Giro d’Irlanda in 14 giorni: storia di ombrelli e giacche a vento

Sono in Irlanda da circa una decina di giorni ed oggi è stata la prima giornata in cui non sia piovuto, né, tantomeno, mi sia fatto una colossale doccia mentre mi arrampicavo a vedere qualche scogliera a precipizio sull’oceano.

AGOSTO È IL TEMPO DELLE PIOGGE

Mentre mi organizzavo per questa avventura in terra irlandese, ho letto su diverse guide che in Irlanda il mese di agosto è quello più piovoso.

Anche guardando il video di Stefano Tiozzo, un videoblogger appassionato di viaggi e fotografia, era chiaro che le condizioni climatiche dell’Irlanda non fossero proprio delle migliori durante l’estate. Il mio entusiasmo iniziava a vacillare.

Non mi sono fatto spaventare completamente, ho riempito la mia brava valigia e sono partito con un bel volo British Airways con destinazione Dublino.

DUBLINO NELLA NEBBIA

Sceso dall’aereo a Dublino ovviamente il cielo era completamente coperto, una leggera e fitta pioggerellina mi accompagnava verso il salone degli arrivi e un vento gelido mi faceva capire che i 40 gradi italiani sarebbero stati un lontanissimo ricordo.

Una volta seduto sull’auto a noleggio, il termometro segna inesorabilmente 14 gradi, la pioggerellina diventa presto un violento acquazzone e, mentre mi dirigo verso il Sally Gap sulle Wicklow Mountains, la visibilità si riduce fino ad un metro, nemmeno fossi in pianura padana con la nebbia a banchi.

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Panorama alpino sulle Wicklow Mountains

Mi ritrovo così ad avere un panorama di nuvole e pioggia e ad intuire che avrei potuto godere di una vista spettacolare se solo fosse stato meno coperto. Negli squarci tra la nebbia sono riuscito a fotografare delle vedute mozzafiato, quasi da paesaggio alpino, mentre in realtà mi trovavo ad una trentina di chilometri a sud di Dublino e a non più di 800 metri di altezza.

IL RING OF KERRY

Tra le mete turistiche dei tour irlandesi c’è il giro completo della penisola di Kerry, percorso da un anello di strade di circa 170km. Questo tratto dell’Irlanda sud occidentale è celebre nel mondo per gli spettacolari panorami, ora prati immensi di un verde lussureggiante, ora scogliere mozzafiato a strapiombo nell’oceano, che incantano migliaia di turisti ogni anno.

Le guide mettono in guardia dal possibile traffico di questa strada nei periodi di alta stagione, come questo in cui io sono in Irlanda, ed anche gli abitanti del posto con i quali ho avuto modo di parlare durante il mio soggiorno da quelle parti mi dicevano di fare attenzione agli intasamenti stradali.

Adesso non so quale sia il loro concetto di traffico, sta di fatto che avrò incrociato in totale una ventina di macchine durante tutto il percorso del ring of Kerry, contando bus e camper e facendo anche un arrotondamento per eccesso!

Per fortuna lo spettacolo della natura ha mantenuto le aspettative e la magia dei colori di questa penisola lascia veramente a bocca aperta.

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La campagna del Ring of Kerry

BEL TEMPO, MA PER POCO

Riesco a riempirmi gli occhi di luce e di colori, ma quando è tempo di andare a vedere le scogliere di Kerry ecco arrivare un bel fronte nuvoloso che non promette nulla di buono.

Per visitare l’area delle scogliere di Kerry si lascia la macchina in un parcheggio e poi ci si arma di tanta buona volontà e si inizia a scalare il fianco di una collina. La salita è in alcuni momenti molto ripida, ostacolata da un violentissimo vento contrario che mi sposta nemmeno fossi una piuma.

La fatica, tuttavia, è più che premiata perché la vista che si gode da lassù è incredibile!!!

