metro e diversi negozi di souvenir, si possono vedere la disposizione delle prime strade della città.

Hambara Bar

Questo è assolutamente il posto che merita la visita in tutta Sofia!

Nascosto dietro un edificio, questo un bar è all’interno di una baracca. Si narra che fosse un bar clandestino e che, per non essere visto dall’esterno, usassero solo candele per l’illuminazione. Ancora oggi, l’elettricità serve esclusivamente per il banco frigo e per una fioca lampadina all’interno del bagno. Per il resto solo candele, tante candele. Qua si può trovare la più buona rakìa del Paese, la tipica grappa bulgara.

E’ gestito da una signora non proprio affabile che se non ti trova simpatico non ti fa sedere al bancone.

Frequentato da molti turisti in cerca di un locale alternativo, fuori dal circuiti organizzati, è l’unico nel quale si possa ancora fumare all’interno.

Gita quasi fuori porta

Se la visita della città dopo due giornate piene può considerarsi conclusa, si può optare per una gita nei dintorni di Sofia alla scoperta di posti suggestivi.

A circa 150km ad ovest della città si trova il Monastero di Rila.

Il Monastero di Rila

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La Chiesa ortodossa all’interno del Monastero di Rila

Nella località montana di Rila sorge questo suggestivo monastero. Fondato nel X secolo, per lungo tempo è stato luogo di culto frequentato anche dai potenti.

Il complesso è circondato da alte mura tanto da sembrare più una fortezza che un luogo di culto. All’interno, la chiesa ortodossa si trova al centro di un complesso abitativo di 4 piani e 300 celle, dove soggiornavano i monaci. La chiesa è finemente decorata, sia all’interno che all’esterno ed è meta di moltissimi pellegrini.

Oggi il monastero è abitato da non più di cinque monaci, ma è sicuramente una destinazione turistica molto ambita.

Dal 1983 il Monastero di Rila è iscritto nel patrimonio Unesco.

Plovdiv – Filippopoli

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Il teatro romano di Plovdiv

A 150km questa volta ad est di Sofia sorge questa suggestiva località.

Seconda più grande città della Bulgaria, Plovdiv deve la sua fama ad un meraviglioso centro storico, ricco di reperti che risalgono agli antichi Traci. Forte l’influenza degli antichi Romani, come si può vedere dai resti di un teatro ben conservato.

L’elegante via pedonale del centro è la luccicante vetrina di questa città, capitale europea della Cultura per il 2019, insieme a Matera. Con una ripida salita si entra nel nucleo più antico del paese dove si possono vedere i tangibili segni della storia. Vecchie chiese e abitazioni d’epoca sono luoghi di attrazione per molti turisti.

Il caldo può essere veramente tanto, soprattutto nel mese di agosto.

Ho visitato sia il Monastero di Rila che Plovdiv nella stessa giornata, da vero temerario. Ci sono diverse organizzazioni turistiche che mettono a disposizione sia la guida che il veicolo per questo tipo di escursioni. Il costo è veramente abbordabile. Il rischio è di effettuare gli spostamenti con un’auto di medie dimensioni che per cinque persone non è comodissima. Bisogna, inoltre, tenere conto che le distanze sono importanti, visto che alla fine si percorrono più o meno 600km in circa otto ore. E si cammina parecchio.

La Sofia che ho lasciato

Alla fine di questo viaggio sono soddisfatto di aver scoperto una nuova realtà, lontana dai canoni ai quali sono abituato.

Ho trovato una città dove il desiderio di mettersi alla pari dell’Europa Occidentale è molto forte, con ingenti investimenti sia nelle infrastrutture che nei servizi. Non sempre l’accoglienza è calorosa. In alcuni ristoranti dove sono stato il personale è piuttosto burbero e alcuni modi potrebbero sembrare maleducati. L’inglese non è una lingua diffusa. Può capitare che qualche cameriere non lo conosca così come in metropolitana il personale non sappia parlarlo.

Sofia merita in ogni caso di essere visitata, anche se solo per pochi giorni. La sua storia e il suo patrimonio architettonico sono sicuramente affascinanti.


 

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