Sydney: un sogno che diventa realtà

Come ho scritto nella presentazione del blog, che potete leggere qui, ho vissuto sei straordinari mesi a Sydney. Arrivarci, però, non è stata cosa semplice e il viaggio ha richiesto una lunga pianificazione.

UN SOGNO COLTIVATO A LUNGO

Sin da bambino coltivavo il sogno di andare in Australia e visitare Sydney, città famosa per l’iconica Opera House e per le sue meravigliose baie ed insenature.

Non ho ricordo di un motivo particolare per cui mi sia nata questa passione per il paese dei canguri, sta di fatto che negli ultimi anni era diventata quasi un’ossessione l’idea di poter andare a vivere, anche se solo per un periodo, dall’altra parte del mondo.

Grazie ad internet, avevo iniziato a studiare le diverse opportunità che esistevano per poter sbarcare in Australia con un visto regolare e, contemporaneamente, leggevo diversi blog che raccontavano l’esperienza di altri italiani trasferiti a vivere a “testa in giù”, downundercome si dice in maniera informale di chi vive in quel continente.

L’UNIVERSO INTERNET

Tra tutti i blog, il migliore, quello che più mi ha trasmesso le emozioni di un italiano che sogna Sydney e che finalmente la raggiunge, è stato quello di Giordano, che, attraverso i suoi post, mi ha coinvolto nella sua nuova vita australiana. Il suo primo post di sempre, che potete leggere cliccando qui, mi ha fatto sentire come se fossi io il protagonista di quella storia.

I racconti di Giordano descrivono una Sydney che io dovevo assolutamente vedere con i miei occhi. Quindi ho iniziato a consultare molti gruppi Facebook di italiani a Sydney ed in Australia e a leggere le esperienze raccontate per raccogliere informazioni sui visti d’ingresso. Tuttavia, sappiamo che questo social network non è uno strumento sempre attendibile e quindi ho cambiato fonte.

Niente di meglio che il sito ufficiale dell’immigrazione australiana, il sito Border.gov.au, per anni conosciuto come Immi, abbreviazione di immigration, nome contenuto nel vecchio indirizzo internet. Su questo sito ho trovato tutte le informazioni aggiornate in merito a visti e possibilità di ingresso in Australia, paese noto per le norme molto rigide in materia di immigrazione.

Alla fine, il modo migliore per me per andare a Sydney era quello di richiedere un visto studenti, così da potermi fermare oltre i 90 giorni del visto turistico, frequentare un corso d’inglese e poter lavorare, anche se solo per 20 ore la settimana.

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Il centro di Sydney visto dall’aereo

TROVATO IL VISTO ORA SI CERCA LA SCUOLA

Sebbene sulla carta la ricerca di una scuola d’inglese a Sydney possa sembrare un gioco da ragazzi visto che ce ne sono centinaia, ho preferito affidarmi a chi ne sa più di me.

Tra le varie notizie trovate in rete ho scoperto organizzazioni educative, agenzie scolastiche, che offrono servizi di consulenza gratuita per la ricerca di corsi di studio in Australia.

Ho anche partecipato ad una convention organizzata a Roma da una di queste agenzie, ma lo show con tanto di lacrimuccia del suo fondatore non mi ha convinto molto.

Ho fissato quindi un appuntamento con un’altra agenzia scolastica, questa volta a Milano, Go Study Australia, e l’approccio è risultato sicuramente meno melodrammatico e più pragmatico. Dopo un primo incontro nella sede vicino piazza San Babila con il manager Jacopo, è toccato al buon Francesco (se cliccate qui potete conoscerlo un po’ di più) occuparsi della mia pratica e, soprattutto, sopportare le mie mille domande e molteplici dubbi.

Si perde il conto del numero di telefonate che gli ho fatto o di email che gli ho scritto con le domande più disparate, ma alla fine è riuscito a tranquillizzarmi e insieme abbiamo scelto il campus, il Greenwich College nel centro di Sydney, dove avrei perfezionato il mio inglese, e, successivamente, abbiamo compilato la richiesta per il visto d’ingresso in Australia come studente.

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Il centro di Sydney

LA CONFERMA DEL VISTO

Meglio di ogni più rosea aspettativa, il visto mi è stato rilasciato in meno di 12 ore, tempo pressoché record per il dipartimento australiano di immigrazione, e a questo punto, con i biglietti già in tasca da diversi mesi, non mi è rimasto che aspettare la data di partenza.

Il 13 luglio 2016 mi sono imbarcato sul volo diretto a Sydney. Un violento temporale metteva a dura prova l’aeroporto di Malpensa, mentre la mia emozione cresceva di momento in momento; ma per sapere cosa successe dopo dovete aspettare il prossimo post.


 

 

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