Volare a Sydney in business class

Dopo la lunga organizzazione per coronare il sogno di una vita che ho raccontato nel post precedente, finalmente è arrivato il giorno di volare a Sydney.

PARTENZA PER UN LUNGO VIAGGIO

È il 13 luglio del 2016.

A Milano la temperatura è di quasi quaranta gradi. Nel soggiorno di casa ho due grandi valigie piene di scarpe e vestiti. Non sono mai riuscito a preparare bagagli di contenuto ridotto nemmeno per viaggi brevi e per un soggiorno di sei mesi mi serve sia l’abbigliamento estivo che quello invernale. Inoltre, in Australia le stagioni sono ribaltate rispetto alle nostre.

Quando atterrerò a Sydney sarà inverno!

Mi convinco che possa essere un inverno più mite rispetto a quello milanese, ma meglio essere previdenti e non lasciare a casa le felpe.

Intanto la temperatura in casa è insopportabile. L’emozione cresce di minuto in minuto e il mio bagaglio pesa un accidenti da quanta roba ho messo dentro. Avrò problemi al momento del check-in?

Per ridurre al minimo la fatica del trasferimento da casa all’aeroporto di Malpensa, decido di noleggiare una macchina, in modo da essere anche più libero con gli orari. Del resto, il noleggio di un’auto di medie dimensioni costa sempre meno del taxi tra Milano e l’aeroporto che, al momento, ammonta a 95€, secondo le tariffe del Comune di Milano.

Con il sole a picco, carico la macchina con le valigie, doppio bagaglio a mano, qualche zaino e gli occhiali da sole. Più che un viaggio intercontinentale, sembra un trasloco.

Il mio incubo peggiore è di andare a Malpensa in macchina e trovare l’autostrada bloccata, fare tardi e perdere il volo. Questa volta, nonostante l’orario pomeridiano, la strada è quasi deserta e ci sono tutte le condizioni ideali per non avere imprevisti lungo il percorso.

Il sole, inesorabile, sembra avere ora qualche piccolo oscuramento. Da nord il cielo sta assumendo colori sempre più cupi  e minacciosi e, dall’azzurro limpido sopra Milano, si passa, dopo pochi chilometri, al grigio piombo. Nei pressi di Malpensa sta per abbattersi un violento temporale, quello che poi i giornalisti non faranno fatica a descrivere come una bomba d’acqua.

DOPO LA PIOGGIA VIENE IL SERENO

Ovviamente io ero partito da casa in pantaloncini e maglietta con l’intenzione di asciugarmi il sudore e mettermi un jeans una volta imbarcato baule e cassapanca al check-in.

Arrivo a Malpensa che la pioggia è talmente fitta da rendere inutilizzabili i tergicristalli. Il parcheggio dove avevo deciso di riconsegnare l’auto è completo e nessun addetto dell’autonoleggio si avventura sotto il diluvio per dare indicazioni. La temperatura è passata dai 37 gradi di Milano ai 15 di Malpensa. Per fortuna io sono ben in anticipo: solo un paio d’ore prima che aprano il check-in (che di solito è due/tre ore prima del decollo. Dipende dalla compagnia).

Cambio parcheggio. Scendo dall’auto e ho freddo, brividi e pelle d’oca. Nel terminal l’aria condizionata è sparata a mille e io corro, si fa per dire, con il mio carrello pieno di valigie, verso il bagno più vicino per cambiarmi. Jeans, camicia, calze lunghe e giubbino.  Che sia un anticipo delle temperature di Sydney?

UN SOGNO ANCORA PIÙ MAGICO

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Torna il sereno a Malpensa

Mentre il temporale, che ha bloccato l’aeroporto per un’ora abbondante, si sta spostando, lasciando spazio ad un tramonto suggestivo, io sono davanti ai banchi dell’accettazione in attesa che apra il check-in.

Per rendere ancora più magico questo mio viaggio da sogno, mi sono regalato il volo in business class. Comprando il biglietto nel mese di gennaio, sono riuscito a trovare una tariffa non eccessivamente costosa con la Qatar Airways, la migliore compagnia al mondo per i servizi in business, e non solo, secondo autorevoli sondaggi che potete trovare qua.

Come consigliato dalla compagnia, sono al check-in con largo anticipo e, mentre una lunga fila di persone cariche di ogni tipo di bagaglio, compreso un ventilatore a piantana e una stufetta elettrica, si sta formando davanti ai desk di economy class, a quelli di business non c’è nessuno e, quando la hostess apre l’accettazione, io sono il primo.

Come ho raccontato in questo post, ai banchi delle classi superiori ti accolgono con tappeti rossi, fiori profumati e sorrisi a 36 denti. Il personale è molto disponibile e cortese, preparatissimo a dare consigli di viaggio e indicazioni. Anche sul bagaglio da imbarcare sono molto attenti e io temo di dover pagare un extra salato per tutto quello che mi sto portando dietro.

La mia preoccupazione per il peso eccessivo delle valigie lascia immediatamente spazio a serenità e soddisfazione dopo una breve chiacchierata con la gentilissima hostess: tra i vantaggi del viaggiare in business class c’è anche quello di poter imbarcare due valigie per un peso complessivo tra i 32 e i 40 kg, a seconda della compagnia aerea, e di avere anche due bagagli a mano fino ad un massimo di 15kg (altro che low-cost!).

