Milano: un’avventura nata 25 anni fa

Sono arrivato a Milano nel settembre del 1992 inseguendo il mio sogno di lavorare in televisione. Da allora ho visto cambiare questa metropoli in molti modi, attraversando momenti di crisi e ritornando di moda in maniera ancora più affascinante.

In questa città sono cresciuto amando ogni sua strada, odiando il suo traffico, fuggendo dallo smog, ma desiderando di ritornarci il più presto possibile.

(Fino a quando non ho vissuto a  Sydney, ma questo è un altro racconto).

MILANO E LA TV

Ero ancora alle medie quando iniziai a sognare di lavorare in televisione. Affascinato ogni volta in cui, guardando la tv, riuscivo a vedere una telecamera in uno studio, mi emozionavo quando a Sanremo, durante il festival, vedevo qualche operatore con la videocamera in spalla.

Lavorare in tv per me era sinonimo di Milano. Cresciuto con le domeniche del Drive In e con la dissacrante ironia di Emilio, trasmissioni televisive mooooolto milanesi nell’animo, il mio mondo della tv coincideva con il capoluogo lombardo.

Finito il liceo, non persi l’occasione di entrare a lavorare in tv seguendo un corso di formazione tenuto proprio a Milano. Era un corso a numero chiuso e per accedervi occorreva superare un esame di ammissione.

Erano i primi di settembre del 1992 e, insieme ad altri tre miei compagni di liceo, andai a stare in un appartamento all’inizio di viale Certosa, uno dei viali più trafficati che da nord ovest arriva fin nel cuore della città.

All’epoca, la prima Milano che conobbi era legata alla vita pratica di tutti i giorni. I tram arancioni che passavano sferragliando sotto casa, la mitica linea 90/91 con i suoi filobus snodati e la guida a destra, il caffè e cornetto a colazione e il Duomo.

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Il mitico filobus 90/91
MILANO IN PRIMA CLASSE… DI UN FILOBUS

Superato l’esame e ormai iscritto ufficialmente al corso di formazione per aspiranti lavoratori televisivi, iniziai a scoprire anche altre zone di Milano.

Dall’appartamento vicino a piazza Firenze, un enorme anello nel quale confluiscono ben 14 strade e migliaia di auto al giorno, cominciai a frequentare anche Primaticcio, sede della mia scuola.

Primaticcio è una strada in una zona non centrale di Milano e anche il nome della fermata della linea 1 della metropolitana, la rossa, costruita sotto questa via all’incrocio con viale Legioni Romane.

Arrivare a Primaticcio da dove abitavo significava prendere il filobus fino a piazzale Lotto, la metro per un paio di fermate, scendere e cambiare metro. Oppure proseguire con il filobus per altre fermate e prendere direttamente la metropolitana.

Proprio grazie al filobus ho iniziato a vedere Milano da differenti punti di vista. La linea 90/91, operata con i filobus, chiamata la circonvallazione, ha un percorso circolare. Attraversa un sacco di quartieri, più o meno belli, e dà un’idea particolarmente chiara di quanto variegata sia questa megalopoli.

Ho iniziato a sentire Milano mia proprio facendo questi giri. Guardando fuori dal finestrino vedevo un mondo che cominciava a diventare sempre più mio. Le solite facce la mattina alla fermata, lo stesso tizio davanti alla tazza del cappuccino al bar, i compagni di scuola nati e cresciuti a Milano erano parte integrante del mio quotidiano.

IL BELLO DI MILANO

Milano non piace a tutti, c’è chi la trova caotica, grigia e poco bella. Io l’ho sempre amata, invece, per la sua bellezza che non è appariscente, ma va cercata con attenzione tra le vie e i palazzi.

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Balconi fioriti a Brera
Milano è ricca di fantastici palazzi ai quali spesso non prestiamo attenzione perché siamo troppo rapiti dalle nostre cose. Eleganti edifici fanno da cornice alle strade che percorriamo tutti i giorni. Balconi ricchi di fiori e piante, nonostante il clima non sempre favorevole, tolgono il grigiore del cielo che a lungo pesa sulla città.