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Le Scogliere di Kerry

Ovviamente, non faccio in tempo a scattare un paio di foto che si scatena un diluvio universale come pochi ne ho visto.

Vento di bufera, pioggia di traverso, un montarozzo da ridiscendere e la macchina lontano mille miglia. Nessun riparo, nessuna copertura. Io, il mio cappellino di lana e una folle corsa verso l’auto, luogo asciutto e riparato.

Inutile specificare che una volta arrivato al parcheggio completamente fradicio il temporale si era spostato verso altre zone e da me era rimasto solo il forte vento.

LE SCOGLIERE DI MOHER

Un’altra tappa obbligata nel giro d’Irlanda sono le Cliffs of Moher, scogliere molto suggestive sulla costa centro occidentale del Paese.

Già all’arrivo al parcheggio le premesse non sono delle migliori: una fitta pioggia non lascia alcuna tregua e una rassegnata signora alla cassa non si sbilancia verso un miglioramento a breve.

Prendo cappello, ombrello e compro un meraviglioso poncho verde sottobosco bagnato che si intona una meraviglia coi colori del posto.

Non faccio però i conti con la furia del vento che trasforma in tempo zero la leggera pioggia in tempesta monsonica. La plastica del poncho cede miseramente alla prima folata di vento. L’ombrello viene rivoltato come un calzino e si avviluppa su se stesso quasi intimorito da tanta forza della natura. Io sono bagnato miseramente da capo a piedi e delle scogliere di Moher ho solo una triste immagine:

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Le Scogliere di Moher (dietro la nebbia)

Oltre il prato, la nebbia. Nella foto qua sopra si dovrebbero vedere le scogliere tanto decantate nelle guide turistiche. Ahimè io ho visto solo nebbia e preso tanta acqua.

NON C’È DUE SENZA TRE

Vuoi venire in Irlanda e non andare a vedere la Giant’s Causeway?

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Il Selciato del Gigante

Il Selciato del gigante è una conformazione rocciosa che si trova nel nord-est irlandese, ormai nella britannica Ulster, costituita da rocce basaltiche di origine vulcanica. Di singolare forma esagonale, la loro disposizione ha dato luogo ad una leggenda secondo la quale il gigante Finn McCool avrebbe costruito con queste rocce una passerella per raggiungere la Scozia e andare a combattere un rivale.

Leggende a parte, lo spettacolo che si presenta davanti è incredibile! Queste colonne perfette, con forme geometriche precisissime, lasciano allibiti. Rimango ancora incredulo a rivedere le foto di quelle pietre così ordinate prese d’assalto da turisti di ogni parte del mondo.

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Turisti stambecchi sulla strada del Gigante

Ovviamente il temporale non si è fatto attendere, questa volta fortunatamente senza troppi venti di traverso, quindi la visita è stata un po’ meno complicata delle altre. Purtroppo, in un momento di calma apparente, una folata improvvisa ha avuto la meglio sull’ennesimo ombrello che ha lasciato il campo dopo neppure due giorni dall’acquisto. Alla fine io ero comunque bagnato dalla testa ai piedi anche questa volta.

L’IRLANDA È MAGICA (ANCHE SE PIOVE)

Mancano ancora un paio di giorni da trascorrere a Dublino, ma la magia dei posti che ho visto mi accompagnerà almeno fino a quando non deciderò di tornare in queste località, sicuramente in un periodo meno piovoso e con tanto desiderio di scoprire tutti quei tesori che questa volta mi sono stati tenuti nascosti.


 

2 risposte a “Giro d’Irlanda in 14 giorni: storia di ombrelli e giacche a vento”

  1. Penso, che i tuoi racconti mi fanno ridere e nello stesso tempo conoscere e apprezzare posti che non ho ancora visto attraverso le tue parole. Continua con il tuo Blog.
    Ps= Desirè fan accanita😘
    Ps2= Non andrò mai in Irlanda ad Agosto, sei vivo per miracolo

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