Quindi nessun problema per me, ritirerò il tutto a destinazione. Dopo 27 ore. Non resta altro che godermi il viaggio.

COME AFFRONTARE 27 ORE DI VOLO

Con le mie carte d’imbarco bordate di rosso mi si aprono una serie di corsie preferenziali, iniziando dai controlli di sicurezza attraverso i quali passo saltando la fila.

Quindi evito pure le comuni sale d’attesa tra un fastfood e un kebabbaro e mi dirigo spedito verso la lounge della compagnia aerea, oramai solo con il mio enorme zaino arancione fluorescente sulle spalle.

Sempre in questo post ho raccontato delle lounge milanesi non sempre all’altezza del loro ruolo se confrontate con quelle di altri aeroporti internazionali, tuttavia la comodità di avere una elegante poltroncina dove bivaccare un paio d’ore, mentre mangi tartine e tramezzini e bevi ottimo champagne, è sempre un modo molto tranquillo e rilassante per aspettare la partenza.

Anche per l’imbarco il passeggero delle classi superiori ha una serie di priorità. Oltre a poter rimanere nella sala riservata fino all’ultimo, non ci sono file da fare e, come sempre, vieni accolto al banco da personale super sorridente.

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Film e champagne in business class

Volare a Sydney in business class

A bordo dell’aero si vede la vera differenza tra le classi di viaggio. La cabina di business di questo volo ha solo sei poltrone per fila, due accanto ai finestrini e due centrali, mentre in economica le file sono da 8 posti, due lato finestrino e 4 centrali.

Per essere più comodo e non dover chiedere permesso al vicino, o farmi scavalcare, ho scelto una poltrona tra quelle centrali, così da non essere disturbato da altri passeggeri. Questo primo volo dura circa sette ore, tutte in notturna, e il servizio a bordo è eccezionale. Subito dopo il decollo, le hostess apparecchiano tavola per servire la cena: tovaglia e tovagliolo di cotone, posate di metallo, bicchieri di vetro e pane appena sfornato.

Avendo mangiato alla lounge in aeroporto, non mi lascio tentare da tutte le portate del menù, ma mi limito ad assaggiare una selezione di formaggi e il dolce, accompagnato da due bicchieri di vino, diversi per ogni portata, mentre mi guardo sul mio televisore da 14 pollici uno degli ultimi film appena usciti al cinema.

Nel frattempo mi sono cambiato, indossando la tuta/pigiama che la compagnia riserva ai passeggeri di business e, terminata la cena e finito il film, faccio sistemare dalla hostess la poltrona in modalità notte, mi sistemo il cuscino, tiro su la copertina e dormo della grossa.

Dopo una meravigliosa dormita, anche se di una manciata di ore, è tempo di colazione che viene servita con esemplare cortesia. Pancake e succo d’acero, qualche brioche calda, spremuta d’arancia. Direi che sono pronto per atterrare.

VOLARE A SYDNEY FACENDO DUE SCALI

Per volare a Sydney con il mio biglietto devo fare due scali e la prima sosta è a Doha, capitale del Qatar, un piccolo e ricchissimo emirato situato nella penisola Arabica.

Grazie al mio status di passeggero di business class, i controlli doganali appena sceso dall’aereo sono rapidissimi e senza code.

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L’enorme peluche al centro dell’aeroporto di Doha

L’aeroporto è così grande che puoi tranquillamente muoverti guardando le mappe di Google. Nonostante non siano ancora le sei della mattina, c’è un viavai di persone che sembra di essere a mezzogiorno. Ho due ore di sosta e mi dirigo con piglio deciso verso la lounge della Qatar Airways, della quale vi ho già parlato qua.

Faccio un bis di colazione, cappuccino Illy e qualche dolcetto, una veloce visita alla day spa, nome altisonante per indicare gli elegantissimi bagni con servizio di concierge, musica diffusa in sottofondo, asciugamani di pregiatissimo cotone, ed è già ora di andare a prendere un altro aereo.

Il gate d’imbarco questa volta è veramente lontano. Io e il mio zaino fluorescente attraversiamo lunghissime navate piene di gente in partenza e, alla fine di un interminabile corridoio, scendendo di un piano con una lentissima scala mobile, vedo il mio desk di imbarco con una lunga fila di persone. Ovviamente io passo davanti a tutti, mi controllano la carta d’imbarco e mi indirizzano verso un bus navetta con tre persone a bordo.

Per fortuna sul pullman l’aria condizionata funziona a meraviglia, perché nel passaggio dal terminal al bus ho potuto constatare che alle 7.30 della mattina del 14 luglio in Qatar  ci sono già 40 gradi!!!

Con immensa sorpresa scopro che l’autobus sul quale sono salito è riservato ai viaggiatori di business class e, a quanto pare, siamo solo in cinque. Il prossimo scalo, questa volta a Hong Kong prima di volare a Sydney, si annuncia essere ancora più interessante del precedente (ma lo racconterò nel prossimo post).


 

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