Per scoprire Milano bisogna girarla, possibilmente a piedi. Camminare ti dà la possibilità di guardarti intorno e vedere posti che altrimenti sfuggirebbero all’attenzione. La città è ricca di corti e cortili che sono dei gioielli.

Dopo quattro anni in viale Certosa, mi trasferii insieme ai miei coinquilini in un enorme condominio lungo la circonvallazione, nella parte est di Milano.  L’appartamento si affacciava su un grande giardino condominiale, con alberi alti anche una decina di metri. Tenuto perfettamente in ordine da un custode, con il prezioso aiuto di una squadra di giardinieri, era un’ottima barriera per il rumore del traffico.

Con una piacevole passeggiata potevo raggiungere il centro di Milano attraversando zone di una sobria eleganza. Palazzine a due piani con cortili sempre ben tenuti e rigogliosi di piante si alternavano ad edifici più alti il cui decoro non era da meno. E’ la zona che da Città Studi, il quartiere della sede storica del Politecnico di Milano, porta fino in Duomo, a nord di viale Campania e corso XXII Marzo.

MILANO DAL SETTIMO PIANO

Dopo cinque anni di condivisione era tempo di diventare grande e andare a vivere da solo. Nuovo trasloco e nuova zona di Milano da conoscere, questa volta dal settimo piano di un palazzo senza balconi in via Govone. La tranquilla zona in cui ero andato ad abitare non era lontana dal posto di lavoro e potevo decidere anche di raggiungere l’ufficio con una passeggiata di una mezz’ora.

Il bello di Milano è che ti può capitare di attraversare zone adiacenti dal carattere diametralmente opposto tra di loro. Non è difficile trovare un isolato un po’ trasandato subito dopo una zona molto ricca. Prima di raggiungere corso Sempione, dove ha sede il mio ufficio e da sempre uno dei viali più ricchi ed eleganti di Milano, mi capitava di passare davanti a case dall’intonaco scrostato e dagli interni decadenti.

La zona del corso verso l’Arco della Pace, subito prima di Parco Sempione adesso è un quartiere ricco di locali e riferimento della vita notturna di Milano, ma prima degli anni 2000 non era particolarmente consigliato frequentarli di sera.

MILANO CHE PUNTA IN ALTO

Se un tempo a dominare lo skyline del capoluogo lombardo erano la Modonnina del Duomo e pochi altri edifici, primo fra tutti la Torre Velasca, adesso il panorama è decisamente cambiato.

Ho visto nascere, al posto del pittoresco luna park delle Varesine, quello che adesso è il quartiere di Porta Nuova. Dove una volta c’era una stazione ferroviaria, adesso sorgono quelli che sono tra gli edifici più emblematici di Milano.

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La Torre Unicredit e la vecchia Milano
Il Bosco Verticale e la Torre Unicredit sono luoghi della nuova Milano conosciuti ormai in tutto il mondo. Intorno alla fontana di piazza Gae Aulenti si ritrovano turisti e cittadini a passeggiare tra negozi di marche famose e prestigiosi appartamenti.

Pochi passi e sei in corso Como e corso Garibaldi, da sempre punti di riferimento della città, ricchi di bar, ristoranti e negozi. Non è difficile trovare un nuovo cantiere pronto a cambiare ancora una volta il volto di questa zona di Milano.

La nuova Milano punta a crescere in altezza. Non solo grattacieli e nuove abitazioni super panoramiche, ma anche bar, pub e lounge ai piani più alti dei palazzi. Posti meravigliosi dai quali osservare tramonti incredibili e godere di tutto il bello che questa Milano ha da offrirti. Anche a queste altitudini. 

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Tramonto milanese

 

2 risposte a “Milano: un’avventura nata 25 anni fa”

  1. Grazie Francesco, è una panoramica di Milano molto efficace. Forse perché anch’io amo questa città e anch’io l’ho vissuta in epoche diverse ho ritrovato nel tuo racconto lo sguardo amorevole, ma preciso, di una città bellissima che va scoperta e che è cambiata, ancora in meglio, tanto quanto le nostre esperienze personali.

    1. Grazie Rosellina per il tuo commento. Mi emoziono ancora parlare di Milano, vivere a Milano, anche se a volte vorrei scappare a gambe levate. Ho ancora tante cose da raccontare su Milano che prima o poi farò un altro post.

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